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A Milano non serve più l’auto privata: Car2Go ed Eni (in arrivo)

October 17th, 2013 · 2 Comments

sharingmilano

È passato un po’ di tempo, ma quella che Rifkin battezzò (nell’ormai lontano 2000) come “Era dell’Accesso” – o Sharing Economy per essere più contemporanei – sembra cominciare a produrre risultati concreti anche a Milano che, ad oggi, è una delle città con più car sharing in Europa. E ben contenta di esserlo: dal lancio, in agosto, Car2Go ha già raggiunto la quota di oltre 50.000 iscritti.

car2go-ritiro

Se probabilmente oggi l’utilizzo è soprattutto da parte di chi già non ha un’auto, oppure ne ha solo una per nucleo, il successo che sta riscontrando Car2Go fa pensare che, in prospettiva, la città -non solo una nicchia- possa essere disponibile a dimenticare l’affezione per auto privata (i cui costi e fastidi aumentano costantemente) e a “convertirsi” all’accesso all’auto (a beneficio di vivibilità e sostenibilità, visto che per ogni auto condivisa 15 auto non servono più).
A maggior ragione quando l’offerta sarà più consistente, visto che è in arrivo un altro car sharing promosso da Eni, in collaborazione con Fiat e Trenitalia.

Due sono gli aspetti che voglio mettere in evidenza: l’estensione dell’offerta – dal prodotto al servizio – di aziende “tradizionali” e la competizione che sarà basata sempre più sulla qualità dell’esperienza.

1) “Mettere le mani avanti”
Entrambi gli esperimenti di car sharing sono promossi da aziende private che operano in settori dal futuro difficile. La crisi del settore auto – e connessi – è sotto gli occhi di tutti, non solo in conseguenza della crisi economica ma per l’affermarsi di nuovi comportamenti e modelli di consumo più responsabili e attenti che via via si diffondono a fasce più ampie.
Lato aziende quindi, è bene mettere le mani avanti ed immaginare quale può essere il proprio futuro, pensando, in questo caso specifico, alla mobilità e non al prodotto auto.

2) “Competere sulla qualità dell’esperienza”
Altra cosa interessante, da service designer, sarà verificare sul campo quanto il design del servizio inciderà sulla competizione.
In attesa dell’uscita del nuovo car sharing di Eni, e quindi della possibilità di poter fare un test comparativo tra i due, partiamo dall’idea che il modello di noleggio di base e il prezzo siano simili (le auto sappiamo già che saranno diverse e questo è un fattore abbastanza caratterizzante in partenza).
In tal caso, il progetto dell’esperienza complessiva farà la differenza?

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Tanto per citare alcuni esempi:

  • il “fastidio” che oggi ho con Car2Go di dover andare in piazza 24 Maggio a ritirare la tessera,
  • i soldi che spendo mentre cerco di capire ogni volta come si parte con la Smart senza trovare le istruzioni in auto ma solo sul sito (magari è solo un problema mio…),
  • l’impossibilità di verificare subito quanto ho speso tramite l’app,
  • la scoperta casuale (sentita in coda per il ritiro della tessera) del divieto di parcheggio entro 48 ore dal lavaggio strada, che mi avrebbe causato molto disappunto in caso di multa (sul sito c’è scritto ma ho dovuto cercare un po’ per trovare la dicitura…),

sono aspetti superabili, ma che con il nuovo car sharing potrebbero essere risolti diversamente, generare un’esperienza più fluida e di conseguenza un confronto basato proprio su questi aspetti (prima però bisogna decidere di provare entrambi i servizi…).

Fonti: link nel post

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com
English version (by Google Translate)

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