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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Food</title>
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		<title>Vince lo Startup Weekend di Trento il servizio &#8220;Milk, please&#8221; per la consegna social della spesa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ruota attorno al tema della consegna della spesa in crowdsourcing il concept vincitore dello Startup Weekend di Trento, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:
&#8220;Milk, please! è un SaaS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3724" title="Milkplease" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg" alt="Milkplease" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Ruota attorno al tema della <strong>consegna della spesa in crowdsourcing</strong> il concept vincitore dello <a href="http://trento.startupweekend.org/" target="_blank">Startup Weekend di Trento</a>, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:<span id="more-3714"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">Milk, please!</a> è un SaaS (Software as a Service) accessibile da una interfaccia web, da un applicazione mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi in un negozio, può inserire il proprio ordine tramite il nostro sito web o l&#8217;applicazione per smartphone, e <strong>inviare la propria lista della spesa ad altri utenti</strong>. Se uno di questi si trova in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, può decidere di accettare l&#8217;ordine e di <strong>effettuare la consegna</strong>. In questo modo si evitano gli sprechi di tempo ed energie, ne traggono vantaggio le persone e ne beneficia l&#8217;ambiente perché si eliminano gli spostamenti non necessari con l&#8217; auto o altri mezzi inquinanti&#8221;.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3720" title="Milkplease_story" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg" alt="Milkplease_story" width="500" height="520" /></a></p>
<p>Il servizio prevede il pagamento on line della spesa con inclusa una <strong>ricompensa per chi effettua la consegna</strong> (in modo, giustamente, da offrire una motivazione a partecipare, sullo stile di <strong><a href="http://donnadiservizio.com/intervista-a-harry-schiff-co-fondatore-di-agentanything-design-dellesperienza-modello-di-business-strategie-di-marketing/2541/" target="_blank">AgentAnything</a></strong> o <strong><a href="http://www.neighbfav.com/" target="_blank">NeighborFavor</a></strong>), anche se le modalità non sono ancora chiare.</p>
<p>Si tratta evidentemente di un concept da sviluppare in relazione a quelli che potranno essere gli utenti effettivi e le modalità di pagamento e consegna, ma di sicuro l&#8217;intenzione di andare in fretta c&#8217;è, visto che il sito di Milk, Please è già online con un <strong>modulo per dare la propria disponibilità</strong> a partecipare (sia come utente che come negozio) e per indagare le principali motivazioni degli interessati.</p>
<p>Questo il sito: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a>,  <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2012/04/03/startup-weekend-trento-vincitori-milk-please-23457.html#content" target="_blank">wired.it</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Open Kitchen per i produttori locali: cultura e disintermediazione da Tawlet</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/open-kitchen-per-i-produttori-locali-cultura-e-disintermediazione-da-tawlet/3692/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>

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		<description><![CDATA[
Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante Tawlet di Beirut aggiunge il concetto di open kitchen, dove sono i diversi produttori locali che ogni giorno cucinano i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.

Nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3702" title="Tawlet1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg" alt="Tawlet1" width="500" height="315" /></a></p>
<p><strong>Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. </strong>Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante <strong><a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">Tawlet</a></strong> di Beirut aggiunge il concetto di <strong>open kitchen</strong>, dove sono i diversi <strong>produttori locali che ogni giorno cucinano</strong> i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.<span id="more-3692"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3703" title="Tawlet2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg" alt="Tawlet2" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Nato come ente no profit, Tawlet è il ristorante del primo farmers&#8217; market libanese Souk el Tayeb e si propone di collaborare con persone di credo e provenienza diversi, facendo al contempo conoscere i cibi locali e sostenendo i piccoli produttori biologici.</p>
<p>Un&#8217;operazione culturale sotto diversi punti di vista quindi, che si articola in un <strong>palinsesto variegato</strong>, tutto incentrato sul tema dell&#8217;open kitchen.<br />
Dal lunedì al venerdì a pranzo il ristorante serve i piatti cucinati dai produttori locali, mentre al pomeriggio si svolgono lezioni di cucina per adulti. Il venerdì pomeriggio le lezioni di cucina per i bambini, il sabato il brunch e una volta al mese incontri con ospiti speciali come chef o scrittori. La sera il ristorante è dedicato alla <strong>formula &#8220;I cook&#8221;</strong>, dove la cucina può essere utilizzata dagli ospiti che hanno accesso ad un servizio di supporto da parte di Tawlet nella spesa, nella preparazione e nel servizio a tavola.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3704" title="Tawlet3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg" alt="Tawlet3" width="500" height="329" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3705" title="Tawlet4" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg" alt="Tawlet4" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">tawlet.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Massive Health, un servizio per mangiare meglio: insight efficaci e forzature social</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il mondo della salute, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio Hello Health),  Massive Health è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3597" title="eatery01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg" alt="eatery01" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il <a href="http://donnadiservizio.com/category/health/" target="_blank">mondo della salute</a>, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Health</a>),  <strong><a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">Massive Health</a></strong> è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione social non necessaria.<span id="more-3596"></span></p>
<p>Massive Health è una startup, fondata da Kamal e dall&#8217;ex direttore creativo di Mozzilla Raskin, che ha lanciato <strong><a href="https://eatery.massivehealth.com/" target="_blank">Eatery</a></strong>, un&#8217;applicazione mobile che consente di <strong>monitorare le proprie abitudini alimentari</strong> grazie alla costruzione di un <strong>diario fotografico</strong> e alla <strong>condivisione social</strong>.</p>
<p>L&#8217;applicazione consente di scattare un foto a quello che si sta mangiando e di indicarne la quantità. La foto viene inviata automaticamente agli altri utenti dell&#8217;applicazione che possono dare una valutazione di quanto è salutare il pasto.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3601" title="eatery02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg" alt="eatery02" width="500" height="482" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3602" title="eatery03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg" alt="eatery03" width="500" height="482" /></a><br />
Alla fine della settimana si ottiene un quadro completo del proprio comportamento alimentare grazie ad un fotomontaggio di insieme e ad infografiche che indicano quanto si è mangiato sano, quando si riscontrano cattive abitudine ripetute, quali progressi sono stati fatti, ecc…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3603" title="eatery04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg" alt="eatery04" width="500" height="482" /></a></p>
<p>L&#8217;idea chiave su cui si basa Eatery non è, infatti, quella della dieta basata sul conteggio delle calorie, ma sulla presa di consapevolezza delle proprie abitudini e punti deboli in modo da riuscire a modificare più efficacemente il proprio approccio al cibo e quindi migliorare la propria salute.</p>
<p><strong>I punti di forza</strong><br />
L&#8217;insight  che mi sembra molto interessante è la necessità di <strong>prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari</strong>, piuttosto che seguire sistemi di dieta rigida che in genere vengono abbandonati molto rapidamente.<br />
Il diario alimentare è uno strumento classico utilizzato dai dietologi, che qui trova un&#8217;evoluzione di grande impatto ed efficacia. L&#8217;applicazione infatti permette di costruire un <strong>diario fotografico</strong> (e si sa che le immagini funzionano di più delle parole) in modo <strong>veloce e senza impegno</strong>, ottenendo in più un&#8217;<strong>interpretazione automatica</strong> dei dati che emergono, con <strong>interfacce di qualità estetica e funzionale</strong>.</p>
<p><strong>I punti di debolezza</strong><br />
Il problema, a mio avviso, sta nella <strong>valutazione della correttezza delle abitudini alimentari</strong>. Uno dei commenti ad un articolo su Eatery che stavo leggendo sintetizza bene il punto: <em>un cieco che guida un cieco?</em>. Si sa che i luoghi comuni sui cibi sono tanti e che ciascuno ha caratteristiche ed esigenze specifiche, per cui il fatto che siano altri utenti a valutare il tipo di alimentazione della persona mi pare poco credibile. Se il diario alimentare potesse essere inviato periodicamente ad un nutrizionista e venisse valutato su specifiche &#8220;tecniche&#8221; inserite precedentemente sulla base di un parere medico (o simili), non ci sarebbe bisogno della valutazione &#8220;social&#8221; e sembrerebbe effettivamente orientato al miglioramento della salute.<br />
Il fatto di creare una <strong>community </strong>di incoraggiamento e sostegno agli sforzi alimentari (sullo stile ad esempio di <a href="http://nikerunning.nike.com/nikeos/p/nikeplus/it_IT/plus/#//dashboard/" target="_blank">nike+</a>) potrebbe essere interessante, ma non in un modo che incide sui contenuti della dieta. In questo caso la dimensione social sembra una forzatura dettata dal fatto che oggi tutto deve passare dai social network per generare traffico, dimenticando l&#8217;effettiva utilità per l&#8217;utente.</p>
<p><strong>Modificare la promessa?</strong><br />
Forse se la promessa non fosse quella di migliorare la salute, ma piuttosto di creare il proprio diario di &#8220;appassionato&#8221; di cucina da condividere con gli amici, concept e realizzazione sarebbero più coerenti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">massivehealth.com</a>, <a href="http://mashable.com/follow/topics/massive-health" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Culture Kitchen@Whole Foods: cibo etnico a servizio dello scambio culturale</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/culture-kitchenwhole-foods-cibo-etnico-a-servizio-dello-scambio-culturale/3175/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 15:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;ampio fiorire di servizi attorno al cibo, sicuramente uno degli ambiti più esplorati negli ultimi anni é quello dell&#8217;educazione/intrattenimento, sulla scia di un crescente interesse per la cultura del cibo. E&#8217; in questo ambito che opera Culture Kitchen, no-profit di San Francisco, che si pone l&#8217;obiettivo di connettere appassionati di cucina etnica con donne immigrate che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3176" title="culturekitchen01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen01.jpg" alt="culturekitchen01" width="500" height="320" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ampio fiorire di <strong>servizi attorno al cibo</strong>, sicuramente uno degli ambiti più esplorati negli ultimi anni é quello dell&#8217;<strong>educazione/intrattenimento</strong>, sulla scia di un crescente interesse per la cultura del cibo. E&#8217; in questo ambito che opera <strong><a href="http://culturekitchensf.com/" target="_blank">Culture Kitchen</a></strong>, no-profit di San Francisco, che si pone l&#8217;obiettivo di connettere appassionati di cucina etnica con <strong>donne immigrate</strong> che insegnano come cucinare i loro piatti favoriti durante lezioni tematiche.<span id="more-3175"></span></p>
<p>Il coinvolgimento di donne immigrate in qualità di insegnanti é un modo, non solo per valorizzare il servizio di scuola di cucina etnica <strong>aumentandone l&#8217;autenticità</strong>, ma aggiunge anche un intento di <strong>valorizzazione delle persone all&#8217;interno di una comunità locale</strong>.  Come dichiarano le fondatrici, Abby Sturges e Jennifer Lopez, l&#8217;intento é appunto<em> &#8220;creare un forum per lo scambio culinario e culturale, mostrando che in cucina può essere fatto molto di più del solo cibo&#8221;</em>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3179" title="culturekitchen02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen02.jpg" alt="culturekitchen02" width="500" height="343" /></a></p>
<p>Le lezioni, che costano dai 40 ai 60 $ a testa, si svolgono presso il <strong><a href="http://wholefoodsmarket.com/stores/cooking-classes/" target="_blank">Whole Foods Culinary Center</a></strong><strong> </strong>di San Francisco, spazio attrezzato che la catena americana dedica a lezioni, dimostrazioni e workshop di cucina.</p>
<p>Fonti: <a href="http://culturekitchensf.com/" target="_blank">culturekitchensf.com</a>, <a href="http://wholefoodsmarket.com/stores/cooking-classes/" target="_blank">wholefoodsmarket.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/food_beverage/social-enterprise-employs-immigrants-teach-cooking-classes/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><a href="http://www.springwise.com/food_beverage/social-enterprise-employs-immigrants-teach-cooking-classes/" target="_blank"></a> Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p>English version <em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">(by Google Translate)</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Food, geolocalizzazione e confronto tra i prezzi a servizio del risparmio: Risparmiosuper e mySupermarket</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Customization]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se spesso molti dei servizi per il confronto tra i prezzi sono dedicati all&#8217;acquisto di singoli prodotti (v. Price Comparison di Best Buy, Trivago, Kelkoo, Okprezzi,…), il caso di Risparmiosuper.it rappresenta un&#8217;interessante evoluzione, essendo dedicato ad individuare il supermercato più conveniente per fare un&#8217;intera spesa.
Il sito (vincitore del concorso 2010 per nuove idee della fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/risparmiosuper.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3076" title="risparmiosuper" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/risparmiosuper.jpg" alt="risparmiosuper" width="500" height="278" /></a></p>
<p>Se spesso molti dei servizi per il confronto tra i prezzi sono dedicati all&#8217;acquisto di singoli prodotti (v. <a href="http://donnadiservizio.com/retail-e-strategie-per-ottimizzare-la-relazione-coi-clienti-il-confronto-tra-i-prezzi/2678/" target="_blank">Price Comparison di Best Buy</a>, <a href="http://www.trivago.it/" target="_blank">Trivago</a>, <a href="http://www.kelkoo.it/" target="_blank">Kelkoo</a>, <a href="http://www.okprezzi.it/" target="_blank">Okprezzi</a>,…), il caso di <a href="http://www.risparmiosuper.it/categorie/home#chiudi" target="_blank"><strong>Risparmiosuper.it</strong></a> rappresenta un&#8217;interessante evoluzione, essendo dedicato ad individuare il supermercato più conveniente per fare <strong>un&#8217;intera spesa</strong>.<span id="more-3067"></span></p>
<p>Il sito (vincitore del concorso 2010 per nuove idee della fondazione Mind the Bridge e dell&#8217;International Expo della Silicon Valley 2011) permette di <strong>creare il proprio carrello virtuale della spesa ed trovare, dando le proprie coordinate geografiche, il supermercato più conveniente per l&#8217;intera spesa nelle proprie vicinanze</strong>.</p>
<p>L&#8217;offerta pare ben declinata sulle diverse esigenze dei consumatori, permettendo non solo di comporre la propria spesa, ma anche di:<br />
&gt; salvare e aggiornare la propria lista verificando in automatico ogni settimana quale supermercato è più conveniente<br />
&gt; ricevere sms o email con notifiche sulle promozioni che riguardano i prodotti preferiti<br />
&gt; confrontare le promozioni su singoli prodotti in diversi supermercati</p>
<p>Sicuramente c&#8217;è ancora spazio per ulteriori sviluppi, come dimostra <a href="http://www.mysupermarket.co.uk/" target="_blank"><strong>mySupermarket</strong> </a>(il &#8220;corrispettivo&#8221; inglese), che oltre a quanto descritto, permette di fare la <strong>spesa on line combinando i prodotti più convenienti tra i 4 supermercati</strong> per i quali il servizio è attivo e ricevere suggerimenti su prodotti simili ma più convenienti oppure <strong>più salutari</strong> (interessante variante legata al contesto specifico).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/mysupermarket.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3078" title="mysupermarket" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/mysupermarket.jpg" alt="mysupermarket" width="500" height="278" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.risparmiosuper.it/categorie/home#chiudi" target="_blank">risparmiosuper.it</a>, <a href="http://www.mysupermarket.co.uk/" target="_blank">mysupermarket.co.uk</a>, <a href="http://www.corriere.it/economia/11_luglio_12/supermercato-commercio-comparatore_bc116532-ac89-11e0-96a7-7cc3952b9d04.shtml" target="_blank">corriere.it</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Come diventare leader di mercato innovando l&#8217;esperienza: il Virtual Store Tesco-Homeplus</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/come-diventare-leader-di-mercato-innovando-lesperienza-il-virtual-store-tesco-homeplus/3039/</link>
		<comments>http://donnadiservizio.com/come-diventare-leader-di-mercato-innovando-lesperienza-il-virtual-store-tesco-homeplus/3039/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Progettare l&#8217;esperienza, integrare fisico e digitale, osservare gli utenti, individuare nuovi stili di relazione: questo l&#8217;approccio alla base del Virtual Store di Tesco (con marchio Homeplus in Sud Corea) che ha consentito un&#8217;innovazione nella vendita e-commerce traducibile nell&#8217;aumento delle vendite del 130%.
Si tratta di un negozio virtuale all&#8217;interno delle stazioni della metropolitana, realizzato semplicemente con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/homeplus.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3049" title="homeplus" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/homeplus.jpg" alt="homeplus" width="500" height="320" /></a></p>
<p>Progettare l&#8217;esperienza, integrare fisico e digitale, osservare gli utenti, individuare nuovi stili di relazione: questo l&#8217;approccio alla base del <strong>Virtual Store di <a href="http://www.tesco.com/" target="_blank">Tesco</a></strong> (con marchio <a href="http://www.homeplus.co.kr/index.jsp" target="_blank">Homeplus</a> in Sud Corea) che ha consentito un&#8217;<strong>innovazione nella vendita e-commerce</strong> traducibile nell&#8217;<strong>aumento delle vendite del 130%</strong>.<span id="more-3039"></span></p>
<p>Si tratta di un negozio virtuale all&#8217;interno delle stazioni della metropolitana, realizzato semplicemente con <strong>stampe che riproducono le corsie del supermercato con relativi prodotti</strong>. Per ogni prodotto è presente un <strong>QR code</strong> da fotografare con il proprio smartphone per inserire il prodotto nel proprio carello e-commerce. La transazione viene completata on line attraverso l&#8217;<strong>applicazione per smartphone</strong> e la spesa viene consegnata a domicilio immediatamente dopo l&#8217;ordine.<br />
<object style="height: 305px; width: 500px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nJVoYsBym88?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 305px; width: 500px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/nJVoYsBym88?version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Ancora spazio per l&#8217;innovazione di un servizio diventato ormai un &#8220;classico&#8221;, la spesa e-commerce, che, come nel caso di <a href="http://donnadiservizio.com/implementare-un-servizio-sulla-base-dei-bisogni-reali-chrono-drive/667/" target="_blank">Chrono Drive</a>, trae spunto in primis dall&#8217;<strong>osservazione di bisogni e comportamenti reali delle persone</strong> (in Sud Corea particolarmente impegnate). Qui il vantaggio è quello di <strong>utilizzare il tempo di attesa nelle stazioni</strong> per fare una spesa che simula (anche e soprattutto <em>visivamente</em>) quella che si farebbe al supermercato, senza dedicare tempo apposito sul sito e-commerce.<br />
Senza contare il vantaggio per l&#8217;azienda che non ha creato vending machine, digitali o meno, ma le stampe dei prodotti e l&#8217;applicazione per smartphone..</p>
<p>Tesco-Homeplus è il secondo distributore in Corea del Sud dopo E-mart e il progetto è nato con l&#8217;obiettivo di superare il concorrente senza aumentare il numero di punti vendita.</p>
<p>Risultato: un aumento del 130% delle vendite on line.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tesco.com/" target="_blank">tesco.com</a>, <a href="http://www.psfk.com/2011/07/browse-and-buy-groceries-while-you-wait-for-your-train.html" target="_blank">psfk.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;esperienza regalo tra fisico e digitale: Giftee, FrinXX, Pepsi</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/lesperienza-regalo-tra-fisico-e-digitale-giftee-frinxx-pepsi/3005/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 16:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Physical+Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
Emerge una rinnovata attenzione al tema del &#8220;regalare&#8221;, che ingloba nuove modalità e strumenti interessanti dal punto di vista del service design. I casi citati come esempi -Giftee, FrinXX, Pepsi- rivisitano, infatti, sia l&#8217;esperienza del fare e ricevere un regalo sfruttando nuovi canali, sia la tipologia di regalo, ovvero parlano di regali-micro, piccoli gesti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/missivepress/"><img class="alignnone size-full wp-image-3022" title="gift" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/gift.jpg" alt="gift" width="500" height="325" /></a></p>
<p>Emerge una rinnovata attenzione al tema del &#8220;regalare&#8221;, che ingloba <strong>nuove modalità e strumenti</strong> interessanti dal punto di vista del service design. I casi citati come esempi -<a href="http://giftee.co/" target="_blank">Giftee</a>, <a href="http://www.frinxx.de/" target="_blank">FrinXX</a>, <a href="http://www.pepsico.com/PressRelease/PepsiCo-Introduces-Social-Vending-System-the-Next-Generation-in-Interactive-Vend04272011.html" target="_blank">Pepsi</a>- rivisitano, infatti, sia <strong>l&#8217;esperienza</strong> del fare e ricevere un regalo <strong>sfruttando nuovi canali</strong>, sia la tipologia di regalo, ovvero parlano di regali-micro, piccoli gesti che con poco sforzo risultano di grande impatto.<span id="more-3005"></span></p>
<p><em><strong>Giftee</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/giftee.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3016" title="giftee" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/giftee.jpg" alt="giftee" width="500" height="366" /></a><br />
</strong></em></p>
<p>Giftee è una piattaforma di commercio elettronico con la quale è possibile “dire grazie” ad una persona inviando un micro regalo come una pizza, un sandwich o un gelato, tramite un semplice tweet. Al beneficiario basta mostrare il messaggio nel locale scelto per ottenere il regalo.<br />
Per acquistare il regalo è necessario collegare il proprio account twitter, scegliere cosa acquistare tra i prodotti disponibili, pagare con paypal ed inviare il messaggio. Il destinatario riceve su twitter (o via mail) il link ad un&#8217;immagine che corrisponde alla &#8220;ricevuta&#8221; del regalo da mostrare nel negozio.<br />
Il servizio è attualmente attivo solo in Giappone.</p>
<p><em><strong>FrinXX</strong></em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/frinxx.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3014" title="frinxx" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/frinxx.jpg" alt="frinxx" width="500" height="132" /></a><br />
Si tratta di un servizio simile a Giftee, attivo al momento in Germania, che consente di offrire da bere agli amici nei vari locali aderenti all&#8217;iniziativa, o di pagare in anticipo le proprie consumazioni senza dover portare il portafoglio.<br />
L&#8217;utente si iscrive al sito oppure si collega tramite Facebook. Sceglie l&#8217;importo che vuole spendere e paga tramite PayPal, iPayment, ClickandBuy o carta di credito. Dopo il pagamento viene generato un codice che può essere spedito ad una o più persone via sms, e-mail o Facebook, da mostrare al bar per ricevere i drink.</p>
<p><em><strong>Pepsi social vending machine</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/pepsico.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3011" title="pepsico" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/pepsico.jpg" alt="pepsico" width="500" height="400" /></a><br />
</strong></em></p>
<p>Un nuovo concetto di vending machine che, oltre al funzionamento tradizionale, permette anche di regalare una bibita ad un amico, grazie all&#8217;invio di un codice tramite sms. Al momento dell&#8217;acquisto si inserisce il numero di cellulare del destinatario ed un messaggio personalizzato, che può essere solo testo o addirittura un breve video-messaggio girato sul momento. Il destinatario riceve poi un codice con cui ritirare il proprio regalo ad una vending machine Pepsi.</p>
<p>Fonti: <a href="http://giftee.co/" target="_blank">giftee.co</a>, <a href="http://www.frinxx.de/" target="_blank">frinxx.de</a>, <a href="http://www.pepsico.com/PressRelease/PepsiCo-Introduces-Social-Vending-System-the-Next-Generation-in-Interactive-Vend04272011.html" target="_blank">pepsico.com</a>, <a href="http://trendwatching.com" target="_blank">trendwatching.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rethinking Happiness: architettura e servizi per una nuova visione del futuro</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/rethinking-happiness-architettura-e-servizi-per-una-nuova-visione-del-futuro/2590/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ospitalità e turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>
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Uno dei mondi che per eccellenza interseca la progettazione dei servizi è quello dell&#8217;architettura che, creando spazi per le relazioni e le attività quotidiane, nel migliore dei casi propone anche un miglioramento del nostro futuro. Ed è proprio questo il caso di Rethinking Happiness, progetto di Aldo Cibic presentato alla 12° Biennale di Architettura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/RH_Cibic1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2617" title="RH_Cibic" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/RH_Cibic1.jpg" alt="RH_Cibic" width="500" height="206" /></a></p>
<p>Uno dei mondi che per eccellenza interseca la progettazione dei servizi è quello dell&#8217;architettura che, creando spazi per le relazioni e le attività quotidiane, nel migliore dei casi propone anche un miglioramento del nostro futuro. Ed è proprio questo il caso di <a href="http://www.rethinkinghappiness.info/it/" target="_blank"><strong>Rethinking Happiness</strong></a>, progetto di <a href="http://www.cibicworkshop.com/?lang=it" target="_blank"><strong>Aldo Cibic</strong></a> presentato alla <a href="http://www.labiennale.org/it/architettura/" target="_blank">12° Biennale di Architettura di Venezia</a>, che sulla base di 4 situazioni reali propone <strong>modelli per nuovi stili di vita in nuove comunità</strong>.<span id="more-2590"></span></p>
<p>Partendo dall&#8217;idea che <em>il periodo storico che stiamo vivendo ci pone di fronte a condizioni e a sfide che possono generare cambiamenti sostanziali</em> nel nostro modo di pensare e di approcciare il progetto, <em>dai problemi legati al tema della <strong>sicurezza</strong> (a livello personale, alimentare, energetico, economico), ai temi del <strong>paesaggio</strong> (verde, natura, agricoltura ma anche periferie urbane e industriali), ai <strong>modelli di consumo</strong>, alle emergenze sui <strong>giovani</strong> e sugli <strong>anziani</strong>,</em> Cibic ritiene che l&#8217;azione creativa debba avere un <strong>approccio multidisciplinare</strong> <em>(economisti, sociologi, architetti, designer, urbanisti, paesaggisti e semplici cittadini)</em> per poter proporre progetti che operino delle trasformazioni reali e <strong><em>attivino dinamiche sociali ed economiche</em> positive</strong>.</p>
<p>Secondo una visione fortemente integrata ai servizi, Cibic immagina la <strong>vita quotidiana di 4 comunità in risposta alle sfide e bisogni del prossimo futuro</strong> (utilizzando peraltro un linguaggio e strumenti di rappresentazione di grande poesia e vicini agli storyboard di servizio).</p>
<p><em><strong>Superbazaar</strong><br />
Un luogo dove vivere, incontrarsi, comprare, vendere, scambiare</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/superbazaar.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2591" title="superbazaar" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/superbazaar.jpg" alt="superbazaar" width="500" height="300" /></a><br />
Un <strong>modello di spazio pubblico</strong> animato da molteplici attività funzionali alla<strong> vita di quartiere</strong>: spazi di lavoro low-cost per studenti ed immigrati, teatro all&#8217;aperto, mercatino, skate park, metropolitana, biblioteca, food court etnico, uffici temporanei, asilo.</p>
<p><em><strong>Urbanismo Rurale</strong><br />
La città entra in campagna, la campagna entra in città</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/urb_rurale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2592" title="urb_rurale" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/urb_rurale.jpg" alt="urb_rurale" width="500" height="300" /></a><br />
A partire dalla situazione di un territorio rurale nei pressi di Shangai che si trova schiacciato tra una nuova città e una zona industriale in espansione, il progetto propone un modello per <strong>preservare le attività rurali</strong> e creare <strong>una nuova comunità con servizi condivisi</strong> e relazioni in sintonia col territorio. Una città sospesa sulla campagna che pensa ad infrastrutture condivise &#8211; granaio, fontana con raccolta dell&#8217;acqua piovana, piattaforma per l&#8217;essiccazione, … &#8211; e al benessere della vita quotidiana &#8211; percorsi pedonali e ciclabili, taxi d&#8217;acqua, teatro degli acrobati, piazza di scambio, …</p>
<p><em><strong>Un campus tra i campi</strong><br />
Venice agri.techno valley</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/campus.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2594" title="campus" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/campus.jpg" alt="campus" width="500" height="300" /></a></p>
<p>A partire dal caso di una startup operante nel settore delle nuove tecnologie insediatasi nella laguna di Venezia, il progetto sviluppa un nuovo<strong> modello di campus</strong>, in una <strong>condizione di autosufficienza energetica e alimentare</strong>: agricoltura, orti, turismo e tecnologia convivono così nello stesso ambiente. Ospitalità, lavoro e intrattenimento convivono grazie a una house boat hotel, il ristorante all’aperto, campi da pallavolo e pallacanestro, il grande orto, camping e bungalow, centro conferenze frutteto, la fattoria bed&amp;breakfast…</p>
<p><em><strong>Nuove comunità, nuove polarità</strong><br />
Come un piccolo centro diventa un grande centro</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/comunita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2595" title="comunita" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/comunita.jpg" alt="comunita" width="500" height="300" /></a></p>
<p>A partire dal caso di un&#8217;azienda internazionale (circa 1000 dipendenti principalmente giovani) che sposta il suo quartier generale in un piccolo centro ai piedi delle Alpi, nasce un modello per realizzare <strong>un quartiere </strong>dove questa comunità aliena trova lo spazio per integrarsi e diventare una <strong>risorsa per il territorio</strong>: piazza degli orti, mercato agricolo locale, club restaurant internet lounge, piscina e spa, appartamenti, piazza per lo skate, palestra e studi, parete per arrampicata, serbatoio dell’acqua, teatro multifunzionale, &#8230;</p>
<p>Il progetto è raccontato anche dal libro <a href="http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=459" target="_blank"><em>Rethinking Happiness. Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te</em>, Edizioni Corraini</a>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.rethinkinghappiness.info/" target="_blank">rethinkinghappiness.info</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come i servizi stanno cambiando il settore dell&#8217;ospitalità: social networking, comunità d&#8217;interesse, sostenibilità, relazioni uno-a-uno</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/come-i-servizi-stanno-cambiando-il-settore-dellospitalita-social-networking-comunita-dinteresse-sostenibilita-relazioni-uno-a-uno/2564/</link>
		<comments>http://donnadiservizio.com/come-i-servizi-stanno-cambiando-il-settore-dellospitalita-social-networking-comunita-dinteresse-sostenibilita-relazioni-uno-a-uno/2564/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 17:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Ospitalità e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Anche il settore dell&#8217;ospitalità alberghiera sta muovendosi con nuove idee e servizi in relazione ad importanti fenomeni e tendenze che stanno segnando questo momento storico. Social networking, desiderio di community, comportamenti responsabili e desiderio di unicità costituiscono un&#8217;occasione per declinare servizi distintivi rispetto alla concorrenza anche in questo settore.

Social networking / IMGuest

Da Facebook a Linkedin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/welcome.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2585" title="welcome" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/welcome.jpg" alt="welcome" width="500" height="202" /></a></p>
<p>Anche il settore dell&#8217;<strong>ospitalità alberghiera</strong> sta muovendosi con nuove idee e servizi in relazione ad importanti fenomeni e tendenze che stanno segnando questo momento storico. <strong>Social networking, desiderio di community, comportamenti responsabili e desiderio di unicità</strong> costituiscono un&#8217;occasione per declinare<strong> servizi distintivi rispetto alla concorrenza</strong> anche in questo settore.<span id="more-2564"></span><br />
<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Social networking</strong></em> <strong><em>/</em></strong> <a href="http://imguest.com/login.php" target="_blank">IMGuest</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/IMguest.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2570" title="IMguest" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/IMguest.jpg" alt="IMguest" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Da Facebook a Linkedin a Foursquare, <strong>l&#8217;uso dei social network per creare relazioni virtuali e reali impera</strong>. Sulla scia di questo fenomeno IMGuest ha sviluppato un servizio che supporta per l&#8217;appunto un processo di conoscenza tra gli ospiti in tutti gli alberghi della catena. L&#8217;utente si registra on line inserendo il proprio profilo e, come nel caso di Foursquare, quando arriva all&#8217;albergo fa un check-in virtuale indicando il tempo di permanenza e che tipo di persone sarebbe interessato a conoscere. Da questo momento è possibile vedere l&#8217;elenco degli altri ospiti e inviare messaggi per organizzare un incontro sulla base di interessi professionali o personali. L&#8217;hotel, oltre ad avere accesso a statistiche ed informazioni approfondite sui propri clienti, offre anche un motivo di attrazione aggiuntivo rispetto ai tradizionali.</p>
<p><em><strong>Sostenibilità </strong></em><strong><em>/</em></strong><a href="http://www.harvardsquareparking.com/green/" target="_blank"> Charles Hotel</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Charles.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2572" title="Charles" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Charles.jpg" alt="Charles" width="500" height="162" /></a></p>
<p>Se <strong>l&#8217;attenzione verso tematiche ambientali</strong> può influenzare in modo decisivo la scelta di un albergo da parte di un cliente (v. <a href="http://www.greenhotels.gr/" target="_blank">GreenHotels</a>), allo stesso modo un albergo può influenzare le decisioni di un cliente rispetto all&#8217;ambiente. E&#8217; questo il caso del Charles Hotel (Cambridge, Mass.), che, oltre ad offrire il parcheggio gratuito per veicoli elettrici o ibridi e un servizio di prestito bici gratuito, ha sviluppato anche un sistema di benefit per chi fa scelte di trasporto sostenibili. Grazie ad un sistema di rilevamento (NanoMAX) utilizzato nel garage, è possibile determinare l&#8217;impatto delle auto e stabilire di conseguenza i diversi livelli di &#8220;premi&#8221; da assegnare ai proprietari.</p>
<p><em><strong>Comunità di interesse /</strong></em><a href="http://www.nhow-hotels.com/berlin/" target="_blank"> Nhow Berlino</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Nhow.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2574" title="Nhow" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Nhow.jpg" alt="Nhow" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Il tema della creazione di piattaforme per <strong>supportare comunità di interesse</strong>, che nella maggior parte dei casi si sviluppano on line proprio per abbattere le distanze tra tutti quelli che hanno una stessa passione, trova invece in questo caso un supporto fisico. Il concept dell&#8217;Hotel Nhow di Berlino (disegnato da Karim Rashid) ruota attorno alla musica, offrendo dei servizi mirati agli appassionati e diventando un luogo di riferimento. Sono disponibili due studi di registrazione, un music manager, vengono regolarmente proposti eventi e concerti oltre al Dj nel bar, tutte le stanze hanno la connessione per l&#8217;I-pod e danno accesso ad oltre 30 canali televisivi musicali, 100 stazioni radio e oltre 5000 video on-demand. Il servizio in camera prevede anche la richiesta di una chitarra.</p>
<p><em><strong>Relazioni uno-a-uno / </strong></em><a href="http://www.hotelvitale.com/" target="_blank">Hotel Vitale</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Vitale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2576" title="Vitale" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/Vitale.jpg" alt="Vitale" width="500" height="200" /></a></p>
<p><strong>Dal personal shopper al personal chef</strong>. Per offrire un&#8217;esperienza unica relativa al cibo (che spesso è una delle aspettative più alte in alberghi di livello), l&#8217;Hotel Vitale (San Francisco) mette a disposizione uno chef che, su prenotazione, accompagna il cliente a fare la spesa nei farmer market locali e lo assiste nella preparazione di una cena speciale. Un servizio iper-personalizzato che fa leva non solo sul desiderio avere un servizio tarato esattamente sulle proprie esigenze, ma anche sulla rinnovata attenzione ai temi del cibo e dell&#8217;esperienza ad esso correlata.</p>
<p>Fonti: <a href="http://imguest.com/login.php" target="_blank">imguest.com</a>, <a href="http://www.harvardsquareparking.com/green/" target="_blank">harvardsquareparking.com</a>, <a href="http://www.greenhotels.gr/" target="_blank">greenhotels.gr</a>, <a href="http://www.nhow-hotels.com/berlin/" target="_blank">nhow-hotels.com</a>, <a href="http://www.hotelvitale.com/" target="_blank">hotelvitale.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dai servizi ai servizi trasformativi (con esempi di Engine e thinkpublic)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 15:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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Il paper di Daniela Sangiorgi &#8220;Transformative Services and Transformation Design&#8221; presentato alla conferenza ServDes (tutti i video degli interventi qui) mi dà l&#8217;occasione per tirare alcune somme generali rispetto a vari casi di servizi presentati qui o visti altrove. Spesso mi sono focalizzata su servizi con ricadute sociali e ambientali (Bright Neighbor, Dinner co-ops) e/o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="281" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17631080&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17631080&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il paper di <a href="http://imagination.lancaster.ac.uk/people/daniela_sangiorgi/" target="_blank">Daniela Sangiorgi</a> &#8220;<strong><a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank"><em>Transformative Services and Transformation Design</em></a></strong>&#8221; presentato alla conferenza <a href="http://www.servdes.org/" target="_blank"><strong>ServDes</strong> </a>(tutti i video degli interventi <a href="http://vimeo.com/servdes/videos/page:1/sort:newest" target="_blank">qui</a>) mi dà l&#8217;occasione per tirare alcune somme generali rispetto a vari casi di servizi presentati qui o visti altrove. Spesso mi sono focalizzata su servizi con ricadute sociali e ambientali<span id="more-2262"></span> (<a href="http://donnadiservizio.com/voglia-di-community-strumenti-on-line-per-supportare-i-quartieri/1469/#more-1469" target="_blank">Bright Neighbor</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/dinner-co-ops-la-cena-la-prepara-il-vicino/1706/" target="_blank">Dinner co-ops</a>) e/o che presuppongono la partecipazione dal basso degli utenti (<a href="http://donnadiservizio.com/alternativa-peer-to-peer-alla-banca-tradizionale-prestiamoci-it/2244/" target="_blank">Prestiamoci</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-la-macchina-del-vicino-varianti-del-car-sharing/2001/" target="_blank">Whip Car</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-le-cose-del-vicino-snapgoods/2058/" target="_blank">Snapgoods</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/agent-anything-qualcuno-lo-fara-al-posto-tuo/1897/#more-1897" target="_blank">Agent Anything</a>), e/o che si basano sul principio della co-progettazione e collaborazione (<a href="http://donnadiservizio.com/my-police-un-progetto-di-service-design-per-la-comunicazione-tra-cittadini-e-polizia/968/" target="_blank">My Police</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/supermercati-democratici-e-cooperativi-the-peoples-supermarket-e-park-slope-food-coop/1372/" target="_blank">supermercati cooperativi</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/la-ricerca-sugli-utenti-in-crowdsourcing-chi-e-come/1889/#more-1889" target="_blank">la ricerca sugli utenti</a>) o del crowdsourcing (<a href="http://donnadiservizio.com/pazienti-org-come-i-servizi-collaborativi-possono-fare-la-differenza/2130/" target="_blank">Pazienti.org</a> e <a href="http://donnadiservizio.com/servizi-si-e-servizi-no-legati-al-crowdsourcing-in-italia/2146/#more-2146" target="_blank">servizi in crowdsourcing</a>), in ambiti che vanno dalla salute, ai trasporti, al cibo, ai servizi pubblici…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/mypolice.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2280" title="mypolice" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/mypolice.jpg" alt="mypolice" width="500" height="276" /></a></p>
<p>Si tratta di alcuni esempi che in piccola parte contribuiscono a spiegare quello che Daniela Sangiorgi definisce come <strong>l&#8217;emergere dei servizi trasformativi</strong>.<br />
Il servizio, da essere una sorta di diverso &#8220;prodotto&#8221; da progettare, è passato ad essere visto come un sistema di interazioni complesse per poi, nell&#8217;ultimo periodo, diventare un importante strumento per la trasformazione sociale, che &#8220;<em>supporta una società più collaborativa, sostenibile e creativa.</em>&#8221;<br />
Di cosa si tratta quindi? I servizi trasformativi sono quei servizi che, oltre a proporre soluzioni più accessibili e usabili, <strong>suggeriscono nuovi modelli di co-produzione in cui i cittadini diventano collaboratori attivi</strong>.</p>
<p>Questo implica che non solo i cittadini debbano avere un ruolo più attivo nelle loro vite, ma che anche <strong>le organizzazioni debbano cambiare i loro modelli  per generare nuove partnership</strong> con essi (e <strong>i designer debbano evolvere i loro strumenti</strong>).<br />
Si passa quindi dal fornire soluzioni specifiche al <strong>fornire invece strumenti e capacità</strong> per l&#8217;innovazione <em>user-centered</em>, come esemplificano due progetti di Engine e thinkpublic:</p>
<p><em><strong>Social Innovation Lab for Kent (<a href="http://www.enginegroup.co.uk/projects/pcs_page/building_a_social_innovation_lab" target="_blank">Engine</a>)</strong></em></p>
<p>Il Kent County Council ha chiesto la collaborazione dello studio di service design Engine per la costruzione di un &#8220;Laboratorio per l&#8217;innovazione sociale&#8221;, in particolare per sviluppare nell&#8217;organizzazione le capacità necessarie per connettere le esigenze della vita quotidiana della cittadinanza con i processi di decisione politica e di progettazione dei servizi. Quello che Engine ha proposto non è stata una soluzione fissa, ma un approccio al lavoro supportato da un set di tecniche creative con focus particolare sul coinvolgimento della cittadinanza.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/engine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2284" title="engine" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/engine.jpg" alt="engine" width="500" height="380" /></a></p>
<p><em><strong>Experience Based Design (<a href="http://thinkpublic.com/case-studies/case-study-experience-based-design/" target="_blank">thinkpublic</a>)</strong></em></p>
<p>Creato da <a href="http://www.institute.nhs.uk/quality_and_value/introduction/experience_based_design.html" target="_blank">NHS<em><strong> </strong></em>Institute for Innovation and Improvement</a> e thinkpublic, si tratta di un kit di strumenti che permettono ai pazienti e allo staff di collaborare nel delineare i propri servizi sanitari per arrivare ad un miglioramento del sistema ospedaliero nel suo complesso. <a href="http://vimeo.com/2849625" target="_blank">Video</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/thinkpublic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2301" title="thinkpublic" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/thinkpublic.jpg" alt="thinkpublic" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Quali sono quindi, secondo Daniela Sangiorgi, i concetti chiave per i progettisti, nell&#8217;ottica di costruire servizi trasformativi?</p>
<p><strong>&gt; cittadinanza attiva</strong><br />
<strong>&gt; costruire capacità e partnership</strong><br />
<strong>&gt; ridistribuire il potere</strong><br />
<strong>&gt; costruire infrastrutture e piattaforme abilitanti</strong><br />
<strong>&gt; progettare per le community</strong></p>
<p><a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank">Approfondimenti</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank">vimeo.com</a>, <a href="http://imagination.lancaster.ac.uk/people/daniela_sangiorgi/" target="_blank">imagination.lancaster.ac.uk</a>, <a href="http://www.enginegroup.co.uk/projects/pcs_page/building_a_social_innovation_lab" target="_blank">engine.co.uk</a>, <a href="http://thinkpublic.com/case-studies/case-study-experience-based-design/" target="_blank">thinkpublic.com</a>, <a href="http://www.institute.nhs.uk/quality_and_value/introduction/experience_based_design.html" target="_blank">institute.nhs.uk</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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