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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Retail</title>
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		<title>Erste Bank: più bar che banca</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Financial services]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il caso della filiale Erste Bank di Fiume (Korzo 22, Rijeka, Croazia ) in cui sono incappata pensando di prendermi un caffè, è significativo nel quadro di una particolare tendenza che sta riguardando le banche, cioè quella di trasformarsi in luoghi familiari e il più possibile &#8220;informali&#8221;. Questa filiale riesce nell&#8217;intento grazie all&#8217;idea di proporre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1731" title="ErsteBank01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank01.jpg" alt="ErsteBank01" width="500" height="337" /></a></p>
<p>Il caso della filiale <a href="http://www.erstebank.hr/index.asp" target="_blank"><strong>Erste Bank</strong></a> di Fiume (Korzo 22, Rijeka, Croazia ) in cui sono incappata pensando di prendermi un caffè, è significativo nel quadro di una particolare<a href="http://donnadiservizio.com/agenzia-tu-unicredit-banca/72/#more-72" target="_blank"><strong> tendenza</strong></a> che sta riguardando le banche, cioè quella di trasformarsi in <strong>luoghi familiari e il più possibile &#8220;informali&#8221;</strong>. Questa filiale riesce nell&#8217;intento grazie all&#8217;idea di proporre un <strong>multiservizio (bar + internet caffè + banca)</strong>, dedicato principalmente ai giovani, in cui la parte dominante è quella del bar.</p>
<p><span id="more-1726"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1735" title="ErsteBank04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank04.jpg" alt="ErsteBank04" width="500" height="362" /></a></p>
<p>Una prima considerazione riguarda l&#8217;<strong>autenticità</strong> del luogo. Succede a volte che posti troppo &#8220;disegnati&#8221; perdano la spontaneità che vorrebbero avere e ottengano di intimidire anziché accogliere (in parte il caso di <a href="http://donnadiservizio.com/i-servizi-di-chebanca-sulliphone/292/#more-292" target="_blank">Che Banca!</a>, a mio avviso).<br />
In questo caso invece l&#8217;idea di fondo è resa dal <strong>layout spaziale</strong> più che dall&#8217;allestimento o dalla comunicazione: viene lasciato lo spazio maggiore e immediatamente accessibile all&#8217;area bar e la banca è una semplice appendice, sia in termini di posizione che di dimensioni dedicate. In questo modo è inevitabile che <strong>la percezione e l&#8217;atmosfera</strong> del luogo sia associata al bar, ottenendo la caratteristica di informalità e amichevolezza voluta.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1736" title="ErsteBank05" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank05.jpg" alt="ErsteBank05" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Altro dato interessante riguarda le <strong>dimensioni</strong> della banca. Lo spazio dedicato è minimo, sufficiente per un computer, una serie di raccoglitori e materiali informativi, cosa che fa pensare che le attività bancarie possano in molti casi essere svincolate da precisi spazi fisici e assumere delle <strong>caratteristiche più diffuse </strong>(e interessanti dal punto di vista progettuale).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1737" title="ErsteBank02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank02.jpg" alt="ErsteBank02" width="500" height="362" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1738" title="ErsteBank03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/09/ErsteBank03.jpg" alt="ErsteBank03" width="500" height="362" /></a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Fastidi quotidiani per servizi inefficienti</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/fastidi-quotidiani-per-servizi-inefficienti/1677/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 09:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributions]]></category>
		<category><![CDATA[Public services]]></category>
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		<description><![CDATA[
I servizi fanno parte della nostra vita quotidiana (mezzi di trasporto, servizi telefonici o via internet, assistenza personale,&#8230;) e se non funzionano bene possono infastidire tanto quanto (se non di più di) un prodotto difettoso. Un recente sondaggio condotto dal Consumer Reports Magazine sui &#8220;fastidi quotidiani&#8221; mostra come ai primi posti tra le principali cause [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/migrainechick/4010556599/"><img class="alignnone size-full wp-image-1687" title="IllustrazioneMC" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/IllustrazioneMC.jpg" alt="IllustrazioneMC" width="500" height="363" /></a></p>
<p>I servizi fanno parte della nostra vita quotidiana (mezzi di trasporto, servizi telefonici o via internet, assistenza personale,&#8230;) e se non funzionano bene possono infastidire tanto quanto (se non di più di) un prodotto difettoso. Un recente sondaggio condotto dal <a href="http://www.consumerreports.org/cro/magazine-archive/2010/january/shopping/what-bugs-america-most/overview/what-bugs-america-most-ov.htm#1" target="_blank">Consumer Reports Magazine</a> sui <strong>&#8220;fastidi quotidiani&#8221;</strong> mostra come ai primi posti tra le principali cause di insoddisfazione si trovino molti servizi. Una sintesi dei risultati:<span id="more-1677"></span></p>
<p><a href="http://www.consumerreports.org/cro/magazine-archive/2010/january/shopping/what-bugs-america-most/overview/what-bugs-america-most-ov.htm#1"><img class="alignnone size-full wp-image-1679" title="Consumer_Report" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Consumer_Report.jpg" alt="Consumer_Report" width="500" height="638" /></a></p>
<p>Come commenta un <a href="http://www.service-innovation.org/?p=434" target="_blank">articolo di Service Innovation</a>, se si facesse un parallelo con un prodotto che funziona male, il risultato sarebbe la restituzione del prodotto e il passaggio alla concorrenza. Nel caso dei servizi invece si osserva una certa <strong>rassegnazione</strong>, la stessa che 25 anni fa poteva riguardare i prodotti. Ma, in un momento in cui la competizione si fa serrata e l&#8217;attenzione al consumatore e all&#8217;<strong>esperienza di acquisto</strong> diventano centrali, sarà inevitabile che anche i servizi seguano <strong>un&#8217;evoluzione simile a quella dei prodotti</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.service-innovation.org/" target="_blank">service-innovation.org</a>, <a href="http://www.consumerreports.org/cro/magazine-archive/2010/january/shopping/what-bugs-america-most/overview/what-bugs-america-most-ov.htm#1" target="_blank">consumerreports.org</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Le 6 frasi standard dei commessi Uniqlo</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/le-6-frasi-standard-dei-commessi-uniqlo/1576/</link>
		<comments>http://donnadiservizio.com/le-6-frasi-standard-dei-commessi-uniqlo/1576/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<description><![CDATA[
1) Ciao, mi chiamo XXX, come va oggi?
2) Trovato di niente di quello che stavi cercando?
3) Fammi sapere se ti serve qualcosa. Il mio nome è XXX.
4) Grazie per l&#8217;attesa.
5) Trovato di niente di quello che stavi cercando?
6) Arrivederci, speriamo di vederti ancora presto.
Almeno 4 di queste frasi devono essere sentite da ciascun cliente durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Uniqlo_staff.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1581" title="Uniqlo_staff" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/07/Uniqlo_staff.jpg" alt="Uniqlo_staff" width="500" height="400" /></a></p>
<p>1) Ciao, mi chiamo XXX, come va oggi?</p>
<p>2) Trovato di niente di quello che stavi cercando?</p>
<p>3) Fammi sapere se ti serve qualcosa. Il mio nome è XXX.<span id="more-1576"></span></p>
<p>4) Grazie per l&#8217;attesa.</p>
<p>5) Trovato di niente di quello che stavi cercando?</p>
<p>6) Arrivederci, speriamo di vederti ancora presto.</p>
<p>Almeno 4 di queste frasi devono essere sentite da ciascun cliente durante la visita al negozio e lo staff <a href="http://www.uniqlo.com/us/" target="_blank">Uniqlo</a> le ripete ad alta voce tutte le mattine prima di aprire. Le frasi 3 e 5 sono uguali perchè si suppone vengano dette sia durante la visita del cliente sia all&#8217;uscita.</p>
<p>Tanto per dire come il <strong>marketing del servizio</strong> sia per questo marchio quasi un&#8217;ossessione. Uniqlo è uno dei retailers che, ad oggi, sta crescendo maggiormente, grazie ad una strategia fortemente centrata sul dialogo con il cliente e veicolata da un uso innovativo della pubblicità, dei social network e dalla <strong>formazione del personale di vendita</strong>.</p>
<p>Il personale rappresenta un elemento chiave in quella che viene definita <strong>interfaccia</strong> o <strong>linea di visibilità</strong> di un servizio, ovvero il punto di incontro tra il contesto socio-culturale del cliente e il contesto organizzativo della struttura che offre il servizio. Per assicurare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia di un servizio, soprattutto quando questo deve essere standardizzato e replicabile (come nel caso dei grandi retailers), individuare e fornire al personale norme di comportamento, supporti e modelli di comunicazione è fondamentale. Il <strong>comportamento del personale veicola i valori del marchio e del servizio</strong> e, soprattutto nel caso di grandi strutture, può essere oggetto di progettazione.</p>
<p>E&#8217; chiaro che <strong>non è possibile</strong> (e nemmeno auspicabile) progettare la relazione tra persone, ma pensare a come supportare il personale, a come abilitarlo, a come facilitarlo, a come farlo sentire parte di una visione, è senz&#8217;altro un tema di progetto.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.psfk.com/2010/07/uniqlos-six-phrase-in-store-strategy.html" target="_blank">psfk.com</a>, <a href="http://nymag.com/print/?/fashion/features/65898/" target="_blank">nymag.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Uniqlo Calendar: consigli &#8220;meteo&#8221; per gli acquisti</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/uniqlo-calendar-consigli-meteo-per-gli-acquisti/1495/</link>
		<comments>http://donnadiservizio.com/uniqlo-calendar-consigli-meteo-per-gli-acquisti/1495/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Awards]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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		<description><![CDATA[
Selezionato per l&#8217;89th Annual Award Art Directors Club, Uniqlo Calendar è un suggestivo widget on line per i consigli d&#8217;acquisto legati alle condizioni metereologiche, sviluppato dal brand giapponese Uniqlo. La visualizzazione delle condizioni atmosferiche della città selezionata è accompagnata da musica, immagini e video evocativi della città stessa. Cliccando sulle immagini, queste si scompongono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1519" title="uniqlo01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo011.jpg" alt="uniqlo01" width="500" height="362" /></a></p>
<p>Selezionato per l&#8217;<a href="http://www.adcglobal.org/adc/events/calendar/#185" target="_blank">89th Annual Award Art Directors Club</a>, <a href="http://www.uniqlo.com/calendar/" target="_blank"><strong>Uniqlo Calendar</strong></a> è un suggestivo <strong>widget on line</strong> per i <strong>consigli d&#8217;acquisto legati alle condizioni metereologiche</strong>, sviluppato dal brand giapponese <a href="http://www.uniqlo.com/us/" target="_blank">Uniqlo</a>. La visualizzazione delle condizioni atmosferiche della città selezionata è accompagnata <span id="more-1495"></span>da musica, immagini e video evocativi della città stessa. Cliccando sulle immagini, queste si scompongono in un mosaico di parti colorate, che se cliccate, si rivelano essere un prodotto Uniqlo scelto per la stagione di riferimento. In questo modo si ha quindi accesso all&#8217;intero catalogo dei prodotti e all&#8217;e-commerce.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1520" title="uniqlo02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo021.jpg" alt="uniqlo02" width="500" height="344" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1521" title="uniqlo03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/06/uniqlo031.jpg" alt="uniqlo03" width="500" height="344" /></a></p>
<p>Uniqlo Calendar può essere scaricato come applicazione per Iphone, come calendario o screensaver per il computer e la musica (composta ad hoc ogni 2 mesi) può essere inviata agli amici sotto forma di cartolina di auguri.</p>
<p>Un modo interessante di arricchire e reinterpretare la fase dei consigli d&#8217;acquisto, integrandola con piccoli servizi aggiuntivi, caratterizzati, tra l&#8217;altro da un elevata qualità delle immagini.</p>
<p>Agenzia <a href="http://www.projector.jp/" target="_blank">Projector inc.</a> / Musica: <a href="http://www.fpmnet.com/" target="_blank">Fantastic Plastic Machine</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.uniqlo.com/calendar/" target="_blank">uniqlo.com/calendar/</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Il futuro del retail secondo PSFK</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/il-futuro-del-retail-secondo-psfk/1397/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 16:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributions]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consultancy]]></category>
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		<description><![CDATA[
PSFK, società newyorchese di ricerca trend e consulenza per l&#8217;innovazione, ha pubblicato un report sulle tendenze che influenzeranno il mondo del retail nei prossimi 3-5 anni. A partire da una visione secondo cui non solo lo spazio fisico in cui avvengono gli acquisti, ma tutto il mondo deve essere considerato un negozio, grazie alle nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4382729" style="width: 500px;"><object id="__sse4382729" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=psfkpresentsfutureofretailreportv1-100601202203-phpapp01&amp;stripped_title=psfk-presents-future-of-retail-report" /><param name="name" value="__sse4382729" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4382729" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=psfkpresentsfutureofretailreportv1-100601202203-phpapp01&amp;stripped_title=psfk-presents-future-of-retail-report" name="__sse4382729" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="width: 500px;"><a href="http://www.psfk.com/" target="_blank">PSFK</a>, società newyorchese di ricerca trend e consulenza per l&#8217;innovazione, ha pubblicato un <strong><a href="http://www.psfk.com/2010/06/psfk-presents-future-of-retail-an-overview.html" target="_blank">report</a> sulle tendenze che influenzeranno il mondo del retail</strong> nei prossimi 3-5 anni. A partire da una visione secondo cui non solo lo spazio fisico in cui avvengono gli acquisti, ma tutto il mondo deve essere considerato un negozio, grazie alle nuove tecnologie, alle applicazioni smart, ai social network, ecc&#8230;, PSFK individua 10 tendenze future.</div>
<div style="width: 500px;"><span id="more-1397"></span></div>
<div style="width: 500px;">
<p>Il report dedica grande attenzione all&#8217;impatto dei <strong>media digitali</strong> sulle decisioni di acquisto e sulla loro capacità di <strong>decentralizzare l&#8217;esperienza</strong>.<strong> </strong>Scoprire nuovi prodotti, testarli, riflettere sull&#8217;acquisto, condividere la decisione con gli amici o chiedere consigli non è più qualcosa da fare necessariamente nel negozio, ma può essere fatto ovunque e in ogni momento grazie, per esempio, ai telefoni cellulari e ai social network. Quello che una volta era un acquisto individuale diventa un <strong>evento socialmente connesso</strong>.</p>
<p>Per questi motivi, per i retailers diventa necessario riflettere su come <strong>evolvere l&#8217;esperienza</strong> offerta e facilitare la condivisione di informazioni guidando gli acquisti <strong>sia nel negozio sia on-line</strong> all&#8217;interno dei social network. Non per questo, comunque, i tradizionali luoghi fisici diventano meno importanti visto che l&#8217;esperienza che può essere offerta sul posto rimane significativa per la costruzione di fiducia e quindi per la fidelizzazione.</p>
<p>Nello specifico, i trend individuati, con relativi casi studio, sono:</p>
<p><strong>1 <em>World As Retail Experience</em><em>:</em></strong> i sistemi di pagamento mobile e le tecnologie di identificazione dei prodotti permettono agli utenti di interagire ed acquistare virtualmente ogni prodotto che incontrano in ogni luogo.<strong><br />
2 <em>Pre-view Shopping: </em></strong>i telefoni cellulari e le tecnologie gps permettono agli utenti di avere informazioni sui negozi ancora prima di andarci, di vederli ed anche di sapere in tempo reale quanta gente vi si trova.<strong><br />
3 <em>Tablet Enabled Service: </em></strong>l&#8217;introduzione e l&#8217;uso di strumenti come iPhone e iPad da parte dello staff permette di offrire una consulenza personalizzata e <em>one-to-one</em> ai clienti.<strong><br />
4 <em>Selling The Ideal:</em></strong> sviluppo di piattaforme di comunicazione che facilitano la comprensione e la &#8220;traduzione&#8221; in prodotti reali dei desideri dei clienti.<strong><br />
5 <em>Every Store As Flagship: </em></strong>sempre più i negozi incorporano elementi di narrazione, intrattenimento ed educazione rendendo il processo di acquisto più simile ad un evento che ad una transazione.<strong><br />
6 <em>Complementary Curation: </em></strong>estensione dell&#8217;offerta del negozio grazie all&#8217;inclusione di altri marchi o servizi rilevanti che aumentano i motivi per recarsi nel negozio e la probabilità di fidelizzazione.<strong><br />
7 <em>Revolving Decors: </em></strong>allestimenti, display e decorazioni dei negozi progettati per essere flessibili e costantemente rinnovabili in modo che il negozio possa risultare sempre diverso.<strong><br />
8 <em>Taking The store The Customer: </em></strong>il negozio va dal cliente, con sistemi mobili o servizi ad hoc.<strong><br />
9 <em>Instant Show &amp; Tell: </em></strong>i mobile social network e le tecnologie all&#8217;interno dei negozi permettono ai clienti di mostrare le proprie scelte in tempo reale agli amici e di ricevere da loro dei consigli, rendendo condivisa l&#8217;esperienza d&#8217;acquisto.<strong><br />
10 <em>Group Clout: </em></strong>crescita dei gruppi di acquisto supportati dai network on-line.<strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><a href="http://www.psfk.com/future-of-retail" target="_blank">Richiesta report a PSFK</a><strong><em></em></strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.psfk.com/2010/06/psfk-presents-future-of-retail-an-overview.html" target="_blank">psfk.com</a><strong><em></em></strong></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></div>
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		<title>Supermercati democratici e cooperativi: The People&#8217;s Supermarket e Park Slope Food Coop</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 22:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Un&#8217;idea innovativa di supermercato, in grado di offrire ai soci il miglior cibo al prezzo più basso possibile grazie al fatto che i soci stessi mettono a disposizione parte del loro tempo per lavorare nel supermercato. Un supermercato &#8220;dal basso&#8221; quindi, una sorta di banca del tempo, fatta dalle stesse persone che acquistano. The People&#8217;s [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/peoplesupermarket01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1384" title="peoplesupermarket01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/peoplesupermarket01.jpg" alt="peoplesupermarket01" width="500" height="489" /></a></p>
<p>Un&#8217;idea innovativa di supermercato, in grado di offrire ai soci <strong>il miglior cibo al prezzo più basso</strong> <strong>possibile</strong> grazie al fatto che <strong>i soci stessi mettono a disposizione parte del loro tempo per lavorare nel supermercato</strong>. Un supermercato &#8220;dal basso&#8221; quindi, una sorta di banca del tempo, fatta dalle stesse persone che acquistano. <a href="http://www.peoplessupermarket.org/" target="_blank"><strong>The People&#8217;s Supermarket</strong></a>, che si ispira al newyorchese <a href="http://www.foodcoop.com/" target="_blank"><strong>Park Slope Food Coop</strong></a>, si sta preparando all&#8217;apertura<span id="more-1372"></span> negli UK, a partire da un&#8217;idea dello chef <a href="http://www.londonsdc.org/londonleaders/profile.aspx?ID=31" target="_blank">Arthur Potts-Dawson</a> in collaborazione con <a href="http://davidbarrie.typepad.com/david_barrie/2009/07/the-peoples-supermarket.html" target="_blank">David Barrie</a> ed un gruppo di esperti in retail, design e management.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/peoplesupermarket02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1385" title="peoplesupermarket02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/peoplesupermarket02.jpg" alt="peoplesupermarket02" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Questo supermercato vuole essere un&#8217;alternativa alle catene tradizionali, a cui tutti possono avere accesso diventando soci (costo annuale UK£25.00, ridotto per studenti, anziani e disoccupati) e mettendo a disposizione alcune ore al mese per lavorare nel supermercato. In cambio si ottiene una spesa a prezzi fortemente ridotti e si partecipa alla gestione dell&#8217;impresa, fruendo di <strong>un&#8217;esperienza collettiva, democratica ed accessibile</strong>.</p>
<p><em>&#8220;The People&#8217;s Supermarket really does belong to it&#8217;s members &#8211; it&#8217;s the members who will decide how the place is run, what it sells and ultimately, what kind of shop it will be.&#8221; (</em><a href="http://www.peoplessupermarket.org/?page_id=9" target="_blank">peoplessupermarket.org</a>)</p>
<p>La possibilità di abbassare i prezzi è data dal fatto che, essendo il funzionamento del supermercato basato principalmente sul lavoro volontario, i costi per lo staff fisso vengono notevolmente ridotti. Inoltre, tutti i profitti vengono reinvestiti nell&#8217;abbassare ulteriormente i costi del cibo e non esistono bonus o dividendi per gli azionisti: tutti i benefit vanno ai soci.</p>
<p>The People&#8217;s Supermarket si ispira al <a href="http://www.foodcoop.com/" target="_blank"><strong>Park Slope Food Coop </strong></a>(Brooklyn, Ny) attivo dal 1973 con, ad oggi, 17.000 soci a cui riesce ad offrire sconti che vanno dal 20 al 40% sulla spesa settimanale ed con un fatturato di $32m, a testimonianza del grande riscontro di questa iniziativa.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/katerw/2596277321/"><img class="alignnone size-full wp-image-1386" title="foodcoop01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/foodcoop01.jpg" alt="foodcoop01" width="500" height="352" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/nebneb/133609609/"><img class="alignnone size-full wp-image-1387" title="foodcoop02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/foodcoop02.jpg" alt="foodcoop02" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.psfk.com/2010/05/a-democratic-co-operative-supermarket.html" target="_blank">psfk.com</a>, <a href="http://www.peoplessupermarket.org/" target="_blank">peoplessupermarket.org</a>, <a href="http://davidbarrie.typepad.com/david_barrie/2009/07/the-peoples-supermarket.html" target="_blank">davidbarrie.typepad.com</a>, <a href="http://www.foodcoop.com/" target="_blank">foodcoop.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Frog Design sviluppa due scenari di servizio per avvicinare produttori locali e cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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Mobile Market e Stones Throw Harvest sono i due scenari presentati da Frog Design al concorso Digging Deeper di San Francisco, che richiedeva di progettare un prodotto, sistema o servizio per avvicinare i prodotti agricoli locali al consumo cittadino. Le due proposte si basano sull&#8217;idea che acquistare prodotti locali ad un prezzo accessibile possa essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/mobilemarket.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1338" title="mobilemarket" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/mobilemarket.jpg" alt="mobilemarket" width="500" height="315" /></a></p>
<p><em>Mobile Market</em> e <em>Stones Throw Harvest</em> sono i due scenari presentati da <a href="http://www.frogdesign.com/" target="_blank">Frog Design</a> al concorso <a href="http://diggingdeepersf.ning.com/" target="_blank">Digging Deeper di San Francisco</a>, che richiedeva di progettare un prodotto, sistema o servizio per <strong>avvicinare i prodotti agricoli locali al consumo cittadino</strong>. Le due proposte si basano sull&#8217;idea che acquistare prodotti locali ad un prezzo accessibile possa essere semplice come andare al negozio all&#8217;angolo grazie all&#8217;impostazione di un <strong>modello di servizio</strong> semplificato dall&#8217;uso delle tecnologie.<br />
<span id="more-1337"></span><em><br />
<strong>Mobile Market</strong></em><br />
Questo scenario si propone di risolvere il <strong>problema della distribuzione</strong> di prodotti agricoli in città. Gli agricoltori portano i propri prodotti ad un centro di raccolta vicino e il cibo viene poi distribuito a <strong>negozi mobili </strong>posizionati in zone strategiche della città. Questi negozi sono in grado di registrare e visualizzare sia i prodotti freschi che ricevono, sia ingredienti preconfezionati per i pasti e, essendo dotati di un sistema RFID card-reader, i clienti che acquistano non hanno nemmeno bisogno di usare i contanti per pagare. Inoltre un&#8217;applicazione per telefoni cellulari è in grado di avvisare i clienti sui tipi e le quantità di prodotti presenti e sul luogo più vicino dove recarsi.<br />
<strong><br />
<em>Stones Throw Harvest </em></strong><br />
Questo scenario struttura una relazione tra produttori biologici e negozi di quartiere già esistenti nella città. Quando i produttori hanno delle eccedenze, le consegnano ai negozi ricevendo in cambio dei crediti che possono essere utilizzati per acquistare altri prodotti biologi in tutta la città. La <strong>rete di scambio</strong> è supportata da un&#8217;applicazione per cellulari o sito web in grado di monitorare dove si trovano frutta e verdura di qualità nelle vicinanze.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/stones.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1339" title="stones" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/05/stones.jpg" alt="stones" width="500" height="315" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.fastcompany.com/1607132/frog-design-imagines-urban-food-systems-of-the-future" target="_blank">fastcompany.com</a>, <a href="http://www.frogdesign.com/" target="_blank">frogdesign.com</a>, <a href="http://diggingdeepersf.ning.com/" target="_blank">diggingdeepersf.ning.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Avvistati al Fuorisalone: Public Pie</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-public-pie/1228/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 16:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuorisalone 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile 2010]]></category>
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Public Pie, un ristorante mobile a due posti con un&#8217;offerta di prodotti interamente basata sulle mele. Si tratta di un&#8217;idea di Maaike Bertens e Marieke van der Bruggen presente già l&#8217;anno scorso durante il Public Design Festival di Esterni e riproposta quest&#8217;anno nell&#8217;emergente zona Ventura-Lambrate.




Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com
English version (by Google Translate)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1241" title="PublicPie00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie00.jpg" alt="PublicPie00" width="500" height="368" /></a></p>
<p><a href="http://www.publicpie.nl/in_dex.html" target="_blank">Public Pie</a>, un <strong>ristorante mobile a due posti</strong> con un&#8217;offerta di prodotti interamente basata sulle mele. Si tratta di un&#8217;idea di <a href="http://www.maaikebertens.nl/" target="_blank">Maaike Bertens</a> e <a href="http://www.mariekevanderbruggen.com/" target="_blank">Marieke van der Bruggen</a> presente già l&#8217;anno scorso durante il <a href="http://www.publicdesignfestival.org/portal/IT/home/" target="_blank">Public Design Festival di Esterni</a> e riproposta quest&#8217;anno nell&#8217;emergente zona Ventura-Lambrate.<span id="more-1228"></span></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/04/PublicPie01.jpg"><img title="PublicPie01" src="../wp-content/uploads/2010/04/PublicPie01.jpg" alt="PublicPie01" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1232" title="PublicPie02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie02.jpg" alt="PublicPie02" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1233" title="PublicPie03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie03.jpg" alt="PublicPie03" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1234" title="PublicPie04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/PublicPie04.jpg" alt="PublicPie04" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<item>
		<title>La spesa online simula l&#8217;esperienza reale: un farmer market virtuale</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/la-spesa-online-simula-lesperienza-reale-un-farmer-market-virtuale/1192/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 14:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<description><![CDATA[
Se nei servizi online il tema dell&#8217;esperienza e del tipo di interazione offerta è sempre più un elemento centrale, in questo caso si arriva fino alle estreme conseguenze, con la riproduzione in 3D di un farmer market virtuale associato ad un tradizionale sito di vendita on line.
Il VFM (Virtual Farmers Market) è stato lanciato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1198" title="vfm00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm00.jpg" alt="vfm00" width="223" height="280" /></a></p>
<p>Se nei servizi online il tema dell&#8217;<strong>esperienza</strong> e del tipo di <strong>interazione</strong> offerta è sempre più un elemento centrale, in questo caso si arriva fino alle estreme conseguenze, con la riproduzione in 3D di un <strong>farmer market virtuale</strong> associato ad un tradizionale sito di vendita on line.<span id="more-1192"></span><br />
Il <a href="http://www.vfmuk.com/" target="_blank">VFM</a> (Virtual Farmers Market) è stato lanciato in Gran Bretagna, primo nei suo genere, e cerca di <strong>migliorare l&#8217;esperienza di acquisto di prodotti alimentari online</strong> grazie alla riproduzione di un mercato virtuale che può essere visitato e in cui si può parlare direttamente con i produttori.</p>
<p>Diventa quindi centrale il <strong>tema della trasparenza</strong> su produttori e processi con l&#8217;obiettivo di <strong>aumentare la fiducia</strong> negli acquisti online, in un ambito, quello del food, in cui questi temi sono di grande rilevanza.</p>
<p>Marcus Carter, fondatore del VFM e amministratore delegato di Carter Food House, ha dichiarato: <em>&#8220;Il VFM dà ai consumatori la possibilità di acquistare direttamente dal produttore. Vedere il volto di chi produce gli alimenti è oggi più importante di quanto non lo sia mai stato. Essere in grado di connettersi tramite Internet con chi produce ciò che mangiamo, consente ai consumatori di avere più fiducia prima dell&#8217;acquisto.&#8221;</em></p>
<div>Basato su una tecnologia simile a quella dei video-giochi (sviluppata dall&#8217;agenzia <a href="http://www.digitalpresence.co.uk/" target="_blank">Digital Presence</a><em>),</em> non è solo uno strumento per aumentare la trasparenza della spesa online, ma è anche un modo per creare un&#8217;<strong>esperienza coinvolgente</strong><em>.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1199" title="vfm01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm01.jpg" alt="vfm01" width="500" height="293" /></a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1200" title="vfm02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/vfm02.jpg" alt="vfm02" width="500" height="396" /></a><br />
</em></div>
<p>Fonti: via <a href="http://foodforfuture.wordpress.com/" target="_blank">fooda.org</a> + <a href="http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=17020Gran%20Bretagna:%20lanciato%20il%20primo%20farmer%27s%20market%20virtuale%20del%20mondo" target="_blank">freshplaza.it</a> + <a href="http://www.vfmuk.com/" target="_blank">vfmuk.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Approfondimenti sul tema dei prodotti sfusi: retail, costi, suggerimenti</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/approfondimenti-sul-tema-dei-prodotti-sfusi-retail-costi-suggerimenti/1163/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 08:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
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		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tornando al tema della crescente richiesta di prodotti sfusi, già trattata in post precedenti con alcuni casi studio, segnalo  2 articoli che argomentano ulteriormente il tema, proponendo altri casi, esempi di risparmio e siti di riferimento.
LA SPESA? MEGLIO “ALLA SPINA” pubblicato da repubblica.it
A partire dai distributori automatici di latte, fino ad arrivare a quelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/Sfuso_agg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1182" title="Sfuso_agg" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/Sfuso_agg.jpg" alt="Sfuso_agg" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Tornando al tema della crescente richiesta di prodotti sfusi, già trattata in <a href="http://donnadiservizio.com/green-depot-simply-sma-effecorta-negozio-leggero-il-trend-dello-sfuso-nel-retail-e-lapporto-del-design/420/" target="_blank">post precedenti</a> con alcuni casi studio, segnalo  2 articoli che argomentano ulteriormente il tema, proponendo altri casi, esempi di risparmio e siti di riferimento.<span id="more-1163"></span></p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/casa/2010/01/15/la-spesa-meglio-alla-spina/?h=0" target="_blank"><em><strong>LA SPESA? MEGLIO “ALLA SPINA”</strong></em> pubblicato da repubblica.it</a><br />
<em>A partire dai distributori automatici di latte, fino ad arrivare a quelli di olio e vino, l&#8217;acquisto di prodotti sfusi sta diventando una tendenza sempre più diffusa, che fa bene all&#8217;ambiente e al portafogli.</em></p>
<p><em>Se fosse ancora in vita, saremmo costretti a dar ragione a Giambattista Vico e alla sua teoria dei corsi e ricorsi storici: tutto si ripete e tutto torna nella storia. In questo caso non abbiamo intenzione di avventurarci per i complessi sentieri del pensiero o della filosofia e neppure della storia in sé per sé; ci permettiamo di &#8220;scomodare&#8221; un intellettuale illustre per parlare di alimentazione.</em></p>
<p><em>Il cibo è di per sé un bisogno primario e ancestrale e nonostante le declinazioni che ha assunto nel tempo, dal fast food, allo slow food,  la sostanza non cambia poi molto; <strong>a cambiare sono invece le modalità di acquisto, in ragione dei costi e dei mutati stili di vita</strong>.</em></p>
<p><em>Già da tempo però sembra di essere tornati indietro nel tempo, al periodo in cui le massaie uscivano con i propri sacchetti di tela per la spesa: questo, grazie all’intuizione di qualche attento osservatore che si è accorto di quanto quelle confezioni, in cui ci vengono venduti i prodotti più vari, molto curate sul versante estetico e, allo stesso tempo, altrettanto inquinanti, siano un qualcosa di cui si può fare a meno, con <strong>notevole risparmio di costi e rispetto maggiore per l’ambiente in cui viviamo</strong>. Gli imballaggi infatti sono una componente importante della quantità totale di rifiuti che noi produciamo e acquistare prodotti sfusi permette di ridurre i contenitori in plastica che normalmente li contengono.</em></p>
<p><em>Nell’aprile scorso è nato a Torino <a href="http://donnadiservizio.com/green-depot-simply-sma-effecorta-negozio-leggero-il-trend-dello-sfuso-nel-retail-e-lapporto-del-design/420/" target="_blank"><strong>il primo negozio cosiddetto &#8220;leggero&#8221;</strong></a>, in cui è possibile acquistare generi alimentari e non solo, alla spina, ossia sfusi. Sono presenti infatti oltre <strong>900 prodotti differenti, prevalentemente provenienti dal territorio locale</strong>, ma anche frutto di progetti di cooperazione, non solo per i generi alimentari (pasta, cereali, vino, legumi&#8230;), ma anche per i prodotti per la cura della persona e la pulizia della casa.</em></p>
<p><em>La proposta torinese però è nuova solo per certi aspetti: di acquisti “alla spina” infatti, si è già iniziato a parlare qualche anno fa ma, nell’ambito prevalentemente dei circuiti della grande distribuzione e, anche con scarsa informazione da parte dei media. <a href="http://donnadiservizio.com/green-depot-simply-sma-effecorta-negozio-leggero-il-trend-dello-sfuso-nel-retail-e-lapporto-del-design/420/" target="_blank"><strong>Sma</strong></a>, per esempio, dal 2005 ha iniziato la sperimentazione, in alcuni Cityper, della vendita di <strong>prodotti alimentari e detersivi a peso</strong> e, nel corso degli anni, l’ha allargata ad altri supermercati della catena. La stessa cosa si può dire per le catene <a href="http://www.auchan.it/Pagine/Default.aspx" target="_blank"><strong>Auchan</strong></a> e <a href="http://www.crai-supermercati.it/home/default.asp" target="_blank"><strong>Crai</strong></a>.</em></p>
<p><em>Quest’ultima, in particolare, con il progetto <strong><a href="http://www.crai-supermercati.it/etica_e_ambiente/ecopoint.asp" target="_blank">Ecopoint</a></strong>, che prevede distributori con leve simili a giocattoli da cui poter prendere a piacere la quantità desiderata di <strong>caramelle, cereali, legumi e altri generi</strong>, ha raggiunto la quota di 32 punti vendita in Italia e, recentemente, ha inaugurato il primo Ecopoint in Svizzera. Oltre al risparmio economico, gli erogatori, realizzati a iniezione in policarbonato trasparente, sono idonei al contatto con alimenti, inalterabili nel tempo, molto solidi e resistenti ai raggi UVA, il che consente il prolungamento di fragranza e freschezza.<br />
Una novità esclusiva di questa catena è l’Ecopoint Piccoli Amici che permette, attraverso lo stesso sistema, ma con erogatori diversi, costituiti da secchielli riutilizzabili, di acquistare <strong>cibo per i nostri animali domestici</strong>, a un prezzo che varia dal 15 fino al 60 per cento in meno rispetto al prodotto confezionato.</em></p>
<p><em><a href="http://temi.repubblica.it/casa/2010/01/15/la-spesa-meglio-alla-spina/?h=0"><img class="alignnone size-full wp-image-1188" title="Ecopoint" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/04/Ecopoint.jpg" alt="Ecopoint" width="500" height="400" /></a><br />
</em></p>
<p><em>Vista la rapidità con cui si stanno diffondendo sempre più punti dove fare la spesa in modo leggero, è normale supporre che la tendenza stia contagiando molti consumatori: tra gli ultimi nati, nel campo della distribuzione automatica, c’è <a href="http://www.dadolio.it/" target="_blank"><strong>Dadaolio</strong></a>, il <strong>distributore automatico di olio</strong>, introdotto dall’associazione Ovicoltori Riuniti.  Attraverso questo sistema, ogni produttore può installare uno o più Dadaolio nelle migliori panetterie o pescherie della zona, senza bisogno di intermediazione e fornire in questo modo al consumatore il prodotto, nelle condizioni perfette, sia da un punto di vista chimico, che organolettico.</em></p>
<p><em>Nell’ottica di un rispetto maggiore verso l’ambiente, si sono mossi un gruppo di giovani che hanno dato vita a <a href="http://donnadiservizio.com/effecorta/59/" target="_blank"><strong>Effecorta</strong></a>, un&#8217;azienda in cui l’acquisto è esclusivamente alla spina: si possono trovare olio locale franto con macine di pietra, vini di qualità, birra cruda, paste, legumi, cereali, spezie, pane, ortaggi dei produttori locali, mangimi per animali.</em></p>
<p><em>Nel campo dei distributori di detersivi alla spina, da pochi mesi, l’azienda napoletana <a href="http://www.caiazzodetergenti.com/" target="_blank">Caiazzo detergenti</a>, ha inserito nel proprio listino la <strong>linea dei detersivi alla spina con marchio Casa Pura</strong>. La macchina distributrice è semplice da usare e funziona solo con i suoi flaconi dedicati e pre-etichettati. Il consumatore deve acquistare solo la prima volta il flacone vuoto del prodotto desiderato che trova a fianco della macchina; è sufficiente che lo inserisca sotto l’erogatore e poi prema il pulsante: in pochi secondi è servito e, grazie al sistema “salvagoccia” , non deve preoccuparsi di sporcare  l’area di servizio.</em></p>
<p><em>A partire dunque dai <a href="http://donnadiservizio.com/vending-machine-nuovi-prodotti-nuovi-bisogni/845/#more-845" target="_blank"><strong>distributori automatici di latte</strong></a>, che rimangono l’icona della &#8220;spesa leggera&#8221;, i passi avanti sono stati numerosi e hanno sicuramente fatto bene, non solo alle nostre tasche, ma anche all’ambiente e, chissà, forse hanno accontentato anche coloro che guardano al passato con una punta di nostalgia.</em></p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/casa/2010/01/14/i-numeri-del-risparmio-e-alcuni-siti-utili/" target="_blank"><em><strong>I NUMERI DEL RISPARMIO E I SITI UTILI</strong></em> pubblicato da repubblica.it</a><br />
<em>Ma qual è veramente il risparmio che si ottiene acquistando alla spina?<br />
Secondo la Federconsumatori, per quanto riguarda il portafoglio, <strong>acquistare latte e detersivi alla spina e consumare acqua di rubinetto, permette a una famiglia, in un anno, di risparmiare 774,58 euro, pari a circa 64 euro al mese</strong>. Da un punto di vista ambientale invece, acquistando prodotti sfusi e riciclando i propri contenitori, <strong>in un anno si risparmiano in media 750 mila confezioni</strong>. Si potrebbero così eliminare scatole, bottiglie, confezioni e flaconi, che occupano il 50 per cento nella nostra spazzatura.</em></p>
<p><em>Secondo un’indagine fatta da Help consumatori, un’agenzia on line per il consumo, se il pacco di pasta più economico nella nota catena di supermercati costa 1,38 euro al chilo, rifornendosi all&#8217;Ecopoint si può scegliere tra diversi tipi che partono da 1,19 euro. Se una scatola di cereali semplici costa al chilo minimo 6,05 euro, il prezzo per la stessa quantità sfusa scende a 3,99 euro. Lo stesso vale per il riso (da 1,69 a 2,78 euro al chilo) e i legumi (da un minimo di 1,49 euro a un massimo di 2,55, sempre al chilo), per le spezie e il caffè: si può risparmiare dal 10% al 70%. La scelta non è ampia quanto quella offerta dai prodotti confezionati, ma le varietà proposte sono diverse, non si producono rifiuti grazie all&#8217;assenza del contenitore e, soprattutto, si può acquistare la quantità desiderata scegliendo così quanto spendere ed evitando sprechi.</em></p>
<p><em><strong>Siti utili</strong><br />
Oltre ai siti dei vari supermercati citati e dei piccoli negozi come <a href="www.negozioleggero.it" target="_blank">Negozio Leggero</a> ed <a href="www.effecorta.it" target="_blank">Effecorta</a> vi segnaliamo:</em></p>
<p><em><a href="www.milkmaps.com" target="_blank">www.milkmaps.com</a> dove è possibile trovare la mappa sempre aggiornata dei distributori di latte crudo in Italia;<a href="www.detersivisfusi.it" target="_blank"></a></em></p>
<p><em><a href="www.detersivisfusi.it" target="_blank">www.detersivisfusi.it</a> oltre alla mappatura di tutte le zone dove si possono acquistare detersivi alla spina nel sito si possono trovare dati aggiornati sul risparmio energetico derivante da questa modalità di acquisto;<a href="www.riducimballi.it " target="_blank"></a></em></p>
<p><em><a href="www.riducimballi.it " target="_blank">www.riducimballi.it </a>è il portale che si occupa della riduzione dei rifiuti alla fonte, dove oltre a diverse  possibilità per aprire punti vendita che offrano prodotti senza imballi, offre una mappa aggiornata dei consumi più virtuosi;<a href="www.vino-sfuso.com" target="_blank"></a></em></p>
<p><em><a href="www.vino-sfuso.com" target="_blank">www.vino-sfuso.com</a> guida on line sulle aziende agricole che vendono vino sfuso con area riservata anche ai produttori e le offerte promozionali del mese.</em></p>
<p>Fonti: <a href="http://temi.repubblica.it/casa/2010/01/15/la-spesa-meglio-alla-spina/?h=0" target="_blank">repubblica.it</a><em> </em></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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