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Modificare il tradizionale modello di ordinazione al bar: un esperimento di Ogori Cafè

April 1st, 2010 · No Comments

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L’Ogori Cafè, bar situato all’interno dell’Urban Design Center Kashiwa-no-ha (Kashiwa, Giappone), propone un’esperienza particolare, basata su un cambiamento del modello di ordinazione: quello che ricevi è quello che ha ordinato e pagato la persona prima di te.

In realtà, quindi, il modello scelta-ordinazione-pagamento rimane invariato. Quello che cambia è il contenuto dell’ordine, che non corrisponde alla propria scelta. Il risultato tra i clienti è sicuramente lo stupore e una sorta di gioco (se non ci si innervosisce prima) per cui si può decidere di essere generosi con il prossimo sconosciuto oppure fare un’ordinazione minima e dare una piccola delusione al prossimo cliente.

Un’esperimento interessante, che genera sorpresa, divertimento (per chi sta al gioco) e incoraggia l’interazione fra le persone che, grazie allo “scambio” di ordinazioni, hanno l’occasione di parlare, ringraziarsi o “lamentarsi”, scoprire che magari hanno gli stessi gusti, come ci racconta questa testimonianza:

“Of course, regardless of what she ordered, she got the orange juice I ordered a few minutes earlier. But here’s one of the moments that make this experiment cool: she actually chose orange juice, just like I did. So she got what she wanted. Ogori cafe synchronicity!” (Cabel’s blog)

“As we walked away from the cafe, with just the right amount of delay, we heard an extremely excited “arigato goazimasu!! thank you so much!!” yelled in our direction, from an ecstatic mom and her equally excited young son. They truly appreciated the surprise.” (Cabel’s blog)

Chiaramente non tutte le reazioni saranno di questo tipo e ovviamente il fatto di non ricevere quello che si desidera può essere un problema non da poco. E’ evidente quindi che questo non può essere considerato un modello di business, poiché presta il fianco a diverse critiche. Il fatto, però, che i clienti non ordinino solo un bicchiere d’acqua, come ci si aspetterebbe in una teoria di marketing, è comunque un dato interessante da rilevare.

Inoltre non va dimenticato che questo bar si trova all’interno di un museo, cosa che lo avvicina di più ad un’esperienza “artistica” o comunque ad un evento/happening. In questi casi, riflettere e modificare anche solo una fase alla base del modello di esperienza del servizio, può portare a risultati significativi.

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Fonti: cabel.name + offsettingbehaviour.blogspot.com + psfk.com

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com

English version (by Google Translate)

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