Il caso della filiale Erste Bank di Fiume (Korzo 22, Rijeka, Croazia ) in cui sono incappata pensando di prendermi un caffè, è significativo nel quadro di una particolare tendenza che sta riguardando le banche, cioè quella di trasformarsi in luoghi familiari e il più possibile “informali”. Questa filiale riesce nell’intento grazie all’idea di proporre un multiservizio (bar + internet caffè + banca), dedicato principalmente ai giovani, in cui la parte dominante è quella del bar.
Una prima considerazione riguarda l’autenticità del luogo. Succede a volte che posti troppo “disegnati” perdano la spontaneità che vorrebbero avere e ottengano di intimidire anziché accogliere (in parte il caso di Che Banca!, a mio avviso).
In questo caso invece l’idea di fondo è resa dal layout spaziale più che dall’allestimento o dalla comunicazione: viene lasciato lo spazio maggiore e immediatamente accessibile all’area bar e la banca è una semplice appendice, sia in termini di posizione che di dimensioni dedicate. In questo modo è inevitabile che la percezione e l’atmosfera del luogo sia associata al bar, ottenendo la caratteristica di informalità e amichevolezza voluta.
Altro dato interessante riguarda le dimensioni della banca. Lo spazio dedicato è minimo, sufficiente per un computer, una serie di raccoglitori e materiali informativi, cosa che fa pensare che le attività bancarie possano in molti casi essere svincolate da precisi spazi fisici e assumere delle caratteristiche più diffuse (e interessanti dal punto di vista progettuale).
Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com
English version (by Google Translate)





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1 response so far ↓
1 Mango Money Center: la banca per chi odia le banche // Nov 5, 2010 at 4:25 pm
[...] Lo svincolarsi da precisi spazi fisici grazie alle tecnologie (come visto anche nel caso di Erste Bank) apre inoltre nuove strade di progetto e contaminazione tra [...]
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