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	<title>Donna di servizio (e service design)</title>
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		<title>Ricerca in crowdsourcing anche al comune di Milano: cartoline digitali di buone pratiche e servizi in arrivo dai cittadini</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Voglio segnalare, seppure un po&#8217; in ritardo, un&#8217;ottima iniziativa del Comune di Milano che si configura come un servizio di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza per individuare buone pratiche di amministrazione pubblica da copiare da chi le ha già fatte: Copia &#38; Incolla per Milano.
“Cartoline elettroniche da tutto il mondo per costruire insieme una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3428" title="copia&amp;incollaMilano01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano01.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano01" width="500" height="284" /></a></p>
<p>Voglio segnalare, seppure un po&#8217; in ritardo, un&#8217;ottima iniziativa del Comune di Milano che si configura come un <strong>servizio di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza per individuare buone pratiche di amministrazione pubblica</strong> da copiare da chi le ha già fatte: <strong><a href="http://it-it.facebook.com/pages/COPIA-E-INCOLLA-X-Milano-idee-in-Comune/117067281725004" target="_blank">Copia &amp; Incolla per Milano</a></strong>.<span id="more-3420"></span></p>
<p><em>“<strong>Cartoline elettroniche</strong> da tutto il mondo per costruire insieme una città migliore”</em>. Come suggerisce il claim, si tratta di un servizio che, attraverso una <strong>pagina Facebook</strong> dedicata o l&#8217;e-mail, permette a tutti di inviare segnalazioni (foto o brevi testi) di buone pratiche di amministrazione pubblica viste in altre città, <strong>per proporre di copiarle anche a Milano</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3429" title="copia&amp;incollaMilano02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano02.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano02" width="500" height="600" /></a></p>
<p>Si tratta di una interessante <strong>possibilità di espressione</strong> per i cittadini, oltre che di un <strong>bacino di idee</strong> a cui il Comune può attingere &#8220;senza sforzo&#8221; per far poi seguire delle iniziative mirate. Per altro, il modello del <em>Like</em> di Facebook permette di avere una visione delle idee più apprezzate e, sulla base (anche) di questo, di andare a selezionare le proposte da sviluppare.</p>
<p>Alcune idee sono già state realizzate:<br />
&gt; <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/copiaincolla/copiaincolla_happypopping" target="_blank">Happy Popping, mamma è facile</a><br />
&gt; <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/copiaincolla/copiaincolla_verdememoria" target="_blank">La serra delle piante rimaste sole</a><br />
&gt; bus notturni<br />
&gt; tavoli da picnic studio nei parchi<br />
&gt; card multiservizi &#8220;AmaMI&#8221;<br />
&gt; <a href="http://www.atm-mi.it/it/ViaggiaConNoi/Pagine/ATMMobile.aspx" target="_blank">applicazione I-Phone per mezzi ATM</a><br />
&gt; cartelli nei parcheggi per disabili<br />
&gt; diversa raccolta differenziata &#8211; piccoli elettrodomestici</p>
<p>Da service designer ci sono alcuni aspetti che mi hanno colpito in particolare:</p>
<p><strong>1. Il buon modello di engagement</strong><br />
La semplicità e la sintesi dell&#8217;idea, una &#8220;cartolina&#8221; su un canale veloce come Facebook, rende facile (e quindi incentiva il) fare una segnalazione e diffonderla. (Naturalmente i feedback e i fatti concreti hanno poi un ruolo fondamentale per mantenere il coinvolgimento e la fiducia).</p>
<p><strong>2. I servizi proposti</strong><br />
È stato molto interessante vedere come, tra le varie proposte presenti, vengano citati anche molti servizi, da soluzioni di car sharing a tools per la cittadinanza attiva, che, oltre a evidenziare l&#8217;attenzione crescente alla qualità dei servizi, costituiscono anche una bella risorsa di benchmark…</p>
<p><strong>3. User research inaspettata</strong><br />
Supponiamo che si voglia avviare un progetto di implementazione dei trasporti pubblici per migliorare l&#8217;esperienza e la soddisfazione degli utenti. A chi sarebbe venuto in mente per prima cosa che il nome X73 del bus Linate Express fa sbagliare fermata ad un sacco di gente che pensa si tratti della 73 semplice? È una semplificazione chiaramente, solo per dire come l&#8217;attività di user research sia importante per avere i punti di vista degli utenti e che Copia&amp;Incolla per Milano potrebbe già contenere una serie di osservazioni da interpretare e usare all&#8217;interno di progetti di service design per la città.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3430" title="copia&amp;incollaMilano03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano03.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano03" width="500" height="190" /></a></p>
<p>Sicuramente ci sono spazi di miglioramento, per esempio sulla comunicazione, sul modo di restituire i feedback ai cittadini e sul progetto effettivo dei servizi (mi riferisco a quelli già realizzati), ma in ogni caso l&#8217;iniziativa mi pare da copiare e incollare.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per%20saperne/per%20saperne/copiaincolla" target="_blank">comune.milano.it</a>, <a href="http://it-it.facebook.com/pages/COPIA-E-INCOLLA-X-Milano-idee-in-Comune/117067281725004" target="_blank">facebook.com/copiaeincollapermilano</a></p>
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		<title>Ispirazioni per servizi partecipativi da If We Ran the World, motore di ricerca di buone azioni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Si tratta di un progetto di crowdsourcing che si pone l&#8217;obiettivo di trasformare in azioni concrete le &#8220;buone intenzioni&#8221; delle persone, costruendo un social network che, a differenza di quelli esistenti &#8211; che in generale si contraddistinguono per la capacità di aggregare persone attorno a dei temi ma non di fare azioni(1)-, sia anche capace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3404" title="IfRanWorld01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld01.jpg" alt="IfRanWorld01" width="500" height="208" /></a></p>
<p>Si tratta di un progetto di <strong>crowdsourcing</strong> che si pone l&#8217;obiettivo di trasformare in azioni concrete le &#8220;buone intenzioni&#8221; delle persone, costruendo un social network che, a differenza di quelli esistenti &#8211; che in generale si contraddistinguono per la capacità di <em>aggregare persone attorno a dei temi ma non di fare azioni(1)</em>-, sia anche capace di offrire <strong>task concrete</strong>.<span id="more-3392"></span></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"> </span></em></p>
<p><span style="font-style: normal;">Il <a href="http://ifwerantheworld.com/" target="_blank">sito</a>, idea di Cindy Gallop (marketing manager) e Wendell Davis (sviluppatore software), permette di dire qualsiasi cosa si desideri fare per migliorare il mondo attorno a sè, scrivendola nella finestra di un motore di ricerca (stile Google) che completa la frase &#8220;If I ran the world&#8230;&#8221;.<br />
<strong> Il risultato è la proposta di una serie di compiti che si potrebbero svolgere per ottenere l&#8217;obiettivo</strong>.<br />
Queste task sono ottenute grazie ad un&#8217;operazione di matching con iniziative e progetti promossi da enti, ong ed anche da brand all&#8217;interno di attività di social responsability, scomposte in piccole azioni dal team di If We Ran the World. Secondo la Gallop, infatti, l&#8217;elemento distintivo di questo sito, rispetto ad altri di attivismo online, è proprio la proposta di task piccole e concrete che migliorano l&#8217;efficienza del sistema, creando un motore di ricerca di &#8220;buone azioni&#8221; non noioso e non impegnativo.</span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3407" title="IfRanWorld02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld02.jpg" alt="IfRanWorld02" width="500" height="332" /></a></span></p>
<p><span style="font-style: normal;">Altra caratteristica del sito è la proposta di un sistema premiante, che, per ogni task compiuta, <strong>assegna un punteggio e rende visibile la partecipazione degli utenti</strong>, offrendo così un feedback che <strong>gratifica</strong> la persona e la rende visibile. </span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3408" title="IfRanWorld03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld03.jpg" alt="IfRanWorld03" width="500" height="332" /></a></p>
<p><span style="font-style: normal;">L&#8217;iniziativa è partita da alcuni anni ma è difficile reperire informazioni sul suo effettivo successo.<br />
Ci sono però alcuni aspetti che mi sembra possano essere comunque <strong>una fonte di ispirazione per iniziative di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nella progettazione di servizi e iniziative per la città</strong>.<br />
In particolare, offrire <strong>la possibilità concreta di svolgere dei piccoli compiti</strong> per raggiungere l&#8217;obiettivo desiderato e <strong>il sistema di punti che dà visibilità all&#8217;impegno</strong> di chi partecipa, mi sembrano elementi che potrebbero integrarsi in modo interessante ad iniziative di ascolto e selezione di progetti dal basso simili a <strong><a href="http://donnadiservizio.com/i-wish-this-was-e-neighborland-un-sistema-per-la-progettazione-partecipata-dei-servizi-della-citta/3299/" target="_blank">Neighborland</a></strong>.</span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3409" title="IfRanWorld04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld04.jpg" alt="IfRanWorld04" width="500" height="279" /></a></span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><em>(1) Citazione di Cindy Gallop</em></span></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.wired.com/epicenter/2009/03/yes-we-plan-how/" target="_blank">wired.com</a>, <a href="http://ifwerantheworld.com/" target="_blank">ifwerantheworld.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Car sharing: come evolvono i modelli di servizio e il caso GoGet Carsharing</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come già visto in precedenza, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: affitto one-way, mobilità on demand (senza prenotazione), affitto open-ended (senza orario di riconsegna).
Gli ultimi due temi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3388" title="goget_carsharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg" alt="goget_carsharing" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Come già visto <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">in precedenza</a>, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: <strong>affitto one-way</strong>, mobilità <strong>on demand</strong> (senza prenotazione), <strong>affitto open-ended</strong> (senza orario di riconsegna).<span id="more-3379"></span></p>
<p>Gli ultimi due temi sono evidentemente correlati, dal momento che la mancanza di prenotazione dell&#8217;auto implica che non si debba nemmeno indicare l&#8217;orario di riconsegna, delineando un&#8217;altra variante interessante, ovvero <strong>il pagamento per il tempo di effettivo utilizzo vs. il pagamento per il tempo prenotato</strong>.</p>
<p>Nel caso dell&#8217;affitto one-way si possono citare esempi quali <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">Hertz on Demand</a>, mentre, per quanto riguarda la possibilità di utilizzare l&#8217;auto senza prenotazione, è interessante il caso dell&#8217;australiano <strong><a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">GoGet Carsharing</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;idea, in fase di sperimentazione solo con una selezione di utenti, nasce dall&#8217;esigenza di eliminare le penali per le riconsegne in ritardo e pagare solo l&#8217;effettivo utilizzo. Alcune delle auto nei parcheggi sono segnalate come GoFree e possono essere utilizzate immediatamente passando la propria carta nel lettore integrato, che genera un sms all&#8217;utente per verificare l&#8217;effettiva volontà di utilizzare la macchina. Rispondendo al messaggio si sbloccano le porte. Al termine del viaggio si utilizza la card per chiudere l&#8217;auto, generando un sms che comunica a GoGet la fine del viaggio.<br />
L&#8217;utilizzo ha un costo per minuto e la riconsegna deve essere fatta alla stessa stazione (non è questo un caso di one-way).</p>
<p>Non essendo un&#8217;esperta di logistica, non so quali implicazioni l&#8217;affitto one-way o l&#8217;assenza di prenotazione possano avere in termini di <strong>organizzazione e di costi</strong> (e se non si trovano auto disponibili per un po&#8217; di volte consecutive?), ma dal punto di vista dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente <strong>la possibilità di &#8220;improvvisare&#8221; l&#8217;uso dell&#8217;auto</strong> come si farebbe con la propria mi sembra un elemento di grande attrazione, almeno sulla base di quanto ho potuto osservare direttamente.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">goget.com.au</a>, <a href="http://carsharingus.blogspot.com" target="_blank">carsharingus.blogspot.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Segnaletica digitale Intel: le opportunità di un approccio service-oriented</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/segnaletica-digitale-intel-le-opportunita-di-un-approccio-service-oriented/3355/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Physical+Digital]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il prototipo di segnaletica digitale sviluppato da Frog design per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail e sulle opportunità che può aprire l&#8217;adozione di un approccio service-oriented applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.
Il progetto è nato dalla richiesta di Intel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3362" title="Intel_DigSign01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg" alt="Intel_DigSign01" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">prototipo di segnaletica digitale</a> sviluppato da <a href="http://www.frogdesign.com/" target="_blank">Frog design</a> per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;<strong>integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail</strong> e sulle opportunità che può aprire l&#8217;<strong>adozione di un approccio service-oriented</strong> applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.<span id="more-3355"></span></p>
<p>Il progetto è nato dalla richiesta di Intel di esplorare l&#8217;utilizzo di segnaletica digitale nei negozi e nei luoghi pubblici, individuando spazi di implementazione grazie all&#8217;uso dei chip Intel.</p>
<p>Il risultato è un prototipo di touchscreen che, sovrapponendosi come una sorta di layer traslucido alla visuale del negozio (o di uno spazio pubblico come, ad esempio, una stazione), consente di implementare l&#8217;esperienza dello shopping dando informazioni sui prodotti visibili attraverso lo schermo. Quando una persona si avvicina allo schermo, una telecamera incorporata ne riconosce l&#8217;altezza e il genere facendo si che le informazioni sullo schermo appaiano in corrispondenza dei prodotti sugli scaffali. Si tratta di una sorta di &#8220;realtà aumentata&#8221; che può dare informazioni, per esempio, sulle taglie degli abiti oppure sui prodotti in saldo o sulla mappa del negozio. Le informazioni possono inoltre essere inviate ad un telefono cellulare.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3366" title="Intel_DigSign02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg" alt="Intel_DigSign02" width="500" height="377" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3367" title="Intel_DigSign03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg" alt="Intel_DigSign03" width="500" height="361" /></a></p>
<p><strong>Il processo progettuale</strong> di Frog è partito da un importante lavoro di ricerca nelle città più all&#8217;avanguardia nell&#8217;utilizzo di segnaletica digitale (Londra, Parigi e Tokyo) per <strong>osservare le modalità di interazione delle persone con le tecnologie esistenti</strong>.<br />
Allo stesso tempo è stata effettuata un&#8217;analisi delle tecnologie già di disponibili e di quelle in via di sviluppo e un&#8217;osservazione dei trend di comportamento nei negozi, che ha messo in evidenza come sempre più spesso i consumatori cerchino un&#8217;esperienza self-service (che di fatto motiva questo progetto).</p>
<p>Naturalmente stiamo parlando di un progetto di interaction design, ma quello che mi sembra rilevante, oltre ad un&#8217;ulteriore conferma dell&#8217;interesse dell<a href="http://donnadiservizio.com/tag/physicaldigital/" target="_blank">&#8216;integrazione tra fisico e digitale</a> che può portare ad un potenziamento reciproco, è l&#8217;adozione di un <strong>approccio service-oriented che parte dagli utenti e dal contesto anziché da soluzioni tecniche</strong>, permettendo di arrivare ad un concept di prodotto <em>utile e desiderabile</em> (da definizione di service design) per chi lo deve effettivamente usare e che,<strong> inoltre, individua spazi di implementazione per la tecnologia</strong> Intel attuale (la tecnologia per ottenere questo tipo di esperienza infatti non esiste ancora ed è stata simulata da Frog mediante tecnologie esistenti).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">frogdesign.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>DonnaDiServizio va in vacanza e vi augura buone feste</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/donnadiservizio-va-in-vacanza-e-vi-augura-buone-feste/3347/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 15:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/augurix2012.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3348" title="augurix2012" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/augurix2012.jpg" alt="augurix2012" width="500" height="400" /></a></p>
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		<title>Un anno di service design: SDN annual report 2011</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/un-anno-di-service-design-sdn-annual-report-2011/3336/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Seminars/Conferences]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il recente annual report 2011 sulle attività e gli obiettivi del Service Design Network mi pare rispecchi bene la sensazione che il service design stia (finalmente e rapidamente) acquisendo riconoscibilità e peso a livello internazionale. Lo sto testando sulla mia pelle e trovo un riscontro in questo report , che voglio riproporre come buon auspicio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/SDN_Report.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3337" title="SDN_Report" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/SDN_Report.jpg" alt="SDN_Report" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Il recente annual report 2011 sulle attività e gli obiettivi del <a href="http://www.service-design-network.org/" target="_blank">Service Design Network</a> mi pare rispecchi bene la sensazione che il service design stia (finalmente e rapidamente) acquisendo riconoscibilità e peso a livello internazionale. Lo sto testando sulla mia pelle e trovo un riscontro in questo report , che voglio riproporre come buon auspicio per il 2012.<span id="more-3336"></span></p>
<p>Il Service Design Network, la rete internazionale di organizzazioni ed istituzioni nata nel 2004 per promuovere e supportare la cultura e la pratica del service design come professione, ha riscontrato quest&#8217;anno un importante aumento di interesse con:</p>
<p>&gt; il raggiungimento di 200 membri corporate e l&#8217;apertura anche agli studenti;</p>
<p>&gt; la realizzazione di 2 conferenze internazionali con una partecipazione superiore alle attese (l&#8217;ultima è quella di ottobre a San Francisco, <a href="http://service-design-network.org/conference2011/category/3program/1timetable" target="_blank">qui le presentazioni</a>);</p>
<p>&gt; la creazione di 5 divisioni nazionali (National Chapters in Austria, Danimarca, Francia, Germania e Corea);</p>
<p>&gt; 8.000 visite mensili al sito e un aumento dei follower del 124% su twitter e del 200% su Linkedin.</p>
<p>Per i dettagli: <a href="http://www.service-design-network.org/system/files/SDN%20Annual%20Report%202011.pdf" target="_blank">download SDN Annual Report</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.service-design-network.org/" target="_blank">service-design-network.org</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Nuovi scenari per l&#8217;editoria e i lettori: la stampa on demand di HP</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/nuovi-scenari-per-leditoria-e-i-lettori-la-stampa-on-demand-di-hp/3326/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella stampa on demand, personalizzata e a domicilio un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.
Questo scenario è la risposta di HP ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sigfridlundberg/6061535459/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-3328" title="stampa" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/stampa.jpg" alt="stampa" width="500" height="327" /></a></p>
<p>Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella <strong>stampa on demand, personalizzata e a domicilio</strong> un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.<span id="more-3326"></span></p>
<p>Questo scenario è la risposta di <strong>HP</strong> ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, ma evidentemente anche per i produttori di stampanti.<br />
Lo scenario che delinea Vyomesh Joshi, capo mondiale della divisione printing di Hp, è quello in cui <strong>gli editori potranno pubblicare i loro contenuti nella nuvola HP</strong> permettendo agli utenti di stampare a casa solo i contenuti che desiderano, sulla base di impostazioni personalizzate in precedenza.</p>
<p>Di fatto un funzionamento simile a quello di iTunes, che trasforma il prodotto stampante in <strong>servizio e nuovo canale di distribuzione</strong>.</p>
<p><strong>Gli utenti potranno crearsi da casa giornali, riviste e libri</strong>, scegliendo di stampare solo le parti o gli argomenti di interesse. Tramite il sistema di <em>scheduled printing</em> i contenuti saranno trasferiti in modo automatico dalla nuvola alla stampante non appena disponibili oppure solo quando l&#8217;utente lo richiederà.</p>
<p>Lato business, il vantaggio non riguarda solo gli editori ma anche gli inserzionisti che avrebbero la possibilità di fare <strong>campagne e promozioni personalizzate</strong> sulla base delle preferenze dei singoli utenti e di raggiungerli direttamente a casa.</p>
<p>Joshi supporta il proprio scenario con una serie di numeri &#8211; 10 milioni di stampanti connesse nel 2010, 20 milioni nel 2011, <strong>50 milioni previste nel 2012</strong> &#8211; che fanno capire quale potrebbe essere l&#8217;interesse e il vantaggio per editori ed inserzionisti nel far parte di questo sistema.</p>
<p>Per quanto riguarda invece gli aspetti di <strong>sostenibilità ambientale</strong> Joshi sottolinea che la carta e le cartucce si riciclano (mentre i tablet no) e che con questo sistema lo spreco si riduce dal momento che si stampa solo ciò che si vuole.</p>
<p>Fonti: <em>&#8220;Libri e foto a richiesta. La formula iTunes che cambierà la stampa&#8221;</em>, Repubblica, 12 Novembre 2011</p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Un panorama dei nuovi servizi per la comunitá a Milano</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/un-panorama-dei-nuovi-servizi-per-la-comunita-a-milano/3317/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di &#8220;social design&#8221; che lavorano sulla progettazione di servizi per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale. In questo caso si tratta del numero di novembre di Ottagono che propone un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottagono.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-3322" title="ottagono" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/ottagono.jpg" alt="ottagono" width="500" height="273" /></a></p>
<p>Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di <strong><em>&#8220;social design&#8221;</em></strong> che lavorano sulla progettazione di <strong>servizi</strong> <strong>per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale</strong>. In questo caso si tratta del <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">numero di novembre di </a><strong><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Ottagono</a></strong> <span id="more-3317"></span>che propone un articolo dal titolo <em><strong>&#8220;Design e Innovazione al servizio della comunità&#8221;</strong></em>, in cui traccia una panoramica di alcune realtà attive (da un pó di tempo peraltro) a Milano.</p>
<p>Vengono citati <strong><a href="http://www.esterni.org" target="_blank">Esterni</a></strong> con il <strong><a href="http://donnadiservizio.com/inizia-la-milano-design-week-e-i-servizi/1207/" target="_blank">Public Design Festival</a></strong> (che, oltre al design degli spazi pubblici per favorire la socializzazione e la condivisione, si sta sperimentando anche in <a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">formule innovative di ospitalità), </a><strong><a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">The Hub</a></strong>, spazio di lavoro e networking che nasce per ispirare e sostenere iniziative innovative e d&#8217;impresa in un&#8217;ottica sostenibile e <strong><a href="http://www.avanzi.org" target="_blank">Barra A. Habitat per Azioni</a></strong>, uno spazio di co&amp;net working per imprese ad alto contenuto ambientale e sociale a cui viene offerta assistenza dalle rete di consulenti di Avanzi.</p>
<p><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Qui l&#8217;articolo completo</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.esterni.org" target="_blank">esterni.org</a>, <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">ottagono</a></p>
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		<title>I Wish This Was e Neighborland: un sistema per la progettazione partecipata dei servizi della città</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/i-wish-this-was-e-neighborland-un-sistema-per-la-progettazione-partecipata-dei-servizi-della-citta/3299/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 15:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Trends&Users Research]]></category>

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Neighborland, il servizio ai cittadini e alla città di cui intendo parlare, nasce in conseguenza del grande successo di una precedente iniziativa dell&#8217;artista, designer e TED Fellow Candy Chang, il progetto I Wish This Was. Si tratta di un progetto realizzato a New Orleans che, in modo low-tech e spontaneo, si proponeva di dare voce ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3305" title="iwishthiswas01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas01.jpg" alt="iwishthiswas01" width="500" height="346" /></a></p>
<p><strong><a href="http://neighborland.org/" target="_blank">Neighborland</a></strong>, il servizio ai cittadini e alla città di cui intendo parlare, nasce in conseguenza del grande successo di una precedente iniziativa dell&#8217;artista, designer e TED Fellow Candy Chang, il progetto <strong><a href="http://candychang.com/i-wish-this-was/" target="_blank">I Wish This Was</a></strong>. Si tratta di un progetto realizzato a New Orleans che, in modo low-tech e spontaneo, si proponeva di dare voce ai cittadini <span id="more-3299"></span>per esprimere i propri desideri e la propria visione su come avrebbero voluto che fosse il loro quartiere.</p>
<p>Per fare questo, la designer ha distribuito nei locali e nei bar della città dei box di <strong>stickers</strong> gratuiti appositamente disegnati, che ha utilizzato anche per rivestire vetrine e muri di edifici abbandonati lasciando un pennarello a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3306" title="iwishthiswas02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas02.jpg" alt="iwishthiswas02" width="500" height="373" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3307" title="iwishthiswas03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas03.jpg" alt="iwishthiswas03" width="500" height="361" /></a></p>
<p>L&#8217;iniziativa ha avuto un tale riscontro e varietà di risposte, da spingere la Chang a lanciare una <strong>versione digitale</strong>, <strong>Neighborland</strong>, come <strong>piattaforma di connessione tra le idee dei cittadini e gli urbanisti</strong> di New Orleans.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3308" title="iwishthiswas04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/iwishthiswas04.jpg" alt="iwishthiswas04" width="500" height="600" /></a></p>
<p>Neighborland, lanciato a giugno 2011 con il supporto del Tulane’s Social Entrepreneurship Program e della Rockefeller Foundation, non é solo una spazio in cui cittadini possono condividere idee, suggerimenti e necessità, ma é anche uno <strong>strumento di intermediazione con le autorità locali</strong> per l&#8217;effettiva realizzazione di una parte delle idee proposte.</p>
<p>Fino ad ora, per esempio, sono state scelte due tra le idee più popolari &#8211; nuovi supermercati e l&#8217;estensione di una strada cittadina &#8211; sulle quali Neighborland sta lavorando attivamente perché diventino realtà, elaborando progetti strutturati da presentare all&#8217;interlocutore adatto.</p>
<p>Molto interessante anche la realizzazione di un tool, <strong>Places</strong>, che consente il <strong>coinvolgimento delle comunità locali</strong> durante le fasi di pianificazione e sviluppo.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/neighborland.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3309" title="neighborland" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/neighborland.jpg" alt="neighborland" width="500" height="502" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://neighborland.org/" target="_blank">neighborland.org</a>, <a href="http://candychang.com/i-wish-this-was/" target="_blank">candychang.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Le nuove forme dell&#8217;abitare: spazio a figure professionali ibride e nuovi business</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/le-nuove-forme-dellabitare-spazio-a-figure-professionali-ibride-e-nuovi-business/3288/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pare che l&#8217;housing sociale stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.
Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3289" title="housing_master" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg" alt="housing_master" width="500" height="163" /></a></p>
<p>Pare che l&#8217;<strong>housing sociale</strong> stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design</a> del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.<span id="more-3288"></span></p>
<p>Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di abitare organizzato in forma collaborativa e cooperativa in cui <strong>gli abitanti condividono spazi e servizi </strong>per la vita comune, va ad i<strong>ntercettare nuovi bisogni</strong> estremamente attuali.<br />
<a href="http://www.polidesign.net/download/08_aprile_2011_interni.pdf" target="_blank"> Come sostiene Giovanni De Ponti</a> (Ad di <a href="http://www.federlegno.it/tool/home.php" target="_blank">Ferderlegno Arredo</a>), non si tratta infatti di edilizia popolare, ma di un tipo di offerta che integra alloggi e servizi per chi è troppo ricco per accedere alle case popolari, ma allo stesso tempo si trova in difficoltà rispetto alle richieste attuali del mercato, rivolgendosi quindi a tutta quella fascia di persone che potremmo definire <strong>precarie o con esigenze temporanee</strong>.<br />
Trattandosi di un&#8217;importante opportunità per pensare a nuovi modelli costruttivi, nuovi spazi e nuovi servizi, in parte collaborativi, io aggiungerei che questo fenomeno non è interessante solo per motivi economici, ma anche perché potrebbe portare a soluzioni abitative che incontrano una crescente sensibilità alla dimensione della <strong>socializzazion</strong>e e alle problematiche di <strong>impatto ambientale</strong>.</p>
<p>Il secondo aspetto è quindi legato alle <strong>opportunità a livello di business</strong> che riguarderanno progettisti, costruttori e produttori di arredi, in quadro che sembra essere favorito anche da una serie di decisioni politiche.</p>
<p>Terzo aspetto interessante è la richiesta di <strong>figure professionali</strong> capaci di operare in modo sistemico nella programmazione, progettazione e gestione del social housing integrando nozioni di architettura, <strong>design dei servizi</strong>, scienze sociali, management e finanza.</p>
<p>Ed è proprio allo scopo di formare figure professionali di questo tipo, che partirà a <strong>marzo 2012</strong> il corso di master level <strong><a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">&#8220;Housing sociale e collaborativo&#8221;</a></strong><strong> </strong>organizzato dal Consorzio Poli.Design in collaborazione con diversi dipartimenti di architettura e Design del Politecnico di Milano, della Scuola del Design, della Scuola di Architettura Civile, in partnership con <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>, <a href="http://www.federabitazione.confcooperative.it/" target="_blank">Confcooperative Federabitazione</a>, <a href="http://www.legacoopabitanti.coop/" target="_blank">Legacoop Abitanti </a>e <a href="http://www.sorgentesgr.it/index.php" target="_blank">SGR Immobiliare</a>.<br />
Il corso avrà una durata di 12 mesi integrando teoria e pratica attraverso una sequenza di <strong>workshop specifici</strong> (aperti anche a p<strong>artecipanti esterni</strong>) ed un <strong>tirocinio</strong> conclusivo.<br />
Il corso è diretto da <a href="http://donnadiservizio.com/progettare-per-i-servizi-le-ultime-novita-con-il-libro-design-for-services-di-meroni-e-sangiorgi/3138/" target="_blank">Anna Meroni</a> e co-diretto da Giordana Ferri (Responsabile area Progettazione e Ricerca di <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>), con un corpo docente costituito da professori provenienti dalle più importanti università italiane e da professionisti ed esperti del settore.</p>
<p><strong>Sono previste borse di studio</strong>.</p>
<p>Per maggiori informazioni ed iscrizioni: <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">polidesign.net/housing</a> e <a href="http://www.polidesign.net/housing/gallery.php" target="_blank">gallery</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
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