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Massive Health, un servizio per mangiare meglio: insight efficaci e forzature social

April 5th, 2012 · 2 Comments

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In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il mondo della salute, incidendo sull’esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull'”accompagnamento” della persona (v. ad esempio Hello Health), Massive Health è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione social non necessaria.

Massive Health è una startup, fondata da Kamal e dall’ex direttore creativo di Mozzilla Raskin, che ha lanciato Eatery, un’applicazione mobile che consente di monitorare le proprie abitudini alimentari grazie alla costruzione di un diario fotografico e alla condivisione social.

L’applicazione consente di scattare un foto a quello che si sta mangiando e di indicarne la quantità. La foto viene inviata automaticamente agli altri utenti dell’applicazione che possono dare una valutazione di quanto è salutare il pasto.

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Alla fine della settimana si ottiene un quadro completo del proprio comportamento alimentare grazie ad un fotomontaggio di insieme e ad infografiche che indicano quanto si è mangiato sano, quando si riscontrano cattive abitudine ripetute, quali progressi sono stati fatti, ecc…

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L’idea chiave su cui si basa Eatery non è, infatti, quella della dieta basata sul conteggio delle calorie, ma sulla presa di consapevolezza delle proprie abitudini e punti deboli in modo da riuscire a modificare più efficacemente il proprio approccio al cibo e quindi migliorare la propria salute.

I punti di forza
L’insight che mi sembra molto interessante è la necessità di prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, piuttosto che seguire sistemi di dieta rigida che in genere vengono abbandonati molto rapidamente.
Il diario alimentare è uno strumento classico utilizzato dai dietologi, che qui trova un’evoluzione di grande impatto ed efficacia. L’applicazione infatti permette di costruire un diario fotografico (e si sa che le immagini funzionano di più delle parole) in modo veloce e senza impegno, ottenendo in più un’interpretazione automatica dei dati che emergono, con interfacce di qualità estetica e funzionale.

I punti di debolezza
Il problema, a mio avviso, sta nella valutazione della correttezza delle abitudini alimentari. Uno dei commenti ad un articolo su Eatery che stavo leggendo sintetizza bene il punto: un cieco che guida un cieco?. Si sa che i luoghi comuni sui cibi sono tanti e che ciascuno ha caratteristiche ed esigenze specifiche, per cui il fatto che siano altri utenti a valutare il tipo di alimentazione della persona mi pare poco credibile. Se il diario alimentare potesse essere inviato periodicamente ad un nutrizionista e venisse valutato su specifiche “tecniche” inserite precedentemente sulla base di un parere medico (o simili), non ci sarebbe bisogno della valutazione “social” e sembrerebbe effettivamente orientato al miglioramento della salute.
Il fatto di creare una community di incoraggiamento e sostegno agli sforzi alimentari (sullo stile ad esempio di nike+) potrebbe essere interessante, ma non in un modo che incide sui contenuti della dieta. In questo caso la dimensione social sembra una forzatura dettata dal fatto che oggi tutto deve passare dai social network per generare traffico, dimenticando l’effettiva utilità per l’utente.

Modificare la promessa?
Forse se la promessa non fosse quella di migliorare la salute, ma piuttosto di creare il proprio diario di “appassionato” di cucina da condividere con gli amici, concept e realizzazione sarebbero più coerenti.

Fonti: massivehealth.com, mashable.com

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com

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