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Social retail: 5 osservazioni per il prossimo futuro

April 4th, 2011 · No Comments

socialretail

Pare sia solo una questione di tempo prima che i social media, che ora dominano il mondo virtuale, diventino una connessione effettiva tra lo shopping on line e l’esperienza di acquisto nei luoghi fisici, facendo parlare gli esperti di una prossima social commerce revolution.

A partire da alcuni recenti articoli di UTalkMarketing e PSFK, ecco una sintesi di alcune osservazioni chiave per la comprensione delle implicazioni che il fenomeno dei social media può avere nell’ambito retail.

1. F-commerce: facebook come canale sia sociale che commerciale
Un conto è condividere commenti, foto, opinioni dopo aver acquistato un prodotto, tutt’altro conto è farlo prima, cioè avere la possibilità di accedere alle informazioni del proprio network mentre si sta scegliendo di acquistare, senza dover abbandonare la propria pagina facebook (lo shopping su facebook è riconosciuto come uno dei maggiori trend). Un esempio è il caso di Asos che ha recentemente lanciato un negozio facebook accessibile direttamente dalla propria pagina del social network.

2. Il mobile web nel negozio fisico
La tecnologia portatile rende possibile consultare le opinioni degli amici mentre ci si trova nel negozio, creando per i retailer opportunità nuove di supporto a questo tipo di comportamento.

3. La lista degli acquisti “social”
Le dinamiche di condivisione delle opinioni rese possibili dai social media permettono di creare dei “menù” personalizzati per gli acquisti (e non delle home page generiche) basati sui commenti personalizzati del proprio network. Un esempio di questa logica è costituito dal sito Levi’s (che però non si basa su social network personali, ma su un network di visitatori), che organizza la presentazione dei prodotti sulla base del numero di “like” di facebook.

4. Personalizzazione utile e di valore
Solo l’offerta di soluzioni che portano un vantaggio effettivo e rispondono a bisogni specifici potrà essere la controparte per la messa a disposizione dei propri dati personali da parte dei clienti. Le raccomandazioni e i consigli per le scelte dovranno essere rilevanti per il singolo, aiutarlo a filtrare quello che non è interessante per lui e soprattutto aggiungere valore premiando il cliente per le sue interazioni sociali. Boden per esempio premia la propria community con punti fedeltà che possono poi essere convertiti in regali-esperienze.

5. Premi all’interazione dal basso
Al pari dei media tradizionali, sono i clienti stessi che possono diventare “ambasciatori” del brand con un sistema di passaparola amplificato dai social network. Perché lo scambio sia di valore per entrambe le parti è necessario però che i retailer siano pronti a mettere in piedi un sistema di incentivi e premi per la creazione di un rapporto di fiducia continuativo.

Fonti: psfk.com, utalkmarketing.com

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