Donna di servizio (e service design)

Donna di servizio (e service design) header image 2

La ricerca sugli utenti in crowdsourcing: chi e come

October 1st, 2010 · 3 Comments

openideo

Per motivi di tempo, costi e ampiezza dei dati, la ricerca sugli utenti sta cercando nuove forme e strumenti diversi da quelli tradizionalmente usati, sfruttando il principio del crowdsourcing e le potenzialità della rete.

Non si tratta di ricerche aperte al contributo di reti di collaboratori o trend scouts, come nel caso, per esempio, di Psfk o Future Concept Lab, in cui esperti o appassionati del tema contribuiscono da varie parti del mondo alla ricerca di casi e fenomeni interessanti.
Si tratta piuttosto di “diari degli utenti” ricavati grazie a strumenti on line che lanciano temi di ricerca aperti al contributo delle persone “normali”, che per vari motivi (interesse, “esibizionismo”, senso di partecipazione,…) decidono di fornire informazioni.
Questo modello, in grande crescitain vari settori, prende il nome di crowdsourcing e consiste, appunto, nell’esternalizzare delle attività affidandole a gente “comune” tramite internet. In generale, il tema è controverso, nel senso che in alcuni casi si assiste a risultati che portano dei benefici per tutti (si pensi ad esempio a Wikipedia o Instructables Restaurant), in altri si tratta di modi per ottenere lavoro a basso costo, scavalcando le regole della concorrenza (BootB).

Nel caso in questione – l’utilizzo del crowdsourcing per la ricerca sui consumatori – il contributo che si richiede riguarda temi di ricerca, che diventano la base per svolgere il vero e proprio lavoro, cioè la lettura e l’interpretazione dei dati.
Ecco alcuni esempi delle realtà che stanno sperimentando questo tipo di ricerca nel campo del design o dell’individuazione di scenari futuri:

FrogMob

FrogMob

Una nuova piattaforma per la raccolta di dati e osservazioni lanciata da Frog Design, che si basa sulla creazione di un senso di community (per iniziare può contare sul contributo dei circa 500 dipendenti nella varie sedi) e sul dare l’opportunità di contribuire alla creazione di prodotti e servizi che migliorino la vita.

OpenIDEO

Introduction to OpenIDEO / OpenIDEO.com from IDEO on Vimeo.

La nuova piattaforma lanciata da Ideo non si limita alla raccolta di osservazioni, ma dà l’opportunità (rivolgendosi principalmente a creativi) di partecipare e collaborare alla definizione di soluzioni e concept condivisi (nella misura in cui si desidera impegnarsi), mettendo così in mostra le abilità e le competenze di ciascuno. Ideo svolge il ruolo di facilitatore.

Smarter Cities
SmarterCities

Nasce all’interno di Smarter Planet di IBM, un’iniziativa che mira a capire come i sistemi alla base della nostra vita (cibo, salute, energia, acqua, traffico, ecc..) possano diventare più interconnessi e “intelligenti”. Smarter Cities nasce per raccogliere da tutti idee, progetti e informazioni per la creazione di città migliori, puntando quindi sull’impegno e la responsabilità delle persone.

What’s in your bag?

Flickr_Bag
Si tratta di pool su Flickr, con moderatore, che raccoglie foto del contenuto delle borse delle persone, un classico esempio di ricerca etnografica, molto interessante per il mezzo che utilizza e le considerazioni che se ne possono ricavare.

I casi sono molti e con livelli di partecipazione diversi, ma in generale si può dire che il vantaggio di questo metodo sta sicuramente nell’ampiezza del bacino di informazioni e della loro provenienza geografica, oltre che nel risparmio di tempo.
Ci sono allo stesso tempo degli svantaggi dati dalla mancanza di contesto delle informazioni fornite o dai filtri/interpretazioni delle persone o da obiettivi personali che chi partecipa può avere, ma in ogni caso si tratta di una nuova frontiera su cui riflettere.

Infine, bisogna considerare che questi sono strumenti di raccolta di dati, la differenza sta nel modo in cui vengono letti e interpretati.

Fonti: designmind.frogdesign.com, frogmob.frogdesign.com, openideo.com, smartercities.tumblr.com, flickr.com

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com

English version (by Google Translate)

Tags: · , , , ,

3 responses so far ↓

  • 1 Lidia // Oct 7, 2010 at 2:04 pm

    Molto interessante anche Patterns from IDEO, che si basa su contributi da parte di specialisti di IDEO, aperti però ai commenti e alle integrazioni di tutti. Si tratta di temi, osservazioni e spunti provenienti dalla cultura popolare o del business, che diventano sia uno strumento di condivisione interno, sia una fonte di ispirazione e comprensione per i designer esterni.
    http://patterns.ideo.com

  • 2 Una banca di metodi e strumenti per il service design // Oct 12, 2010 at 4:39 pm

    […] contenuti sono generati dagli utenti. Con Wikipedia come modello, si tratta di un ottimo esempio di crowdsourcing che, basato sul principio della condivisione della conoscenza, porta beneficio sia alla disciplina […]

  • 3 Servizi sì e servizi no legati al crowdsourcing (in Italia) // Nov 19, 2010 at 4:55 pm

    […] Da definizione il termine crowdsourcing (da crowd, gente comune, e outsourcing, esternalizzare una parte delle proprie attività) definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Data questa definizione, vien da sè, a mio avviso, che si tratti di un modello per esternalizzare delle competenze ottenendo lavoro a basso costo, se non gratis, facendo leva su svariate motivazioni (bisogno economico, ricerca di visibilità, ecc…). In realtà, pur rimanendo aderenti alla definizione, io introdurrei 2 macro-categorie distintive, la prima che identifica quelle iniziative il cui vantaggio è principalmente per chi le lancia e la seconda che identifica invece le iniziative in cui il vantaggio può essere sostanzialmente considerato reciproco. (vedi anche post “La ricerca sugli utenti in crowdsourcing: chi e come”) […]