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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Service design</title>
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		<title>Dalle auto alle bici nelle stazioni di servizio Staltoil: brand extension e mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[
La compagnia Staltoil sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie stazioni di rifornimento a Copenaghen grazie ad aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3731" title="cykelpleje01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg" alt="cykelpleje01" width="500" height="361" /></a></p>
<p>La compagnia <a href="http://www.statoil.dk/FrontServlet?s=sdh&amp;state=sdh_dynamic&amp;viewid=2080533" target="_blank">Staltoil</a> sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie <strong>stazioni di rifornimento</strong> a Copenaghen grazie ad <strong>aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette</strong>. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di mobilità alternativa e la riscoperta della bici che caratterizza i nostri giorni.<span id="more-3728"></span></p>
<p>Le stazioni di servizio attrezzate anche per le biciclette sono 5 e sembrano non aver richiesto investimenti ingenti, dal momento che sfruttano una porzione di muro non utilizzato con un pannello a cui attaccare la bici per svolgere le operazioni di manutenzione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3732" title="cykelpleje03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg" alt="cykelpleje03" width="500" height="361" /></a></p>
<p>Così come recita il testo sul pannello, qui &#8220;è possibile <strong>gonfiare e lavare la propria bicicletta</strong> e, all&#8217;interno del negozio, prendere in prestito un <strong>kit gratuito per la manutenzione</strong> che contiene olio, brugola, leva per la sostituzione delle gomme, ecc… Buon divertimento&#8221;.<br />
Sulla sinistra del pannello è disponibile una <strong>pompa</strong> per gonfiare le gomme e un <strong>distributore di guanti di plastica e asciugamani di carta</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3733" title="cykelpleje02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg" alt="cykelpleje02" width="500" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3734" title="cykelpleje04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg" alt="cykelpleje04" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Un bel modo per creare economie di scopo, ampliare la propria offerta e dimostrare un certo tipo di sensibilità, considerando la mobilità nel suo complesso e non solo quella legata al core business.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.copenhagenize.com/2011/09/bicycle-care-station-by-statoil.html" target="_blank">copenhagenize.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/transportation/in-copenhagen-gas-stations-equipped-bicycle-care/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Vince lo Startup Weekend di Trento il servizio &#8220;Milk, please&#8221; per la consegna social della spesa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ruota attorno al tema della consegna della spesa in crowdsourcing il concept vincitore dello Startup Weekend di Trento, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:
&#8220;Milk, please! è un SaaS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3724" title="Milkplease" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg" alt="Milkplease" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Ruota attorno al tema della <strong>consegna della spesa in crowdsourcing</strong> il concept vincitore dello <a href="http://trento.startupweekend.org/" target="_blank">Startup Weekend di Trento</a>, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:<span id="more-3714"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">Milk, please!</a> è un SaaS (Software as a Service) accessibile da una interfaccia web, da un applicazione mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi in un negozio, può inserire il proprio ordine tramite il nostro sito web o l&#8217;applicazione per smartphone, e <strong>inviare la propria lista della spesa ad altri utenti</strong>. Se uno di questi si trova in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, può decidere di accettare l&#8217;ordine e di <strong>effettuare la consegna</strong>. In questo modo si evitano gli sprechi di tempo ed energie, ne traggono vantaggio le persone e ne beneficia l&#8217;ambiente perché si eliminano gli spostamenti non necessari con l&#8217; auto o altri mezzi inquinanti&#8221;.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3720" title="Milkplease_story" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg" alt="Milkplease_story" width="500" height="520" /></a></p>
<p>Il servizio prevede il pagamento on line della spesa con inclusa una <strong>ricompensa per chi effettua la consegna</strong> (in modo, giustamente, da offrire una motivazione a partecipare, sullo stile di <strong><a href="http://donnadiservizio.com/intervista-a-harry-schiff-co-fondatore-di-agentanything-design-dellesperienza-modello-di-business-strategie-di-marketing/2541/" target="_blank">AgentAnything</a></strong> o <strong><a href="http://www.neighbfav.com/" target="_blank">NeighborFavor</a></strong>), anche se le modalità non sono ancora chiare.</p>
<p>Si tratta evidentemente di un concept da sviluppare in relazione a quelli che potranno essere gli utenti effettivi e le modalità di pagamento e consegna, ma di sicuro l&#8217;intenzione di andare in fretta c&#8217;è, visto che il sito di Milk, Please è già online con un <strong>modulo per dare la propria disponibilità</strong> a partecipare (sia come utente che come negozio) e per indagare le principali motivazioni degli interessati.</p>
<p>Questo il sito: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a>,  <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2012/04/03/startup-weekend-trento-vincitori-milk-please-23457.html#content" target="_blank">wired.it</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Open Kitchen per i produttori locali: cultura e disintermediazione da Tawlet</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/open-kitchen-per-i-produttori-locali-cultura-e-disintermediazione-da-tawlet/3692/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<description><![CDATA[
Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante Tawlet di Beirut aggiunge il concetto di open kitchen, dove sono i diversi produttori locali che ogni giorno cucinano i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.

Nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3702" title="Tawlet1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg" alt="Tawlet1" width="500" height="315" /></a></p>
<p><strong>Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. </strong>Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante <strong><a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">Tawlet</a></strong> di Beirut aggiunge il concetto di <strong>open kitchen</strong>, dove sono i diversi <strong>produttori locali che ogni giorno cucinano</strong> i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.<span id="more-3692"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3703" title="Tawlet2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg" alt="Tawlet2" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Nato come ente no profit, Tawlet è il ristorante del primo farmers&#8217; market libanese Souk el Tayeb e si propone di collaborare con persone di credo e provenienza diversi, facendo al contempo conoscere i cibi locali e sostenendo i piccoli produttori biologici.</p>
<p>Un&#8217;operazione culturale sotto diversi punti di vista quindi, che si articola in un <strong>palinsesto variegato</strong>, tutto incentrato sul tema dell&#8217;open kitchen.<br />
Dal lunedì al venerdì a pranzo il ristorante serve i piatti cucinati dai produttori locali, mentre al pomeriggio si svolgono lezioni di cucina per adulti. Il venerdì pomeriggio le lezioni di cucina per i bambini, il sabato il brunch e una volta al mese incontri con ospiti speciali come chef o scrittori. La sera il ristorante è dedicato alla <strong>formula &#8220;I cook&#8221;</strong>, dove la cucina può essere utilizzata dagli ospiti che hanno accesso ad un servizio di supporto da parte di Tawlet nella spesa, nella preparazione e nel servizio a tavola.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3704" title="Tawlet3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg" alt="Tawlet3" width="500" height="329" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3705" title="Tawlet4" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg" alt="Tawlet4" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">tawlet.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Car sharing peer to peer: gli strumenti dei designer</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/car-sharing-peer-to-peer-gli-strumenti-dei-designer/3669/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
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		<description><![CDATA[
Grazie al contributo di Aaron Lewis e Mark Simmons, che pubblicano aggiornamenti sulla loro tesi di master in un sito di supporto alla loro ricerca (da notare l&#8217;interessante approccio alla co-progettazione), ripubblico un bell&#8217;esempio di customer journey che, con una struttura classica, incrocia step dell&#8217;esperienza, utenti e touchpoint e una infografica che sintetizza lo stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/info.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3675" title="info" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/info.jpg" alt="info" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Grazie al contributo di <a href="http://www.linkedin.com/in/aaronslewis" target="_blank">Aaron Lewis</a> e <a href="http://www.linkedin.com/in/markjwsimmons" target="_blank">Mark Simmons</a>, che pubblicano aggiornamenti sulla loro tesi di master in un <a href="http://p2pcarsharing.us.com/" target="_blank">sito di supporto alla loro ricerca</a> (da notare l&#8217;interessante approccio alla co-progettazione), ripubblico un bell&#8217;esempio di <strong>customer journey</strong> che, con una struttura classica, incrocia step dell&#8217;esperienza, utenti e touchpoint e una <strong>infografica che sintetizza lo stato dell&#8217;arte del car sharing p2p a livello mondiale</strong>.<span id="more-3669"></span></p>
<p><em>Customer journey map</em> (click sull&#8217;immagine per ingrandire)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-20121.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3684" title="AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-20121-212x300.jpg" alt="AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012" width="212" height="300" /></a></p>
<p><em>Il mondo del car sharing p2p</em> (click sull&#8217;immagine per ingrandire)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012.jpg"></a><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3680" title="Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01-300x212.jpg" alt="Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01" width="300" height="212" /></a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></p>
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		</item>
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		<title>Quale potrebbe essere il tuo ruolo la settimana prossima? Note sul service design dal Fuorisalone 2012</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/quale-potrebbe-essere-il-tuo-ruolo-la-settimana-prossima-note-sul-service-design-dal-fuorisalone-2012/3636/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Fuorisalone12]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Approfitto di questa frase &#8211; &#8220;what could your role be next week?&#8221; &#8211; vista su un manifesto all&#8217;interno dell&#8217;esposizione della Design Academy Eindhoven &#8211; come chiave di lettura per la mia selezione post-Fuorisalone. Quello che mi interessa rilevare, infatti, sono alcune tracce di una riflessione diffusa sul ruolo del design nel prossimo futuro in relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/graffiti_fuorisalone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3662" title="graffiti_fuorisalone" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/graffiti_fuorisalone.jpg" alt="graffiti_fuorisalone" width="500" height="344" /></a><br />
Approfitto di questa frase &#8211; &#8220;<em>what could your role be next week?&#8221;</em> &#8211; vista su un manifesto all&#8217;interno dell&#8217;esposizione della Design Academy Eindhoven &#8211; come chiave di lettura per la mia selezione post-Fuorisalone. Quello che mi interessa rilevare, infatti, sono alcune tracce di una riflessione diffusa sul ruolo del design nel prossimo futuro in relazione ai cambiamenti economici, ambientali e sociali in cui anche il service design sembra poter offrire alcune risposte. Quale potrebbe essere quindi il ruolo del designer a breve?<span id="more-3636"></span></p>
<p><strong><em><a href="http://www.domusweb.it/it/upcoming-event/salone-2012-domus-e-audi-presentano-the-future-in-the-making/" target="_blank">Domus, &#8220;The future in the Making&#8221;</a> / </em><em><a href="http://www.drooglab.com/projects/events/material-matters--a-future-furniture-fair/" target="_blank">Material Matters by Droog</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.drooglab.com/projects/events/material-matters--a-future-furniture-fair/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3646" title="Droog_Domus2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus2.jpg" alt="Droog_Domus2" width="500" height="277" /></a><br />
All&#8217;interno della bellissima mostra organizzata da Domus attorno a 6 domande relative a quale futuro immaginare (sulla base, per esempio, di una tecnologia open source, una produzione diffusa o la progettazione di sistemi evolutivi), una possibile risposta alla domanda <em><strong>&#8220;cosa succederebbe se l&#8217;imposta sul reddito fosse sostituta con una tassa sulle materie prime?&#8221;</strong></em> è stata curata da <strong>Droog</strong>, che ha immaginato una fiera del futuro (con aziende reali ed immaginarie) capaci di offrire soluzioni di business alternative in risposta alla scarsità di materie prime.<br />
In molti casi si tratta di <strong>nuovi servizi</strong>, come <em>We Fix</em>, one-stop-shop specializzato in riparazioni creative, <em>Lease Me</em>, servizio di noleggio di arredi e oggetti quotidiani, <strong><em>Up.Droog</em></strong> (esiste: <a href="http://up.droog.com/" target="_blank">up.droog.com</a>), un&#8217;iniziativa di Droog per dare valore agli stock in disavanzo tramite il redesign o <em>Play Shop</em> che, con un&#8217;interpretazione più ironica, propone un gioco interattivo con cui soddisfare la propria voglia di shopping senza comprare niente.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3647" title="Droog_Domus" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus.jpg" alt="Droog_Domus" width="500" height="311" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://www.designacademy.nl/" target="_blank">Design Academy Eindhoven / 50</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.designacademy.nl/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3650" title="eindhoven3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven3.jpg" alt="eindhoven3" width="500" height="277" /></a><br />
In un percorso che afferma la forte connessione tra design e aspetti economici, sociali e culturali della vita quotidiana, hanno trovato posto alcuni progetti di servizi, come ad esempio <em>Taggie</em>, un&#8217;applicazione per smartphone con cui i bambini, attraverso la scansione dei codici a barre, possono accedere alla storia del prodotto trasformando la spesa in un&#8217;esperienza educativa ma anche di intrattenimento oppure <em>Save As</em>, una piattaforma in grado di tradurre le esperienze digitali in oggetti reali grazie alla stampa 3D.<br />
Molto interessante anche la parte della mostra dedicata al <strong><a href="http://www.designacademy.nl/Research/CRISP.aspx" target="_blank">CRISP-Creative Industry Scientific Programme</a></strong> (programma di ricerca nazionale sull&#8217;innovazione di servizio) in cui sono stati <strong>esposti gli strumenti tipici del service design utili a creare collaborazioni multidisciplinari</strong> (permettendo visioni condivise) e usati per lo sviluppo di progetti specifici nell&#8217;ambito dei trasporti e della salute. Si tratta di mind map, customer journey, mappature di osservazioni di tipo etnografico e rappresentazioni dei modelli di servizio… finalmente in mostra.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3651" title="eindhoven1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven1.jpg" alt="eindhoven1" width="500" height="278" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3652" title="eindhoven2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven2.jpg" alt="eindhoven2" width="500" height="345" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://www.rca.ac.uk/" target="_blank">Royal College of Art</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.rca.ac.uk/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3648" title="royalcollege" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege.jpg" alt="royalcollege" width="500" height="348" /></a><br />
<em> The Time Shop</em> è un negozio pop-up che vende oggetti di design utilizzando il tempo come moneta di scambio alternativa. Il progetto si fonda sul modello della banca del tempo, che, pur non essendo nuovo in assoluto, viene qui rivisitato mettendo l&#8217;accento sul tema delle <strong>monete alternative</strong>, tema particolarmente attuale (con l&#8217;esposizione, tra l&#8217;altro, dei principali esempi di valute alternative in Italia). La progettazione del servizio diventa qui una delle possibili risposte alla necessità di individuare modelli economici alternativi.<br />
Il Royal College approfitta inoltre dell&#8217;occasione per lanciare un <strong>nuovo master in Service Design</strong> per l&#8217;anno accademico 2012/2013 (le iscrizioni sono state prorogate). Info: <a href="mailto:service-design@rca.ac.uk" target="_blank">service-design@rca.ac.uk</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3649" title="royalcollege2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege2.jpg" alt="royalcollege2" width="500" height="372" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://mexicodesignnet.com/salone-mobile-2012/" target="_blank">Mexico Design Net / Experience the city</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://mexicodesignnet.com/salone-mobile-2012/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3657" title="mexicodn1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn1.jpg" alt="mexicodn1" width="500" height="281" /></a><br />
Si tratta di un network internazionale di professionisti, università e imprese promosso da IED Madrid allo scopo di migliorare la qualità della vita nelle città grazie al service design. La mostra ha proposto una selezione di 11 progetti tra quelli sviluppati durante il workshop &#8220;Experience the city&#8221; tenutosi a Città del Messico nel 2011 e che ha coinvolto diverse università europee e sudamericane. I progetti proposti vanno da servizi di bike sharing a servizi per il recupero di cibo invenduto nei supermercati ad idee di partecipazione ed educazione della cittadinanza.<br />
La nota da fare in questo caso è che, per quanto il video sia spesso il modo più efficace per raccontare un servizio, nel contesto &#8220;sovrabbondante&#8221; del Fuorisalone utilizzare dei box dentro cui vedere i video con le cuffie, non mi è sembrato il modo migliore per coinvolgere i visitatori e creare interesse attorno al tema.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3658" title="mexicodn2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn2.jpg" alt="mexicodn2" width="500" height="390" /></a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong><br />
<strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Making Together: un focus sui processi di co-progettazione all&#8217;interno del Fuorisalone</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un approccio alternativo a questo Fuorisalone 2012 lo dà Logotel con Making Together, una mostra-evento curata da Stefano Maffei e Susanna Legrenzi, che indaga il rapporto tra partecipazione dei cittadini e design, spostando il focus dall&#8217;oggetto al processo del progetto.
Sicuramente un tema molto attuale quello della relazione tra design e partecipazione, non solo in un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/MakingTogether.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3630" title="MakingTogether" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/MakingTogether.jpg" alt="MakingTogether" width="500" height="337" /></a></p>
<p>Un approccio alternativo a questo Fuorisalone 2012 lo dà <a href="http://www.makingtogether.it/mostra" target="_blank">Logotel con </a><strong><a href="http://www.makingtogether.it/mostra" target="_blank">Making Together</a></strong>, una mostra-evento curata da <strong>Stefano Maffei</strong> e <strong>Susanna Legrenzi</strong>, che indaga il <strong>rapporto tra partecipazione dei cittadini e design</strong>, spostando il focus dall&#8217;oggetto al <strong>processo del progetto</strong>.<span id="more-3620"></span></p>
<p>Sicuramente un tema molto attuale quello della relazione tra design e partecipazione, non solo in un momento in cui la &#8220;<em>cultura di rete ha imposto nuove parole chiave come connessione, community, crowdsourcing […]</em>&#8221; ma anche, aggiungerei, per le nuove possibilità di includere l&#8217;utente nei processi di progettazione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/MakingTogether_people.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3632" title="MakingTogether_people" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/MakingTogether_people.jpg" alt="MakingTogether_people" width="500" height="312" /></a></p>
<p>Con quella che mi sembra una selezione di proposte capaci di tradurre il concept in un evento continuo di partecipazione del pubblico (non ho ancora visto ma mi affretterò in questi giorni), la mostra è incentrata su <strong>Tuft</strong>, una macro-installazione da “abitare” a firma del <a href="http://www.numen.eu/home/news/" target="_blank"><strong>c</strong></a><strong><a href="http://www.numen.eu/home/news/" target="_blank">ollettivo Numen/For Use</a></strong>, impegnato a indagare il concetto di relazione fisica tra spazio e pubblico come generatore potenziale di incontri e relazioni.<br />
In parallelo, una sequenza di &#8220;work in progress&#8221; a cura di sei tra designer e collettivi, italiani e stranieri, chiamati a confrontarsi sul tema del “fare assieme”:<br />
<strong><em> &gt; </em><em><a href="http://www.dominicwilcox.com/" target="_blank">Dominic Wilcox</a></em></strong><br />
Con un oggetto-scultura che crescerà in dimensioni grazie all’apporto del pubblico;<br />
<strong><em> &gt; <a href="http://criticalcity.org/home/landing" target="_blank">CriticalCity</a></em></strong><br />
Gruppo di gaming urbano che creerà missioni di design situazionista in cui gli spettatori più coraggiosi potranno diventare “agents provocateurs”;<br />
<strong><em> &gt; </em><em><a href="http://www.demianconrad.com/" target="_blank">Demien Conrad</a></em></strong><br />
Graphic designer che darà vita a un progetto editoriale estemporaneo, Fanatic Collaborative Magazine, una fanzine in sei numeri sotto forma di un&#8217;installazione-laboratorio, aperta all’ingaggio del pubblico;<br />
<strong><em> &gt; </em><em><a href="http://www.fonurgia.unito.it/wp/" target="_blank">Andrea Valle</a></em></strong><br />
Compositore/ricercatore torinese con un’installazione sonora governata da un microprocessore Arduino, che esegue spartiti modificati da alcuni telefoni a disposizione dei visitatori della mostra;<br />
<strong><em> &gt; </em><em><a href="http://www.natasciafenoglio.com/" target="_blank">Natascia Fenoglio</a></em></strong><br />
Food designer che trasformerà in un progetto collettivo positivo un rifiuto alimentare (nello specifico le gomme da masticare che qui diventeranno un mandala collaborativo);<br />
<strong><em> &gt; </em><em><a href="http://www.lovedifference.org/" target="_blank">Love Difference</a></em></strong><br />
Collettivo fondato da Michelangelo Pistoletto che ha organizzato un Barcamp per la presentazione di esperienze e progetti da cui partire per una riflessione relativa ai processi creativi collettivi indirizzati alla trasformazione sociale responsabile.</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Massive Health, un servizio per mangiare meglio: insight efficaci e forzature social</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/massive-health-un-servizio-per-mangiare-meglio-insight-efficaci-e-forzature-social/3596/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il mondo della salute, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio Hello Health),  Massive Health è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3597" title="eatery01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg" alt="eatery01" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il <a href="http://donnadiservizio.com/category/health/" target="_blank">mondo della salute</a>, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Health</a>),  <strong><a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">Massive Health</a></strong> è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione social non necessaria.<span id="more-3596"></span></p>
<p>Massive Health è una startup, fondata da Kamal e dall&#8217;ex direttore creativo di Mozzilla Raskin, che ha lanciato <strong><a href="https://eatery.massivehealth.com/" target="_blank">Eatery</a></strong>, un&#8217;applicazione mobile che consente di <strong>monitorare le proprie abitudini alimentari</strong> grazie alla costruzione di un <strong>diario fotografico</strong> e alla <strong>condivisione social</strong>.</p>
<p>L&#8217;applicazione consente di scattare un foto a quello che si sta mangiando e di indicarne la quantità. La foto viene inviata automaticamente agli altri utenti dell&#8217;applicazione che possono dare una valutazione di quanto è salutare il pasto.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3601" title="eatery02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg" alt="eatery02" width="500" height="482" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3602" title="eatery03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg" alt="eatery03" width="500" height="482" /></a><br />
Alla fine della settimana si ottiene un quadro completo del proprio comportamento alimentare grazie ad un fotomontaggio di insieme e ad infografiche che indicano quanto si è mangiato sano, quando si riscontrano cattive abitudine ripetute, quali progressi sono stati fatti, ecc…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3603" title="eatery04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg" alt="eatery04" width="500" height="482" /></a></p>
<p>L&#8217;idea chiave su cui si basa Eatery non è, infatti, quella della dieta basata sul conteggio delle calorie, ma sulla presa di consapevolezza delle proprie abitudini e punti deboli in modo da riuscire a modificare più efficacemente il proprio approccio al cibo e quindi migliorare la propria salute.</p>
<p><strong>I punti di forza</strong><br />
L&#8217;insight  che mi sembra molto interessante è la necessità di <strong>prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari</strong>, piuttosto che seguire sistemi di dieta rigida che in genere vengono abbandonati molto rapidamente.<br />
Il diario alimentare è uno strumento classico utilizzato dai dietologi, che qui trova un&#8217;evoluzione di grande impatto ed efficacia. L&#8217;applicazione infatti permette di costruire un <strong>diario fotografico</strong> (e si sa che le immagini funzionano di più delle parole) in modo <strong>veloce e senza impegno</strong>, ottenendo in più un&#8217;<strong>interpretazione automatica</strong> dei dati che emergono, con <strong>interfacce di qualità estetica e funzionale</strong>.</p>
<p><strong>I punti di debolezza</strong><br />
Il problema, a mio avviso, sta nella <strong>valutazione della correttezza delle abitudini alimentari</strong>. Uno dei commenti ad un articolo su Eatery che stavo leggendo sintetizza bene il punto: <em>un cieco che guida un cieco?</em>. Si sa che i luoghi comuni sui cibi sono tanti e che ciascuno ha caratteristiche ed esigenze specifiche, per cui il fatto che siano altri utenti a valutare il tipo di alimentazione della persona mi pare poco credibile. Se il diario alimentare potesse essere inviato periodicamente ad un nutrizionista e venisse valutato su specifiche &#8220;tecniche&#8221; inserite precedentemente sulla base di un parere medico (o simili), non ci sarebbe bisogno della valutazione &#8220;social&#8221; e sembrerebbe effettivamente orientato al miglioramento della salute.<br />
Il fatto di creare una <strong>community </strong>di incoraggiamento e sostegno agli sforzi alimentari (sullo stile ad esempio di <a href="http://nikerunning.nike.com/nikeos/p/nikeplus/it_IT/plus/#//dashboard/" target="_blank">nike+</a>) potrebbe essere interessante, ma non in un modo che incide sui contenuti della dieta. In questo caso la dimensione social sembra una forzatura dettata dal fatto che oggi tutto deve passare dai social network per generare traffico, dimenticando l&#8217;effettiva utilità per l&#8217;utente.</p>
<p><strong>Modificare la promessa?</strong><br />
Forse se la promessa non fosse quella di migliorare la salute, ma piuttosto di creare il proprio diario di &#8220;appassionato&#8221; di cucina da condividere con gli amici, concept e realizzazione sarebbero più coerenti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">massivehealth.com</a>, <a href="http://mashable.com/follow/topics/massive-health" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Alcuni consigli per non entrare nella lista nera dei disservizi</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/alcuni-consigli-per-non-entrare-nella-lista-nera-dei-disservizi/3581/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 15:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come già visto in un precedente post, le aspettative degli utenti sulla qualità di un servizio stanno crescendo rapidamente, testimoniando il valore che il servizio ha nel rendere distintiva un&#8217;offerta in mercati competitivi. Se si considera che rimpiazzare un cliente perso costa 6-7 volte di più che cercare di conservarlo, è chiaro come il service design [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/disservizi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3582" title="disservizi" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/disservizi.jpg" alt="disservizi" width="500" height="328" /></a></p>
<p>Come già visto in un <a href="http://donnadiservizio.com/fastidi-quotidiani-per-servizi-inefficienti/1677/" target="_blank">precedente post</a>, <strong>le aspettative degli utenti sulla qualità di un servizio stanno crescendo rapidamente</strong>, testimoniando il valore che il servizio ha nel rendere distintiva un&#8217;offerta in mercati competitivi. Se si considera che <strong>rimpiazzare un cliente perso costa 6-7 volte di più</strong> che cercare di conservarlo,<span id="more-3581"></span> è chiaro come il service design possa giocare un ruolo chiave.</p>
<p><em>&gt; Aumento dell&#8217;offerta</em><br />
Come accennavo, le aspettative degli utenti stanno crescendo rapidamente, seguendo un&#8217;evoluzione simile a quella che si è avuta per i prodotti. Con l&#8217;<strong>aumento dell&#8217;offerta</strong>, un cattivo funzionamento o un difetto in un prodotto sono diventati inaccettabili, così come un disservizio di un centro assistenza o una mancata consegna possono essere motivo di passaggio alla concorrenza, laddove sia possibile&#8230;</p>
<p><em>&gt; Confronto tra esperienze</em><br />
Bisogna sottolineare, però, che non è importante solo l&#8217;aumento dell&#8217;offerta di servizi simili (che fa sì che sia più facile cambiare provider alla ricerca di una migliore qualità), ma è importante anche <strong>l&#8217;aumento, in tutti gli ambiti, di servizi di alto livello  in termini di esperienza e interazione</strong>.</p>
<p>Cosa vuol dire? Nel campo dei servizi quel che conta è il tipo di esperienza che vivo nello svolgere determinate azioni (ad esempio la facilità nel fare un ordine on line) e questo fa sì che il mio<strong> termine di paragone nel giudicarne la qualità sia esteso a tutte le esperienze</strong> che ho fatto in precedenza per quel tipo di azione.<br />
In sintesi, come descrive bene Cale Thompson in un <a href="http://www.fastcodesign.com/1669218/3-things-every-company-can-do-to-stay-off-customers-sht-lists" target="_blank">articolo di Fast Company</a>, oggi ci aspettiamo che <em>fare shopping sia intuitivo come in un Apple Store, che la ricerca di informazioni sia facile e rilevante come con Google, che un customer service sia reattivo come Zappos e che le interazioni tecnologiche siano facili come con Zipcar</em>.</p>
<p><em>&gt; Piattaforme multi-servizio</em><br />
A quanto detto si aggiunge anche la tendenza al <strong>multi-servizio</strong>, ovvero ad incorporare più servizi all&#8217;interno di un&#8217;unica piattaforma (virtuale o fisica), determinando un&#8217;ulteriore aumento della facilità nel confrontare e associare servizi diversi. Per esempio attraverso un sito di prenotazione voli è normale poter prenotare anche un albergo e l&#8217;auto, portando ad un aumento di aspettative anche in altri ambiti.</p>
<p>Alla luce di questo sono 3 i suggerimenti di <a href="http://www.fastcodesign.com/1669218/3-things-every-company-can-do-to-stay-off-customers-sht-lists" target="_blank">Cale Thompson</a> per approcciarsi alla progettazione dei propri servizi:</p>
<p><strong><em>1. Riconoscere un più vasto mondo di competitor</em></strong><br />
I propri touchpoint verranno valutati dagli utenti mettendoli a confronto con quelli che utilizzano abitualmente all&#8217;interno dei più disparati servizi, non solo dei competitor diretti.<br />
Se sto comprando un vestito su internet mi aspetto che sia facile come comprare un libro su Amazon.</p>
<p><strong><em>2. Individuare esperienze comparabili</em></strong><br />
Al di là del tipo di servizio offerto, è importante definire il tipo di esperienza che si vuole offrire e cercare chi lo fa meglio, anche in settori di mercato differenti.</p>
<p><strong><em>3. Mischiare i confini (cross pollination)</em></strong><br />
Trasferire modelli di esperienze da un settore ad un altro, così come viene fatto dai consumatori nelle loro aspettative, può costiuitire il fattore di successo nel definire o ridefinire un servizio.</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Piattaforme di servizio per prestare o affittare oggetti poco usati: l&#8217;esempio di Share Some Sugar</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.
Oggi, secondo Rifkin, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3575" title="sharesomesugar00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg" alt="sharesomesugar00" width="500" height="271" /></a></p>
<p><strong>Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.</strong><br />
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.<span id="more-3555"></span></p>
<p>Oggi, secondo Rifkin, ci troviamo ad un punto di svolta storico, per cui presto smetteremo di accumulare oggetti e li useremo per un periodo limitato di tempo per metterli poi in comune. I nuovi consumatori si stanno rendendo conto che in molti casi non desiderano i prodotti, ma solo i benefici che ne derivano. L&#8217;ormai decennale <em>Era dell&#8217;accesso</em> si concretizza ed in effetti quello che interessa sembrano essere i buchi fatti dal trapano più che il trapano in sè&#8230;</p>
<p>Ma al di là di questa premessa macro, è vero che calandosi nel micro si trovano molti casi che testimoniano un cambiamento in atto e danno accesso ai prodotti d&#8217;uso comune tramite servizi. <strong>Servizi che sono attrattivi perché danno vantaggi concreti e misurabili per chi li usa: risparmio/guadagno di soldi e spazio</strong>. Questa mi pare la leva chiave (nel caso della specifica tipologia di prodotti), così come proposta da Share Some Sugar: <em>perché comprare quando puoi avere in prestito?</em></p>
<p><strong><a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank"> Share Some Sugar</a></strong> è un altro esempio, simile a <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-le-cose-del-vicino-snapgoods/2058/" target="_blank">Snapgoods</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/voglia-di-community-strumenti-on-line-per-supportare-i-quartieri/1469/" target="_blank">Bright Neighbor</a>, <a href="http://www.neighborgoods.net/" target="_blank">NeighborGoods</a>, <a href="http://stuffpal.com/" target="_blank">StuffPa</a>l, che permette di gestire la domanda-offerta di prodotti da prestare o affittare all&#8217;interno del proprio quartiere.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3571" title="sharesomesugar01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg" alt="sharesomesugar01" width="500" height="298" /></a><br />
L&#8217;esempio è interessante perché chiarisce bene alcuni punti alla base dell&#8217;interazione con il servizio:</p>
<p><strong> 1) Possibilità di offerte aperte o per gruppi riservati</strong><br />
L&#8217;offerta di oggetti può essere aperta a tutti oppure si ha la possibilità di creare un gruppo su invito, riservato per esempio solo ai proprio amici o al proprio condominio. Il sistema è integrato a Facebook Connect per cui, accedendo tramite questa funzione, viene resa automatica la promozione delle attività dell&#8217;utente tra gli amici di Facebook.</p>
<p><strong>2) Prestito o affitto</strong><br />
L&#8217;utente può decidere di fissare una tariffa per l&#8217;affitto oppure prestarlo gratuitamente, in genere fissando un deposito cauzionale pari al valore dell&#8217;oggetto.</p>
<p><strong>3) Fiducia e sicurezza</strong><br />
Il tema della fiducia nel prestare oggetti anche a persone non conosciute viene affrontato sopratutto grazie al <strong>deposito cauzionale</strong>, che in caso di danni o mancata restituzione compensa il proprietario. Gli utenti inoltre sono invitati a non scambiarsi dati personali e a fissare l&#8217;incontro per la consegna dell&#8217;oggetto in luoghi pubblici. In questo momento viene dato il deposito cauzionale da una parte e la ricevuta dall&#8217;altra.<br />
Il sito inoltre invita a lasciare a lasciare un feedback dopo la scambio, in modo che altri utenti, similmente a quanto avviene su eBay, possano farsi un&#8217;idea della <strong>storia/comportamento del proprietario o dell&#8217;affittuario</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank">sharesomesugar.com</a>, <em>Avere o Usare </em>/<em> </em>Internazionale 13  gennaio 2012</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Service Design Drinks a Milano: primo appuntamento il 15 marzo 2012</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/service-design-drinks-a-milano-primo-appuntamento-il-15-marzo-2012/3527/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 08:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ServiceDesignDrinks-Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Arrivano finalmente anche a Milano i Service Design Drinks, un format internazionale di incontri informali per la promozione e l&#8217;approfondimento del service design. Il primo appuntamento è:
Giovedi 15 marzo 2012
 dalle 18,30 alle 21,30
@ Leftloft, via dall&#8217;Ongaro 25, Milano
L&#8217;evento è aperto a tutti ed è il primo step per la costruzione di un network per il confronto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sddMI01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3528" title="sddMI#01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sddMI01.jpg" alt="sddMI#01" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Arrivano finalmente anche a <strong>Milano</strong> i <strong><a href="http://www.servicedesigning.org/events/" target="_blank">S</a></strong><strong><a href="http://www.servicedesigning.org/events/" target="_blank">ervice Design Drinks</a></strong>, un format internazionale di incontri informali per la promozione e l&#8217;approfondimento del service design. Il primo appuntamento è:</p>
<p><strong>Giovedi 15 marzo 2012</strong><br />
<strong> dalle 18,30 alle 21,30<br />
@ <a href="http://www.leftloft.com/" target="_blank">Leftloft</a></strong><strong>, via dall&#8217;Ongaro 25, Milano</strong></p>
<p>L&#8217;evento è aperto a tutti ed è il primo step per la costruzione di un network per il confronto tra professionisti che gravitano attorno al tema della progettazione dei servizi&#8230; il tutto facendo un aperitivo!</p>
<p>Per partecipare e facilitarci l&#8217;organizzazione della serata, vi chiedo di segnalare la vostra presenza su:</p>
<p><em><a href="http://servicedesigndrinksmilano.eventbrite.com/" target="_blank"><strong>servicedesigndrinksmilano.eventbrite.com</strong></a></em></p>
<p><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/SDdrinksMI01_ok1.jpg" target="_blank">Scarica l&#8217;invito</a></strong></p>
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