
Niente di così nuovo sulla carta, ma un mix di fattori che rendono questo franchising newyorkese un posto lontano dalla solita percezione standardizzata dei fast-food.
C’è infatti un ottimo equilibrio tra concept (”healthy and well nourished“, Shakespeare), specializzazione dell’offerta (solo zuppe, a cui si sono aggiunte poi le insalate e i panini) guidata da principi di salute e freschezza, qualità percepita (dei prodotti, dell’ambiente, dell’immagine e dell’informazione) e modalità di fruizione fast.



Autore: Lidia Tralli, servicedesignblog.wordpress.com
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