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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; New York</title>
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		<title>Un Customer Journey memorabile con l&#8217;assistenza Apple tra Milano e New York</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 17:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Professione]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ho di recente sperimentato in prima persona una perfetta applicazione di una delle regole alla base di ogni buon servizio, quella che Engine chiama: ottenere il massimo dal fallimento. Nessun servizio può essere affidabile al 100%, ma progettare le modalità di risposta agli imprevisti può creare un&#8217;esperienza comunque memorabile (in modo positivo) e soprattutto evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/nome.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3279" title="nome" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/nome.jpg" alt="nome" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Ho di recente sperimentato in prima persona una perfetta applicazione di una delle regole alla base di ogni buon servizio, quella che <a href="http://www.enginegroup.co.uk/" target="_blank">Engine</a> chiama: <strong><a href="http://donnadiservizio.com/15-modi-per-migliorare-il-proprio-servizio/2636/" target="_blank">ottenere il massimo dal fallimento</a></strong>. Nessun servizio può essere affidabile al 100%, ma <strong>progettare le modalità di risposta agli imprevisti</strong> può creare un&#8217;esperienza comunque memorabile (in modo positivo) e soprattutto <strong>e</strong><strong>vitare che un cliente abbandoni il servizio</strong>.<span id="more-3278"></span></p>
<p>La vicenda comincia con l&#8217;acquisto di un MacBook da <a href="http://www.tekserve.com/" target="_blank">Tekserve</a>, uno dei più importanti centri di vendita e assistenza Apple di New York. Qui vengo servita da un addetto che si presenta per nome e che diventa il <strong>&#8220;mio&#8221;</strong> referente, tant&#8217;è che su tutti i documenti d&#8217;acquisto è riportato il suo <strong>nome</strong> e la sua <strong>mail diretta</strong>.<br />
Chiedo un&#8217;estensione della ram (sono un centro assistenza e quindi in 30 minuti il computer è pronto) e me ne vado con il mio acquisto.</p>
<p>Rientrata in Italia, dopo neanche un mese il computer si rompe.</p>
<p>Porto il computer nel centro assistenza Apple più vicino, che mi informa che la ram è guasta ma che, non essendo originale, l&#8217;intervento non può essere effettuato in garanzia e quindi devo pagarlo. Visto che l&#8217;estensione di ram era stata fatta da un centro Apple rimango molto &#8220;stupita&#8221; (per usare un eufemismo…) e insisto per ottenere spiegazioni, venendo informata che si tratta di una procedura piuttosto normale e che i centri assistenza in genere usano i propri prodotti, non necessariamente marchiati Apple.</p>
<p>Dò l&#8217;ok a procedere e, <strong>giusto per alleviare il fastidio e con estrema rassegnazione</strong> (forse tipicamente italiana), recupero lo scontrino e mando una mail al mio venditore spiegando cos&#8217;era successo e chiedendo com&#8217;era possibile che la ram non fosse in garanzia.</p>
<p><strong>Tempo di risposta: 11 minuti.</strong></p>
<p><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3280" title="Tempi01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi01.jpg" alt="Tempi01" width="500" height="106" /></a></strong></p>
<p>Dan mi dice che effettivamente è vero che la ram non è in garanzia con Apple ma solo con loro e di portare il computer quando voglio. Non essendo a New York, l&#8217;ho ringraziato e gli ho risposto che non era possibile e che semplicemente non avevo capito che un&#8217;estensione di ram poteva compromettere la garanzia.</p>
<p><strong>Tempo di risposta: 59 minuti.</strong></p>
<p><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3281" title="Tempi02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi02.jpg" alt="Tempi02" width="500" height="106" /></a></strong></p>
<p>Dan mi risponde che, visto che non mi avevano dato delle informazioni esplicite su questo, <strong>per rimediare avrebbero riaccreditato sulla mia carta il costo della ram aggiuntiva</strong> in modo da aiutarmi a risolvere il problema (e sottolineo che non erano tenuti a farlo).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/rimb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3282" title="rimb" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/rimb.jpg" alt="rimb" width="500" height="138" /></a></p>
<p><strong>Tempo di riaccredito: 1 giorno</strong></p>
<p>Risultato: di che marca sarà il mio prossimo computer?</p>
<p>Da ricordare:</p>
<p><strong>1) Assistenza personalizzata e &#8220;personificata&#8221;<br />
2) Tempi rapidi<br />
3) Flessibilità oltre i regolamenti</strong></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Quirky, una design company oggi: crowdsourcing, co-progettazione e retail</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/quirky-una-design-company-oggi-crowdsourcing-co-progettazione-e-retail/3086/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 17:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Home accessories]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Spesso nel design di prodotto è pratica comune, in particolare per le  &#8220;giovani leve&#8221;, sviluppare un progetto/prototipo e andare alla ricerca  di tutte le aziende che potrebbero essere disposte a produrlo. La  società americana Quirky, fondata dal 24enne Ben Kaufman, si occupa proprio di questo, coniugando l&#8217;idea del crowdsourcing ai principi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3096" title="quirky00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky00.jpg" alt="quirky00" width="500" height="348" /></a></p>
<p>Spesso nel design di prodotto è pratica comune, in particolare per le  &#8220;giovani leve&#8221;, sviluppare un progetto/prototipo e andare alla ricerca  di tutte le aziende che potrebbero essere disposte a produrlo. La  società americana <a href="http://www.quirky.com/" target="_blank"><strong>Quirky</strong></a>, fondata dal 24enne Ben Kaufman, si occupa proprio di questo, coniugando l&#8217;idea del <strong>crowdsourcing</strong> ai principi della <strong>community</strong>, della <strong>collaborazione</strong> e della <strong>raccolta di feedback</strong> prima della produzione, resi facilmente attuabili dal web. Il tutto  affiancato da una <a href="http://www.sundancechannel.com/quirky/" target="_blank">serie tv</a> partita il 30 agosto per 6 settimane.<span id="more-3086"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="281" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=27769195&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=27769195&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quirky è un marchio che realizza due nuovi prodotti all&#8217;anno (si tratta principalmente di casalinghi e accessori per la casa che risolvono problemi legati alla vita quotidiana) selezionati tra tutte le idee che vengono proposte nella community on line. L&#8217;idea è quella di <em>&#8220;creare soluzioni brillanti per problemi comuni&#8221;</em> attraverso un <strong>social product development</strong>, ovvero dando la possibilità a tutti di sottoporre le proprie idee, che vengono votate e co-sviluppate dalla community.<br />
Le idee più apprezzate vengono messe in <strong>pre-vendita sul sito</strong> e quelle che raggiungono un numero di ordini sufficienti vengono messe in produzione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3097" title="quirky02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky02.jpg" alt="quirky02" width="500" height="400" /></a><br />
Le persone pagano 10 $ per sottoporre qualsiasi idea (gratis se si risponde ad uno dei brief periodici lanciati da Quirky) e ricevono una <strong>percentuale dei ricavi</strong> sia quando il prodotto entra in produzione sia se si sono accumulati punti come <em><strong>&#8220;influencer&#8221;</strong></em> (ovviamente in misura diversa). Il meccanismo di punti che qualifica come influenzatore dipende dal livello di partecipazione, ossia dal votare le idee, partecipare al loro sviluppo, acquistare prodotti in prevendita,… Senz&#8217;altro un ottimo modo per <strong>aumentare la motivazione e l&#8217;engagement</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3098" title="quirky03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky03.jpg" alt="quirky03" width="500" height="456" /></a></p>
<p>I prodotti realizzati trovano anche uno spazio fisico nei negozi <a href="http://www.bedbathandbeyond.com/default.asp?" target="_blank">Bed Bath and Beyond</a> (io li ho trovati da Bed Bath and Beyond, 620 6th Ave between 18th and 19th St, New York) con <strong>corner dedicati</strong> che valorizzano molto sia i designer che il processo creativo proposto da Quirky. Oltre all&#8217;esposizione dei prodotti con relativi nomi, foto degli inventori e video delle attività è disponibile anche un monitor che permette di registrarsi alla community e sottoporre commenti.<br />
Potenzialmente questi corner potrebbero evolvere e diventare dei &#8220;centri di ascolto&#8221; dei bisogni delle persone comuni che frequentano il negozio, cosa che in parte è stata realizzata con <strong>workshop &#8220;promozionale&#8221;</strong> di alcuni giorni, durante il quale i designer di Quirky erano presenti per ascoltare le idee delle persone e potenzialmente creare un nuovo prodotto sul momento.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3100" title="quirky04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/quirky04.jpg" alt="quirky04" width="500" height="289" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.quirky.com/" target="_blank">quirky.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Il successo dei modelli di business basati sullo sharing: RentTheRunway e ThredUP</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/il-successo-dei-modelli-di-business-basati-sullo-sharing-renttherunway-e-thredup/2882/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 16:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il concetto di sostituire il possesso di un prodotto tramite l&#8217;accesso ad una soluzione è centrale nelle dinamiche di un servizio e, intersecato al principio dello sharing, può dare luogo ad interessanti modelli di business, come nel caso di ThredUP e RentTheRunway. Si tratta di due servizi legati all&#8217;abbigliamento usato che non fanno leva sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/sharing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2899" title="sharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/sharing.jpg" alt="sharing" width="500" height="308" /></a></p>
<p>Il concetto di sostituire il possesso di un prodotto tramite l&#8217;accesso ad una soluzione è centrale nelle dinamiche di un servizio e, intersecato al <strong>principio dello sharing</strong>, può dare luogo ad <strong>interessanti modelli di business</strong>, come nel caso di <a href="http://www.thredup.com/" target="_blank"><strong><strong>ThredUP</strong></strong></a><strong><strong> </strong></strong>e <a href="http://www.renttherunway.com/" target="_blank"><strong>RentTheRunway</strong></a>. Si tratta di due servizi legati all&#8217;abbigliamento usato che non fanno leva sul tema del risparmio e del riuso (che pure sono tematiche importanti in un momento di grande sensibilità per l&#8217;ambiente e i consumi), ma sull&#8217;accesso ad <strong>una soluzione che non si potrebbe avere in nessun altro modo</strong>: vestiti a sorpresa e di super lusso.<span id="more-2882"></span></p>
<p><em><strong>Un&#8217;esperienza da fashion addicted nell&#8217;usato</strong></em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/thredup01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2888" title="thredup01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/thredup01.jpg" alt="thredup01" width="500" height="346" /></a><br />
<a href="http://www.thredup.com/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.thredup.com/" target="_blank">ThredUP </a>(San Francisco) è un servizio on line che consente lo <strong>scambio di vestiti usati per bambini</strong>. L&#8217;idea è di James Reinart e parte da due osservazioni molto pratiche: i genitori spendono in media 1000$ l&#8217;anno per vestire un solo bambino e, se è vero che in genere si instaurano sistemi di scambio informali tra amici e parenti, questo non è altrettanto vero nel mondo virtuale. Da qui lo spazio per creare ThredUP, che, dal lancio lo scorso aprile 2010, <strong>ha già più di 30.000 membri e ne acquisisce 1000 ogni settimana</strong>.<br />
Il funzionamento è semplice: sul sito è possibile scegliere un box &#8211; contenente 15 pezzi &#8211; che ti viene spedito a casa al costo di 5$ più la spedizione. La regola è quella di postare un proprio box per ogni box che si riceve. Ogni box contiene un <strong>assortimento unico</strong> e proprio per questo si stanno creando delle specie di <strong>gare</strong> per aggiudicarsi i pezzi prima degli altri.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/thredup02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2890" title="thredup02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/thredup02.jpg" alt="thredup02" width="500" height="337" /></a></p>
<p><em><strong>Usato democratico ed esclusivo</strong></em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/RTR01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2893" title="RTR01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/RTR01.jpg" alt="RTR01" width="500" height="326" /></a><br />
<a href="http://www.renttherunway.com/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.renttherunway.com/" target="_blank">RentTheRunway</a> (New York), fondato da  Jenny Fleiss e Jenn Hyman, è un sito in cui è possibile<strong> affittare il vestito dei propri sogni</strong> firmato da importanti designer. Non è un&#8217;idea rivoluzionaria in sè, ma la sua forza sta nel puntare sul desiderio, tipicamente femminile, di indossare sempre qualcosa di nuovo (<em>&#8220;specialmente ora che le foto vengono postate su <strong>Facebook</strong>&#8220;</em> dice la Hyman) e che non ci si può permettere. Si sceglie il vestito sul sito e lo si riceve a casa in due taglie differenti per avere la certezza che vesta bene (risolto il problema dalla prova). Dopo l&#8217;utilizzo si rispediscono i vestiti, che vengono portati in lavanderia. Il prezzo va dai 50 ai 300$, circa il 10% del costo dell&#8217;abito. <strong>I membri sono più di 750.000 e crescono ad una media di 20.000 a settimana</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/RTR02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2895" title="RTR02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/04/RTR02.jpg" alt="RTR02" width="500" height="308" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.renttherunway.com/" target="_blank">renttherunway.com</a>, <a href="http://www.thredup.com/" target="_blank">thredup.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Desis Lab e Andy Polaine: il service design è più della somma delle sue parti</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/desis-lab-e-andy-polaine-il-service-design-e-piu-della-somma-delle-sue-parti/2626/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 15:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[DesisLab]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Seminars/Conferences]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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Periodo ricco di appuntamenti sul service design. Mentre a Londra si organizza il Global Service Jam, anche New York si prepara all&#8217;undicesimo incontro della serie Service Design Performance organizzato da Desis Lab: &#8220;Service Design is more than the sum of its parts&#8221; . Andy Polaine, ospite dell&#8217;incontro, esplorerà il passaggio da una visione orientata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/DesisLab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2627" title="DesisLab" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/DesisLab.jpg" alt="DesisLab" width="500" height="198" /></a></p>
<p>Periodo ricco di <a href="http://donnadiservizio.com/programma-completo-della-conferenza-adi-sul-service-design-15-febbraio/2619/" target="_blank">appuntamenti</a> sul service design. Mentre a Londra si organizza il <a href="http://www.gsjamlondon.org.uk/" target="_blank">Global Service Jam</a>, anche New York si prepara all&#8217;undicesimo incontro della serie Service Design Performance organizzato da <a href="http://desis.parsons.edu/2011/02/service-design-performances-spring-11-series-service-design-more-than-the-sum-of-its-parts-with-andy-polaine/" target="_blank"><strong>Desis Lab:</strong><em><strong> &#8220;Service Design is more than the sum of its parts&#8221;</strong></em></a> . <a href="http://www.polaine.com/" target="_blank"><strong>Andy Polaine</strong></a>, ospite dell&#8217;incontro, esplorerà il passaggio da una visione orientata al prodotto ad una orientata al servizio, esaminando le 4 aree &#8211; persone, network, esperienze e capacità di trasformazione &#8211; che sono alla base del <strong>service thinking</strong> e il &#8220;collante&#8221; delle evidenze materiali di un servizio.</p>
<p><strong>Lunedì 14 Febbraio 2011, ore 18-19,30</strong><br />
80 5th Avenue, 8th Floor, Room 802, NY</p>
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		<title>Intervista a Harry Schiff, co-fondatore di AgentAnything: design dell&#8217;esperienza, modello di business, strategie di marketing (IT)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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Harry Schiff, canadese, 23 anni, recentemente laureato a Princeton, è il co-fondatore e presidente di AgentAnything, un servizio on line che connette persone troppo impegnate per svolgere le loro commissioni e studenti che invece hanno tempo libero e necessità di piccoli guadagni in modo flessibile.
Come e quando hai avuto questa idea?
Mentre frequentavo l&#8217;università ho notato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/HSchiff_it.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2549" title="HSchiff_it" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/02/HSchiff_it.jpg" alt="HSchiff_it" width="500" height="250" /></a></p>
<p><strong>Harry Schiff</strong>, canadese, 23 anni, recentemente laureato a Princeton, è il co-fondatore e presidente di <a href="http://donnadiservizio.com/agent-anything-qualcuno-lo-fara-al-posto-tuo/1897/" target="_blank"><strong>AgentAnything</strong></a>, un servizio on line che connette persone troppo impegnate per svolgere le loro commissioni e studenti che invece hanno tempo libero e necessità di piccoli guadagni in modo flessibile.</p>
<p><em><strong>Come e quando hai avuto questa idea?</strong></em><br />
Mentre frequentavo l&#8217;università ho notato che per gli studenti era piuttosto difficile guadagnare qualche soldo. A causa dei continui cambiamenti di orario di lezioni, esercitazioni, incontri e attività varie, è difficile poter avere un lavoro continuativo, anche se part-time.<span id="more-2541"></span> <strong>Dal momento che il tempo libero degli studenti varia ogni giorno, anche il lavoro deve avere la stessa flessibilità.</strong><br />
D&#8217;altro lato, ho cominciato a notare l&#8217;<strong>ampia necessità di servizi temporanei in una società sempre più veloce e orientata al lavoro</strong>, come i dog-sitter o chi fa commissioni o piccoli di lavori di fatica.<br />
Guardando al mercato, ho trovato solo alcune parziali risposte a questo bisogno, da soluzioni come le tradizionali bacheche di annunci agli aggregatori tipo craiglist, ma nessuna di queste era in grado di offrire un servizio in modo semplice, sicuro ed efficiente. Questo è il motivo per cui ho creato AA. <strong>AA fa incontrare in modo rapido e facile persone impegnate con studenti, in un modo che porta benefici ad entrambe le parti</strong>, economico e veloce per i Clienti, flessibile e lucrativo per gli studenti.</p>
<p><em><strong>Come hai avviato la tua impresa?</strong></em><br />
Innanzitutto mi sono concentrato nell&#8217;impostare un modello che fosse il più possibile a <strong>basso costo</strong>. Ad esempio, non ho voluto assumere nessuno per lo sviluppo del sito, non solo per un motivo di risparmio, ma perché volevo qualcuno che prima di tutto credesse nell&#8217;idea tanto quanto me. Per questo, ho cercato un partner e <strong>Oliver Green</strong>, un eccezionale sviluppatore e user esperience designer, è diventato il co-fondatore di AA.<br />
<strong>Il principio di condividere i rischi, le responsabilità e i benefici è alla base di tutti gli aspetti del nostro business</strong>: i nostri stagisti hanno ampia libertà di proporre e sviluppare le loro idee e lo fanno perché credono nell&#8217;impresa e vogliono farne parte. Grazie a tutto questo siamo stati capaci di arrivare fino a questo punto con finanziamenti relativamente ridotti da parte di piccoli investitori e amici.</p>
<p><em><strong>Come hai cominciato a progettare il servizio?</strong></em><br />
Essendo il nostro principale obiettivo quello di creare un <strong>servizio utile e usabile</strong>, il design è stato un fattore chiave. Abbiamo lavorato molto sul progetto dell&#8217;interfaccia per ottenere pagine essenziali senza nessuna funzione superflua o mancante. Tutto è stato costruito nell&#8217;ottica di un <strong>concept di esperienza &#8220;sfidante&#8221;</strong>, in cui i nostri &#8220;agenti&#8221; devono affrontare delle &#8220;missioni&#8221; per i Clienti, in modo da creare un&#8217;esperienza divertente.<br />
Un secondo, ma non meno importante, obiettivo è stato quello di creare un sistema sicuro e di comunicarlo correttamente per <strong>creare fiducia nei nostri utenti</strong>. Poche informazioni chiave, ovvero gli indirizzi di fatturazione delle carte di credito e gli indirizzi email dell&#8217;università, ci permettono di aiutare clienti e agenti a mettersi in contatto in modo sicuro grazie alla nostra piattaforma. Ma rendere il sistema sicuro non è abbastanza, quello di cui avevamo bisogno era anche di <strong>far percepire la sicurezza</strong> durante l&#8217;uso del sito. Proprio <strong>in questo il design ha giocato un ruolo importante</strong>. Dalle pubblicità in metropolitana al sito stesso, tutto è stato pensato per avere un design semplice ed essenziale in grado di trasmettere serietà e professionalità, guadagnando la fiducia dei nostri utilizzatori.</p>
<p><em><strong>Perché pensi che AgentAnything sia un buon modello di business?</strong></em><br />
L&#8217;idea in sè non è rivoluzionaria, cose simili sono già state fatte in precedenza, ma con AA credo che siamo riusciti ad unire le caratteristiche positive di quanto esisteva già con nuove funzionalità ed, evitando alcuni errori del passato, ad ottenere un modello che funziona davvero. Molte portinerie e servizi di assistenza personale si basano su un modello che presuppone l&#8217;assunzione di personale, rendendo difficile, a causa dei costi, l&#8217;offerta di un ampio ed economico range di servizi. Noi invece non abbiamo bisogno di assumere personale, di pagare stipendi, noleggi di auto o di spazi… Di base i nostri clienti pagano solo per il lavoro che viene svolto più un piccolo <em>fee</em> per ogni missione portata a termine in modo da coprire i costi di transazione e di mantenimento del sito. In tutto ciò <strong>gli studenti sono la chiave</strong>. Sono loro che permettono al servizio di funzionare secondo un modello economicamente sostenibile. I loro orari sono variabili, sono dappertutto e sono disposti a fare vari lavori per compensi ragionevoli. E, in fin dei conti, ai clienti piace l&#8217;idea di sovvenzionare parzialmente l&#8217;educazione universitaria dei giovani della propria comunità.</p>
<p><em><strong>Come hai raggiunto il tuo mercato?</strong></em><br />
Abbiamo dovuto scegliere molto attentamente la nostra strategia di marketing dal momento che non avevamo molti soldi e allo stesso tempo andavamo ad agire in un settore nuovo: <strong>AA non è solo una nuova società, ma rappresenta un nuovo mercato</strong>, nessuno ha mai sentito parlare di questo genere di servizio. Non potevamo utilizzare strumenti tipo Google Adwords perché nessuno avrebbe fatto una ricerca di questo tipo! Abbiamo invece scelto la <strong>metropolitana di New York </strong>come canale privilegiato per comunicare la nostra presenza ed affidabilità, dal momento che: 1) tutti a New York usano la metropolitana e 2) molti passeggeri non hanno di meglio da fare che guardarsi attorno e leggere le pubblicità.<br />
Utilizziamo anche un nuovo <strong>servizio di marketing di Twitter</strong> che crea un database di tweet che riguardano commissioni da svolgere o persone troppo impegnate e manda messaggi diretti a queste persone per informarle dell&#8217;esistenza di AA.</p>
<p><em><strong>Cosa stai pianificando per il futuro?</strong></em><br />
Vogliamo espanderci in tre direzioni: funzioni, varietà dei servizi e mercato geografico. Dal punto di vista delle <strong>funzioni</strong>, vogliamo implementare alcuni dei nostri attuali limiti, ad esempio creare un&#8217;opzione specifica per richiedere servizi ripetitivi (come portare a spasso il cane) o richiedere più Agenti per uno stesso lavoro. Vogliamo anche sviluppare un&#8217;<strong>applicazione per smart phone</strong> in modo da rendere il servizio più localizzato e immediato con messaggi o tweet in tempo reale. Questo porterebbe ad un servizio più veloce per i clienti e a più soldi in meno tempo per gli Agenti.<br />
Per quanto riguarda la <strong>varietà dei servizi</strong>, ci siamo resi conto che <strong>le tipologie di missioni svolte dagli Agenti possono essere molto più complesse di quelle immaginate inizialmente</strong>. Le persone infatti stanno assumendo studenti di cucina per cucinare per loro, studenti stranieri per fare traduzioni o studenti di economia per i calcoli delle tasse. Alcune società stanno anche assumendo Agenti per fare depliant, siti o trovare clienti.<br />
In ultimo, vogliamo <strong>allargare la nostra area di attività</strong>. Attualmente AA è attivo solo nell&#8217;area di New York, ma presto saremo nel New Jersey, Connecticut, Upastate New York e in seguito… chi lo sa?</p>
<p><em><strong>Quali sono alcuni dei tuoi sevizi preferiti?</strong></em><br />
<a href="http://www.drivemint.com/" target="_blank">MintCars</a> (car sharing), <a href="http://www.airbnb.com/" target="_blank">Air bnb </a>(ospitalità), <a href="http://smsprep.com/" target="_blank">SMS Prep</a> (servizio per &#8220;allenarsi&#8221; agli esami universitari) and <a href="http://skillter.com/" target="_blank">Skillter</a> (sito per trovare opportunità di lavoro).</p>
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		<title>Interview with Harry Schiff, co-founder of AgentAnything: user experience design, business model, marketing strategies (ENG)</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 15:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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Harry Schiff, canadian, 23 years-old, recent graduate from Princeton, is the co-founder and president of AgentAnything, an on line service connecting people who have no time to run their errands and students who have time and need to make some money in a flexible way.
How and when did you have this idea?
When I was at [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/HSchiff.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2520" title="HSchiff" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/01/HSchiff.jpg" alt="HSchiff" width="500" height="250" /></a></p>
<p><strong>Harry Schiff</strong>, canadian, 23 years-old, recent graduate from Princeton, is the co-founder and president of <a href="http://donnadiservizio.com/agent-anything-qualcuno-lo-fara-al-posto-tuo/1897/" target="_blank"><strong>AgentAnything</strong></a>, an on line service connecting people who have no time to run their errands and students who have time and need to make some money in a flexible way.</p>
<p><em><strong>How and when did you have this idea?</strong></em><br />
When I was at university, I saw that it was pretty difficult for students to make money. Between constantly shifting class schedules, practices, meetings and other activities, it&#8217;s tough to hold down a consistent job, even a part-time one.<span id="more-2519"></span> <strong>Because students&#8217; free time changes every day, they need a job with the same flexibility</strong>. On the flip side, I became aware of the broad and <strong>ever-present need that our increasingly hard-working, fast-paced society has for temporary services</strong> like dog-walkers, errand-runners and odd-job doers. Looking at the market, I saw a few partial answers to this need, from things like traditional message boards to larger aggregators like craiglist, but none of these could provide service in a simple, reliable, and effective way. That&#8217;s why I created Agent Anything.  <strong>AgentAnything quickly and easily matches busy people to students in a way that benefits both parties</strong> &#8211; cheap, quick and easy for the Clients, flexible and lucrative for the Agents.</p>
<p><em><strong>How did you start-up your company?</strong></em><br />
First, concentrated on setting up a model that was a <strong>low-cost as possible</strong>. For example, I didn&#8217;t want to hire someone to develop the website, though this was not only for cost savings but also because I wanted someone who believed in the idea in the same way I did. So, I sought out a partner and <strong>Oliver Green</strong>, an exceptional web developer and user experience designer, became co-founder of AgentAnything.<br />
That <strong>basic principle of sharing risks, responsibilities and benefits</strong> permeates all aspects of our business: our interns have an enormous amount of latitude to come up with and implement their own ideas, with very little centralized direction, and they do it because they think that the company is going somewhere great, and they want to be a part of it.  Because of all this, we&#8217;ve been able to get to this point with a relatively small amount of seed financing from small investors and friends.</p>
<p><em><strong>How did you start to design this service? </strong></em><br />
Our primary goal was to create a <strong>useful and usable service</strong>, and design was going to be a key factor in accomplishing it.  We worked a lot on interface design stripping each page down to its bare essentials so that no feature was superfluous, but nothing necessary was missing. At the same time, we built everything onto a cool <strong>conceptual platform</strong>, challenging our Agents to run Missions for their Clients, which made the whole thing <strong>more fun</strong>.<br />
A second but no less important objective was create a safe environment and convey that priority to our users so as to <strong>create trust</strong>. In AgentAnything, a small amount of key information, like credit card billing addresses and university email addresses, allows us to help Clients and Agents to hold each other accountable for their end of the service agreements reached on our platform.  Making the system secure isn&#8217;t enough though, <strong>we also needed to make people sense that security when they used the site, and design played a large role in that as well</strong>.  Everything, from the ads that ran in the subway to our website itself, had clean, simple designs, which had a huge impact in making people feel how serious we were in our commitment to professionalism, and went a long way in earning our users&#8217; trust.</p>
<p><em><strong>Why do you think Agentanything is a good business model?</strong></em><br />
Look, the basis of our idea wasn&#8217;t revolutionary &#8211; it&#8217;s been done many times before, but with Agent Anything, I think we took all the good pieces of those businesses, added in some new ones, and avoided some past mistakes, to come up with a model that really works.  Most concierge and personal assistant services work on a model whereby companies hire staff, and the costs inherent to that kind of a model makes it difficult to offer a broad and affordable range of services to customers.  We don&#8217;t need to hire people, we don&#8217;t need to pay salaries, car leases, store rent, overhead…none of it.  So customers are basically just paying for the labour, though we do get a small fee for every Accomplished Mission to cover the transaction costs and maintenance costs of the website.<br />
In all this though, <strong>students are the key</strong>.  They make the service work in an economically sustainable way. Their schedules are all over the place, they are all over the place, they are willing to do a lot of jobs for a bit of money, and at the end of the day, Clients like the idea that they&#8217;re helping to subsidize the college education of students in their own communities.</p>
<p><em><strong>How did you reach your customers?</strong></em><br />
We had to choose our marketing strategy very carefully because we didn&#8217;t have that much money, but at the same time <strong>not only is AA a new company, but an entirely new industry</strong> &#8211; no one&#8217;s heard of this stuff before.  Because of that, we couldn&#8217;t just use things like Google Adwords, because no one would know to look us up!  Thus, we picked the <strong>New York subway</strong> as our most important way to communicate our presence, our professionalism and our reliability to customers, because 1) everybody in New York takes the subway, and 2) most riders don&#8217;t have anything better to do than to look up and read the ads. We also use a new <strong>twitter marketing service</strong> able to create a database of tweet regarding errands to do or busy people and to send massages to this people informing about AA.</p>
<p><em><strong>What are you planning for the future?</strong></em><br />
We want to expand AA in three different ways: features, service range and geographic market. <strong>In terms of features</strong> and usability, we want to improve some of our current limitations, such as by creating a specific option for repetitive services like dog walking or for requesting multiple Agents on bigger jobs. We also want to develop a <strong>smart phone application</strong> to make the service more localized and more immediate with real time tweets or text. This would result in faster service for Clients, and more money in less time for Agents.<br />
<strong>For service range</strong>, we&#8217;ve come to realize that the kind of <strong>Missions being run by agents can be much more complex</strong> than we originally envisioned.  People are hiring culinary students to cook for them, international students to translate documents, finance students to do spreadsheet work and taxes.  Businesses are hiring Agents to hand out flyers, build websites and find clients.  Finally, we want to do all this in a <strong>larger our geographic area</strong>. Currently AA is only serving the New York area, but we&#8217;ll soon be deeper into New Jersey, Connecticut, Upstate New York and not longer after that…who knows?</p>
<p><em><strong>Could you tell me some of yours favorite services?</strong></em><br />
<a href="http://www.drivemint.com/" target="_blank">MintCars</a> (car sharing), <a href="http://www.airbnb.com/" target="_blank">Air bnb </a>(ospitality), <a href="http://smsprep.com/" target="_blank">SMS Prep</a> (service for students) and <a href="http://skillter.com/" target="_blank">Skillter </a>(career website).</p>
<p>Intervista: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
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		<title>Concept da importare: poste pop-up per Natale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 16:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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Un temporary store che possa offrire un servizio significativo nel periodo natalizio e che allo stesso tempo implementi l&#8217;immagine di un brand spesso mal visto: poste pop-up per spedire i regali, aperte negli orari non lavorativi e posizionate nei luoghi dello shopping più intenso. Si tratta di un&#8217;idea presentata da Rick Barrack (CBX) su Fast [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/usps.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2330" title="usps" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/12/usps.jpg" alt="usps" width="500" height="353" /></a></p>
<p>Un temporary store che possa offrire <strong>un servizio significativo</strong> nel periodo natalizio e che allo stesso tempo <strong>implementi l&#8217;immagine di un brand</strong> spesso mal visto: <strong>poste pop-up</strong> per spedire i regali, aperte negli orari non lavorativi e posizionate nei luoghi dello shopping più intenso. Si tratta di un&#8217;idea presentata da <a href="http://www.fastcodesign.com/users/rick" target="_blank">Rick Barrack</a> (<a href="http://www.cbx.com/" target="_blank">CBX</a>) su <a href="http://www.fastcodesign.com/1662902/how-the-usps-can-rebrand-itself-clever-pop-up-shops?partner=co_newsletter" target="_blank">Fast Company</a> che nasce<span id="more-2329"></span> dalla volontà di ridare un significato al concetto di temporary store, che in precedenza appariva come eccezione innovativa ed ora è così diffuso da aver perso appeal e peculiarità.</p>
<p>Cosa può essere davvero utile durante l&#8217;intenso periodo degli acquisti natalizi? L&#8217;ufficio postale è un luogo dove quasi tutti vanno almeno una volta durante le feste e aumentare temporaneamente le location, <strong>potenziando così il servizio</strong> di spedizione, può essere un interessante beneficio per i clienti.<br />
Allo stesso tempo la creazione di un nuovo luogo legato alle feste può essere anche un forte strumento per <strong>correggere la percezione </strong>delle poste come luogo poco funzionale e amichevole.</p>
<p>Da qui l&#8217;idea di <strong>USPS Holiday Express</strong>, una (potenziale) risposta veloce ed efficiente ad un bisogno &#8220;a tempo&#8221;. I pop-up dovrebbero essere posizionati nei luoghi di maggiore traffico e all&#8217;interno di grandi magazzini, con apertura dalle 6 a mezzanotte. Lo staff è dotato di badge elettronici per scansionare e stampare le etichette di spedizione rapidamente e i pacchi vengono lasciati all&#8217;interno dei box Eagle che delimitano l&#8217;intero spazio, facilitando e velocizzando la consegna.</p>
<p>Un modello di relazione facile ed informale che reinterpreta un servizio tradizionale in modo coerente ai bisogni reali. Chissà che da suggerimento non possa diventare una vera sperimentazione e magari non possa anche essere importato altrove…</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.fastcodesign.com/1662902/how-the-usps-can-rebrand-itself-clever-pop-up-shops?partner=co_newsletter" target="_blank">fastcodesign.com</a>, <a href="http://www.cbx.com/" target="_blank">cbx.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>FoodParc: customer journey tecnologico</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/foodparc-customer-journey-tecnologico/2190/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 20:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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FoodParc, aperto di recente a New York, si propone come un&#8217;alternativa alle classiche food court basandosi sulla proposta di un&#8217;interazione col servizio quasi completamente digitale e su un&#8217;estetica &#8220;futuristica&#8221; (il progetto dell&#8217;allestimento è di Syd Mead, il set designer di Blade Runner in collaborazione con Philip Koether Architects).

L&#8217;offerta (da fast food) è variegata e va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2200" title="foodparc1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc1.jpg" alt="foodparc1" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.foodparc.com/" target="_blank"><strong>FoodParc</strong></a>, aperto di recente a New York, si propone come un&#8217;alternativa alle classiche <em>food court</em> basandosi sulla proposta di un&#8217;<strong>interazione col servizio quasi completamente digitale</strong> e su un&#8217;estetica &#8220;futuristica&#8221; (il progetto dell&#8217;allestimento è di Syd Mead, il set designer di Blade Runner in collaborazione con <a href="http://philipkoether.squarespace.com/" target="_blank">Philip Koether Architects</a>).<br />
<span id="more-2190"></span><br />
L&#8217;offerta (da fast food) è variegata e va dai classici hamburger, ai panini, alla cucina asiatica, ma la particolarità sta nel <strong>modello di ordinazione</strong>.<br />
La prima cosa che vede il cliente, infatti, non è il cibo, ma una serie di <strong>schermi touchscreen</strong> attraverso cui fare l&#8217;ordinazione (sarà meglio avere ben chiaro cosa sono i cibi nel menù). Dopo l&#8217;ordine e il pagamento, che può essere fatto solo con carta di credito, il cliente riceve un <strong>sms</strong> con l&#8217;avviso che il piatto è pronto e può quindi recarsi a ritirarlo in uno dei chioschi del locale.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2201" title="foodparc2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc2.jpg" alt="foodparc2" width="500" height="334" /></a></p>
<p>L&#8217;introduzione di <em>tools</em> tecnologici per i clienti è un fenomeno che sta senz&#8217;altro prendendo piede anche nel campo del cibo (si veda per esempio <a href="http://4food.com/" target="_blank"><strong>4Food</strong></a>), ma mi chiedo quanto sia un &#8220;<strong>gadget</strong>&#8221; nello spirito dei tempi o costituisca effettivamente <strong>un miglioramento dell&#8217;esperienza di acquisto</strong>.</p>
<p>Se l&#8217;obiettivo nel progettare un servizio è <strong>l&#8217;efficienza dal lato organizzativo</strong> e <strong>l&#8217;efficacia dal lato cliente</strong>, nel caso di FoodParc la tecnologia sicuramente aiuta a ottimizzare il processo dell&#8217;ordinazione e in più permette di non avere personale dedicato a questo, ma dal lato cliente l&#8217;effetto sarà lo stesso?<br />
Ovvero l&#8217;esperienza della scelta mediata dai <em>touchscreen</em> sarà comunque efficace? Il fatto di fare un ordine (che suppongo sia più veloce) e di farlo in modo &#8220;diverso dal solito&#8221; compensa il fatto di non parlare con il personale? Oppure l&#8217;impersonalità è una scelta voluta e coerente al tipo di offerta?</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2202" title="foodparc3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/11/foodparc3.jpg" alt="foodparc3" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.foodparc.com/" target="_blank">foodparc.com</a>, <a href="http://www.fastcodesign.com/1662380/almost-genius-futuristic-foodcourt-from-the-set-designer-of-bladerunner" target="_blank">fastcodesign.com</a>, <a href="http://www.hotelchatter.com/story/2010/10/1/95453/1063/hotels/Eventi_Hotel_s_Fancy_Food_Court_Is_Now_Open" target="_blank">hotelchatter.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Affittare uno stile di vita: appartamento + cibo biologico a domicilio</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/affittare-uno-stile-di-vita-appartamento-cibo-biologico-a-domicilio/2039/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 12:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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Il servizio di consegna a domicilio della spesa biologica proveniente da produttori locali non è più una novità in assoluto, ma in questo caso la particolarità sta nel fatto di essere associata all&#8217;affitto di un appartamento. Il servizio riguarda alcuni palazzi di New York gestiti da Albanese Real Estate che, in collaborazione con Holton Farms, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/HoltonFarms.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2054" title="HoltonFarms" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/HoltonFarms.jpg" alt="HoltonFarms" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Il servizio di consegna a domicilio della <strong>spesa biologica</strong> proveniente da produttori locali non è più una novità in assoluto, ma in questo caso la particolarità sta nel fatto di essere <strong>associata all&#8217;affitto di un appartamento</strong>. Il servizio riguarda alcuni palazzi di New York gestiti da <a href="http://www.albaneseorg.com/" target="_blank">Albanese Real Estate</a> che, in collaborazione con <a href="http://www.holtonfarms.com/" target="_blank">Holton Farms</a>, propone un&#8217;offerta che non riguarda solo la casa o solo il cibo, ma <strong>un&#8217;esperienza di vita salutare</strong>, un <em>mood</em>.<span id="more-2039"></span></p>
<p>Gli inquilini possono diventare membri di una <strong>Community Supported Agriculture</strong> (il corrispettivo dei nostri gruppi di acquisto), avendo così accesso alle consegne a domicilio settimanali di frutta, verdura ed eventualmente carne, effettuate da Holton Farm. A differenza di altre CSA, in cui i prodotti non possono essere scelti dal cliente, in questo caso esiste la possibilità di personalizzare settimanalmente la spesa tramite il sito del produttore.</p>
<p>Oltre all&#8217;idea di non proporre più semplicemente case bensì uno stile di vita, si aggiunge anche <strong>un&#8217;azione sul quartiere</strong>. In occasione delle consegne, infatti, Holton Farm, grazie ad un &#8220;negozio mobile&#8221;, organizza anche un <strong>mercatino per il quartiere</strong> (sfruttando gli spostamenti per fare altro business e, allo stesso tempo, animando la zona).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.psfk.com/2010/10/nyc-apartment-buildings-receive-exclusive-farm-to-table-deliveries.html" target="_blank">psfk.com</a>, <a href="http://www.albaneseorg.com/" target="_blank">albaneseorg.com</a>, <a href="http://www.holtonfarms.com/" target="_blank">holtonfarms.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Wool and The Gang: mangiare o far la maglia può essere la stessa cosa</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/wool-and-the-gang-mangiare-o-far-la-maglia-puo-essere-la-stessa-cosa/1944/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 15:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;attenzione dei consumatori alla provenienza dei prodotti, alle modalità di produzione e il desiderio di apprendimento non riguarda solo il cibo &#8211; pur essendo quello che forse salta più all&#8217;occhio con tutti i servizi che lo accompagnano &#8211; ma si estende a tutti quei prodotti con cui il rapporto è più &#8220;intimo&#8221;, affettivo. Ad esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coolhunting.com/style/wool-and-the-ga.php"><img class="alignnone size-full wp-image-1964" title="WaTG01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG01.jpg" alt="WaTG01" width="500" height="260" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;attenzione dei consumatori</strong> alla provenienza dei prodotti, alle modalità di produzione e il desiderio di apprendimento non riguarda solo il cibo &#8211; pur essendo quello che forse salta più all&#8217;occhio con tutti i servizi che lo accompagnano &#8211; ma si estende a tutti quei prodotti con cui il <strong>rapporto è più &#8220;intimo&#8221;</strong>, affettivo. Ad esempio l&#8217;abbigliamento, come esemplificato dal caso <a href="http://www.woolandthegang.com/en/home.php" target="_blank"><strong>Wool And The Gang</strong></a>.<span id="more-1944"></span></p>
<p>Si tratta di un brand francese che propone prodotti fatti a maglia, o meglio &#8220;<em>fabricated tales</em>&#8220;, con lana di prima qualità e con<strong> 4 livelli di servizio</strong>:</p>
<p><strong>1)</strong> Il <strong>prodotto finito</strong> realizzato a mano dalla <em>Gang</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1953" title="WaTG02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG02.jpg" alt="WaTG02" width="500" height="259" /></a></p>
<p><strong>2)</strong> <strong>Kit</strong> per l&#8217;auto-realizzazione degli stessi prodotti (lana + ferri + modello)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1954" title="WaTG03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG03.jpg" alt="WaTG03" width="500" height="326" /></a></p>
<p><strong>3)</strong> <strong>Corsi </strong>di vari livelli per imparare a fare la maglia (punti, assemblaggi,…)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1958" title="WaTG04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG04.jpg" alt="WaTG04" width="500" height="326" /></a></p>
<p><strong>4) </strong>Possibilità di acquistare solo la<strong> lana</strong>, nei colori della collezione</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1955" title="WaTG05" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG05.jpg" alt="WaTG05" width="500" height="302" /></a></p>
<p>Wool And The Gang opera principalmente tramite il sito internet, con corner all&#8217;interno di altri negozi e, di recente, ha aperto il primo Studio/Shop a New York (98 Thompson Street, New York, NY).</p>
<p><a href="http://www.coolhunting.com/style/wool-and-the-ga.php"><img class="alignnone size-full wp-image-1961" title="WaTG06" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG06.jpg" alt="WaTG06" width="500" height="326" /></a></p>
<p><a href="http://www.coolhunting.com/style/wool-and-the-ga.php"><img class="alignnone size-full wp-image-1962" title="WaTG07" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2010/10/WaTG07.jpg" alt="WaTG07" width="500" height="326" /></a></p>
<p>In<strong> un vero e proprio parallelo col cibo</strong>, questo marchio fa leva sui valori della <strong>tradizione familiare</strong> (la Gang), del <strong>fatto a mano</strong>, della <strong>materia prima di qualità</strong> e di <strong>provenienza &#8220;certificata&#8221;</strong> (solo lana del Perù, noto per la sua tradizione del fare la maglia) e sulla possibilità di <strong>imparare a far da sè</strong>.<br />
Grazie ad un&#8217;operazione di alto livello sui valori, sulla comunicazione, sulle collezioni e sul servizio, Wool And The Gang riesce a rendere attuale e di tendenza un&#8217;attività considerata un pò del passato, come nel caso, per molti versi, dei cibi tipici.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.woolandthegang.com/en/home.php" target="_blank">woolandthegang.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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