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Il carburante che misura i comportamenti: Nike+ FuelBand e il senso della gamification

October 10th, 2012 · No Comments

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Quando si progetta un servizio non si progettano i comportamenti (farebbe paura…), ma le condizioni materiali e simboliche che favoriscono o permettono determinati comportamenti nell’ottica di ottenere un’esperienza ottimale. In questo quadro il tema della gamification, intesa non tanto come gioco ma come meccanica psicologica motivante, è sempre più all’ordine del giorno.

Il caso è Nike+ FuelBand (un’evoluzione dell’esperienza Nike+), che è un carburante inventato che misura l’energia consumata durante le più svariate attività, dalla passeggiata alla partita di calcio.
Si tratta di un braccialetto (collegato allo smartphone) che, grazie ad un accelerometro triassiale, riesce a raccogliere i dati relativi ai movimenti effettuati, alle calorie consumate e alla distanza percorsa, che, messi in relazione con un parametro relativo alla variazione dell’ossigenazione nel sangue, permettono di ottenere un punteggio espresso in Nike Fuel.

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I dati vengono visualizzati in tempo reale sul braccialetto e tramite app o sito, che, citando Nike, permettono di avere “un’esperienza motivazionale”.
Gli utenti, infatti, possono impostare degli obiettivi su quanto vogliono essere attivi nella quotidianità e visualizzare i propri progressi, registrare i record, condividere i risultati con gli amici tramite i social network (l’unità di misura è uguale per tutti e quindi direttamente confrontabile).

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É chiaro che si tratta di un’operazione sofisticata, che, ruotando attorno al concetto di “trasformare la vita quotidiana in un gesto atletico”, ha molteplici implicazioni (dal creare reputazione sui social network tramite gli utenti, all’offerta di servizi distintivi collegati ai propri prodotti), ma quello che qui mi interessa sono le meccaniche che incentivano il cambiamento dei comportamenti.

Come già visto in altri casi, ad esempio Massive Health e Mother Knows, la chiave è il rendere leggibili, interpretabili e confrontabili dei dati altrimenti difficilmente comprensibili.
A questo si aggiunge il concetto di self-tracking (che difficilmente non interessa, dando per sottinteso che deve essere ingaggiante il tema su cui lo so fa*) e la possibilità di condivisione dell’esperienza, in questo caso sui social network, ma anche dal vero, come nel caso di Activ.Mob (altro modello che incentiva il cambiamento dei comportamenti relativamente alla salute).

*In tutto ciò, quello che è stato dato per scontato è che si stia parlando di incentivare comportamenti che portano benefici diretti per chi li compie, in cui la meccanica stessa è il fattore ingaggiante che facilita l’ottenimento dei risultati desiderati, ad esempio diventare più sportivi, dimagrire, migliorare la propria salute o risparmiare. Nel caso in cui invece si parli di comportamenti che non sono in se stessi un vantaggio, entrano in campo altri concetti, dall’edutainment alla classica offerta di “premi”.

Fonti: “Corri, ragazzo, e brucia” – Wired – settembre 2012, nikeplus.nike.com

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com
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