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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Sustainability</title>
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		<title>Car sharing: come evolvono i modelli di servizio e il caso GoGet Carsharing</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come già visto in precedenza, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: affitto one-way, mobilità on demand (senza prenotazione), affitto open-ended (senza orario di riconsegna).
Gli ultimi due temi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3388" title="goget_carsharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg" alt="goget_carsharing" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Come già visto <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">in precedenza</a>, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: <strong>affitto one-way</strong>, mobilità <strong>on demand</strong> (senza prenotazione), <strong>affitto open-ended</strong> (senza orario di riconsegna).<span id="more-3379"></span></p>
<p>Gli ultimi due temi sono evidentemente correlati, dal momento che la mancanza di prenotazione dell&#8217;auto implica che non si debba nemmeno indicare l&#8217;orario di riconsegna, delineando un&#8217;altra variante interessante, ovvero <strong>il pagamento per il tempo di effettivo utilizzo vs. il pagamento per il tempo prenotato</strong>.</p>
<p>Nel caso dell&#8217;affitto one-way si possono citare esempi quali <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">Hertz on Demand</a>, mentre, per quanto riguarda la possibilità di utilizzare l&#8217;auto senza prenotazione, è interessante il caso dell&#8217;australiano <strong><a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">GoGet Carsharing</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;idea, in fase di sperimentazione solo con una selezione di utenti, nasce dall&#8217;esigenza di eliminare le penali per le riconsegne in ritardo e pagare solo l&#8217;effettivo utilizzo. Alcune delle auto nei parcheggi sono segnalate come GoFree e possono essere utilizzate immediatamente passando la propria carta nel lettore integrato, che genera un sms all&#8217;utente per verificare l&#8217;effettiva volontà di utilizzare la macchina. Rispondendo al messaggio si sbloccano le porte. Al termine del viaggio si utilizza la card per chiudere l&#8217;auto, generando un sms che comunica a GoGet la fine del viaggio.<br />
L&#8217;utilizzo ha un costo per minuto e la riconsegna deve essere fatta alla stessa stazione (non è questo un caso di one-way).</p>
<p>Non essendo un&#8217;esperta di logistica, non so quali implicazioni l&#8217;affitto one-way o l&#8217;assenza di prenotazione possano avere in termini di <strong>organizzazione e di costi</strong> (e se non si trovano auto disponibili per un po&#8217; di volte consecutive?), ma dal punto di vista dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente <strong>la possibilità di &#8220;improvvisare&#8221; l&#8217;uso dell&#8217;auto</strong> come si farebbe con la propria mi sembra un elemento di grande attrazione, almeno sulla base di quanto ho potuto osservare direttamente.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">goget.com.au</a>, <a href="http://carsharingus.blogspot.com" target="_blank">carsharingus.blogspot.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Nuovi scenari per l&#8217;editoria e i lettori: la stampa on demand di HP</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/nuovi-scenari-per-leditoria-e-i-lettori-la-stampa-on-demand-di-hp/3326/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella stampa on demand, personalizzata e a domicilio un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.
Questo scenario è la risposta di HP ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sigfridlundberg/6061535459/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-3328" title="stampa" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/stampa.jpg" alt="stampa" width="500" height="327" /></a></p>
<p>Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella <strong>stampa on demand, personalizzata e a domicilio</strong> un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.<span id="more-3326"></span></p>
<p>Questo scenario è la risposta di <strong>HP</strong> ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, ma evidentemente anche per i produttori di stampanti.<br />
Lo scenario che delinea Vyomesh Joshi, capo mondiale della divisione printing di Hp, è quello in cui <strong>gli editori potranno pubblicare i loro contenuti nella nuvola HP</strong> permettendo agli utenti di stampare a casa solo i contenuti che desiderano, sulla base di impostazioni personalizzate in precedenza.</p>
<p>Di fatto un funzionamento simile a quello di iTunes, che trasforma il prodotto stampante in <strong>servizio e nuovo canale di distribuzione</strong>.</p>
<p><strong>Gli utenti potranno crearsi da casa giornali, riviste e libri</strong>, scegliendo di stampare solo le parti o gli argomenti di interesse. Tramite il sistema di <em>scheduled printing</em> i contenuti saranno trasferiti in modo automatico dalla nuvola alla stampante non appena disponibili oppure solo quando l&#8217;utente lo richiederà.</p>
<p>Lato business, il vantaggio non riguarda solo gli editori ma anche gli inserzionisti che avrebbero la possibilità di fare <strong>campagne e promozioni personalizzate</strong> sulla base delle preferenze dei singoli utenti e di raggiungerli direttamente a casa.</p>
<p>Joshi supporta il proprio scenario con una serie di numeri &#8211; 10 milioni di stampanti connesse nel 2010, 20 milioni nel 2011, <strong>50 milioni previste nel 2012</strong> &#8211; che fanno capire quale potrebbe essere l&#8217;interesse e il vantaggio per editori ed inserzionisti nel far parte di questo sistema.</p>
<p>Per quanto riguarda invece gli aspetti di <strong>sostenibilità ambientale</strong> Joshi sottolinea che la carta e le cartucce si riciclano (mentre i tablet no) e che con questo sistema lo spreco si riduce dal momento che si stampa solo ciò che si vuole.</p>
<p>Fonti: <em>&#8220;Libri e foto a richiesta. La formula iTunes che cambierà la stampa&#8221;</em>, Repubblica, 12 Novembre 2011</p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Un panorama dei nuovi servizi per la comunitá a Milano</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/un-panorama-dei-nuovi-servizi-per-la-comunita-a-milano/3317/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di &#8220;social design&#8221; che lavorano sulla progettazione di servizi per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale. In questo caso si tratta del numero di novembre di Ottagono che propone un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottagono.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-3322" title="ottagono" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/ottagono.jpg" alt="ottagono" width="500" height="273" /></a></p>
<p>Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di <strong><em>&#8220;social design&#8221;</em></strong> che lavorano sulla progettazione di <strong>servizi</strong> <strong>per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale</strong>. In questo caso si tratta del <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">numero di novembre di </a><strong><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Ottagono</a></strong> <span id="more-3317"></span>che propone un articolo dal titolo <em><strong>&#8220;Design e Innovazione al servizio della comunità&#8221;</strong></em>, in cui traccia una panoramica di alcune realtà attive (da un pó di tempo peraltro) a Milano.</p>
<p>Vengono citati <strong><a href="http://www.esterni.org" target="_blank">Esterni</a></strong> con il <strong><a href="http://donnadiservizio.com/inizia-la-milano-design-week-e-i-servizi/1207/" target="_blank">Public Design Festival</a></strong> (che, oltre al design degli spazi pubblici per favorire la socializzazione e la condivisione, si sta sperimentando anche in <a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">formule innovative di ospitalità), </a><strong><a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">The Hub</a></strong>, spazio di lavoro e networking che nasce per ispirare e sostenere iniziative innovative e d&#8217;impresa in un&#8217;ottica sostenibile e <strong><a href="http://www.avanzi.org" target="_blank">Barra A. Habitat per Azioni</a></strong>, uno spazio di co&amp;net working per imprese ad alto contenuto ambientale e sociale a cui viene offerta assistenza dalle rete di consulenti di Avanzi.</p>
<p><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Qui l&#8217;articolo completo</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.esterni.org" target="_blank">esterni.org</a>, <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">ottagono</a></p>
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		<title>Le nuove forme dell&#8217;abitare: spazio a figure professionali ibride e nuovi business</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/le-nuove-forme-dellabitare-spazio-a-figure-professionali-ibride-e-nuovi-business/3288/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<description><![CDATA[
Pare che l&#8217;housing sociale stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.
Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3289" title="housing_master" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg" alt="housing_master" width="500" height="163" /></a></p>
<p>Pare che l&#8217;<strong>housing sociale</strong> stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design</a> del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.<span id="more-3288"></span></p>
<p>Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di abitare organizzato in forma collaborativa e cooperativa in cui <strong>gli abitanti condividono spazi e servizi </strong>per la vita comune, va ad i<strong>ntercettare nuovi bisogni</strong> estremamente attuali.<br />
<a href="http://www.polidesign.net/download/08_aprile_2011_interni.pdf" target="_blank"> Come sostiene Giovanni De Ponti</a> (Ad di <a href="http://www.federlegno.it/tool/home.php" target="_blank">Ferderlegno Arredo</a>), non si tratta infatti di edilizia popolare, ma di un tipo di offerta che integra alloggi e servizi per chi è troppo ricco per accedere alle case popolari, ma allo stesso tempo si trova in difficoltà rispetto alle richieste attuali del mercato, rivolgendosi quindi a tutta quella fascia di persone che potremmo definire <strong>precarie o con esigenze temporanee</strong>.<br />
Trattandosi di un&#8217;importante opportunità per pensare a nuovi modelli costruttivi, nuovi spazi e nuovi servizi, in parte collaborativi, io aggiungerei che questo fenomeno non è interessante solo per motivi economici, ma anche perché potrebbe portare a soluzioni abitative che incontrano una crescente sensibilità alla dimensione della <strong>socializzazion</strong>e e alle problematiche di <strong>impatto ambientale</strong>.</p>
<p>Il secondo aspetto è quindi legato alle <strong>opportunità a livello di business</strong> che riguarderanno progettisti, costruttori e produttori di arredi, in quadro che sembra essere favorito anche da una serie di decisioni politiche.</p>
<p>Terzo aspetto interessante è la richiesta di <strong>figure professionali</strong> capaci di operare in modo sistemico nella programmazione, progettazione e gestione del social housing integrando nozioni di architettura, <strong>design dei servizi</strong>, scienze sociali, management e finanza.</p>
<p>Ed è proprio allo scopo di formare figure professionali di questo tipo, che partirà a <strong>marzo 2012</strong> il corso di master level <strong><a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">&#8220;Housing sociale e collaborativo&#8221;</a></strong><strong> </strong>organizzato dal Consorzio Poli.Design in collaborazione con diversi dipartimenti di architettura e Design del Politecnico di Milano, della Scuola del Design, della Scuola di Architettura Civile, in partnership con <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>, <a href="http://www.federabitazione.confcooperative.it/" target="_blank">Confcooperative Federabitazione</a>, <a href="http://www.legacoopabitanti.coop/" target="_blank">Legacoop Abitanti </a>e <a href="http://www.sorgentesgr.it/index.php" target="_blank">SGR Immobiliare</a>.<br />
Il corso avrà una durata di 12 mesi integrando teoria e pratica attraverso una sequenza di <strong>workshop specifici</strong> (aperti anche a p<strong>artecipanti esterni</strong>) ed un <strong>tirocinio</strong> conclusivo.<br />
Il corso è diretto da <a href="http://donnadiservizio.com/progettare-per-i-servizi-le-ultime-novita-con-il-libro-design-for-services-di-meroni-e-sangiorgi/3138/" target="_blank">Anna Meroni</a> e co-diretto da Giordana Ferri (Responsabile area Progettazione e Ricerca di <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>), con un corpo docente costituito da professori provenienti dalle più importanti università italiane e da professionisti ed esperti del settore.</p>
<p><strong>Sono previste borse di studio</strong>.</p>
<p>Per maggiori informazioni ed iscrizioni: <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">polidesign.net/housing</a> e <a href="http://www.polidesign.net/housing/gallery.php" target="_blank">gallery</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Carpooling in India: premi e report per rendere tangibile il valore dell&#8217;esperienza di servizio</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/carpooling-in-india-premi-e-report-per-rendere-tangibile-il-valore-dellesperienza-di-servizio/3260/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 16:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come già visto in precedenza, i servizi per favorire una mobilità più sostenibile (dal car sharing, al carpooling al peer-to-peer) non solo stanno aumentando, ma i singoli modelli si stanno evolvendo per essere più accessibili e usabili oltre che per aumentare la motivazione e il coinvolgimento degli utenti. Due casi di carpooling che arrivano dall&#8217;India [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/anirvan/"><img class="alignnone size-full wp-image-3274" title="carpooling" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/carpooling.jpg" alt="carpooling" width="500" height="286" /></a></p>
<p>Come già <a href="http://donnadiservizio.com/tag/transports/" target="_blank">visto in precedenza</a>, i servizi per favorire una mobilità più sostenibile (dal car sharing, al carpooling al peer-to-peer) non solo stanno aumentando, ma i singoli modelli si stanno evolvendo per essere più accessibili e usabili oltre che per aumentare la <strong>motivazione</strong> e il <strong>coinvolgimento</strong> degli utenti. Due casi di carpooling che arrivano dall&#8217;India <span id="more-3260"></span>sono, in modi diversi, un buon esempio di <strong>&#8220;materializzazione&#8221; dei vantaggi</strong> che si possono ottenere aderendo al servizio e presentano inoltre un&#8217;offerta che integra aspetti nuovi, come l<strong>&#8216;assistenza in viaggio</strong>.</p>
<p><em><strong>Olive Trips</strong></em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/olivetrips.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3264" title="olivetrips" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/olivetrips.jpg" alt="olivetrips" width="500" height="87" /></a></p>
<p><a href="http://www.olivetrips.com/web/index.jsp" target="_blank">Olive Trips</a>, carpooling della città indiana di Vadodara, manda periodicamente ai propri utilizzatori dei <strong>report personalizzati</strong> che quantificano i <strong>benefit ambientali</strong>, il <strong>risparmio economico e di carburante</strong> sulla base dell&#8217;uso che è stato fatto del servizio di carpooling. La restituzione di queste informazioni personalizzate è possibile perché al momento dell&#8217;iscrizione sul sito gli utenti registrano le caratteristiche del proprio mezzo di trasporto (tipo di alimentazione, chilometri, ecc…) che, combinate con i dati di viaggio effettuati, permettono di valutare il risparmio. Un&#8217;ottima idea di <strong>touchpoint</strong> (quantomeno sulla carta) che valorizza e rafforza le principali motivazioni che spingono ad aderire ad un servizio di questo tipo.<br />
Un secondo aspetto interessante è che il servizio prevede anche come offerta opzionale la possibilità che sia Olive Trips ad occuparsi del <strong>rinnovo dei documenti relativi ad assicurazione e PUC </strong>(pollution-under-control), che in ogni caso avvisa con un sms quando sono prossimi alla scadenza.</p>
<p><em><strong>Mega Car Pool</strong></em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/megacarpool1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3266" title="megacarpool" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/megacarpool1.jpg" alt="megacarpool" width="500" height="131" /></a></p>
<p><a href="http://www.megacarpool.com/home.php" target="_blank">Mega Car Pool</a> presenta invece delle peculiarità che riguardano la <strong>sicurezza</strong>, un <strong>sistema di punti</strong> per premiare chi condivide l&#8217;auto e servizi aggiuntivi che riguardano l&#8217;<strong>assistenza in viaggio</strong>.<br />
Per quanto riguarda il primo aspetto, va evidenziato che l&#8217;iscrizione al servizio prevede un processo di verifica dell&#8217;identità della persona che include una <strong>visita a domicilio</strong> e la presentazione dei documenti di residenza, patente e cittadinanza.<br />
Secondo aspetto, il sistema di adesione e accumulo punti-premio che ricorda una sorta di &#8220;club&#8221; (va detto che chi non possiede un&#8217;auto può iscriversi solo se raccomandato da una persona iscritta che invece la possiede). Dopo l&#8217;iscrizione, l&#8217;utente riceve un gps da installare sull&#8217;auto per registrare i chilometri effettuati e una <strong>smart card</strong> sulla quale vengono caricati in automatico dei punti corrispondenti ai chilometri effettuati. Questi <em>credits </em>possono poi essere usati per altri viaggi o per ottenere sconti in servizi relativi all&#8217;auto.<br />
Infine, Mega Car Pool offre anche un pulsante anti-panico, aggiornamenti sul traffico e <strong>assistenza d&#8217;emergenza</strong> in caso di guasti all&#8217;auto.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.springwise.com/eco_sustainability/india-carpooling-service-delivers-eco-savings-reports/" target="_blank">springwise.com</a>, <a href="http://www.olivetrips.com/web/index.jsp" target="_blank">olivetrips.com</a>, <a href="http://www.megacarpool.com/home.php" target="_blank">megacarpool.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>28-30 ottobre: Global Sustainability Jam, da non perdere</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/28-30-ottobre-global-sustainability-jam-da-non-perdere/3223/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 10:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo il lancio della Global Service Jam dello scorso marzo 2011, il secondo step dell&#8217;iniziativa avviata da Markus Hormess e Adam Lawrence di Work.Play.Experience sarà una Global Jam centrata questa volta sul design a servizio della sostenibilità. 48 ore di workshop (dal 28 al 30 ottobre) che si svolgeranno in contemporanea e in connessione con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/GSusJ00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3231" title="GSusJ00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/GSusJ00.jpg" alt="GSusJ00" width="500" height="344" /></a></p>
<p>Dopo il lancio della <a href="http://donnadiservizio.com/tag/globalservicejam/" target="_blank">Global Service Jam</a> dello scorso marzo 2011, il secondo step dell&#8217;iniziativa avviata da Markus Hormess e Adam Lawrence di <a href="http://www.workplayexperience.com/en" target="_blank">Work.Play.Experience</a> sarà una Global Jam centrata questa volta sul design a servizio della <strong><a href="http://globalsustainabilityjam.drupalgardens.com/" target="_blank">sostenibilità</a></strong>. <strong>48 ore di workshop</strong> (dal 28 al 30 ottobre) che si svolgeranno <strong>in contemporanea e in connessione con tutto il mondo </strong><span id="more-3223"></span>e riuniranno designer, esperti e appassionati (tutti possono <a href="http://globalsustainabilityjam.drupalgardens.com/content/join-jam" target="_blank">partecipare</a>) per ideare soluzioni a vantaggio del pianeta.</p>
<p>Come nel caso precedente il tema di progetto verrà svelato dall&#8217;organizzazione centrale solo all&#8217;inizio della Jam e, ricordando che l&#8217;ultimo era <em><strong>&#8220;Supereroi&#8221;</strong></em>, credo che anche questa volta ci sarà da divertirsi.</p>
<p>Sicuramente il <strong>service design</strong> avrà una parte importante, sia per il fatto che la precedente iniziativa era partita da service designer, ma soprattutto per il fatto che, sul tema della sostenibilità, pensare a <strong>soluzioni che spostino l&#8217;attenzione dal possesso all&#8217;accesso</strong> è quello che può fare la differenza.<br />
Di certo non ci sono restrizioni alle proposte attese, che potranno essere servizi, prodotti, iniziative, network, ecc… e che verranno r<strong>esi pubblici</strong> a tutto il mondo domenica 30 ottobre.</p>
<p>In Italia la Global Sustainability Jam verrà ospitata da <strong><a href="http://globalsustainabilityjam.drupalgardens.com/jamsite/milan-sustainability-jam" target="_blank">Milano</a></strong> e <strong><a href="http://www.codesignjam.it/" target="_blank">Roma</a></strong>.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;esperienza e in quanto tale va sperimentata, ma per farsi un&#8217;idea dello spirito e dello svolgimento di questa iniziativa, ecco alcuni link ai momenti che  hanno caratterizzato la precedente:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="281" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=30269992&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=30269992&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/30269992">Global Sustainability Jam Berlin &#8211; Teaser</a> from <a href="http://vimeo.com/gsusjamberlin">Global Sustainability Jam Berlin</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>&gt; <a href="http://www.flickr.com/groups/gsjam/pool/" target="_blank">Tutte le foto della Global Service Jam nel mondo</a></p>
<p>&gt; <a href="http://twitter.com/#search?q=%23gsj11" target="_blank">Cos&#8217;è successo su Twitter</a></p>
<p>&gt; <a href="http://gsjroma.org/" target="_blank">Racconto della GSJ di Roma</a></p>
<p><em><strong>Per partecipare:</strong></em><br />
<a href="http://globalsustainabilityjam.drupalgardens.com/jamsite/milan-sustainability-jam" target="_blank"> Milano</a><br />
<a href="http://www.codesignjam.it/global-sustainability-jam/partecipa/" target="_blank"> Roma</a></p>
<p><em><strong>Per maggiori informazioni:</strong></em><br />
<a href="http://globalsustainabilityjam.drupalgardens.com/" target="_blank"> globalsustainabilityjam</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="http://donnadiservizio.com" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>A.P.C.: un esempio di nuova interpretazione dell&#8217;usato nel retail</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/a-p-c-un-esempio-di-nuova-interpretazione-dellusato-nel-retail/3193/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 16:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retail]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se per alcune tipologie di prodotti, il servizio di gestione dell&#8217;usato a fine vita non é cosa nuova, per altri, in particolare prodotti a rapida sostituzione (dall&#8217;elettronica alla moda) si tratta di un nuovo business. Sulla base di una tendenza ad un consumo maggiormente consapevole ed una riduzione delle spese da un lato e, dall&#8217;altro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/apc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3201" title="apc" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/10/apc.jpg" alt="apc" width="500" height="346" /></a></p>
<p>Se per alcune tipologie di prodotti, il <strong>servizio di gestione dell&#8217;usato</strong> a fine vita non é cosa nuova, per altri, in particolare <strong>prodotti a rapida sostituzione</strong> (dall&#8217;elettronica alla moda) si tratta di un <strong>nuovo business</strong>. Sulla base di una tendenza ad un consumo maggiormente consapevole ed una riduzione delle spese da un lato e, dall&#8217;altro, sulla base di una tendenza ad essere sempre <em>up-to-date</em>, molti brand si stanno aprendo al ritiro dell&#8217;usato in cambio di sconti (ad esempio <a href="http://www.bestbuy.com/site/Misc/Buy-Back-Program/pcmcat230000050010.c?id=pcmcat230000050010" target="_blank">Buy Back Program</a> di Best Buy e <a href="http://www.appassionatiper.com/trocathlon/#home" target="_blank">Trocatlhon</a> di Decatlhon).<span id="more-3193"></span></p>
<p>In quest&#8217;ottica, <strong><a href="http://www.apcjournal.fr/wp-content/uploads/2010/06/BUTLER.pdf" target="_blank">A.P.C.</a></strong> rappresenta un caso interessante, non solo perché si tratta di un marchio di moda che ritira i <strong>jeans usati</strong> in cambio di uno sconto del 50%, ma perché aggiunge un ulteriore pezzo di valore a questa fase del servizio. I jeans che vengono ritirati, infatti, non vanno in beneficenza o destinati ad altri canali, ma vengono lavati, riparati se necessario, <strong>ricamati con le iniziali del vecchio proprietario</strong> e poi rivenduti.<br />
Ed é proprio il ricamo che, a mio avviso, rende il servizio distintivo, dando un significato nuovo al prodotto usato, che diventa una <strong>rappresentazione &#8220;fashion&#8221; di storie personali stratificate</strong> (e non solo di una buona azione di consumo responsabile) e <strong>incontra i bisogni di una parte dei clienti in modo più specifico</strong> rispetto al prodotto nuovo (oltre che rappresentare un vantaggio economico da entrambe le parti).<br />
Secondo Jean Touitou, designer fondatore di A.P.C., infatti, una buona parte di clienti uomini dismette i jeans nel momento in cui, a causa dell&#8217;utilizzo, non sono più del colore originale. Molte donne invece (ed anche una parte di uomini) preferiscono jeans un po&#8217; sformati o rovinati a regola d&#8217;arte. La serie &#8220;<em>b</em><em>utler worn-out</em>&#8221; é quindi un modo per coniugare questi due tipi di desideri, generando un vantaggio in termini economici e, in qualche modo, anche di riduzione dell&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.apcjournal.fr/wp-content/uploads/2010/06/BUTLER.pdf" target="_blank">apcjournal.fr</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<title>Tra bike e car sharing: il trasporto elettrico di Hertz</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/tra-bike-e-car-sharing-il-trasporto-elettrico-di-hertz/3156/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 08:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospitalità e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
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		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
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Che Hertz stia cavalcando l&#8217;onda della necessità di una mobilità più sostenibile, è dimostrato non solo dall&#8217;ampliamento del proprio business nel campo del car sharing con Hertz On Demand, ma anche dall&#8217;estensione dell&#8217;offerta alle bici elettriche. Una flotta di Ultra Motor e-bike è la recente novità che, a Londra, si aggiunge alla flotta di auto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz_e-bike00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3157" title="hertz_e-bike00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz_e-bike00.jpg" alt="hertz_e-bike00" width="500" height="167" /></a></p>
<p>Che <a href="http://www.hertz.co.uk/rentacar/productservice/index.jsp?targetPage=UK_Hertz_Goes_Electric.xml" target="_blank">Hertz</a> stia cavalcando l&#8217;onda della necessità di una mobilità più sostenibile, è dimostrato non solo dall&#8217;ampliamento del proprio business nel campo del <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">car sharing con Hertz On Demand</a>, ma anche dall&#8217;estensione dell&#8217;offerta alle <strong>bici elettriche</strong>. Una flotta di <a href="http://www.ultramotor.com/it_it" target="_blank">Ultra Motor e-bike</a> è la recente novità che, a Londra, si aggiunge alla flotta di auto elettriche Hertz per <strong>favorire una mobilità più sostenibile</strong> ed assecondare l&#8217;obiettivo del sindaco di trasformare la città nella capitale dei veicoli elettrici. <span id="more-3156"></span><br />
<a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz_e-bike01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3158" title="hertz_e-bike01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz_e-bike01.jpg" alt="hertz_e-bike01" width="500" height="169" /></a><br />
Si tratta di una flotta di 12 biciclette con pedalata assistita (è una sperimentazione) destinate all&#8217;affitto sia da parte di turisti che da parte di cittadini che cercano un&#8217;alternativa al trasporto pubblico al prezzo di 20 sterline al giorno.<br />
L&#8217;affitto include la formazione completa sull&#8217;uso del veicolo, un casco e una copia della guida AA Leisure Guide to London con suggerimenti sui percorsi ciclabili nella città.</p>
<p>Come dicevo Londra è la città prescelta per questa <strong>sperimentazione</strong> da parte di Hertz, ma se il servizio avrà successo potrebbe essere esteso ad altre città come Amsterdam.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.hertz.co.uk/rentacar/productservice/index.jsp?targetPage=UK_Hertz_Goes_Electric.xml" target="_blank">hertz.co.uk</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le 3 vie del car sharing: da Hertz On Demand a RelayRides a Google</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
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		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[
Via via che il tema della mobilità sostenibile diventa sempre più urgente, anche il car sharing, uno dei modelli di servizio per la mobilità riconosciuto tra i più promettenti, non smette di evolvere. Ad oggi si possono identificare tre ambiti di sperimentazione, che riguardano 1) l&#8217;evoluzione del tradizionale modello di car sharing basato sulla flotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.leftloft.com/projects/carsharingitalia/"><img class="alignnone size-full wp-image-3136" title="sharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/sharing.jpg" alt="sharing" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Via via che il tema della <strong>mobilità sostenibile</strong> diventa sempre più urgente, anche il car sharing, uno dei modelli di servizio per la mobilità riconosciuto tra i più promettenti, non smette di evolvere. Ad oggi si possono identificare tre ambiti di sperimentazione, che riguardano 1) l&#8217;evoluzione del tradizionale modello di <strong>car sharing basato sulla flotta</strong> 2) il <strong>car sharing peer-to-peer</strong> 3) lo sviluppo di <strong>auto studiate appositamente</strong> per il car sharing.<span id="more-3110"></span></p>
<p><em><strong>1) Il car sharing basato sulla flotta</strong></em><br />
Che il tradizionale modello di car sharing basato sulle flotte stia prendendo sempre più piede è un dato di fatto dimostrato non solo dall&#8217;aumento di società di noleggio  che si aprono a questo business (es. <a href="http://www.hertzondemand.com/" target="_blank">Hertz</a>, <a href="http://www.enterprise.com/car_rental/home.do" target="_blank">Enterprise</a>) ma anche dal fatto che inizino a farlo le stesse aziende produttrici di auto (es. <a href="http://www.daimler-technicity.de/en/concept-car2gether/" target="_blank">Daimler</a>, <a href="https://www.drive-now.com/" target="_blank">Bmw Drive Now</a>).<br />
Questo lato business. Lato servizio invece quello che mi sembra interessante è lo spazio ancora &#8220;disponibile&#8221; per l&#8217;implementazione dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente, come testimonia <a href="http://www.hertzondemand.com/" target="_blank"><strong>Hertz on Demand</strong></a>, il nuovo servizio di car sharing lanciato da Hertz.<br />
Il claim &#8220;rent spontaneously&#8221; descrive bene 2 implementazioni molto interessanti per migliorare <strong>l&#8217;accessibilità e la fluidità del servizio</strong>:<br />
&gt; <strong>assenza di fee di iscrizione</strong><br />
&gt; <strong>affitto one-way</strong>, senza quindi la necessità di restituire l&#8217;auto nello stesso posto</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3129" title="hertz" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/hertz.jpg" alt="hertz" width="500" height="255" /></a></p>
<p><em><strong>2) Il car sharing peer-to-peer</strong></em><br />
Come già visto in precedenza con <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-la-macchina-del-vicino-varianti-del-car-sharing/2001/" target="_blank">Whip Car e Spride Share</a>, il principio del peer-to-peer porta una variante interessante del car sharing. Stanno infatti nascendo società che gestiscono l&#8217;affitto di auto tra privati fornendo piattaforme per l&#8217;incontro tra domanda e offerta e supporto per quanto riguarda gli aspetti legali.<br />
Un ulteriore esempio è <a href="https://relayrides.com/" target="_blank"><strong>RelayRides</strong></a>, competitor di <a href="http://www.zipcar.com/" target="_blank">Zipcar</a>, in cui, e questo mi pare significativo, <strong>Google</strong> ha investito l&#8217;anno scorso una cifra riservata.<br />
Secondo <a href="http://www.shareable.net/" target="_blank">Shareable</a> la partecipazione di Google include tra gli obiettivi quello di riempire i posti liberi delle auto in movimento e questo potrebbe portare l&#8217;efficienza del car sharing ad un livello superiore.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/relayrides.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3131" title="relayrides" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/relayrides.jpg" alt="relayrides" width="500" height="282" /></a></p>
<p><em><strong>3) Il prodotto auto</strong></em><br />
Un altro aspetto interessante è la relazione tra il servizio di car sharing e l&#8217;auto.<br />
Da un lato il prodotto può contribuire a rendere il<strong> modello di servizio più solido dal punto di visto economico</strong> (dal momento che l&#8217;auto rappresenta il costo maggiore per la struttura), lavorando su basso costo, standardizzazione, affidabilità, durabilità ecc.. Dall&#8217;altro, l&#8217;auto può contribuire a <strong>migliorare l&#8217;esperienza dell&#8217;utilizzatore</strong>, aumentando la desiderabilità del servizio. Senza dimenticare l&#8217;auto elettrica, visto che l&#8217;obiettivo di fondo è quello della <strong>sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/edag.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3122" title="edag" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/edag.jpg" alt="edag" width="500" height="276" /></a></p>
<p><a href="http://www.edag.de/" target="_blank">Edag Light Car Sharing Concept</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/moveabout.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3126" title="moveabout" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/09/moveabout.jpg" alt="moveabout" width="500" height="242" /></a></p>
<p><a href="http://www.moveabout.net/" target="_blank">Move About</a> fleet of <a href="http://www.thinkev.com/" target="_blank">Think City</a></p>
<p>Fonti: link all&#8217;interno del post</p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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		<item>
		<title>XXII Compasso d&#8217;oro: premio speciale per il Design dei Servizi a Slow Food</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/xxii-compasso-doro-premio-speciale-per-il-design-dei-servizi-a-slow-food/3054/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 14:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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La ventiduesima edizione del Compasso d&#8217;Oro, che da 3 anni include la categoria service design nella sua selezione, ha istituito per la prima volta un premio speciale per il design dei servizi assegnato a Slow Food per “la capacità di aver creato un processo che integra etica e strategia, premiando il pensiero che guida il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/SlowFoodXXII.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3061" title="SlowFoodXXII" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/07/SlowFoodXXII.jpg" alt="SlowFoodXXII" width="500" height="178" /></a></p>
<p>La ventiduesima edizione del <a href="http://www.adi-design.org/xxii-compasso-d-oro-i-premiati.html" target="_blank">Compasso d&#8217;Oro</a>, che da 3 anni include la categoria service design nella sua selezione, ha istituito per la prima volta un <strong>premio speciale per il design dei servizi</strong> assegnato a <a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank"><strong>Slow Food</strong></a> per “la capacità di aver creato un processo che integra etica e strategia, premiando il pensiero che guida il movimento, la ricerca della sostenibilità e della qualità della vita&#8221;.<span id="more-3054"></span></p>
<p>Il <a href="http://www.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=C2744B881168f19868pwB94BD885" target="_blank">commento</a> di Slow Food:<br />
<em><strong>I servizi sono interazioni orientate alla produzione collaborativa di valore.</strong> In quanto tali, possono essere progettati in modo da favorire il realizzarsi di un contesto relazionale ricco, significativo e prolifico di un più ampio sistema di valori che interessano vari aspetti della società e dell&#8217;ambiente. Il Design se ne occupa in quanto disciplina che progetta s<strong>oluzioni attente alla qualità del coinvolgimento e dell&#8217;esperienza di individui e comunità.</strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>I Designer dei Servizi, oggi, sono coloro che, con diversi retroterra culturali e professionali, si occupano di <strong>dare una forma significativa e operativa a queste interazioni.</strong> Slow Food, con i suoi numerosi progetti, tra cui i <a href="http://www.mercatidellaterra.it/" target="_blank"><strong>Mercati della Terra</strong></a>, i <a href="http://www.presidislowfood.it/" target="_blank"><strong>Presìdi</strong></a>, <a href="http://www.nutriremilano.it/" target="_blank"><strong>Nutrire Milano</strong></a> e <a href="http://www.terramadre.info/" target="_blank"><strong>Terra Madre</strong></a>, ha messo a punto un modello di servizio che coniuga le qualità relazionali alle ragioni dei sistemi agricoli sostenibili, realizzando un contesto collaborativo in cui consumatori critici e produttori virtuosi si incontrano in nome della convivialità.</em></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/?s=compasso+d%27oro" target="_blank">Come già visto in precedenza</a>, l&#8217;ADI ha fatto un passo importante nel riconoscimento di questa  disciplina inserendo un&#8217;apposita categoria e selezionando progetti di servizio, anche se nessuno di questi è stato premiato con il Compasso d&#8217;Oro e la giuria ha preferito inaugurare la novità con un premio speciale. Giudicare un progetto di servizio, che per eccellenza è multidisciplinare e sistemico, richiede sicuramente la messa a punto di parametri di valutazione molto diversi da quelli tradizionali per il prodotto o la comunicazione, per cui credo che l&#8217;istituzione di questo premio speciale sia una mossa in questa direzione, <strong>in attesa di consolidare una nuova visione del design, che oggi non può prescindere dal progetto dell&#8217;esperienza nel suo complesso.</strong></p>
<p>Fonti:<a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank"> slowfood.it</a>, <a href="http://www.adi-design.org/xxii-compasso-d-oro-i-premiati.html" target="_blank">adi-design.org</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><em><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><strong>English version</strong></a> (by Google Translate)</em></p>
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