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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Case histories</title>
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		<title>Dalle auto alle bici nelle stazioni di servizio Staltoil: brand extension e mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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La compagnia Staltoil sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie stazioni di rifornimento a Copenaghen grazie ad aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3731" title="cykelpleje01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg" alt="cykelpleje01" width="500" height="361" /></a></p>
<p>La compagnia <a href="http://www.statoil.dk/FrontServlet?s=sdh&amp;state=sdh_dynamic&amp;viewid=2080533" target="_blank">Staltoil</a> sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie <strong>stazioni di rifornimento</strong> a Copenaghen grazie ad <strong>aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette</strong>. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di mobilità alternativa e la riscoperta della bici che caratterizza i nostri giorni.<span id="more-3728"></span></p>
<p>Le stazioni di servizio attrezzate anche per le biciclette sono 5 e sembrano non aver richiesto investimenti ingenti, dal momento che sfruttano una porzione di muro non utilizzato con un pannello a cui attaccare la bici per svolgere le operazioni di manutenzione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3732" title="cykelpleje03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg" alt="cykelpleje03" width="500" height="361" /></a></p>
<p>Così come recita il testo sul pannello, qui &#8220;è possibile <strong>gonfiare e lavare la propria bicicletta</strong> e, all&#8217;interno del negozio, prendere in prestito un <strong>kit gratuito per la manutenzione</strong> che contiene olio, brugola, leva per la sostituzione delle gomme, ecc… Buon divertimento&#8221;.<br />
Sulla sinistra del pannello è disponibile una <strong>pompa</strong> per gonfiare le gomme e un <strong>distributore di guanti di plastica e asciugamani di carta</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3733" title="cykelpleje02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg" alt="cykelpleje02" width="500" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3734" title="cykelpleje04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg" alt="cykelpleje04" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Un bel modo per creare economie di scopo, ampliare la propria offerta e dimostrare un certo tipo di sensibilità, considerando la mobilità nel suo complesso e non solo quella legata al core business.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.copenhagenize.com/2011/09/bicycle-care-station-by-statoil.html" target="_blank">copenhagenize.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/transportation/in-copenhagen-gas-stations-equipped-bicycle-care/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Vince lo Startup Weekend di Trento il servizio &#8220;Milk, please&#8221; per la consegna social della spesa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ruota attorno al tema della consegna della spesa in crowdsourcing il concept vincitore dello Startup Weekend di Trento, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:
&#8220;Milk, please! è un SaaS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3724" title="Milkplease" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg" alt="Milkplease" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Ruota attorno al tema della <strong>consegna della spesa in crowdsourcing</strong> il concept vincitore dello <a href="http://trento.startupweekend.org/" target="_blank">Startup Weekend di Trento</a>, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:<span id="more-3714"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">Milk, please!</a> è un SaaS (Software as a Service) accessibile da una interfaccia web, da un applicazione mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi in un negozio, può inserire il proprio ordine tramite il nostro sito web o l&#8217;applicazione per smartphone, e <strong>inviare la propria lista della spesa ad altri utenti</strong>. Se uno di questi si trova in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, può decidere di accettare l&#8217;ordine e di <strong>effettuare la consegna</strong>. In questo modo si evitano gli sprechi di tempo ed energie, ne traggono vantaggio le persone e ne beneficia l&#8217;ambiente perché si eliminano gli spostamenti non necessari con l&#8217; auto o altri mezzi inquinanti&#8221;.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3720" title="Milkplease_story" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg" alt="Milkplease_story" width="500" height="520" /></a></p>
<p>Il servizio prevede il pagamento on line della spesa con inclusa una <strong>ricompensa per chi effettua la consegna</strong> (in modo, giustamente, da offrire una motivazione a partecipare, sullo stile di <strong><a href="http://donnadiservizio.com/intervista-a-harry-schiff-co-fondatore-di-agentanything-design-dellesperienza-modello-di-business-strategie-di-marketing/2541/" target="_blank">AgentAnything</a></strong> o <strong><a href="http://www.neighbfav.com/" target="_blank">NeighborFavor</a></strong>), anche se le modalità non sono ancora chiare.</p>
<p>Si tratta evidentemente di un concept da sviluppare in relazione a quelli che potranno essere gli utenti effettivi e le modalità di pagamento e consegna, ma di sicuro l&#8217;intenzione di andare in fretta c&#8217;è, visto che il sito di Milk, Please è già online con un <strong>modulo per dare la propria disponibilità</strong> a partecipare (sia come utente che come negozio) e per indagare le principali motivazioni degli interessati.</p>
<p>Questo il sito: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a>,  <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2012/04/03/startup-weekend-trento-vincitori-milk-please-23457.html#content" target="_blank">wired.it</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Open Kitchen per i produttori locali: cultura e disintermediazione da Tawlet</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/open-kitchen-per-i-produttori-locali-cultura-e-disintermediazione-da-tawlet/3692/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<description><![CDATA[
Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante Tawlet di Beirut aggiunge il concetto di open kitchen, dove sono i diversi produttori locali che ogni giorno cucinano i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.

Nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3702" title="Tawlet1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg" alt="Tawlet1" width="500" height="315" /></a></p>
<p><strong>Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. </strong>Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante <strong><a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">Tawlet</a></strong> di Beirut aggiunge il concetto di <strong>open kitchen</strong>, dove sono i diversi <strong>produttori locali che ogni giorno cucinano</strong> i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.<span id="more-3692"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3703" title="Tawlet2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg" alt="Tawlet2" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Nato come ente no profit, Tawlet è il ristorante del primo farmers&#8217; market libanese Souk el Tayeb e si propone di collaborare con persone di credo e provenienza diversi, facendo al contempo conoscere i cibi locali e sostenendo i piccoli produttori biologici.</p>
<p>Un&#8217;operazione culturale sotto diversi punti di vista quindi, che si articola in un <strong>palinsesto variegato</strong>, tutto incentrato sul tema dell&#8217;open kitchen.<br />
Dal lunedì al venerdì a pranzo il ristorante serve i piatti cucinati dai produttori locali, mentre al pomeriggio si svolgono lezioni di cucina per adulti. Il venerdì pomeriggio le lezioni di cucina per i bambini, il sabato il brunch e una volta al mese incontri con ospiti speciali come chef o scrittori. La sera il ristorante è dedicato alla <strong>formula &#8220;I cook&#8221;</strong>, dove la cucina può essere utilizzata dagli ospiti che hanno accesso ad un servizio di supporto da parte di Tawlet nella spesa, nella preparazione e nel servizio a tavola.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3704" title="Tawlet3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg" alt="Tawlet3" width="500" height="329" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3705" title="Tawlet4" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg" alt="Tawlet4" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">tawlet.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Massive Health, un servizio per mangiare meglio: insight efficaci e forzature social</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/massive-health-un-servizio-per-mangiare-meglio-insight-efficaci-e-forzature-social/3596/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il mondo della salute, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio Hello Health),  Massive Health è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3597" title="eatery01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery01.jpg" alt="eatery01" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un quadro in cui la tecnologia e i social network stanno rapidamente trasformando il <a href="http://donnadiservizio.com/category/health/" target="_blank">mondo della salute</a>, incidendo sull&#8217;esperienza di servizio, sugli stili di relazione e sull&#8217;&#8221;accompagnamento&#8221; della persona (v. ad esempio <a href="http://donnadiservizio.com/i-social-media-nel-rapporto-medico-cliente-hello-health/1649/" target="_blank">Hello Health</a>),  <strong><a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">Massive Health</a></strong> è un caso interessante di tecnologia che rende più efficaci alcuni aspetti di servizio ma forza una dimensione social non necessaria.<span id="more-3596"></span></p>
<p>Massive Health è una startup, fondata da Kamal e dall&#8217;ex direttore creativo di Mozzilla Raskin, che ha lanciato <strong><a href="https://eatery.massivehealth.com/" target="_blank">Eatery</a></strong>, un&#8217;applicazione mobile che consente di <strong>monitorare le proprie abitudini alimentari</strong> grazie alla costruzione di un <strong>diario fotografico</strong> e alla <strong>condivisione social</strong>.</p>
<p>L&#8217;applicazione consente di scattare un foto a quello che si sta mangiando e di indicarne la quantità. La foto viene inviata automaticamente agli altri utenti dell&#8217;applicazione che possono dare una valutazione di quanto è salutare il pasto.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3601" title="eatery02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery021.jpg" alt="eatery02" width="500" height="482" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3602" title="eatery03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery031.jpg" alt="eatery03" width="500" height="482" /></a><br />
Alla fine della settimana si ottiene un quadro completo del proprio comportamento alimentare grazie ad un fotomontaggio di insieme e ad infografiche che indicano quanto si è mangiato sano, quando si riscontrano cattive abitudine ripetute, quali progressi sono stati fatti, ecc…</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3603" title="eatery04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eatery041.jpg" alt="eatery04" width="500" height="482" /></a></p>
<p>L&#8217;idea chiave su cui si basa Eatery non è, infatti, quella della dieta basata sul conteggio delle calorie, ma sulla presa di consapevolezza delle proprie abitudini e punti deboli in modo da riuscire a modificare più efficacemente il proprio approccio al cibo e quindi migliorare la propria salute.</p>
<p><strong>I punti di forza</strong><br />
L&#8217;insight  che mi sembra molto interessante è la necessità di <strong>prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari</strong>, piuttosto che seguire sistemi di dieta rigida che in genere vengono abbandonati molto rapidamente.<br />
Il diario alimentare è uno strumento classico utilizzato dai dietologi, che qui trova un&#8217;evoluzione di grande impatto ed efficacia. L&#8217;applicazione infatti permette di costruire un <strong>diario fotografico</strong> (e si sa che le immagini funzionano di più delle parole) in modo <strong>veloce e senza impegno</strong>, ottenendo in più un&#8217;<strong>interpretazione automatica</strong> dei dati che emergono, con <strong>interfacce di qualità estetica e funzionale</strong>.</p>
<p><strong>I punti di debolezza</strong><br />
Il problema, a mio avviso, sta nella <strong>valutazione della correttezza delle abitudini alimentari</strong>. Uno dei commenti ad un articolo su Eatery che stavo leggendo sintetizza bene il punto: <em>un cieco che guida un cieco?</em>. Si sa che i luoghi comuni sui cibi sono tanti e che ciascuno ha caratteristiche ed esigenze specifiche, per cui il fatto che siano altri utenti a valutare il tipo di alimentazione della persona mi pare poco credibile. Se il diario alimentare potesse essere inviato periodicamente ad un nutrizionista e venisse valutato su specifiche &#8220;tecniche&#8221; inserite precedentemente sulla base di un parere medico (o simili), non ci sarebbe bisogno della valutazione &#8220;social&#8221; e sembrerebbe effettivamente orientato al miglioramento della salute.<br />
Il fatto di creare una <strong>community </strong>di incoraggiamento e sostegno agli sforzi alimentari (sullo stile ad esempio di <a href="http://nikerunning.nike.com/nikeos/p/nikeplus/it_IT/plus/#//dashboard/" target="_blank">nike+</a>) potrebbe essere interessante, ma non in un modo che incide sui contenuti della dieta. In questo caso la dimensione social sembra una forzatura dettata dal fatto che oggi tutto deve passare dai social network per generare traffico, dimenticando l&#8217;effettiva utilità per l&#8217;utente.</p>
<p><strong>Modificare la promessa?</strong><br />
Forse se la promessa non fosse quella di migliorare la salute, ma piuttosto di creare il proprio diario di &#8220;appassionato&#8221; di cucina da condividere con gli amici, concept e realizzazione sarebbero più coerenti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://massivehealth.com/#container" target="_blank">massivehealth.com</a>, <a href="http://mashable.com/follow/topics/massive-health" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Piattaforme di servizio per prestare o affittare oggetti poco usati: l&#8217;esempio di Share Some Sugar</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/piattaforme-di-servizio-per-prestare-o-affittare-oggetti-poco-usati-lesempio-di-share-some-sugar/3555/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.
Oggi, secondo Rifkin, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3575" title="sharesomesugar00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg" alt="sharesomesugar00" width="500" height="271" /></a></p>
<p><strong>Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.</strong><br />
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.<span id="more-3555"></span></p>
<p>Oggi, secondo Rifkin, ci troviamo ad un punto di svolta storico, per cui presto smetteremo di accumulare oggetti e li useremo per un periodo limitato di tempo per metterli poi in comune. I nuovi consumatori si stanno rendendo conto che in molti casi non desiderano i prodotti, ma solo i benefici che ne derivano. L&#8217;ormai decennale <em>Era dell&#8217;accesso</em> si concretizza ed in effetti quello che interessa sembrano essere i buchi fatti dal trapano più che il trapano in sè&#8230;</p>
<p>Ma al di là di questa premessa macro, è vero che calandosi nel micro si trovano molti casi che testimoniano un cambiamento in atto e danno accesso ai prodotti d&#8217;uso comune tramite servizi. <strong>Servizi che sono attrattivi perché danno vantaggi concreti e misurabili per chi li usa: risparmio/guadagno di soldi e spazio</strong>. Questa mi pare la leva chiave (nel caso della specifica tipologia di prodotti), così come proposta da Share Some Sugar: <em>perché comprare quando puoi avere in prestito?</em></p>
<p><strong><a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank"> Share Some Sugar</a></strong> è un altro esempio, simile a <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-le-cose-del-vicino-snapgoods/2058/" target="_blank">Snapgoods</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/voglia-di-community-strumenti-on-line-per-supportare-i-quartieri/1469/" target="_blank">Bright Neighbor</a>, <a href="http://www.neighborgoods.net/" target="_blank">NeighborGoods</a>, <a href="http://stuffpal.com/" target="_blank">StuffPa</a>l, che permette di gestire la domanda-offerta di prodotti da prestare o affittare all&#8217;interno del proprio quartiere.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3571" title="sharesomesugar01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg" alt="sharesomesugar01" width="500" height="298" /></a><br />
L&#8217;esempio è interessante perché chiarisce bene alcuni punti alla base dell&#8217;interazione con il servizio:</p>
<p><strong> 1) Possibilità di offerte aperte o per gruppi riservati</strong><br />
L&#8217;offerta di oggetti può essere aperta a tutti oppure si ha la possibilità di creare un gruppo su invito, riservato per esempio solo ai proprio amici o al proprio condominio. Il sistema è integrato a Facebook Connect per cui, accedendo tramite questa funzione, viene resa automatica la promozione delle attività dell&#8217;utente tra gli amici di Facebook.</p>
<p><strong>2) Prestito o affitto</strong><br />
L&#8217;utente può decidere di fissare una tariffa per l&#8217;affitto oppure prestarlo gratuitamente, in genere fissando un deposito cauzionale pari al valore dell&#8217;oggetto.</p>
<p><strong>3) Fiducia e sicurezza</strong><br />
Il tema della fiducia nel prestare oggetti anche a persone non conosciute viene affrontato sopratutto grazie al <strong>deposito cauzionale</strong>, che in caso di danni o mancata restituzione compensa il proprietario. Gli utenti inoltre sono invitati a non scambiarsi dati personali e a fissare l&#8217;incontro per la consegna dell&#8217;oggetto in luoghi pubblici. In questo momento viene dato il deposito cauzionale da una parte e la ricevuta dall&#8217;altra.<br />
Il sito inoltre invita a lasciare a lasciare un feedback dopo la scambio, in modo che altri utenti, similmente a quanto avviene su eBay, possano farsi un&#8217;idea della <strong>storia/comportamento del proprietario o dell&#8217;affittuario</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank">sharesomesugar.com</a>, <em>Avere o Usare </em>/<em> </em>Internazionale 13  gennaio 2012</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Scenari e servizi per la mobilità futura con BMW i</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/scenari-e-servizi-per-la-mobilita-futura-con-bmw-i/3435/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, BMW i è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili.
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi on board, l&#8217;approccio, che mi sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3445" title="bmwi01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg" alt="bmwi01" width="500" height="248" /></a></p>
<p>Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, <strong><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">BMW i</a></strong> è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di <strong>soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili</strong>.<br />
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi <em>on board</em>, l&#8217;approccio, che mi sembra strategico, <span id="more-3435"></span>è quello di estendere il campo d&#8217;azione e riflessione ai <strong>servizi e ai modi di vivere per immaginare come muoversi in futuro</strong>, svincolandosi dal prodotto in se&#8217;.</p>
<p>Tre sono le attività in corso che voglio evidenziare e che riguardano servizi già in opera e progetti mirati alla costruzione di scenari futuri.</p>
<p><strong><em>1) Mobility services</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3451" title="bmwi02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg" alt="bmwi02" width="500" height="216" /></a></p>
<p>Nel quadro di un&#8217;offerta che migliori l&#8217;<strong>esperienza di mobilità</strong> nel suo complesso, BMW ha già lanciato alcuni servizi, anche in partnership con altre aziende ritenute un investimento strategico. Si tratta di:</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>ParkatmyHouse</strong></a></span>: marketplace on line che mette in connessione <strong>parcheggi di privati</strong> disponibili ad affittarli e conducenti che necessitano di uno spazio.<br />
Il servizio è attivo dal 2006 negli UK e, ad oggi, ha oltre 100.000 iscritti.<br />
Su questo tema cito anche una <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">recente ricerca di IBM</a> in 20 città nel mondo, che ha dimostrato che la ricerca di parcheggio è, per il 30%, causa del traffico locale.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>MyCityWay</strong></a></span>: applicazione che integra funzioni relative al viaggio (ricerca parcheggio, mappe, avvisi traffico) con quelle di esplorazione della città, utilizzando meccanismi <em>social</em> di condivisione commenti su locali e ristoranti e meccanismi di acquisto, ad esempio per biglietti di concerti ed eventi.<br />
Il servizio è attivo in 40 città del mondo, tra cui anche Roma.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/#more-3110" target="_blank"><strong>DriveNow</strong></a></span>: il servizio di carsharing di Bmw, che non viene presentato tra le iniziative di BMW i, ma va ricordato per l&#8217;attinenza al tema.</p>
<p><strong><em>2) </em><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Sustainable neighbourhoods</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3448" title="bmwi_wall" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg" alt="bmwi_wall" width="500" height="136" /></a></p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa in collaborazione con Wallpaper che ha lo scopo di indagare nuove opportunità di trasformazione e innovazione delle città basate su trasporti, servizi e iniziative culturali che possano &#8220;mantenere le megalopoli del futuro in movimento&#8221;.<br />
Il brief è stato dato a sei team creativi &#8211; a Berlino, Londra, Los Angeles, Hangzhou, Tokyo, Parigi &#8211; che fanno capo alle principali scuole di design.</p>
<p><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Qui le presentazioni</a></p>
<p><strong><em>3) </em><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">Global Innovation Series con Mashable</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3449" title="bmwi_mash" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg" alt="bmwi_mash" width="500" height="184" /></a></p>
<p>Iniziativa interessante nel campo della ricerca, costituita dalla creazione di una rivista settimanale on line in collaborazione con Mashable sulle innovazioni nel campo della mobilità e delle città.<br />
Un buon raccoglitore per avere una panoramica di tendenze e progetti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">bmw-i.i</a>t, <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">smart-mobilitymanagement.com</a>, <a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Ricerca in crowdsourcing anche al comune di Milano: cartoline digitali di buone pratiche e servizi in arrivo dai cittadini</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/ricerca-in-crowdsourcing-anche-al-comune-di-milano-cartoline-digitali-di-buone-pratiche-e-servizi-in-arrivo-dai-cittadini/3420/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
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		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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Voglio segnalare, seppure un po&#8217; in ritardo, un&#8217;ottima iniziativa del Comune di Milano che si configura come un servizio di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza per individuare buone pratiche di amministrazione pubblica da copiare da chi le ha già fatte: Copia &#38; Incolla per Milano.
“Cartoline elettroniche da tutto il mondo per costruire insieme una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3428" title="copia&amp;incollaMilano01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano01.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano01" width="500" height="284" /></a></p>
<p>Voglio segnalare, seppure un po&#8217; in ritardo, un&#8217;ottima iniziativa del Comune di Milano che si configura come un <strong>servizio di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza per individuare buone pratiche di amministrazione pubblica</strong> da copiare da chi le ha già fatte: <strong><a href="http://it-it.facebook.com/pages/COPIA-E-INCOLLA-X-Milano-idee-in-Comune/117067281725004" target="_blank">Copia &amp; Incolla per Milano</a></strong>.<span id="more-3420"></span></p>
<p><em>“<strong>Cartoline elettroniche</strong> da tutto il mondo per costruire insieme una città migliore”</em>. Come suggerisce il claim, si tratta di un servizio che, attraverso una <strong>pagina Facebook</strong> dedicata o l&#8217;e-mail, permette a tutti di inviare segnalazioni (foto o brevi testi) di buone pratiche di amministrazione pubblica viste in altre città, <strong>per proporre di copiarle anche a Milano</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3429" title="copia&amp;incollaMilano02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano02.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano02" width="500" height="600" /></a></p>
<p>Si tratta di una interessante <strong>possibilità di espressione</strong> per i cittadini, oltre che di un <strong>bacino di idee</strong> a cui il Comune può attingere &#8220;senza sforzo&#8221; per far poi seguire delle iniziative mirate. Per altro, il modello del <em>Like</em> di Facebook permette di avere una visione delle idee più apprezzate e, sulla base (anche) di questo, di andare a selezionare le proposte da sviluppare.</p>
<p>Alcune idee sono già state realizzate:<br />
&gt; <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/copiaincolla/copiaincolla_happypopping" target="_blank">Happy Popping, mamma è facile</a><br />
&gt; <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/copiaincolla/copiaincolla_verdememoria" target="_blank">La serra delle piante rimaste sole</a><br />
&gt; bus notturni<br />
&gt; tavoli da picnic studio nei parchi<br />
&gt; card multiservizi &#8220;AmaMI&#8221;<br />
&gt; <a href="http://www.atm-mi.it/it/ViaggiaConNoi/Pagine/ATMMobile.aspx" target="_blank">applicazione I-Phone per mezzi ATM</a><br />
&gt; cartelli nei parcheggi per disabili<br />
&gt; diversa raccolta differenziata &#8211; piccoli elettrodomestici</p>
<p>Da service designer ci sono alcuni aspetti che mi hanno colpito in particolare:</p>
<p><strong>1. Il buon modello di engagement</strong><br />
La semplicità e la sintesi dell&#8217;idea, una &#8220;cartolina&#8221; su un canale veloce come Facebook, rende facile (e quindi incentiva il) fare una segnalazione e diffonderla. (Naturalmente i feedback e i fatti concreti hanno poi un ruolo fondamentale per mantenere il coinvolgimento e la fiducia).</p>
<p><strong>2. I servizi proposti</strong><br />
È stato molto interessante vedere come, tra le varie proposte presenti, vengano citati anche molti servizi, da soluzioni di car sharing a tools per la cittadinanza attiva, che, oltre a evidenziare l&#8217;attenzione crescente alla qualità dei servizi, costituiscono anche una bella risorsa di benchmark…</p>
<p><strong>3. User research inaspettata</strong><br />
Supponiamo che si voglia avviare un progetto di implementazione dei trasporti pubblici per migliorare l&#8217;esperienza e la soddisfazione degli utenti. A chi sarebbe venuto in mente per prima cosa che il nome X73 del bus Linate Express fa sbagliare fermata ad un sacco di gente che pensa si tratti della 73 semplice? È una semplificazione chiaramente, solo per dire come l&#8217;attività di user research sia importante per avere i punti di vista degli utenti e che Copia&amp;Incolla per Milano potrebbe già contenere una serie di osservazioni da interpretare e usare all&#8217;interno di progetti di service design per la città.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3430" title="copia&amp;incollaMilano03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/copiaincollaMilano03.jpg" alt="copia&amp;incollaMilano03" width="500" height="190" /></a></p>
<p>Sicuramente ci sono spazi di miglioramento, per esempio sulla comunicazione, sul modo di restituire i feedback ai cittadini e sul progetto effettivo dei servizi (mi riferisco a quelli già realizzati), ma in ogni caso l&#8217;iniziativa mi pare da copiare e incollare.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per%20saperne/per%20saperne/copiaincolla" target="_blank">comune.milano.it</a>, <a href="http://it-it.facebook.com/pages/COPIA-E-INCOLLA-X-Milano-idee-in-Comune/117067281725004" target="_blank">facebook.com/copiaeincollapermilano</a></p>
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		<title>Ispirazioni per servizi partecipativi da If We Ran the World, motore di ricerca di buone azioni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si tratta di un progetto di crowdsourcing che si pone l&#8217;obiettivo di trasformare in azioni concrete le &#8220;buone intenzioni&#8221; delle persone, costruendo un social network che, a differenza di quelli esistenti &#8211; che in generale si contraddistinguono per la capacità di aggregare persone attorno a dei temi ma non di fare azioni(1)-, sia anche capace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3404" title="IfRanWorld01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld01.jpg" alt="IfRanWorld01" width="500" height="208" /></a></p>
<p>Si tratta di un progetto di <strong>crowdsourcing</strong> che si pone l&#8217;obiettivo di trasformare in azioni concrete le &#8220;buone intenzioni&#8221; delle persone, costruendo un social network che, a differenza di quelli esistenti &#8211; che in generale si contraddistinguono per la capacità di <em>aggregare persone attorno a dei temi ma non di fare azioni(1)</em>-, sia anche capace di offrire <strong>task concrete</strong>.<span id="more-3392"></span></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"> </span></em></p>
<p><span style="font-style: normal;">Il <a href="http://ifwerantheworld.com/" target="_blank">sito</a>, idea di Cindy Gallop (marketing manager) e Wendell Davis (sviluppatore software), permette di dire qualsiasi cosa si desideri fare per migliorare il mondo attorno a sè, scrivendola nella finestra di un motore di ricerca (stile Google) che completa la frase &#8220;If I ran the world&#8230;&#8221;.<br />
<strong> Il risultato è la proposta di una serie di compiti che si potrebbero svolgere per ottenere l&#8217;obiettivo</strong>.<br />
Queste task sono ottenute grazie ad un&#8217;operazione di matching con iniziative e progetti promossi da enti, ong ed anche da brand all&#8217;interno di attività di social responsability, scomposte in piccole azioni dal team di If We Ran the World. Secondo la Gallop, infatti, l&#8217;elemento distintivo di questo sito, rispetto ad altri di attivismo online, è proprio la proposta di task piccole e concrete che migliorano l&#8217;efficienza del sistema, creando un motore di ricerca di &#8220;buone azioni&#8221; non noioso e non impegnativo.</span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3407" title="IfRanWorld02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld02.jpg" alt="IfRanWorld02" width="500" height="332" /></a></span></p>
<p><span style="font-style: normal;">Altra caratteristica del sito è la proposta di un sistema premiante, che, per ogni task compiuta, <strong>assegna un punteggio e rende visibile la partecipazione degli utenti</strong>, offrendo così un feedback che <strong>gratifica</strong> la persona e la rende visibile. </span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3408" title="IfRanWorld03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld03.jpg" alt="IfRanWorld03" width="500" height="332" /></a></p>
<p><span style="font-style: normal;">L&#8217;iniziativa è partita da alcuni anni ma è difficile reperire informazioni sul suo effettivo successo.<br />
Ci sono però alcuni aspetti che mi sembra possano essere comunque <strong>una fonte di ispirazione per iniziative di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nella progettazione di servizi e iniziative per la città</strong>.<br />
In particolare, offrire <strong>la possibilità concreta di svolgere dei piccoli compiti</strong> per raggiungere l&#8217;obiettivo desiderato e <strong>il sistema di punti che dà visibilità all&#8217;impegno</strong> di chi partecipa, mi sembrano elementi che potrebbero integrarsi in modo interessante ad iniziative di ascolto e selezione di progetti dal basso simili a <strong><a href="http://donnadiservizio.com/i-wish-this-was-e-neighborland-un-sistema-per-la-progettazione-partecipata-dei-servizi-della-citta/3299/" target="_blank">Neighborland</a></strong>.</span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3409" title="IfRanWorld04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/IfRanWorld04.jpg" alt="IfRanWorld04" width="500" height="279" /></a></span></p>
<p><span style="font-style: normal;"><em>(1) Citazione di Cindy Gallop</em></span></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.wired.com/epicenter/2009/03/yes-we-plan-how/" target="_blank">wired.com</a>, <a href="http://ifwerantheworld.com/" target="_blank">ifwerantheworld.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Car sharing: come evolvono i modelli di servizio e il caso GoGet Carsharing</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Carsharing]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
		<category><![CDATA[Transports]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come già visto in precedenza, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: affitto one-way, mobilità on demand (senza prenotazione), affitto open-ended (senza orario di riconsegna).
Gli ultimi due temi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3388" title="goget_carsharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg" alt="goget_carsharing" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Come già visto <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">in precedenza</a>, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: <strong>affitto one-way</strong>, mobilità <strong>on demand</strong> (senza prenotazione), <strong>affitto open-ended</strong> (senza orario di riconsegna).<span id="more-3379"></span></p>
<p>Gli ultimi due temi sono evidentemente correlati, dal momento che la mancanza di prenotazione dell&#8217;auto implica che non si debba nemmeno indicare l&#8217;orario di riconsegna, delineando un&#8217;altra variante interessante, ovvero <strong>il pagamento per il tempo di effettivo utilizzo vs. il pagamento per il tempo prenotato</strong>.</p>
<p>Nel caso dell&#8217;affitto one-way si possono citare esempi quali <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">Hertz on Demand</a>, mentre, per quanto riguarda la possibilità di utilizzare l&#8217;auto senza prenotazione, è interessante il caso dell&#8217;australiano <strong><a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">GoGet Carsharing</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;idea, in fase di sperimentazione solo con una selezione di utenti, nasce dall&#8217;esigenza di eliminare le penali per le riconsegne in ritardo e pagare solo l&#8217;effettivo utilizzo. Alcune delle auto nei parcheggi sono segnalate come GoFree e possono essere utilizzate immediatamente passando la propria carta nel lettore integrato, che genera un sms all&#8217;utente per verificare l&#8217;effettiva volontà di utilizzare la macchina. Rispondendo al messaggio si sbloccano le porte. Al termine del viaggio si utilizza la card per chiudere l&#8217;auto, generando un sms che comunica a GoGet la fine del viaggio.<br />
L&#8217;utilizzo ha un costo per minuto e la riconsegna deve essere fatta alla stessa stazione (non è questo un caso di one-way).</p>
<p>Non essendo un&#8217;esperta di logistica, non so quali implicazioni l&#8217;affitto one-way o l&#8217;assenza di prenotazione possano avere in termini di <strong>organizzazione e di costi</strong> (e se non si trovano auto disponibili per un po&#8217; di volte consecutive?), ma dal punto di vista dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente <strong>la possibilità di &#8220;improvvisare&#8221; l&#8217;uso dell&#8217;auto</strong> come si farebbe con la propria mi sembra un elemento di grande attrazione, almeno sulla base di quanto ho potuto osservare direttamente.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">goget.com.au</a>, <a href="http://carsharingus.blogspot.com" target="_blank">carsharingus.blogspot.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Segnaletica digitale Intel: le opportunità di un approccio service-oriented</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/segnaletica-digitale-intel-le-opportunita-di-un-approccio-service-oriented/3355/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Physical+Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Trends&Users Research]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il prototipo di segnaletica digitale sviluppato da Frog design per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail e sulle opportunità che può aprire l&#8217;adozione di un approccio service-oriented applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.
Il progetto è nato dalla richiesta di Intel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3362" title="Intel_DigSign01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg" alt="Intel_DigSign01" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">prototipo di segnaletica digitale</a> sviluppato da <a href="http://www.frogdesign.com/" target="_blank">Frog design</a> per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;<strong>integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail</strong> e sulle opportunità che può aprire l&#8217;<strong>adozione di un approccio service-oriented</strong> applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.<span id="more-3355"></span></p>
<p>Il progetto è nato dalla richiesta di Intel di esplorare l&#8217;utilizzo di segnaletica digitale nei negozi e nei luoghi pubblici, individuando spazi di implementazione grazie all&#8217;uso dei chip Intel.</p>
<p>Il risultato è un prototipo di touchscreen che, sovrapponendosi come una sorta di layer traslucido alla visuale del negozio (o di uno spazio pubblico come, ad esempio, una stazione), consente di implementare l&#8217;esperienza dello shopping dando informazioni sui prodotti visibili attraverso lo schermo. Quando una persona si avvicina allo schermo, una telecamera incorporata ne riconosce l&#8217;altezza e il genere facendo si che le informazioni sullo schermo appaiano in corrispondenza dei prodotti sugli scaffali. Si tratta di una sorta di &#8220;realtà aumentata&#8221; che può dare informazioni, per esempio, sulle taglie degli abiti oppure sui prodotti in saldo o sulla mappa del negozio. Le informazioni possono inoltre essere inviate ad un telefono cellulare.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3366" title="Intel_DigSign02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg" alt="Intel_DigSign02" width="500" height="377" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3367" title="Intel_DigSign03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg" alt="Intel_DigSign03" width="500" height="361" /></a></p>
<p><strong>Il processo progettuale</strong> di Frog è partito da un importante lavoro di ricerca nelle città più all&#8217;avanguardia nell&#8217;utilizzo di segnaletica digitale (Londra, Parigi e Tokyo) per <strong>osservare le modalità di interazione delle persone con le tecnologie esistenti</strong>.<br />
Allo stesso tempo è stata effettuata un&#8217;analisi delle tecnologie già di disponibili e di quelle in via di sviluppo e un&#8217;osservazione dei trend di comportamento nei negozi, che ha messo in evidenza come sempre più spesso i consumatori cerchino un&#8217;esperienza self-service (che di fatto motiva questo progetto).</p>
<p>Naturalmente stiamo parlando di un progetto di interaction design, ma quello che mi sembra rilevante, oltre ad un&#8217;ulteriore conferma dell&#8217;interesse dell<a href="http://donnadiservizio.com/tag/physicaldigital/" target="_blank">&#8216;integrazione tra fisico e digitale</a> che può portare ad un potenziamento reciproco, è l&#8217;adozione di un <strong>approccio service-oriented che parte dagli utenti e dal contesto anziché da soluzioni tecniche</strong>, permettendo di arrivare ad un concept di prodotto <em>utile e desiderabile</em> (da definizione di service design) per chi lo deve effettivamente usare e che,<strong> inoltre, individua spazi di implementazione per la tecnologia</strong> Intel attuale (la tecnologia per ottenere questo tipo di esperienza infatti non esiste ancora ed è stata simulata da Frog mediante tecnologie esistenti).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">frogdesign.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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