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Il nuovo servizio “carni halal” della Coop e il dibattito tra i consumatori

February 10th, 2010 · 2 Comments

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Lo scorso 7 febbraio il supermercato Coop di via Casilina a Roma ha inaugurato un reparto di carni macellate secondo la tradizione islamica (halal), facendo così un’operazione interessante dal punto di vista dell’integrazione di nuovi servizi in risposta ai bisogni emergenti del mercato, ma scatenando al contempo un altrettanto interessante dibattito etico.

Il servizio / plus e minus
Estendendo un’iniziativa già sperimentata da Unicoop Tirreno in alcuni centri toscani con le comunità islamiche più numerose ed in risposta all’alta concentrazione di musulmani in questo quartiere romano, la Coop ha creato un reparto per la vendita di carni macellate secondo la tradizione islamica, che, tra l’altro, rispetta molti dei principi kosher (rito ebraico).
Questo servizio permette di acquistare carni certificate halal dalla società Ihsan srl e dalla Comunità dei musulmani della Toscana.
Per promuovere l’iniziativa, la Coop ha sviluppato un’area dedicata, una comunicazione ad hoc (che prevede l’uso del verde – colore dell’Islam che rappresenta il Paradiso – e testi in italiano e arabo) e coinvolto uno staff temporaneo di donne musulmane con velo per svolgere un’attività promozionale di alcune settimane.

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Dal punto di vista del service design è rilevante che una struttura della GDO si sia organizzata per rispondere ad un (relativamente) nuovo bisogno del mercato, dato dalla crescente multietnicità anche dell’Italia, e che abbia dato importanza allo sviluppo dei touchpoint del servizio, ovvero le “evidenze” materiali (informazioni, comunicazione, staff,..) che determinano il tipo di esperienza che farà un’utente.

Entrando però nel dettaglio della comunicazione, ci sono alcuni aspetti, a mio avviso, poco riusciti.
Al di là della forma e quindi delle regole della comunicazione visiva (la grafica non è il massimo), ci sono alcuni “contenuti” poco chiari. Innanzitutto, il nuovo claim: la Coop sei anche tu! Una leggera modifica di quello tradizionale, la Coop sei tu, che sembra negare il concetto di integrazione  a cui la Coop dice di voler mirare. Forse si tratta solo di un uso infelice delle parole, ma questo anche pare sottolineare la diversità anzichè includerla.
In secondo luogo, le commesse col velo. Il loro inserimento temporaneo rende evidente che si tratta solo un’azione promozionale e non di una vera integrazione. Le commesse col velo possono esserci o non esserci in un qualsiasi supermercato e se la presenza di commesse col velo può essere un modo per mettere a proprio agio una certa parte di clienti, non dovrebbe essere un’iniziativa temporanea.

Il dibattito tra i consumatori
Chiudendo con gli aspetti di mercato e servizio, altro tema interessante è il dibattito che questa iniziativa ha scatenato tra i consumatori.
Su diversi forum sono immediatamente partite accese discussioni e, tralasciando quelle politiche, il tema principale è quello etico. La macellazione islamica prevede infatti che l’animale muoia per dissanguamento lento senza previo stordimento (in questo modo l’animale è cosciente durante l’agonia di alcune ore), a differenza delle tecniche utilizzate in Italia che prevedono invece lo stordimento dell’animale. Prendendo come esempio Forum Etici, che dà una buona panoramica delle impressioni generali, i principali argomenti sono:
– questo servizio risponde a leggi di mercato e la macellazione islamica verrebbe eseguita in ogni caso, anche se non fosse la Coop a proporla.
– anche la macellazione italiana prevede il dissanguamento, però avviene con previo stordimento dell’animale. Il destino degli animali è comunque lo stesso, quindi il problema è la macellazione, non se è italiana o islamica.
– il metodo halal è una tortura non giustificabile con una richiesta del mercato.
– se questo servizio mira ad integrare le differenze, la Coop dovrebbe  rispondere anche alle esigenze di vegetariani ed intolleranti di vario genere (che costituiscono un mercato molto ampio) ampliando la propria gamma di prodotti in questo segmento.

Sul tema della violenza del metodo halal, la Coop ha pubblicato un comunicato stampa, le cui principali obiezioni sono che il tema della sofferenza degli animali è anche una loro preoccupazione e che la condizione che hanno posto è stata quella di conciliare le due tradizioni e che quindi, in accordo con gli imam che presiedono al rituale, l’animale viene sottoposto a stordimento preventivo.

Un interrogativo aperto
L’evolversi di questo dibattito sarà da seguire, ma in ogni caso questo servizio è l’occasione per una domanda.
Rispetto a principi assodati, diritti conquistati e leggi, ma anche rispetto a scelte “etiche” meno evidenti (ogm, biologico, equo e solidale, …) ci si chiede se la grande distribuzione, come attore con un forte impatto sul mercato e quindi sulla società, debba porsi come un arbitro oppure fare scelte di campo. Et-et o out-out?
E’ un domanda che esula dall’ambito del service design e a cui non sono in grado di dare una risposta, ma che vorrei comunque lasciare aperta.

Fonti: e-coop.it, repubblica.it, “Commesse col velo al supermercato” – La stampa – 07|02|2010, forumetici.it

Foto: Antonella di Girolamo, pubblicate su repubblica.it

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com

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2 responses so far ↓

  • 1 Valentina // Feb 11, 2010 at 4:57 pm

    Secondo me la Coop fa soprattutto un’operazione di mercato, e vuole legare a sè un crescente numero di clienti musulmani, colorandola con il tema dell’integrazione. Non avrebbe dovuto inserire quell’anche, che davvero stona. Nel 1976 l’ONU ha emanato la dichiarazione dei diritti degli animali, in cui si dice tra l’altro che gli animali, pur se allevati a scopi alimentari hanno diritto ad una morte la più rapida possibile, proprio per contenere il più possibile sofferenze e/o crudeltà. Questa legge dovrebbe venire riletta e riproposta anche a livello della ns nazione, ma allora sparirebbero zoo didattici, caccia, commercio … io la tovo giustissima, non c’è rito o religione che tenga e gli uomini sono sempre in debito rispetto agli animali.

  • 2 WvJENIFFER // Feb 17, 2010 at 3:32 am

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