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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Retail</title>
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		<title>Dalle auto alle bici nelle stazioni di servizio Staltoil: brand extension e mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<description><![CDATA[
La compagnia Staltoil sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie stazioni di rifornimento a Copenaghen grazie ad aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3731" title="cykelpleje01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg" alt="cykelpleje01" width="500" height="361" /></a></p>
<p>La compagnia <a href="http://www.statoil.dk/FrontServlet?s=sdh&amp;state=sdh_dynamic&amp;viewid=2080533" target="_blank">Staltoil</a> sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie <strong>stazioni di rifornimento</strong> a Copenaghen grazie ad <strong>aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette</strong>. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di mobilità alternativa e la riscoperta della bici che caratterizza i nostri giorni.<span id="more-3728"></span></p>
<p>Le stazioni di servizio attrezzate anche per le biciclette sono 5 e sembrano non aver richiesto investimenti ingenti, dal momento che sfruttano una porzione di muro non utilizzato con un pannello a cui attaccare la bici per svolgere le operazioni di manutenzione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3732" title="cykelpleje03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg" alt="cykelpleje03" width="500" height="361" /></a></p>
<p>Così come recita il testo sul pannello, qui &#8220;è possibile <strong>gonfiare e lavare la propria bicicletta</strong> e, all&#8217;interno del negozio, prendere in prestito un <strong>kit gratuito per la manutenzione</strong> che contiene olio, brugola, leva per la sostituzione delle gomme, ecc… Buon divertimento&#8221;.<br />
Sulla sinistra del pannello è disponibile una <strong>pompa</strong> per gonfiare le gomme e un <strong>distributore di guanti di plastica e asciugamani di carta</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3733" title="cykelpleje02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg" alt="cykelpleje02" width="500" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3734" title="cykelpleje04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg" alt="cykelpleje04" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Un bel modo per creare economie di scopo, ampliare la propria offerta e dimostrare un certo tipo di sensibilità, considerando la mobilità nel suo complesso e non solo quella legata al core business.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.copenhagenize.com/2011/09/bicycle-care-station-by-statoil.html" target="_blank">copenhagenize.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/transportation/in-copenhagen-gas-stations-equipped-bicycle-care/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Vince lo Startup Weekend di Trento il servizio &#8220;Milk, please&#8221; per la consegna social della spesa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ruota attorno al tema della consegna della spesa in crowdsourcing il concept vincitore dello Startup Weekend di Trento, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:
&#8220;Milk, please! è un SaaS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3724" title="Milkplease" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg" alt="Milkplease" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Ruota attorno al tema della <strong>consegna della spesa in crowdsourcing</strong> il concept vincitore dello <a href="http://trento.startupweekend.org/" target="_blank">Startup Weekend di Trento</a>, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:<span id="more-3714"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">Milk, please!</a> è un SaaS (Software as a Service) accessibile da una interfaccia web, da un applicazione mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi in un negozio, può inserire il proprio ordine tramite il nostro sito web o l&#8217;applicazione per smartphone, e <strong>inviare la propria lista della spesa ad altri utenti</strong>. Se uno di questi si trova in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, può decidere di accettare l&#8217;ordine e di <strong>effettuare la consegna</strong>. In questo modo si evitano gli sprechi di tempo ed energie, ne traggono vantaggio le persone e ne beneficia l&#8217;ambiente perché si eliminano gli spostamenti non necessari con l&#8217; auto o altri mezzi inquinanti&#8221;.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3720" title="Milkplease_story" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg" alt="Milkplease_story" width="500" height="520" /></a></p>
<p>Il servizio prevede il pagamento on line della spesa con inclusa una <strong>ricompensa per chi effettua la consegna</strong> (in modo, giustamente, da offrire una motivazione a partecipare, sullo stile di <strong><a href="http://donnadiservizio.com/intervista-a-harry-schiff-co-fondatore-di-agentanything-design-dellesperienza-modello-di-business-strategie-di-marketing/2541/" target="_blank">AgentAnything</a></strong> o <strong><a href="http://www.neighbfav.com/" target="_blank">NeighborFavor</a></strong>), anche se le modalità non sono ancora chiare.</p>
<p>Si tratta evidentemente di un concept da sviluppare in relazione a quelli che potranno essere gli utenti effettivi e le modalità di pagamento e consegna, ma di sicuro l&#8217;intenzione di andare in fretta c&#8217;è, visto che il sito di Milk, Please è già online con un <strong>modulo per dare la propria disponibilità</strong> a partecipare (sia come utente che come negozio) e per indagare le principali motivazioni degli interessati.</p>
<p>Questo il sito: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a>,  <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2012/04/03/startup-weekend-trento-vincitori-milk-please-23457.html#content" target="_blank">wired.it</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Open Kitchen per i produttori locali: cultura e disintermediazione da Tawlet</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/open-kitchen-per-i-produttori-locali-cultura-e-disintermediazione-da-tawlet/3692/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Case histories]]></category>

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		<description><![CDATA[
Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante Tawlet di Beirut aggiunge il concetto di open kitchen, dove sono i diversi produttori locali che ogni giorno cucinano i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.

Nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3702" title="Tawlet1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet11.jpg" alt="Tawlet1" width="500" height="315" /></a></p>
<p><strong>Produzione a chilometro zero, disintermediazione, cultura e servizio. </strong>Questi alcuni dei temi caldi attorno a cui ruota il mondo del cibo, a cui il ristorante <strong><a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">Tawlet</a></strong> di Beirut aggiunge il concetto di <strong>open kitchen</strong>, dove sono i diversi <strong>produttori locali che ogni giorno cucinano</strong> i piatti dei propri luoghi con materie prime coltivate in proprio.<span id="more-3692"></span></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3703" title="Tawlet2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet2.jpg" alt="Tawlet2" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Nato come ente no profit, Tawlet è il ristorante del primo farmers&#8217; market libanese Souk el Tayeb e si propone di collaborare con persone di credo e provenienza diversi, facendo al contempo conoscere i cibi locali e sostenendo i piccoli produttori biologici.</p>
<p>Un&#8217;operazione culturale sotto diversi punti di vista quindi, che si articola in un <strong>palinsesto variegato</strong>, tutto incentrato sul tema dell&#8217;open kitchen.<br />
Dal lunedì al venerdì a pranzo il ristorante serve i piatti cucinati dai produttori locali, mentre al pomeriggio si svolgono lezioni di cucina per adulti. Il venerdì pomeriggio le lezioni di cucina per i bambini, il sabato il brunch e una volta al mese incontri con ospiti speciali come chef o scrittori. La sera il ristorante è dedicato alla <strong>formula &#8220;I cook&#8221;</strong>, dove la cucina può essere utilizzata dagli ospiti che hanno accesso ad un servizio di supporto da parte di Tawlet nella spesa, nella preparazione e nel servizio a tavola.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3704" title="Tawlet3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet3.jpg" alt="Tawlet3" width="500" height="329" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3705" title="Tawlet4" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Tawlet4.jpg" alt="Tawlet4" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tawlet.com/" target="_blank">tawlet.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Uno storyboard per la stazione Centrale di Milano: come non perdere il treno se si è in ritardo</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/uno-storyboard-per-la-stazione-centrale-di-milano-come-non-perdere-il-treno-se-si-e-in-ritardo/3487/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 09:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospitalità e turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[
I frequentatori abituali se ne saranno ormai fatti una ragione, ma per i viaggiatori occasionali possono essere utili alcuni suggerimenti (che da service designer propongo in forma di storyboard), per non perdere il treno dopo la ristrutturazione della stazione Centrale di Milano.
1. Arrivo (in ritardo)
Se avete una valigia preparatevi a faticare, perchè la scala è l&#8217;unico modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3523" title="centrale00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale00.jpg" alt="centrale00" width="500" height="269" /></a></p>
<p>I frequentatori abituali se ne saranno ormai fatti una ragione, ma per i viaggiatori occasionali possono essere utili alcuni suggerimenti (che da service designer propongo in forma di storyboard), per non perdere il treno dopo la ristrutturazione della stazione Centrale di Milano.<span id="more-3487"></span></p>
<p><strong><em>1. Arrivo (in ritardo)</em></strong><br />
Se avete una valigia preparatevi a faticare, perchè la scala è l&#8217;unico modo per accedere in fretta direttamente ai binari.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3500" title="centrale01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale01.jpg" alt="centrale01" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Se avete molte valigie e non ce la fate, abbandonate la lettura perchè l&#8217;unico modo per prendere il treno è arrivare in anticipo e usare le scale mobili, che però prima fanno un lungo e labirintico percorso tra i negozi. Se avete una bici abbandonatela perchè non passa tra i paletti delle scale mobili e portarla a spalla è dura.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3502" title="centrale02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale02.jpg" alt="centrale02" width="500" height="400" /></a></p>
<p><strong><em>2. Biglietto</em></strong><br />
Il consiglio è di comprarlo prima on line oppure andare direttamente ai binari (con la scala, v. sopra) dove si trovano delle vending machine non molto note e quindi non troppo frequentate che permettono di fare il biglietto abbastanza in fretta.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3504" title="centrale03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale03.jpg" alt="centrale03" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Da evitare con cura la biglietteria perchè si trova in fondo alla stazione (la si raggiunge attraverso un altro tunnel di negozi) e da li si può accedere ai binari solo con le scale mobili (v. sopra).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3507" title="centrale04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale04.jpg" alt="centrale04" width="500" height="400" /></a></p>
<p><strong><em>3. Trovare il binario</em></strong><br />
Anche se state correndo è importante non perdere l&#8217;occasione di guardare il tabellone perchè, se una volta era fronte e retro e quindi ci si poteva guardare alla spalle per un ultimo controllo del binario andando verso i treni, adesso è solo fronte. Sul retro vengono mandati video pubblicitari.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3510" title="centrale05" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale05.jpg" alt="centrale05" width="500" height="400" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima chance è rappresentata da questi schermi (v. immagine) che però sono piuttosto difficili da consultare di fretta, date le dimensioni e il frequente affollamento.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale06.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3513" title="centrale06" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/centrale06.jpg" alt="centrale06" width="500" height="400" /></a></p>
<p>In sintesi: d&#8217;accordo creare percorsi obbligati stile Autogrill per favorire gli esercizi commerciali, ma almeno i touchpoint base per poter accedere al servizio principale (dalla segnaletica, alla biglietteria a portata di mano a due opzioni di percorso con le scale mobili) si potevano considerare.</p>
<p><a href="http://www.stazionecentrale.org/" target="_blank">Qui il link</a> ad alcuni articoli con i punti di vista di utenti, architetti, cittadini.</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Scenari e servizi per la mobilità futura con BMW i</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/scenari-e-servizi-per-la-mobilita-futura-con-bmw-i/3435/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<category><![CDATA[Trends&Users Research]]></category>
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		<description><![CDATA[
Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, BMW i è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili.
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi on board, l&#8217;approccio, che mi sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3445" title="bmwi01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg" alt="bmwi01" width="500" height="248" /></a></p>
<p>Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, <strong><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">BMW i</a></strong> è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di <strong>soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili</strong>.<br />
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi <em>on board</em>, l&#8217;approccio, che mi sembra strategico, <span id="more-3435"></span>è quello di estendere il campo d&#8217;azione e riflessione ai <strong>servizi e ai modi di vivere per immaginare come muoversi in futuro</strong>, svincolandosi dal prodotto in se&#8217;.</p>
<p>Tre sono le attività in corso che voglio evidenziare e che riguardano servizi già in opera e progetti mirati alla costruzione di scenari futuri.</p>
<p><strong><em>1) Mobility services</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3451" title="bmwi02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg" alt="bmwi02" width="500" height="216" /></a></p>
<p>Nel quadro di un&#8217;offerta che migliori l&#8217;<strong>esperienza di mobilità</strong> nel suo complesso, BMW ha già lanciato alcuni servizi, anche in partnership con altre aziende ritenute un investimento strategico. Si tratta di:</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>ParkatmyHouse</strong></a></span>: marketplace on line che mette in connessione <strong>parcheggi di privati</strong> disponibili ad affittarli e conducenti che necessitano di uno spazio.<br />
Il servizio è attivo dal 2006 negli UK e, ad oggi, ha oltre 100.000 iscritti.<br />
Su questo tema cito anche una <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">recente ricerca di IBM</a> in 20 città nel mondo, che ha dimostrato che la ricerca di parcheggio è, per il 30%, causa del traffico locale.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>MyCityWay</strong></a></span>: applicazione che integra funzioni relative al viaggio (ricerca parcheggio, mappe, avvisi traffico) con quelle di esplorazione della città, utilizzando meccanismi <em>social</em> di condivisione commenti su locali e ristoranti e meccanismi di acquisto, ad esempio per biglietti di concerti ed eventi.<br />
Il servizio è attivo in 40 città del mondo, tra cui anche Roma.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/#more-3110" target="_blank"><strong>DriveNow</strong></a></span>: il servizio di carsharing di Bmw, che non viene presentato tra le iniziative di BMW i, ma va ricordato per l&#8217;attinenza al tema.</p>
<p><strong><em>2) </em><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Sustainable neighbourhoods</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3448" title="bmwi_wall" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg" alt="bmwi_wall" width="500" height="136" /></a></p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa in collaborazione con Wallpaper che ha lo scopo di indagare nuove opportunità di trasformazione e innovazione delle città basate su trasporti, servizi e iniziative culturali che possano &#8220;mantenere le megalopoli del futuro in movimento&#8221;.<br />
Il brief è stato dato a sei team creativi &#8211; a Berlino, Londra, Los Angeles, Hangzhou, Tokyo, Parigi &#8211; che fanno capo alle principali scuole di design.</p>
<p><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Qui le presentazioni</a></p>
<p><strong><em>3) </em><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">Global Innovation Series con Mashable</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3449" title="bmwi_mash" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg" alt="bmwi_mash" width="500" height="184" /></a></p>
<p>Iniziativa interessante nel campo della ricerca, costituita dalla creazione di una rivista settimanale on line in collaborazione con Mashable sulle innovazioni nel campo della mobilità e delle città.<br />
Un buon raccoglitore per avere una panoramica di tendenze e progetti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">bmw-i.i</a>t, <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">smart-mobilitymanagement.com</a>, <a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Segnaletica digitale Intel: le opportunità di un approccio service-oriented</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/segnaletica-digitale-intel-le-opportunita-di-un-approccio-service-oriented/3355/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Physical+Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Trends&Users Research]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il prototipo di segnaletica digitale sviluppato da Frog design per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail e sulle opportunità che può aprire l&#8217;adozione di un approccio service-oriented applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.
Il progetto è nato dalla richiesta di Intel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3362" title="Intel_DigSign01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign01.jpg" alt="Intel_DigSign01" width="500" height="339" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">prototipo di segnaletica digitale</a> sviluppato da <a href="http://www.frogdesign.com/" target="_blank">Frog design</a> per Intel e presentato al Consumer Eletronics Show 2011 è un esempio interessante sul tema dell&#8217;<strong>integrazione tra fisico e digitale nel mondo retail</strong> e sulle opportunità che può aprire l&#8217;<strong>adozione di un approccio service-oriented</strong> applicato ad un brief di &#8220;prodotto&#8221;.<span id="more-3355"></span></p>
<p>Il progetto è nato dalla richiesta di Intel di esplorare l&#8217;utilizzo di segnaletica digitale nei negozi e nei luoghi pubblici, individuando spazi di implementazione grazie all&#8217;uso dei chip Intel.</p>
<p>Il risultato è un prototipo di touchscreen che, sovrapponendosi come una sorta di layer traslucido alla visuale del negozio (o di uno spazio pubblico come, ad esempio, una stazione), consente di implementare l&#8217;esperienza dello shopping dando informazioni sui prodotti visibili attraverso lo schermo. Quando una persona si avvicina allo schermo, una telecamera incorporata ne riconosce l&#8217;altezza e il genere facendo si che le informazioni sullo schermo appaiano in corrispondenza dei prodotti sugli scaffali. Si tratta di una sorta di &#8220;realtà aumentata&#8221; che può dare informazioni, per esempio, sulle taglie degli abiti oppure sui prodotti in saldo o sulla mappa del negozio. Le informazioni possono inoltre essere inviate ad un telefono cellulare.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3366" title="Intel_DigSign02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign02.jpg" alt="Intel_DigSign02" width="500" height="377" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3367" title="Intel_DigSign03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/Intel_DigSign03.jpg" alt="Intel_DigSign03" width="500" height="361" /></a></p>
<p><strong>Il processo progettuale</strong> di Frog è partito da un importante lavoro di ricerca nelle città più all&#8217;avanguardia nell&#8217;utilizzo di segnaletica digitale (Londra, Parigi e Tokyo) per <strong>osservare le modalità di interazione delle persone con le tecnologie esistenti</strong>.<br />
Allo stesso tempo è stata effettuata un&#8217;analisi delle tecnologie già di disponibili e di quelle in via di sviluppo e un&#8217;osservazione dei trend di comportamento nei negozi, che ha messo in evidenza come sempre più spesso i consumatori cerchino un&#8217;esperienza self-service (che di fatto motiva questo progetto).</p>
<p>Naturalmente stiamo parlando di un progetto di interaction design, ma quello che mi sembra rilevante, oltre ad un&#8217;ulteriore conferma dell&#8217;interesse dell<a href="http://donnadiservizio.com/tag/physicaldigital/" target="_blank">&#8216;integrazione tra fisico e digitale</a> che può portare ad un potenziamento reciproco, è l&#8217;adozione di un <strong>approccio service-oriented che parte dagli utenti e dal contesto anziché da soluzioni tecniche</strong>, permettendo di arrivare ad un concept di prodotto <em>utile e desiderabile</em> (da definizione di service design) per chi lo deve effettivamente usare e che,<strong> inoltre, individua spazi di implementazione per la tecnologia</strong> Intel attuale (la tecnologia per ottenere questo tipo di esperienza infatti non esiste ancora ed è stata simulata da Frog mediante tecnologie esistenti).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.frogdesign.com/work/intel-digital-signage.html" target="_blank">frogdesign.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Un Customer Journey memorabile con l&#8217;assistenza Apple tra Milano e New York</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/un-customer-journey-memorabile-con-lassistenza-apple-tra-milano-e-new-york/3278/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 17:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi e Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[Customization]]></category>
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Ho di recente sperimentato in prima persona una perfetta applicazione di una delle regole alla base di ogni buon servizio, quella che Engine chiama: ottenere il massimo dal fallimento. Nessun servizio può essere affidabile al 100%, ma progettare le modalità di risposta agli imprevisti può creare un&#8217;esperienza comunque memorabile (in modo positivo) e soprattutto evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/nome.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3279" title="nome" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/nome.jpg" alt="nome" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Ho di recente sperimentato in prima persona una perfetta applicazione di una delle regole alla base di ogni buon servizio, quella che <a href="http://www.enginegroup.co.uk/" target="_blank">Engine</a> chiama: <strong><a href="http://donnadiservizio.com/15-modi-per-migliorare-il-proprio-servizio/2636/" target="_blank">ottenere il massimo dal fallimento</a></strong>. Nessun servizio può essere affidabile al 100%, ma <strong>progettare le modalità di risposta agli imprevisti</strong> può creare un&#8217;esperienza comunque memorabile (in modo positivo) e soprattutto <strong>e</strong><strong>vitare che un cliente abbandoni il servizio</strong>.<span id="more-3278"></span></p>
<p>La vicenda comincia con l&#8217;acquisto di un MacBook da <a href="http://www.tekserve.com/" target="_blank">Tekserve</a>, uno dei più importanti centri di vendita e assistenza Apple di New York. Qui vengo servita da un addetto che si presenta per nome e che diventa il <strong>&#8220;mio&#8221;</strong> referente, tant&#8217;è che su tutti i documenti d&#8217;acquisto è riportato il suo <strong>nome</strong> e la sua <strong>mail diretta</strong>.<br />
Chiedo un&#8217;estensione della ram (sono un centro assistenza e quindi in 30 minuti il computer è pronto) e me ne vado con il mio acquisto.</p>
<p>Rientrata in Italia, dopo neanche un mese il computer si rompe.</p>
<p>Porto il computer nel centro assistenza Apple più vicino, che mi informa che la ram è guasta ma che, non essendo originale, l&#8217;intervento non può essere effettuato in garanzia e quindi devo pagarlo. Visto che l&#8217;estensione di ram era stata fatta da un centro Apple rimango molto &#8220;stupita&#8221; (per usare un eufemismo…) e insisto per ottenere spiegazioni, venendo informata che si tratta di una procedura piuttosto normale e che i centri assistenza in genere usano i propri prodotti, non necessariamente marchiati Apple.</p>
<p>Dò l&#8217;ok a procedere e, <strong>giusto per alleviare il fastidio e con estrema rassegnazione</strong> (forse tipicamente italiana), recupero lo scontrino e mando una mail al mio venditore spiegando cos&#8217;era successo e chiedendo com&#8217;era possibile che la ram non fosse in garanzia.</p>
<p><strong>Tempo di risposta: 11 minuti.</strong></p>
<p><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3280" title="Tempi01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi01.jpg" alt="Tempi01" width="500" height="106" /></a></strong></p>
<p>Dan mi dice che effettivamente è vero che la ram non è in garanzia con Apple ma solo con loro e di portare il computer quando voglio. Non essendo a New York, l&#8217;ho ringraziato e gli ho risposto che non era possibile e che semplicemente non avevo capito che un&#8217;estensione di ram poteva compromettere la garanzia.</p>
<p><strong>Tempo di risposta: 59 minuti.</strong></p>
<p><strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3281" title="Tempi02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/Tempi02.jpg" alt="Tempi02" width="500" height="106" /></a></strong></p>
<p>Dan mi risponde che, visto che non mi avevano dato delle informazioni esplicite su questo, <strong>per rimediare avrebbero riaccreditato sulla mia carta il costo della ram aggiuntiva</strong> in modo da aiutarmi a risolvere il problema (e sottolineo che non erano tenuti a farlo).</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/rimb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3282" title="rimb" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/rimb.jpg" alt="rimb" width="500" height="138" /></a></p>
<p><strong>Tempo di riaccredito: 1 giorno</strong></p>
<p>Risultato: di che marca sarà il mio prossimo computer?</p>
<p>Da ricordare:</p>
<p><strong>1) Assistenza personalizzata e &#8220;personificata&#8221;<br />
2) Tempi rapidi<br />
3) Flessibilità oltre i regolamenti</strong></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Trovare nuovi mondi di vendere: 20MQ al mercato Testaccio</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/trovare-nuovi-mondi-di-vendere-20mq-al-mercato-testaccio/3246/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Temporary Shop]]></category>

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		<description><![CDATA[
Decontestualizzare un&#8217;offerta portandola fuori da quelli che sono i tradizionali luoghi di vendita può portare a soluzioni innovative e inaspettate, come nel caso di 20MQ, un banco di prodotti di design comparso l&#8217;aprile scorso nel mercato Testaccio a Roma. 
L&#8217;idea di Massimiliano Rubcich, Maria Vittoria Vicari e Emanuele Vitale riesce a coniugare la necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3250" title="20mq00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq00.jpg" alt="20mq00" width="500" height="326" /></a></p>
<p><strong>Decontestualizzare un&#8217;offerta</strong> portandola fuori da quelli che sono i tradizionali luoghi di vendita può portare a soluzioni innovative e inaspettate, come nel caso di <a href="http://www.20mq.com/homepage.aspx" target="_blank"><strong>20MQ</strong></a>, un banco di <strong>prodotti di design</strong> comparso l&#8217;aprile scorso nel <strong>mercato Testaccio</strong> a Roma. <span id="more-3246"></span><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3253" title="20mq01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq01.jpg" alt="20mq01" width="500" height="326" /></a></p>
<p>L&#8217;idea di Massimiliano Rubcich, Maria Vittoria Vicari e Emanuele Vitale riesce a coniugare la necessità di individuare uno sbocco commerciale per i prodotti con quella di un<strong> investimento molto ridotto</strong> rispetto a quello che avrebbe potuto rappresentare un vero e proprio negozio nel &#8220;posto giusto&#8221; con, a mio avviso, un <strong>vantaggio reciproco</strong> dal momento che questo tipo di offerta può attirare nuovi frequentatori del rione.<br />
Trovo, inoltre, la scelta del mercato molto <strong>coerente al tipo di offerta</strong>, nello spirito degli albori del design: prodotti accessibili a tutti, nei luoghi e nei prezzi.<br />
Il mix di prodotti proposto &#8211; design indipendente frutto di ricerche per l&#8217;Europa, autoproduzioni, lampade, accessori, arredi,… &#8211; infatti ha un prezzo che va <strong>dai 5 ai 200 euro massimo</strong>, proprio per essere coerenti con la scelta di stare all&#8217;interno di un mercato rionale.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3254" title="20mq02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq02.jpg" alt="20mq02" width="500" height="326" /></a><br />
Ben declinato sul concept anche l&#8217;allestimento, che si basa su semplici modifiche di un banco tradizionale attraverso bancali di legno e cassette come espositori e le shopping bag utilizzate come elemento di comunicazione, mentre il sito forse potrebbe valorizzare di più i prodotti, in particolare l&#8217;attività di ricerca e selezione che c&#8217;è dietro.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3255" title="20mq03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/20mq03.jpg" alt="20mq03" width="500" height="326" /></a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.20mq.com/homepage.aspx" target="_blank">20mq.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<item>
		<title>A.P.C.: un esempio di nuova interpretazione dell&#8217;usato nel retail</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/a-p-c-un-esempio-di-nuova-interpretazione-dellusato-nel-retail/3193/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 16:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se per alcune tipologie di prodotti, il servizio di gestione dell&#8217;usato a fine vita non é cosa nuova, per altri, in particolare prodotti a rapida sostituzione (dall&#8217;elettronica alla moda) si tratta di un nuovo business. Sulla base di una tendenza ad un consumo maggiormente consapevole ed una riduzione delle spese da un lato e, dall&#8217;altro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/apc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3201" title="apc" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/apc.jpg" alt="apc" width="500" height="346" /></a></p>
<p>Se per alcune tipologie di prodotti, il <strong>servizio di gestione dell&#8217;usato</strong> a fine vita non é cosa nuova, per altri, in particolare <strong>prodotti a rapida sostituzione</strong> (dall&#8217;elettronica alla moda) si tratta di un <strong>nuovo business</strong>. Sulla base di una tendenza ad un consumo maggiormente consapevole ed una riduzione delle spese da un lato e, dall&#8217;altro, sulla base di una tendenza ad essere sempre <em>up-to-date</em>, molti brand si stanno aprendo al ritiro dell&#8217;usato in cambio di sconti (ad esempio <a href="http://www.bestbuy.com/site/Misc/Buy-Back-Program/pcmcat230000050010.c?id=pcmcat230000050010" target="_blank">Buy Back Program</a> di Best Buy e <a href="http://www.appassionatiper.com/trocathlon/#home" target="_blank">Trocatlhon</a> di Decatlhon).<span id="more-3193"></span></p>
<p>In quest&#8217;ottica, <strong><a href="http://www.apcjournal.fr/wp-content/uploads/2010/06/BUTLER.pdf" target="_blank">A.P.C.</a></strong> rappresenta un caso interessante, non solo perché si tratta di un marchio di moda che ritira i <strong>jeans usati</strong> in cambio di uno sconto del 50%, ma perché aggiunge un ulteriore pezzo di valore a questa fase del servizio. I jeans che vengono ritirati, infatti, non vanno in beneficenza o destinati ad altri canali, ma vengono lavati, riparati se necessario, <strong>ricamati con le iniziali del vecchio proprietario</strong> e poi rivenduti.<br />
Ed é proprio il ricamo che, a mio avviso, rende il servizio distintivo, dando un significato nuovo al prodotto usato, che diventa una <strong>rappresentazione &#8220;fashion&#8221; di storie personali stratificate</strong> (e non solo di una buona azione di consumo responsabile) e <strong>incontra i bisogni di una parte dei clienti in modo più specifico</strong> rispetto al prodotto nuovo (oltre che rappresentare un vantaggio economico da entrambe le parti).<br />
Secondo Jean Touitou, designer fondatore di A.P.C., infatti, una buona parte di clienti uomini dismette i jeans nel momento in cui, a causa dell&#8217;utilizzo, non sono più del colore originale. Molte donne invece (ed anche una parte di uomini) preferiscono jeans un po&#8217; sformati o rovinati a regola d&#8217;arte. La serie &#8220;<em>b</em><em>utler worn-out</em>&#8221; é quindi un modo per coniugare questi due tipi di desideri, generando un vantaggio in termini economici e, in qualche modo, anche di riduzione dell&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.apcjournal.fr/wp-content/uploads/2010/06/BUTLER.pdf" target="_blank">apcjournal.fr</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Culture Kitchen@Whole Foods: cibo etnico a servizio dello scambio culturale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 15:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>

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Nell&#8217;ampio fiorire di servizi attorno al cibo, sicuramente uno degli ambiti più esplorati negli ultimi anni é quello dell&#8217;educazione/intrattenimento, sulla scia di un crescente interesse per la cultura del cibo. E&#8217; in questo ambito che opera Culture Kitchen, no-profit di San Francisco, che si pone l&#8217;obiettivo di connettere appassionati di cucina etnica con donne immigrate che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3176" title="culturekitchen01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen01.jpg" alt="culturekitchen01" width="500" height="320" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ampio fiorire di <strong>servizi attorno al cibo</strong>, sicuramente uno degli ambiti più esplorati negli ultimi anni é quello dell&#8217;<strong>educazione/intrattenimento</strong>, sulla scia di un crescente interesse per la cultura del cibo. E&#8217; in questo ambito che opera <strong><a href="http://culturekitchensf.com/" target="_blank">Culture Kitchen</a></strong>, no-profit di San Francisco, che si pone l&#8217;obiettivo di connettere appassionati di cucina etnica con <strong>donne immigrate</strong> che insegnano come cucinare i loro piatti favoriti durante lezioni tematiche.<span id="more-3175"></span></p>
<p>Il coinvolgimento di donne immigrate in qualità di insegnanti é un modo, non solo per valorizzare il servizio di scuola di cucina etnica <strong>aumentandone l&#8217;autenticità</strong>, ma aggiunge anche un intento di <strong>valorizzazione delle persone all&#8217;interno di una comunità locale</strong>.  Come dichiarano le fondatrici, Abby Sturges e Jennifer Lopez, l&#8217;intento é appunto<em> &#8220;creare un forum per lo scambio culinario e culturale, mostrando che in cucina può essere fatto molto di più del solo cibo&#8221;</em>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3179" title="culturekitchen02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/culturekitchen02.jpg" alt="culturekitchen02" width="500" height="343" /></a></p>
<p>Le lezioni, che costano dai 40 ai 60 $ a testa, si svolgono presso il <strong><a href="http://wholefoodsmarket.com/stores/cooking-classes/" target="_blank">Whole Foods Culinary Center</a></strong><strong> </strong>di San Francisco, spazio attrezzato che la catena americana dedica a lezioni, dimostrazioni e workshop di cucina.</p>
<p>Fonti: <a href="http://culturekitchensf.com/" target="_blank">culturekitchensf.com</a>, <a href="http://wholefoodsmarket.com/stores/cooking-classes/" target="_blank">wholefoodsmarket.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/food_beverage/social-enterprise-employs-immigrants-teach-cooking-classes/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><a href="http://www.springwise.com/food_beverage/social-enterprise-employs-immigrants-teach-cooking-classes/" target="_blank"></a> Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com/" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p>English version <em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">(by Google Translate)</a></em></p>
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