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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Salute</title>
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		<title>Massive Health, un servizio per mangiare meglio: insight efficaci e forzature social</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il mondo della salute, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio Hello Health),  Massive Health è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3597" title="eatery01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg" alt="eatery01" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il <a href="http://donnadiservizio.com/category/health/" target="_blank">mondo della salute</a>, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Health</a>),  <strong><a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">Massive Health</a></strong> è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione social non necessaria.<span id="more-3596"></span></p>
<p>Massive Health è una startup, fondata da Kamal e dall&#8217;ex direttore creativo di Mozzilla Raskin, che ha lanciato <strong><a href="https://eatery.massivehealth.com/" target="_blank">Eatery</a></strong>, un&#8217;applicazione mobile che consente di <strong>monitorare le proprie abitudini alimentari</strong> grazie alla costruzione di un <strong>diario fotografico</strong> e alla <strong>condivisione social</strong>.</p>
<p>L&#8217;applicazione consente di scattare un foto a quello che si sta mangiando e di indicarne la quantità. La foto viene inviata automaticamente agli altri utenti dell&#8217;applicazione che possono dare una valutazione di quanto è salutare il pasto.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3601" title="eatery02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg" alt="eatery02" width="500" height="482" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3602" title="eatery03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg" alt="eatery03" width="500" height="482" /></a><br />
Alla fine della settimana si ottiene un quadro completo del proprio comportamento alimentare grazie ad un fotomontaggio di insieme e ad infografiche che indicano quanto si è mangiato sano, quando si riscontrano cattive abitudine ripetute, quali progressi sono stati fatti, ecc…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3603" title="eatery04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg" alt="eatery04" width="500" height="482" /></a></p>
<p>L&#8217;idea chiave su cui si basa Eatery non è, infatti, quella della dieta basata sul conteggio delle calorie, ma sulla presa di consapevolezza delle proprie abitudini e punti deboli in modo da riuscire a modificare più efficacemente il proprio approccio al cibo e quindi migliorare la propria salute.</p>
<p><strong>I punti di forza</strong><br />
L&#8217;insight  che mi sembra molto interessante è la necessità di <strong>prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari</strong>, piuttosto che seguire sistemi di dieta rigida che in genere vengono abbandonati molto rapidamente.<br />
Il diario alimentare è uno strumento classico utilizzato dai dietologi, che qui trova un&#8217;evoluzione di grande impatto ed efficacia. L&#8217;applicazione infatti permette di costruire un <strong>diario fotografico</strong> (e si sa che le immagini funzionano di più delle parole) in modo <strong>veloce e senza impegno</strong>, ottenendo in più un&#8217;<strong>interpretazione automatica</strong> dei dati che emergono, con <strong>interfacce di qualità estetica e funzionale</strong>.</p>
<p><strong>I punti di debolezza</strong><br />
Il problema, a mio avviso, sta nella <strong>valutazione della correttezza delle abitudini alimentari</strong>. Uno dei commenti ad un articolo su Eatery che stavo leggendo sintetizza bene il punto: <em>un cieco che guida un cieco?</em>. Si sa che i luoghi comuni sui cibi sono tanti e che ciascuno ha caratteristiche ed esigenze specifiche, per cui il fatto che siano altri utenti a valutare il tipo di alimentazione della persona mi pare poco credibile. Se il diario alimentare potesse essere inviato periodicamente ad un nutrizionista e venisse valutato su specifiche &#8220;tecniche&#8221; inserite precedentemente sulla base di un parere medico (o simili), non ci sarebbe bisogno della valutazione &#8220;social&#8221; e sembrerebbe effettivamente orientato al miglioramento della salute.<br />
Il fatto di creare una <strong>community </strong>di incoraggiamento e sostegno agli sforzi alimentari (sullo stile ad esempio di <a href="http://nikerunning.nike.com/nikeos/p/nikeplus/it_IT/plus/#//dashboard/" target="_blank">nike+</a>) potrebbe essere interessante, ma non in un modo che incide sui contenuti della dieta. In questo caso la dimensione social sembra una forzatura dettata dal fatto che oggi tutto deve passare dai social network per generare traffico, dimenticando l&#8217;effettiva utilità per l&#8217;utente.</p>
<p><strong>Modificare la promessa?</strong><br />
Forse se la promessa non fosse quella di migliorare la salute, ma piuttosto di creare il proprio diario di &#8220;appassionato&#8221; di cucina da condividere con gli amici, concept e realizzazione sarebbero più coerenti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">massivehealth.com</a>, <a href="http://mashable.com/follow/topics/massive-health" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Activ.Mob: una piattaforma a servizio della salute pubblica</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/activ-mob-una-piattaforma-a-servizio-della-salute-pubblica/2664/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 11:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sviluppata dal Kent County Council e dal Design Council, Activ.Mob è una piattaforma on line che supporta la creazione di gruppi che si auto-organizzano per vivere in modo più sano ed attivo nella vita quotidiana, senza ricorrere al consueto modello della palestra o del corso, spesso vissuto come un peso o una forzatura.
Lo scopo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/ActiveMob.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2671" title="ActiveMob" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/ActiveMob.jpg" alt="ActiveMob" width="500" height="289" /></a></p>
<p>Sviluppata dal <a href="http://www.kent.gov.uk/" target="_blank">Kent County Council</a> e dal <a href="http://www.designcouncil.org.uk/" target="_blank">Design Council</a>, <a href="http://www.activmob.com/" target="_blank"><strong>Activ.Mob</strong> </a>è una <strong>piattaforma on line</strong> che supporta la creazione di gruppi che si auto-organizzano per<strong> vivere in modo più sano ed attivo nella vita quotidiana</strong>, senza ricorrere al consueto modello della palestra o del corso, spesso vissuto come un peso o una forzatura.<span id="more-2664"></span></p>
<p>Lo scopo è quello di promuovere l&#8217;attività fisica come una parte della vita quotidiana, in <strong>un&#8217;ottica di prevenzione</strong> di quei disturbi di salute legati a cattivi stili di vita. Come afferma il Design Council, <em>&#8220;<a href="http://www.designcouncil.org.uk/publications/red-paper-01-health/" target="_blank">le malattie croniche, che sono strettamente legate agli stili di vita, necessitano di <strong>un approccio completamente diverso</strong> </a></em><a href="http://www.designcouncil.org.uk/publications/red-paper-01-health/" target="_blank">(da quello della sanità tradizionale)</a><em><a href="http://www.designcouncil.org.uk/publications/red-paper-01-health/" target="_blank">, di un approccio <strong>in grado di capire i bisogni e le motivazioni individuali</strong>, <strong>di coinvolgere la comunità ed indirizzare verso scelte di vita più consapevoli</strong></a>&#8220;</em>.</p>
<p>Activ.Mob permette di <strong>lanciare delle idee di attività e gestire l&#8217;organizzazione di gruppi</strong> (dei <em>mob</em> appunto) attorno al tema proposto: gruppi per andare a correre o camminare, per portare a spasso il cane, per scendere dall&#8217;autobus due fermate prima, per fare yoga,… Il sito permette inoltre di individuare e<strong> partecipare a mob già attivi</strong> e di accedere a <strong>consigli nutrizionali</strong>, <strong>informazioni</strong> e, se si vuole, anche al supporto di un <strong>personal trainer</strong>.<br />
Il servizio è gratuito.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/ActiveMob2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2673" title="ActiveMob2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/ActiveMob2.jpg" alt="ActiveMob2" width="500" height="267" /></a></p>
<p>Un altro esempio di <a href="http://donnadiservizio.com/dai-servizi-ai-servizi-trasformativi-con-esempi-di-engine-e-thinkpublic/2262/#more-2262" target="_blank"><strong>servizio trasformativo</strong></a>, ovvero di un servizio che abilita ad un cambiamento positivo mettendo in campo degli <strong>strumenti accessibili ed usabili pensati attorno alle reali esigenze delle persone, rendendole attive e partecipi</strong>. Esempio anche di come il settore della salute sia sempre più nel mirino del <strong>service design</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.activmob.com/" target="_blank">activmob.com,</a> <a href="http://www.designcouncil.org.uk/publications/red-paper-01-health/" target="_blank">designcouncil.org.uk</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Salute, innovazione customer-driven e personalizzazione: l&#8217;esempio di 23andme</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Customization]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il settore della salute è al centro di una grande attenzione dal punto di vista della progettazione di esperienze e servizi innovativi, nonché di business spesso resi possibili dalle nuove tecnologie, che permettono un&#8217;altissima personalizzazione dell&#8217;offerta. Un esempio che sintetizza questi punti è 23andme, un servizio on line per l&#8217;analisi del proprio DNA, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2426" title="23andme" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme.jpg" alt="23andme" width="500" height="443" /></a></p>
<p>Il <strong>settore della salute</strong> è al centro di una <a href="http://donnadiservizio.com/category/health/" target="_blank">grande attenzione</a> dal punto di vista della progettazione di <strong>esperienze e servizi innovativi</strong>, nonché di business spesso resi possibili dalle <strong>nuove tecnologie</strong>, che permettono un&#8217;altissima <strong>personalizzazione</strong> dell&#8217;offerta. Un esempio che sintetizza questi punti è <em><strong>23andme</strong></em>, un servizio on line per l&#8217;analisi del proprio DNA, che ha lo scopo principale di individuare eventuali fattori genetici di rischio per la salute (propria o di futuri figli). <span id="more-2420"></span></p>
<p>Tramite il sito è possibile acquistare un <strong>kit</strong> per fornire la propria saliva ed avere, dopo alcune settimane, accesso ai risultati e ad una serie di altri servizi complementari. Oltre a conoscere i propri <strong>fattori di rischio</strong>, gli utenti infatti possono accedere al s<strong>ervizio Personal Genome</strong> per costruire il proprio albero genealogico, individuare le proprie origini rispetto alla popolazione mondiale, ricostruire i percorsi degli antenati.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2428" title="23andme-1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme-1.jpg" alt="23andme-1" width="500" height="296" /></a></p>
<p>Il fattore innovativo non sta tanto nell&#8217;analisi del DNA, ovviamente, ma nel <strong>aver rivolto questo servizio</strong>, in precedenza riservato a professionisti del settore e ricercatori, <strong>a tutte le persone</strong> progettando un&#8217;<strong>esperienza adatta</strong> a degli utenti &#8220;comuni&#8221; in risposta a dei bisogni latenti.</p>
<p>Il secondo aspetto interessante riguarda l&#8217;<strong>elevato livello di personalizzazione</strong> che si può raggiungere con i <strong>servizi on line</strong>, dato l&#8217;abbattimento dei costi e delle distanze. Essendo un fenomeno in grande crescita è facile immaginare che anche <strong>il livello delle aspettative dei consumatori verso servizi personalizzati cresca</strong> e, forzando la mano, si potrebbe pensare di arrivare alla richiesta di servizi che non solo rispondono alle proprie esigenze personali, ma addirittura le<strong> anticipano</strong> (come 23andme fa con i problemi di salute).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2431" title="23andme-2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/23andme-2.jpg" alt="23andme-2" width="500" height="137" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="https://www.23andme.com/" target="_blank">23andme.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Dai servizi ai servizi trasformativi (con esempi di Engine e thinkpublic)</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/dai-servizi-ai-servizi-trasformativi-con-esempi-di-engine-e-thinkpublic/2262/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 15:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il paper di Daniela Sangiorgi &#8220;Transformative Services and Transformation Design&#8221; presentato alla conferenza ServDes (tutti i video degli interventi qui) mi dà l&#8217;occasione per tirare alcune somme generali rispetto a vari casi di servizi presentati qui o visti altrove. Spesso mi sono focalizzata su servizi con ricadute sociali e ambientali (Bright Neighbor, Dinner co-ops) e/o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="281" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17631080&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17631080&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il paper di <a href="http://imagination.lancaster.ac.uk/people/daniela_sangiorgi/" target="_blank">Daniela Sangiorgi</a> &#8220;<strong><a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank"><em>Transformative Services and Transformation Design</em></a></strong>&#8221; presentato alla conferenza <a href="http://www.servdes.org/" target="_blank"><strong>ServDes</strong> </a>(tutti i video degli interventi <a href="http://vimeo.com/servdes/videos/page:1/sort:newest" target="_blank">qui</a>) mi dà l&#8217;occasione per tirare alcune somme generali rispetto a vari casi di servizi presentati qui o visti altrove. Spesso mi sono focalizzata su servizi con ricadute sociali e ambientali<span id="more-2262"></span> (<a href="http://donnadiservizio.com/voglia-di-community-strumenti-on-line-per-supportare-i-quartieri/1469/#more-1469" target="_blank">Bright Neighbor</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/dinner-co-ops-la-cena-la-prepara-il-vicino/1706/" target="_blank">Dinner co-ops</a>) e/o che presuppongono la partecipazione dal basso degli utenti (<a href="http://donnadiservizio.com/alternativa-peer-to-peer-alla-banca-tradizionale-prestiamoci-it/2244/" target="_blank">Prestiamoci</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-la-macchina-del-vicino-varianti-del-car-sharing/2001/" target="_blank">Whip Car</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-le-cose-del-vicino-snapgoods/2058/" target="_blank">Snapgoods</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/agent-anything-qualcuno-lo-fara-al-posto-tuo/1897/#more-1897" target="_blank">Agent Anything</a>), e/o che si basano sul principio della co-progettazione e collaborazione (<a href="http://donnadiservizio.com/my-police-un-progetto-di-service-design-per-la-comunicazione-tra-cittadini-e-polizia/968/" target="_blank">My Police</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/supermercati-democratici-e-cooperativi-the-peoples-supermarket-e-park-slope-food-coop/1372/" target="_blank">supermercati cooperativi</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/la-ricerca-sugli-utenti-in-crowdsourcing-chi-e-come/1889/#more-1889" target="_blank">la ricerca sugli utenti</a>) o del crowdsourcing (<a href="http://donnadiservizio.com/pazienti-org-come-i-servizi-collaborativi-possono-fare-la-differenza/2130/" target="_blank">Pazienti.org</a> e <a href="http://donnadiservizio.com/servizi-si-e-servizi-no-legati-al-crowdsourcing-in-italia/2146/#more-2146" target="_blank">servizi in crowdsourcing</a>), in ambiti che vanno dalla salute, ai trasporti, al cibo, ai servizi pubblici…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/mypolice.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2280" title="mypolice" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/mypolice.jpg" alt="mypolice" width="500" height="276" /></a></p>
<p>Si tratta di alcuni esempi che in piccola parte contribuiscono a spiegare quello che Daniela Sangiorgi definisce come <strong>l&#8217;emergere dei servizi trasformativi</strong>.<br />
Il servizio, da essere una sorta di diverso &#8220;prodotto&#8221; da progettare, è passato ad essere visto come un sistema di interazioni complesse per poi, nell&#8217;ultimo periodo, diventare un importante strumento per la trasformazione sociale, che &#8220;<em>supporta una società più collaborativa, sostenibile e creativa.</em>&#8221;<br />
Di cosa si tratta quindi? I servizi trasformativi sono quei servizi che, oltre a proporre soluzioni più accessibili e usabili, <strong>suggeriscono nuovi modelli di co-produzione in cui i cittadini diventano collaboratori attivi</strong>.</p>
<p>Questo implica che non solo i cittadini debbano avere un ruolo più attivo nelle loro vite, ma che anche <strong>le organizzazioni debbano cambiare i loro modelli  per generare nuove partnership</strong> con essi (e <strong>i designer debbano evolvere i loro strumenti</strong>).<br />
Si passa quindi dal fornire soluzioni specifiche al <strong>fornire invece strumenti e capacità</strong> per l&#8217;innovazione <em>user-centered</em>, come esemplificano due progetti di Engine e thinkpublic:</p>
<p><em><strong>Social Innovation Lab for Kent (<a href="http://www.enginegroup.co.uk/projects/pcs_page/building_a_social_innovation_lab" target="_blank">Engine</a>)</strong></em></p>
<p>Il Kent County Council ha chiesto la collaborazione dello studio di service design Engine per la costruzione di un &#8220;Laboratorio per l&#8217;innovazione sociale&#8221;, in particolare per sviluppare nell&#8217;organizzazione le capacità necessarie per connettere le esigenze della vita quotidiana della cittadinanza con i processi di decisione politica e di progettazione dei servizi. Quello che Engine ha proposto non è stata una soluzione fissa, ma un approccio al lavoro supportato da un set di tecniche creative con focus particolare sul coinvolgimento della cittadinanza.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/engine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2284" title="engine" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/engine.jpg" alt="engine" width="500" height="380" /></a></p>
<p><em><strong>Experience Based Design (<a href="http://thinkpublic.com/case-studies/case-study-experience-based-design/" target="_blank">thinkpublic</a>)</strong></em></p>
<p>Creato da <a href="http://www.institute.nhs.uk/quality_and_value/introduction/experience_based_design.html" target="_blank">NHS<em><strong> </strong></em>Institute for Innovation and Improvement</a> e thinkpublic, si tratta di un kit di strumenti che permettono ai pazienti e allo staff di collaborare nel delineare i propri servizi sanitari per arrivare ad un miglioramento del sistema ospedaliero nel suo complesso. <a href="http://vimeo.com/2849625" target="_blank">Video</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/thinkpublic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2301" title="thinkpublic" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/thinkpublic.jpg" alt="thinkpublic" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Quali sono quindi, secondo Daniela Sangiorgi, i concetti chiave per i progettisti, nell&#8217;ottica di costruire servizi trasformativi?</p>
<p><strong>&gt; cittadinanza attiva</strong><br />
<strong>&gt; costruire capacità e partnership</strong><br />
<strong>&gt; ridistribuire il potere</strong><br />
<strong>&gt; costruire infrastrutture e piattaforme abilitanti</strong><br />
<strong>&gt; progettare per le community</strong></p>
<p><a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank">Approfondimenti</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://vimeo.com/17631080" target="_blank">vimeo.com</a>, <a href="http://imagination.lancaster.ac.uk/people/daniela_sangiorgi/" target="_blank">imagination.lancaster.ac.uk</a>, <a href="http://www.enginegroup.co.uk/projects/pcs_page/building_a_social_innovation_lab" target="_blank">engine.co.uk</a>, <a href="http://thinkpublic.com/case-studies/case-study-experience-based-design/" target="_blank">thinkpublic.com</a>, <a href="http://www.institute.nhs.uk/quality_and_value/introduction/experience_based_design.html" target="_blank">institute.nhs.uk</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Servizi di telemedicina all&#8217;ospedale Niguarda</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/servizi-di-telemedicina-allospedale-niguarda/2231/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 18:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non hanno lo stesso livello di visionarietà di Hello Health (cosa comprensibile visto anche il diverso sistema sanitario), ma sono sicuramente un passo interessante -e in linea con i nuovi trend- verso l&#8217;innovazione dei servizi sanitari: Healthpresence e IClinic, nuovi servizi di telemedicina dell&#8217;Ospedale Niguarda.
Healthpresence, sviluppato in collaborazione con Cisco, è un servizio che permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/Healthpresence.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2235" title="Healthpresence" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/Healthpresence.jpg" alt="Healthpresence" width="500" height="319" /></a></p>
<p>Non hanno lo stesso livello di visionarietà di <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Health</a> (cosa comprensibile visto anche il diverso sistema sanitario), ma sono sicuramente un passo interessante -e in linea con i <a href="http://donnadiservizio.com/il-futuro-della-salute-secondo-psfk-per-unicef/1867/" target="_blank">nuovi trend</a>- verso l&#8217;<strong>innovazione dei servizi sanitari</strong>: <strong>Healthpresence</strong> e <strong>IClinic</strong>, nuovi <strong>servizi di telemedicina</strong> dell&#8217;Ospedale Niguarda.<span id="more-2231"></span></p>
<p><strong>Healthpresence</strong>, sviluppato in collaborazione con <a href="http://www.cisco.com/en/US/hmpgs/index.html" target="_blank">Cisco</a>, è un servizio che permette di <strong>visitare un paziente a distanza</strong> grazie ad un sistema di videoconferenza ad alta definizione. Verrà testato su 80 dipendenti di Cisco e usato in un&#8217;ottica di prevenzione.<br />
A distanza sarà possibile effettuare un elettrocardiogramma, l&#8217;auscultazione di cuore e polmoni, una visita cardiologica completa e ottenere i referti on line.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/iclinic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2236" title="iclinic" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/iclinic.jpg" alt="iclinic" width="500" height="307" /></a></p>
<p><strong>IClinic</strong>, sviluppato da <a href="http://www.connexxa.it/" target="_blank">Connexxa</a>, permette invece di avere <strong>accesso diretto e ovunque alle cartelle cliniche</strong> dei pazienti tramite <strong>I-Pad</strong>. Grazie all&#8217;utilizzo della tecnologia Rfid, basata su impulsi a radiofrequenza, il sistema è sicuro e non interferisce con eventuali apparecchi sanitari.<br />
Anche questo servizio avrà una prima fase di sperimentazione di 3 mesi con 5 I-Pad, con l&#8217;idea di estendere progressivamente il sistema a tutto l&#8217;ospedale.</p>
<p>Fonti: <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/11/26/news/cartelle_cliniche_in_diretta_sull_i-pad_la_rivoluzione_dell_ospedale_niguarda-9541056/?ref=HREC2-7" target="_blank">repubblica.it</a>, <a href="http://www.connexxa.it/" target="_blank">connexxa.it</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Servizi sì e servizi no legati al crowdsourcing (in Italia)</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/servizi-si-e-servizi-no-legati-al-crowdsourcing-in-italia/2146/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 15:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Seminars/Conferences]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>

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		<description><![CDATA[
In occasione della presentazione del libro &#8220;Crowdsourcing. Il valore partecipativo come risorsa per il futuro del business&#8221; di Jeff Howe alla Triennale di Milano (16 novembre 2010), è stato organizzato un dibattito a cura di Bruno Pellegrini (TheBlogTV) e Riccardo Luna (Wired) durante il quale è stata presentata la mappa del crowdsourcing in Italia, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2178" title="Casi_crowd" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd.jpg" alt="Casi_crowd" width="500" height="185" /></a></p>
<p>In occasione della presentazione del libro <a href="http://blog.theblogtv.it/2010/11/15/crowdsourcing-e-valore-partecipativo-una-risorsa-per-il-valore-del-business/" target="_blank"><em>&#8220;Crowdsourcing. Il valore partecipativo come risorsa per il futuro del business&#8221;</em> di Jeff Howe</a> alla Triennale di Milano (16 novembre 2010), è stato organizzato un dibattito a cura di Bruno Pellegrini (<a href="http://blog.theblogtv.it/" target="_blank">TheBlogTV</a>) e Riccardo Luna (<a href="http://www.wired.it/?gclid=CNPE5-jrrKUCFUg24wodQCCAXg" target="_blank">Wired</a>) durante il quale è stata presentata la <strong>mappa del crowdsourcing in Italia</strong>, una delle prime evidenze del lavoro in progress di <a href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/Pagina_principale" target="_blank">crowdsourcingnetwork.it</a>, un network online finalizzato all&#8217;individuazione delle <em>best practices</em> italiane nel campo.<span id="more-2146"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/crowdsourcingnetwork.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2173" title="crowdsourcingnetwork" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/crowdsourcingnetwork.jpg" alt="crowdsourcingnetwork" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank">definizione</a> il termine crowdsourcing (da<em> crowd</em>, gente comune, e <em>outsourcing</em>, esternalizzare una parte delle proprie attività) definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team.<br />
Data questa definizione, vien da sè, a mio avviso, che si tratti di <strong>un modello per esternalizzare delle competenze</strong> ottenendo lavoro a basso costo, se non gratis, facendo leva su svariate motivazioni (bisogno economico, ricerca di visibilità, ecc…).<br />
In realtà, pur rimanendo aderenti alla definizione, io introdurrei <strong>2 macro-categorie </strong>distintive, <strong>la prima</strong> che identifica quelle iniziative il cui <strong>vantaggio è principalmente per chi le lancia</strong> e la seconda che identifica invece le iniziative in cui <strong>il vantaggio può essere sostanzialmente considerato reciproco</strong>. (vedi anche post &#8220;<a href="http://donnadiservizio.com/la-ricerca-sugli-utenti-in-crowdsourcing-chi-e-come/1889/" target="_blank">La ricerca sugli utenti in crowdsourcing: chi e come&#8221;</a>)</p>
<p><em><strong>1. Servizi no</strong></em><br />
In questa prima categoria rientrano, secondo me, tutte quelle piattaforme che di base hanno lo scopo di accedere ad un bacino di risorse molto più ampio di quello che si potrebbe avere internamente, ottenendo un risparmio sul lavoro. Includo anche i network dedicati principalmente ai lavori creativi, che si basano sul <strong>modello della gara</strong> per fornire progetti (per esempio di comunicazione) alle aziende. Se da un lato può sembrare un servizio che agevola l&#8217;incontro tra domanda e offerta e che potenzialmente amplia il bacino di opportunità per i professionisti, dall&#8217;altro presuppone un lavoro gratuito completo nella speranza di vincere la gara e alimenta un processo poco professionale. Diversi esempi sono individuabili sulla mappa di <a href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/Pagina_principale" target="_blank">crowdsourcingnetwork.it</a>.</p>
<p><em><strong>2. Servizi sì</strong></em><br />
Tra i casi raccolti nella mappa se ne individuano anche diversi che invece sono estremamente interessanti, dal momento che l&#8217;uso del modello del crowdsourcing genera un <strong>impatto positivo sulla società o sulle persone che partecipano</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2162" title="Casi_crowd1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd1.jpg" alt="Casi_crowd1" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Un primo gruppo include servizi in cui la partecipazione ha forti <strong>ricadute sociali</strong>, come:<br />
&gt; <strong><a href="http://donnadiservizio.com/pazienti-org-come-i-servizi-collaborativi-possono-fare-la-differenza/2130/" target="_blank">Pazienti.org</a></strong> in cui la condivisione delle esperienze sanitarie va a beneficio di tutti i cittadini<br />
&gt; <a href="http://criticalcity.org/home/landing" target="_blank"><strong>CriticalCityUpload</strong></a>, un gioco online di trasformazione urbana  che sostiene lo sviluppo di progetti reali nella città<br />
&gt; <a href="http://openforesteitaliane.ushahidi.com/main" target="_blank"><strong>Open Foreste Italiane</strong></a> che si pone l&#8217;obiettivo di prevenire e gestire i rischi di incendi grazie alla condivisione di dati e la partecipazione attiva dei cittadini<br />
&gt; <a href="http://www.epart.it/" target="_blank"><strong>ePart</strong></a>, un portale web che consente ai cittadini di segnalare disagi e disservizi presenti nel proprio Comune.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd2.jpg"></a><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2168" title="Casi_crowd2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd21.jpg" alt="Casi_crowd2" width="500" height="167" /></a></p>
<p>Un secondo gruppo è rappresentato da quei servizi che migliorano la <strong><em>customer satisfaction</em></strong> (raccolta di idee, critiche, ecc..) avendo allo stesso tempo accesso  ad un patrimonio di conoscenza importante per lo sviluppo di prodotti e servizi:<br />
&gt; <a href="https://www.sella.it/community/suggerimenti/lavori_terminati/lavori_terminati.jsp" target="_blank"><strong>La Banca delle Idee</strong></a>, un punto di raccolta di idee e confronto per i clienti realizzato da Banca Sella e che finora ha portato allo sviluppo di diversi nuovi servizi (Mobile Banking, Sella Box, Portalle Sella.it, Piattaforma Fondi)<br />
&gt; <a href="http://rewired.ideascale.com/" target="_blank"><strong>ReWired</strong></a>, piattaforma per la raccolta di suggerimenti e contenuti della rivista Wired Italia<br />
&gt; <a href="http://lab.vodafone.it/?ecmp=010_SEM" target="_blank"><strong>Vodafone Lab</strong></a>, il laboratorio di idee di Vodafone Group.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2170" title="Casi_crowd3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Casi_crowd3.jpg" alt="Casi_crowd3" width="358" height="159" /></a></p>
<p>Un ultimo gruppo è quello in cui il vero e proprio lavoro degli utenti porta loro un equo beneficio grazie all&#8217;idea di <em><strong>funding</strong></em>:<br />
&gt; <a href="http://www.creativeswarm.org/" target="_blank"><strong>Creative Swarm</strong></a>, una piattaforma per l&#8217;incontro tra chi ha un progetto e i possibili finanziatori<br />
&gt; <a href="http://openwear.org/blog/?page_id=2&amp;lang=it" target="_blank"><strong>Openwear</strong></a>, un progetto di design collaborativo nell&#8217;ambito della moda.</p>
<p>Fonti: tutte le fonti sono linkate all&#8217;interno dell&#8217;articolo</p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Pazienti.org: come i servizi collaborativi possono fare la differenza</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 16:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;ambito della sanità pubblica la proposta di servizi collaborativi ha particolarmente senso. Come testimonia il caso di Pazienti.org, la partecipazione delle persone nel generare le informazioni relative alle strutture sanitarie (sulla base delle proprie esperienze), può migliorare la relazione tra strutture, operatori e cittadini basandosi su un&#8217;idea di trasparenza e di fiducia, dal momento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2136" title="Pazienti_org" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org.jpg" alt="Pazienti_org" width="500" height="362" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito della <strong>sanità pubblica</strong> la proposta di <strong>servizi collaborativi</strong> ha particolarmente senso. Come testimonia il caso di <a href="http://www.pazienti.org/" target="_blank"><strong>Pazienti.org</strong></a>, la partecipazione delle persone nel generare le informazioni relative alle strutture sanitarie (sulla base delle proprie esperienze), può migliorare la relazione tra strutture, operatori e cittadini basandosi su un&#8217;idea di <strong>trasparenza</strong> e di <strong>fiducia</strong>, dal momento che le informazioni arrivano &#8220;dal basso&#8221;.<br />
Pazienti.org è un sito che utilizza ampiamente il modello del <a href="La ricerca sugli utenti in crowdsourcing: chi e come" target="_blank"><strong>crowdsourcing</strong></a>, <span id="more-2130"></span>dando grande rilievo ai commenti dei pazienti riguardo le strutture sanitarie che vengono presentate nel sito, le quali a loro volta possono rispondere o segnalare migliorie apportate in seguito ai commenti. Un <strong>circolo virtuoso</strong> in divenire, insomma.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2137" title="Pazienti_org2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org2.jpg" alt="Pazienti_org2" width="500" height="398" /></a></p>
<p>Dopo un fase beta lanciata nel maggio 2010, il sito si presenta ora nella sua versione potenziata, per cui rimaniamo in attesa di veder aumentare il numero di commenti e magari <strong>implementare le chiavi di ricerca</strong>. Molto spesso, infatti, si cercano informazioni su un ospedale o si ricorre al passaparola quando si ha un problema specifico (ad esempio il mal di schiena) e quindi sarebbe utile poter fare ricerca all&#8217;interno del sito sulla base del problema e non solo della struttura sanitaria sperando di trovare commenti relativi al reparto di interesse. Ovviamente questo potrà essere un passo successivo, da fare quando il numero di commenti sarà cresciuto, ma sarebbe un ottimo modo di traslare l&#8217;idea del passaparola, che qui ha grandi potenzialità.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2138" title="Pazienti_org3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/Pazienti_org3.jpg" alt="Pazienti_org3" width="360" height="727" /></a></p>
<p>Pazienti.org nasce da un&#8217;idea di Linnea Passaler dopo l&#8217;incontro con Paul Hodgkin, fondatore del servizio <a href="http://www.patientopinion.org.uk/" target="_blank">Patient Opinion</a>. Il team è costituito, oltre che dall&#8217;ideatrice, da Federica Postiglione &#8211; communication director, Luca Giorcelli &#8211; user experience designer, Lorenzo Brambille &#8211; chief technical officer. <span style="font-size: 115%; color: #000000;"><strong></strong></span></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.pazienti.org/" target="_blank">pazienti.org</a>, <a href="http://www.patientopinion.org.uk/" target="_blank">patientopinion.org.uk</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Affittare uno stile di vita: appartamento + cibo biologico a domicilio</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/affittare-uno-stile-di-vita-appartamento-cibo-biologico-a-domicilio/2039/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 12:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il servizio di consegna a domicilio della spesa biologica proveniente da produttori locali non è più una novità in assoluto, ma in questo caso la particolarità sta nel fatto di essere associata all&#8217;affitto di un appartamento. Il servizio riguarda alcuni palazzi di New York gestiti da Albanese Real Estate che, in collaborazione con Holton Farms, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/HoltonFarms.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2054" title="HoltonFarms" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/HoltonFarms.jpg" alt="HoltonFarms" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Il servizio di consegna a domicilio della <strong>spesa biologica</strong> proveniente da produttori locali non è più una novità in assoluto, ma in questo caso la particolarità sta nel fatto di essere <strong>associata all&#8217;affitto di un appartamento</strong>. Il servizio riguarda alcuni palazzi di New York gestiti da <a href="http://www.albaneseorg.com/" target="_blank">Albanese Real Estate</a> che, in collaborazione con <a href="http://www.holtonfarms.com/" target="_blank">Holton Farms</a>, propone un&#8217;offerta che non riguarda solo la casa o solo il cibo, ma <strong>un&#8217;esperienza di vita salutare</strong>, un <em>mood</em>.<span id="more-2039"></span></p>
<p>Gli inquilini possono diventare membri di una <strong>Community Supported Agriculture</strong> (il corrispettivo dei nostri gruppi di acquisto), avendo così accesso alle consegne a domicilio settimanali di frutta, verdura ed eventualmente carne, effettuate da Holton Farm. A differenza di altre CSA, in cui i prodotti non possono essere scelti dal cliente, in questo caso esiste la possibilità di personalizzare settimanalmente la spesa tramite il sito del produttore.</p>
<p>Oltre all&#8217;idea di non proporre più semplicemente case bensì uno stile di vita, si aggiunge anche <strong>un&#8217;azione sul quartiere</strong>. In occasione delle consegne, infatti, Holton Farm, grazie ad un &#8220;negozio mobile&#8221;, organizza anche un <strong>mercatino per il quartiere</strong> (sfruttando gli spostamenti per fare altro business e, allo stesso tempo, animando la zona).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.psfk.com/2010/10/nyc-apartment-buildings-receive-exclusive-farm-to-table-deliveries.html" target="_blank">psfk.com</a>, <a href="http://www.albaneseorg.com/" target="_blank">albaneseorg.com</a>, <a href="http://www.holtonfarms.com/" target="_blank">holtonfarms.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Il futuro della salute secondo Psfk (per Unicef)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[SD Consulenza]]></category>

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		<description><![CDATA[PSFK presents Future Of Health
Così come nel caso del Futuro del Retail e di Hello Healt, il futuro del settore salute pare aprirsi alle enormi potenzialità delle nuove tecnologie, andando verso servizi decentralizzati, on-demand e più economici. Il report di Psfk per Unicef propone una prima sezione che, attraverso casi studio, delinea i trend del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4882813" style="width: 500px;"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a title="PSFK presents Future Of Health" href="http://www.slideshare.net/PSFK/psfk-presents-future-of-health">PSFK presents Future Of Health</a></strong><object id="__sse4882813" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=futureofhealth-slideshareversion-100801104636-phpapp01&amp;stripped_title=psfk-presents-future-of-health&amp;userName=PSFK" /><param name="name" value="__sse4882813" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4882813" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=futureofhealth-slideshareversion-100801104636-phpapp01&amp;stripped_title=psfk-presents-future-of-health&amp;userName=PSFK" name="__sse4882813" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding:5px 0 12px">Così come nel caso del <a href="http://donnadiservizio.com/il-futuro-del-retail-secondo-psfk/1397/#more-1397" target="_blank">Futuro del Retail</a> e di <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Healt</a>, il <strong>futuro del settore salute</strong> pare aprirsi alle enormi potenzialità delle nuove tecnologie, andando verso <strong>servizi decentralizzati, <em>on-demand</em> e più economici</strong>. Il <a href="http://www.psfk.com/future-of-health" target="_blank">report di Psfk per Unicef </a>propone una prima sezione che, attraverso casi studio, delinea i <strong>trend</strong> del prossimo futuro, e una seconda in cui presenta <strong>concept di progetti e servizi </strong>sviluppati da agenzie di design in risposta agli stimoli forniti dalla ricerca.</div>
<div style="padding:5px 0 12px"><a href="http://www.psfk.com/future-of-health" target="_blank">Richiesta report</a></div>
</div>
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		<title>Dinner co-ops: la cena la prepara il vicino</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/dinner-co-ops-la-cena-la-prepara-il-vicino/1706/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Voglia di cibo sano e naturale + mancanza di tempo per cucinare + voglia di community = dinner co-ops. Le &#8220;cooperative di cucina di quartiere&#8221; sono dei network di vicinato che nascono per prepararsi la cena a vicenda, in modo che ciascuno cucini solo una volta a settimana, risparmiando tempo, ma tutti possano avere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.good.is/post/how-to-crowdsource-your-supper/"><img class="alignnone size-full wp-image-1719" title="Dinner-good" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Dinner-good.jpg" alt="Dinner-good" width="500" height="337" /></a></p>
<p><strong>Voglia di </strong><strong>cibo sano e naturale + </strong><strong>mancanza di tempo per cucinare + voglia di </strong><strong>community = </strong><strong>dinner co-ops</strong>. Le &#8220;cooperative di cucina di quartiere&#8221; sono dei network di vicinato che nascono per prepararsi la cena a vicenda, in modo che ciascuno cucini solo una volta a settimana, risparmiando tempo, ma tutti possano avere un pasto di qualità, cucinato in casa con ingredienti naturali. Un esempio è <a href="http://www.dinnerco-ops.com/" target="_blank"><strong>Dinner at your door</strong></a>, <span id="more-1706"></span>una dinner co-op che si sta diffondendo negli U.s.a., supportata da un <a href="http://www.dinnerco-ops.com/" target="_blank">sito</a> e da un nuovo libro (<em>Dinner at your door: tips and recipes for starting a neighborhood cooking co-op</em>) che guidano nella costruzione della community: come <strong>individuare i partecipanti</strong>, quali <strong>strumenti</strong> sono necessari, guida alle <strong>ricette</strong>, come <strong>stabilire i gusti</strong> e le preferenze di ciascuno, come <strong>consegnare i pasti</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Dinner_door.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1721" title="Dinner_door" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Dinner_door.jpg" alt="Dinner_door" width="500" height="350" /></a></p>
<p>Commenta Alex Davis (co-autore del libro <em>Dinner at your door</em>): &#8220;<em>The best part for me is slacking off on a Tuesday night and having my doorbell ring just in time for dinner. It’s like magic when a great cook is standing on my porch with a homemade dinner that’s hot and ready to eat. I didn’t have to shop for, or even think about those great meals. They just happen</em>&#8220;.</p>
<p>Oltre ai vantaggi citati (risparmio di tempo e pasti di qualità), l&#8217;iniziativa presenta un valore anche dal punto di vista della <strong>sostenibilità ambientale</strong>: cucinare, ad esempio, per 4 anzichè per 2 consente un migliore sfruttamento dell&#8217;energia e delle risorse, con un risparmio che, appunto, non è solo economico, ma anche ambientale.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.dinnerco-ops.com/" target="_blank">dinnerco-ops.com</a>, <a href="http://www.good.is/post/how-to-crowdsource-your-supper/" target="_blank">good.is</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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