Donna di servizio (e service design)

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Quale potrebbe essere il tuo ruolo la settimana prossima? Note sul service design dal Fuorisalone 2012

April 24th, 2012 · No Comments

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Approfitto di questa frase – “what could your role be next week?” – vista su un manifesto all’interno dell’esposizione della Design Academy Eindhoven – come chiave di lettura per la mia selezione post-Fuorisalone. Quello che mi interessa rilevare, infatti, sono alcune tracce di una riflessione diffusa sul ruolo del design nel prossimo futuro in relazione ai cambiamenti economici, ambientali e sociali in cui anche il service design sembra poter offrire alcune risposte. Quale potrebbe essere quindi il ruolo del designer a breve?

Domus, “The future in the Making” / Material Matters by Droog
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All’interno della bellissima mostra organizzata da Domus attorno a 6 domande relative a quale futuro immaginare (sulla base, per esempio, di una tecnologia open source, una produzione diffusa o la progettazione di sistemi evolutivi), una possibile risposta alla domanda “cosa succederebbe se l’imposta sul reddito fosse sostituta con una tassa sulle materie prime?” è stata curata da Droog, che ha immaginato una fiera del futuro (con aziende reali ed immaginarie) capaci di offrire soluzioni di business alternative in risposta alla scarsità di materie prime.
In molti casi si tratta di nuovi servizi, come We Fix, one-stop-shop specializzato in riparazioni creative, Lease Me, servizio di noleggio di arredi e oggetti quotidiani, Up.Droog (esiste: up.droog.com), un’iniziativa di Droog per dare valore agli stock in disavanzo tramite il redesign o Play Shop che, con un’interpretazione più ironica, propone un gioco interattivo con cui soddisfare la propria voglia di shopping senza comprare niente.

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Design Academy Eindhoven / 50
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In un percorso che afferma la forte connessione tra design e aspetti economici, sociali e culturali della vita quotidiana, hanno trovato posto alcuni progetti di servizi, come ad esempio Taggie, un’applicazione per smartphone con cui i bambini, attraverso la scansione dei codici a barre, possono accedere alla storia del prodotto trasformando la spesa in un’esperienza educativa ma anche di intrattenimento oppure Save As, una piattaforma in grado di tradurre le esperienze digitali in oggetti reali grazie alla stampa 3D.
Molto interessante anche la parte della mostra dedicata al CRISP-Creative Industry Scientific Programme (programma di ricerca nazionale sull’innovazione di servizio) in cui sono stati esposti gli strumenti tipici del service design utili a creare collaborazioni multidisciplinari (permettendo visioni condivise) e usati per lo sviluppo di progetti specifici nell’ambito dei trasporti e della salute. Si tratta di mind map, customer journey, mappature di osservazioni di tipo etnografico e rappresentazioni dei modelli di servizio… finalmente in mostra.

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Royal College of Art
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The Time Shop è un negozio pop-up che vende oggetti di design utilizzando il tempo come moneta di scambio alternativa. Il progetto si fonda sul modello della banca del tempo, che, pur non essendo nuovo in assoluto, viene qui rivisitato mettendo l’accento sul tema delle monete alternative, tema particolarmente attuale (con l’esposizione, tra l’altro, dei principali esempi di valute alternative in Italia). La progettazione del servizio diventa qui una delle possibili risposte alla necessità di individuare modelli economici alternativi.
Il Royal College approfitta inoltre dell’occasione per lanciare un nuovo master in Service Design per l’anno accademico 2012/2013 (le iscrizioni sono state prorogate). Info: service-design@rca.ac.uk

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Mexico Design Net / Experience the city
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Si tratta di un network internazionale di professionisti, università e imprese promosso da IED Madrid allo scopo di migliorare la qualità della vita nelle città grazie al service design. La mostra ha proposto una selezione di 11 progetti tra quelli sviluppati durante il workshop “Experience the city” tenutosi a Città del Messico nel 2011 e che ha coinvolto diverse università europee e sudamericane. I progetti proposti vanno da servizi di bike sharing a servizi per il recupero di cibo invenduto nei supermercati ad idee di partecipazione ed educazione della cittadinanza.
La nota da fare in questo caso è che, per quanto il video sia spesso il modo più efficace per raccontare un servizio, nel contesto “sovrabbondante” del Fuorisalone utilizzare dei box dentro cui vedere i video con le cuffie, non mi è sembrato il modo migliore per coinvolgere i visitatori e creare interesse attorno al tema.

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Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com
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