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	<title>Donna di servizio (e service design) &#187; Sustainability</title>
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		<title>Dalle auto alle bici nelle stazioni di servizio Staltoil: brand extension e mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[
La compagnia Staltoil sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie stazioni di rifornimento a Copenaghen grazie ad aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3731" title="cykelpleje01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje01.jpg" alt="cykelpleje01" width="500" height="361" /></a></p>
<p>La compagnia <a href="http://www.statoil.dk/FrontServlet?s=sdh&amp;state=sdh_dynamic&amp;viewid=2080533" target="_blank">Staltoil</a> sembra mettere le mani avanti sul tema della mobilità, ampliando i motivi di sosta nelle proprie <strong>stazioni di rifornimento</strong> a Copenaghen grazie ad <strong>aree attrezzate per la manutenzione delle biciclette</strong>. Un ottimo e utile servizio, da imitare, se si considera l&#8217;aumento dei costi della benzina, la crescita di interesse verso forme di mobilità alternativa e la riscoperta della bici che caratterizza i nostri giorni.<span id="more-3728"></span></p>
<p>Le stazioni di servizio attrezzate anche per le biciclette sono 5 e sembrano non aver richiesto investimenti ingenti, dal momento che sfruttano una porzione di muro non utilizzato con un pannello a cui attaccare la bici per svolgere le operazioni di manutenzione.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3732" title="cykelpleje03" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje03.jpg" alt="cykelpleje03" width="500" height="361" /></a></p>
<p>Così come recita il testo sul pannello, qui &#8220;è possibile <strong>gonfiare e lavare la propria bicicletta</strong> e, all&#8217;interno del negozio, prendere in prestito un <strong>kit gratuito per la manutenzione</strong> che contiene olio, brugola, leva per la sostituzione delle gomme, ecc… Buon divertimento&#8221;.<br />
Sulla sinistra del pannello è disponibile una <strong>pompa</strong> per gonfiare le gomme e un <strong>distributore di guanti di plastica e asciugamani di carta</strong>.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3733" title="cykelpleje02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje02.jpg" alt="cykelpleje02" width="500" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3734" title="cykelpleje04" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/cykelpleje04.jpg" alt="cykelpleje04" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Un bel modo per creare economie di scopo, ampliare la propria offerta e dimostrare un certo tipo di sensibilità, considerando la mobilità nel suo complesso e non solo quella legata al core business.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.copenhagenize.com/2011/09/bicycle-care-station-by-statoil.html" target="_blank">copenhagenize.com</a>, <a href="http://www.springwise.com/transportation/in-copenhagen-gas-stations-equipped-bicycle-care/" target="_blank">springwise.com</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Vince lo Startup Weekend di Trento il servizio &#8220;Milk, please&#8221; per la consegna social della spesa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ruota attorno al tema della consegna della spesa in crowdsourcing il concept vincitore dello Startup Weekend di Trento, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:
&#8220;Milk, please! è un SaaS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3724" title="Milkplease" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease.jpg" alt="Milkplease" width="500" height="364" /></a></p>
<p>Ruota attorno al tema della <strong>consegna della spesa in crowdsourcing</strong> il concept vincitore dello <a href="http://trento.startupweekend.org/" target="_blank">Startup Weekend di Trento</a>, il cui obiettivo era quello di sviluppare da zero un&#8217;applicazione web o mobile su cui fondare un business credibile. Nicolò Paternoster, il team leader del gruppo di progettazione, descrive così il funzionamento del servizio:<span id="more-3714"></span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">Milk, please!</a> è un SaaS (Software as a Service) accessibile da una interfaccia web, da un applicazione mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi in un negozio, può inserire il proprio ordine tramite il nostro sito web o l&#8217;applicazione per smartphone, e <strong>inviare la propria lista della spesa ad altri utenti</strong>. Se uno di questi si trova in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, può decidere di accettare l&#8217;ordine e di <strong>effettuare la consegna</strong>. In questo modo si evitano gli sprechi di tempo ed energie, ne traggono vantaggio le persone e ne beneficia l&#8217;ambiente perché si eliminano gli spostamenti non necessari con l&#8217; auto o altri mezzi inquinanti&#8221;.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3720" title="Milkplease_story" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Milkplease_story.jpg" alt="Milkplease_story" width="500" height="520" /></a></p>
<p>Il servizio prevede il pagamento on line della spesa con inclusa una <strong>ricompensa per chi effettua la consegna</strong> (in modo, giustamente, da offrire una motivazione a partecipare, sullo stile di <strong><a href="http://donnadiservizio.com/intervista-a-harry-schiff-co-fondatore-di-agentanything-design-dellesperienza-modello-di-business-strategie-di-marketing/2541/" target="_blank">AgentAnything</a></strong> o <strong><a href="http://www.neighbfav.com/" target="_blank">NeighborFavor</a></strong>), anche se le modalità non sono ancora chiare.</p>
<p>Si tratta evidentemente di un concept da sviluppare in relazione a quelli che potranno essere gli utenti effettivi e le modalità di pagamento e consegna, ma di sicuro l&#8217;intenzione di andare in fretta c&#8217;è, visto che il sito di Milk, Please è già online con un <strong>modulo per dare la propria disponibilità</strong> a partecipare (sia come utente che come negozio) e per indagare le principali motivazioni degli interessati.</p>
<p>Questo il sito: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.milkplease.it/" target="_blank">milkplease.it</a>,  <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2012/04/03/startup-weekend-trento-vincitori-milk-please-23457.html#content" target="_blank">wired.it</a></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></span></p>
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		<title>Car sharing peer to peer: gli strumenti dei designer</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/car-sharing-peer-to-peer-gli-strumenti-dei-designer/3669/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Transports]]></category>
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		<description><![CDATA[
Grazie al contributo di Aaron Lewis e Mark Simmons, che pubblicano aggiornamenti sulla loro tesi di master in un sito di supporto alla loro ricerca (da notare l&#8217;interessante approccio alla co-progettazione), ripubblico un bell&#8217;esempio di customer journey che, con una struttura classica, incrocia step dell&#8217;esperienza, utenti e touchpoint e una infografica che sintetizza lo stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/info.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3675" title="info" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/info.jpg" alt="info" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Grazie al contributo di <a href="http://www.linkedin.com/in/aaronslewis" target="_blank">Aaron Lewis</a> e <a href="http://www.linkedin.com/in/markjwsimmons" target="_blank">Mark Simmons</a>, che pubblicano aggiornamenti sulla loro tesi di master in un <a href="http://p2pcarsharing.us.com/" target="_blank">sito di supporto alla loro ricerca</a> (da notare l&#8217;interessante approccio alla co-progettazione), ripubblico un bell&#8217;esempio di <strong>customer journey</strong> che, con una struttura classica, incrocia step dell&#8217;esperienza, utenti e touchpoint e una <strong>infografica che sintetizza lo stato dell&#8217;arte del car sharing p2p a livello mondiale</strong>.<span id="more-3669"></span></p>
<p><em>Customer journey map</em> (click sull&#8217;immagine per ingrandire)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-20121.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3684" title="AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-20121-212x300.jpg" alt="AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012" width="212" height="300" /></a></p>
<p><em>Il mondo del car sharing p2p</em> (click sull&#8217;immagine per ingrandire)</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/AI105-P2P-Carsharing-Customer-Journey-Map-April-24-2012.jpg"></a><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3680" title="Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/05/Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01-300x212.jpg" alt="Infographic-the-World-of-P2P-Carsharing-Simmons-14-03-2012-01" width="300" height="212" /></a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></p>
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		<title>Quale potrebbe essere il tuo ruolo la settimana prossima? Note sul service design dal Fuorisalone 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Approfitto di questa frase &#8211; &#8220;what could your role be next week?&#8221; &#8211; vista su un manifesto all&#8217;interno dell&#8217;esposizione della Design Academy Eindhoven &#8211; come chiave di lettura per la mia selezione post-Fuorisalone. Quello che mi interessa rilevare, infatti, sono alcune tracce di una riflessione diffusa sul ruolo del design nel prossimo futuro in relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/graffiti_fuorisalone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3662" title="graffiti_fuorisalone" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/graffiti_fuorisalone.jpg" alt="graffiti_fuorisalone" width="500" height="344" /></a><br />
Approfitto di questa frase &#8211; &#8220;<em>what could your role be next week?&#8221;</em> &#8211; vista su un manifesto all&#8217;interno dell&#8217;esposizione della Design Academy Eindhoven &#8211; come chiave di lettura per la mia selezione post-Fuorisalone. Quello che mi interessa rilevare, infatti, sono alcune tracce di una riflessione diffusa sul ruolo del design nel prossimo futuro in relazione ai cambiamenti economici, ambientali e sociali in cui anche il service design sembra poter offrire alcune risposte. Quale potrebbe essere quindi il ruolo del designer a breve?<span id="more-3636"></span></p>
<p><strong><em><a href="http://www.domusweb.it/it/upcoming-event/salone-2012-domus-e-audi-presentano-the-future-in-the-making/" target="_blank">Domus, &#8220;The future in the Making&#8221;</a> / </em><em><a href="http://www.drooglab.com/projects/events/material-matters--a-future-furniture-fair/" target="_blank">Material Matters by Droog</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.drooglab.com/projects/events/material-matters--a-future-furniture-fair/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3646" title="Droog_Domus2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus2.jpg" alt="Droog_Domus2" width="500" height="277" /></a><br />
All&#8217;interno della bellissima mostra organizzata da Domus attorno a 6 domande relative a quale futuro immaginare (sulla base, per esempio, di una tecnologia open source, una produzione diffusa o la progettazione di sistemi evolutivi), una possibile risposta alla domanda <em><strong>&#8220;cosa succederebbe se l&#8217;imposta sul reddito fosse sostituta con una tassa sulle materie prime?&#8221;</strong></em> è stata curata da <strong>Droog</strong>, che ha immaginato una fiera del futuro (con aziende reali ed immaginarie) capaci di offrire soluzioni di business alternative in risposta alla scarsità di materie prime.<br />
In molti casi si tratta di <strong>nuovi servizi</strong>, come <em>We Fix</em>, one-stop-shop specializzato in riparazioni creative, <em>Lease Me</em>, servizio di noleggio di arredi e oggetti quotidiani, <strong><em>Up.Droog</em></strong> (esiste: <a href="http://up.droog.com/" target="_blank">up.droog.com</a>), un&#8217;iniziativa di Droog per dare valore agli stock in disavanzo tramite il redesign o <em>Play Shop</em> che, con un&#8217;interpretazione più ironica, propone un gioco interattivo con cui soddisfare la propria voglia di shopping senza comprare niente.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3647" title="Droog_Domus" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/Droog_Domus.jpg" alt="Droog_Domus" width="500" height="311" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://www.designacademy.nl/" target="_blank">Design Academy Eindhoven / 50</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.designacademy.nl/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3650" title="eindhoven3" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven3.jpg" alt="eindhoven3" width="500" height="277" /></a><br />
In un percorso che afferma la forte connessione tra design e aspetti economici, sociali e culturali della vita quotidiana, hanno trovato posto alcuni progetti di servizi, come ad esempio <em>Taggie</em>, un&#8217;applicazione per smartphone con cui i bambini, attraverso la scansione dei codici a barre, possono accedere alla storia del prodotto trasformando la spesa in un&#8217;esperienza educativa ma anche di intrattenimento oppure <em>Save As</em>, una piattaforma in grado di tradurre le esperienze digitali in oggetti reali grazie alla stampa 3D.<br />
Molto interessante anche la parte della mostra dedicata al <strong><a href="http://www.designacademy.nl/Research/CRISP.aspx" target="_blank">CRISP-Creative Industry Scientific Programme</a></strong> (programma di ricerca nazionale sull&#8217;innovazione di servizio) in cui sono stati <strong>esposti gli strumenti tipici del service design utili a creare collaborazioni multidisciplinari</strong> (permettendo visioni condivise) e usati per lo sviluppo di progetti specifici nell&#8217;ambito dei trasporti e della salute. Si tratta di mind map, customer journey, mappature di osservazioni di tipo etnografico e rappresentazioni dei modelli di servizio… finalmente in mostra.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3651" title="eindhoven1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven1.jpg" alt="eindhoven1" width="500" height="278" /></a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3652" title="eindhoven2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/eindhoven2.jpg" alt="eindhoven2" width="500" height="345" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://www.rca.ac.uk/" target="_blank">Royal College of Art</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.rca.ac.uk/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3648" title="royalcollege" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege.jpg" alt="royalcollege" width="500" height="348" /></a><br />
<em> The Time Shop</em> è un negozio pop-up che vende oggetti di design utilizzando il tempo come moneta di scambio alternativa. Il progetto si fonda sul modello della banca del tempo, che, pur non essendo nuovo in assoluto, viene qui rivisitato mettendo l&#8217;accento sul tema delle <strong>monete alternative</strong>, tema particolarmente attuale (con l&#8217;esposizione, tra l&#8217;altro, dei principali esempi di valute alternative in Italia). La progettazione del servizio diventa qui una delle possibili risposte alla necessità di individuare modelli economici alternativi.<br />
Il Royal College approfitta inoltre dell&#8217;occasione per lanciare un <strong>nuovo master in Service Design</strong> per l&#8217;anno accademico 2012/2013 (le iscrizioni sono state prorogate). Info: <a href="mailto:service-design@rca.ac.uk" target="_blank">service-design@rca.ac.uk</a></p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3649" title="royalcollege2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/royalcollege2.jpg" alt="royalcollege2" width="500" height="372" /></a></p>
<p><strong><em><a href="http://mexicodesignnet.com/salone-mobile-2012/" target="_blank">Mexico Design Net / Experience the city</a></em></strong><br />
<strong><em><a href="http://mexicodesignnet.com/salone-mobile-2012/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3657" title="mexicodn1" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn1.jpg" alt="mexicodn1" width="500" height="281" /></a><br />
Si tratta di un network internazionale di professionisti, università e imprese promosso da IED Madrid allo scopo di migliorare la qualità della vita nelle città grazie al service design. La mostra ha proposto una selezione di 11 progetti tra quelli sviluppati durante il workshop &#8220;Experience the city&#8221; tenutosi a Città del Messico nel 2011 e che ha coinvolto diverse università europee e sudamericane. I progetti proposti vanno da servizi di bike sharing a servizi per il recupero di cibo invenduto nei supermercati ad idee di partecipazione ed educazione della cittadinanza.<br />
La nota da fare in questo caso è che, per quanto il video sia spesso il modo più efficace per raccontare un servizio, nel contesto &#8220;sovrabbondante&#8221; del Fuorisalone utilizzare dei box dentro cui vedere i video con le cuffie, non mi è sembrato il modo migliore per coinvolgere i visitatori e creare interesse attorno al tema.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3658" title="mexicodn2" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/04/mexicodn2.jpg" alt="mexicodn2" width="500" height="390" /></a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong><br />
<strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Piattaforme di servizio per prestare o affittare oggetti poco usati: l&#8217;esempio di Share Some Sugar</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/piattaforme-di-servizio-per-prestare-o-affittare-oggetti-poco-usati-lesempio-di-share-some-sugar/3555/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.
Oggi, secondo Rifkin, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3575" title="sharesomesugar00" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar00.jpg" alt="sharesomesugar00" width="500" height="271" /></a></p>
<p><strong>Nella sua intera vita un trapano viene utilizzato dai 6 ai 13 minuti.</strong><br />
Secondo uno studio commissionato da eBay, negli armadi di tutta la Germania è contenuta una quantità di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Ogni nucleo familiare accumula cose che non servono per un valore di 1.013 euro.<span id="more-3555"></span></p>
<p>Oggi, secondo Rifkin, ci troviamo ad un punto di svolta storico, per cui presto smetteremo di accumulare oggetti e li useremo per un periodo limitato di tempo per metterli poi in comune. I nuovi consumatori si stanno rendendo conto che in molti casi non desiderano i prodotti, ma solo i benefici che ne derivano. L&#8217;ormai decennale <em>Era dell&#8217;accesso</em> si concretizza ed in effetti quello che interessa sembrano essere i buchi fatti dal trapano più che il trapano in sè&#8230;</p>
<p>Ma al di là di questa premessa macro, è vero che calandosi nel micro si trovano molti casi che testimoniano un cambiamento in atto e danno accesso ai prodotti d&#8217;uso comune tramite servizi. <strong>Servizi che sono attrattivi perché danno vantaggi concreti e misurabili per chi li usa: risparmio/guadagno di soldi e spazio</strong>. Questa mi pare la leva chiave (nel caso della specifica tipologia di prodotti), così come proposta da Share Some Sugar: <em>perché comprare quando puoi avere in prestito?</em></p>
<p><strong><a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank"> Share Some Sugar</a></strong> è un altro esempio, simile a <a href="http://donnadiservizio.com/affittare-le-cose-del-vicino-snapgoods/2058/" target="_blank">Snapgoods</a>, <a href="http://donnadiservizio.com/voglia-di-community-strumenti-on-line-per-supportare-i-quartieri/1469/" target="_blank">Bright Neighbor</a>, <a href="http://www.neighborgoods.net/" target="_blank">NeighborGoods</a>, <a href="http://stuffpal.com/" target="_blank">StuffPa</a>l, che permette di gestire la domanda-offerta di prodotti da prestare o affittare all&#8217;interno del proprio quartiere.</p>
<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3571" title="sharesomesugar01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/03/sharesomesugar01.jpg" alt="sharesomesugar01" width="500" height="298" /></a><br />
L&#8217;esempio è interessante perché chiarisce bene alcuni punti alla base dell&#8217;interazione con il servizio:</p>
<p><strong> 1) Possibilità di offerte aperte o per gruppi riservati</strong><br />
L&#8217;offerta di oggetti può essere aperta a tutti oppure si ha la possibilità di creare un gruppo su invito, riservato per esempio solo ai proprio amici o al proprio condominio. Il sistema è integrato a Facebook Connect per cui, accedendo tramite questa funzione, viene resa automatica la promozione delle attività dell&#8217;utente tra gli amici di Facebook.</p>
<p><strong>2) Prestito o affitto</strong><br />
L&#8217;utente può decidere di fissare una tariffa per l&#8217;affitto oppure prestarlo gratuitamente, in genere fissando un deposito cauzionale pari al valore dell&#8217;oggetto.</p>
<p><strong>3) Fiducia e sicurezza</strong><br />
Il tema della fiducia nel prestare oggetti anche a persone non conosciute viene affrontato sopratutto grazie al <strong>deposito cauzionale</strong>, che in caso di danni o mancata restituzione compensa il proprietario. Gli utenti inoltre sono invitati a non scambiarsi dati personali e a fissare l&#8217;incontro per la consegna dell&#8217;oggetto in luoghi pubblici. In questo momento viene dato il deposito cauzionale da una parte e la ricevuta dall&#8217;altra.<br />
Il sito inoltre invita a lasciare a lasciare un feedback dopo la scambio, in modo che altri utenti, similmente a quanto avviene su eBay, possano farsi un&#8217;idea della <strong>storia/comportamento del proprietario o dell&#8217;affittuario</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.sharesomesugar.com/" target="_blank">sharesomesugar.com</a>, <em>Avere o Usare </em>/<em> </em>Internazionale 13  gennaio 2012</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Autore: Lidia Tralli, </span><a href="../" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">donnadiservizio.com</span></a></strong></p>
<p><strong><strong><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank"><span style="font-weight: normal;">English version</span></a><span style="font-weight: normal;"> (by Google Translate)</span></strong></strong></p>
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		<title>Scenari e servizi per la mobilità futura con BMW i</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/scenari-e-servizi-per-la-mobilita-futura-con-bmw-i/3435/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Retail]]></category>
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		<description><![CDATA[
Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, BMW i è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili.
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi on board, l&#8217;approccio, che mi sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3445" title="bmwi01" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi01.jpg" alt="bmwi01" width="500" height="248" /></a></p>
<p>Nato attorno al lancio delle nuove auto elettriche BMW i3 e i8, <strong><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">BMW i</a></strong> è un progetto ben più ampio di ricerca e progettazione di <strong>soluzioni e scenari di mobilità &#8211; e di città &#8211; sostenibili</strong>.<br />
A partire dallo studio di tecnologie innovative per le auto elettriche e i servizi <em>on board</em>, l&#8217;approccio, che mi sembra strategico, <span id="more-3435"></span>è quello di estendere il campo d&#8217;azione e riflessione ai <strong>servizi e ai modi di vivere per immaginare come muoversi in futuro</strong>, svincolandosi dal prodotto in se&#8217;.</p>
<p>Tre sono le attività in corso che voglio evidenziare e che riguardano servizi già in opera e progetti mirati alla costruzione di scenari futuri.</p>
<p><strong><em>1) Mobility services</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3451" title="bmwi02" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi02.jpg" alt="bmwi02" width="500" height="216" /></a></p>
<p>Nel quadro di un&#8217;offerta che migliori l&#8217;<strong>esperienza di mobilità</strong> nel suo complesso, BMW ha già lanciato alcuni servizi, anche in partnership con altre aziende ritenute un investimento strategico. Si tratta di:</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>ParkatmyHouse</strong></a></span>: marketplace on line che mette in connessione <strong>parcheggi di privati</strong> disponibili ad affittarli e conducenti che necessitano di uno spazio.<br />
Il servizio è attivo dal 2006 negli UK e, ad oggi, ha oltre 100.000 iscritti.<br />
Su questo tema cito anche una <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">recente ricerca di IBM</a> in 20 città nel mondo, che ha dimostrato che la ricerca di parcheggio è, per il 30%, causa del traffico locale.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/mobility-services/" target="_blank"><strong>MyCityWay</strong></a></span>: applicazione che integra funzioni relative al viaggio (ricerca parcheggio, mappe, avvisi traffico) con quelle di esplorazione della città, utilizzando meccanismi <em>social</em> di condivisione commenti su locali e ristoranti e meccanismi di acquisto, ad esempio per biglietti di concerti ed eventi.<br />
Il servizio è attivo in 40 città del mondo, tra cui anche Roma.</p>
<p>&gt; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/#more-3110" target="_blank"><strong>DriveNow</strong></a></span>: il servizio di carsharing di Bmw, che non viene presentato tra le iniziative di BMW i, ma va ricordato per l&#8217;attinenza al tema.</p>
<p><strong><em>2) </em><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Sustainable neighbourhoods</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3448" title="bmwi_wall" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_wall.jpg" alt="bmwi_wall" width="500" height="136" /></a></p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa in collaborazione con Wallpaper che ha lo scopo di indagare nuove opportunità di trasformazione e innovazione delle città basate su trasporti, servizi e iniziative culturali che possano &#8220;mantenere le megalopoli del futuro in movimento&#8221;.<br />
Il brief è stato dato a sei team creativi &#8211; a Berlino, Londra, Los Angeles, Hangzhou, Tokyo, Parigi &#8211; che fanno capo alle principali scuole di design.</p>
<p><a href="http://www.bmw-i.it/it_it/bmw-i-and-wallpaper-open-road/" target="_blank">Qui le presentazioni</a></p>
<p><strong><em>3) </em><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">Global Innovation Series con Mashable</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank"></a></em></strong><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3449" title="bmwi_mash" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/02/bmwi_mash.jpg" alt="bmwi_mash" width="500" height="184" /></a></p>
<p>Iniziativa interessante nel campo della ricerca, costituita dalla creazione di una rivista settimanale on line in collaborazione con Mashable sulle innovazioni nel campo della mobilità e delle città.<br />
Un buon raccoglitore per avere una panoramica di tendenze e progetti.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.bmw-i.it/it_it/" target="_blank">bmw-i.i</a>t, <a href="http://www.smart-mobilitymanagement.com/car_parking_in_cities_a_major_problem__51522-en-446-181599.html" target="_blank">smart-mobilitymanagement.com</a>, <a href="http://mashable.com/tag/global-innovation-series/" target="_blank">mashable.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Car sharing: come evolvono i modelli di servizio e il caso GoGet Carsharing</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/car-sharing-come-evolvono-i-modelli-di-servizio-e-il-caso-goget-carsharing/3379/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Carsharing]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>
		<category><![CDATA[Transports]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come già visto in precedenza, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: affitto one-way, mobilità on demand (senza prenotazione), affitto open-ended (senza orario di riconsegna).
Gli ultimi due temi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3388" title="goget_carsharing" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2012/01/goget_carsharing.jpg" alt="goget_carsharing" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Come già visto <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">in precedenza</a>, i modelli di servizio nel car sharing continuano ad evolvere e sperimentare implementazioni che siano sempre più vicine alle esigenze degli utenti. In particolare i temi su cui si osserva maggiore sperimentazione sembrano essere: <strong>affitto one-way</strong>, mobilità <strong>on demand</strong> (senza prenotazione), <strong>affitto open-ended</strong> (senza orario di riconsegna).<span id="more-3379"></span></p>
<p>Gli ultimi due temi sono evidentemente correlati, dal momento che la mancanza di prenotazione dell&#8217;auto implica che non si debba nemmeno indicare l&#8217;orario di riconsegna, delineando un&#8217;altra variante interessante, ovvero <strong>il pagamento per il tempo di effettivo utilizzo vs. il pagamento per il tempo prenotato</strong>.</p>
<p>Nel caso dell&#8217;affitto one-way si possono citare esempi quali <a href="http://donnadiservizio.com/le-3-vie-del-car-sharing-da-hertz-on-demand-a-relayrides-a-google/3110/" target="_blank">Hertz on Demand</a>, mentre, per quanto riguarda la possibilità di utilizzare l&#8217;auto senza prenotazione, è interessante il caso dell&#8217;australiano <strong><a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">GoGet Carsharing</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;idea, in fase di sperimentazione solo con una selezione di utenti, nasce dall&#8217;esigenza di eliminare le penali per le riconsegne in ritardo e pagare solo l&#8217;effettivo utilizzo. Alcune delle auto nei parcheggi sono segnalate come GoFree e possono essere utilizzate immediatamente passando la propria carta nel lettore integrato, che genera un sms all&#8217;utente per verificare l&#8217;effettiva volontà di utilizzare la macchina. Rispondendo al messaggio si sbloccano le porte. Al termine del viaggio si utilizza la card per chiudere l&#8217;auto, generando un sms che comunica a GoGet la fine del viaggio.<br />
L&#8217;utilizzo ha un costo per minuto e la riconsegna deve essere fatta alla stessa stazione (non è questo un caso di one-way).</p>
<p>Non essendo un&#8217;esperta di logistica, non so quali implicazioni l&#8217;affitto one-way o l&#8217;assenza di prenotazione possano avere in termini di <strong>organizzazione e di costi</strong> (e se non si trovano auto disponibili per un po&#8217; di volte consecutive?), ma dal punto di vista dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente <strong>la possibilità di &#8220;improvvisare&#8221; l&#8217;uso dell&#8217;auto</strong> come si farebbe con la propria mi sembra un elemento di grande attrazione, almeno sulla base di quanto ho potuto osservare direttamente.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.goget.com.au/" target="_blank">goget.com.au</a>, <a href="http://carsharingus.blogspot.com" target="_blank">carsharingus.blogspot.com</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<item>
		<title>Nuovi scenari per l&#8217;editoria e i lettori: la stampa on demand di HP</title>
		<link>http://donnadiservizio.com/nuovi-scenari-per-leditoria-e-i-lettori-la-stampa-on-demand-di-hp/3326/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[Case histories]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer electronics]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sustainability]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella stampa on demand, personalizzata e a domicilio un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.
Questo scenario è la risposta di HP ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sigfridlundberg/6061535459/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-3328" title="stampa" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/12/stampa.jpg" alt="stampa" width="500" height="327" /></a></p>
<p>Nell&#8217;annoso dibattito sul futuro della carta stampata versus il digitale, pare farsi strada un terzo scenario che vede nella <strong>stampa on demand, personalizzata e a domicilio</strong> un compromesso capace di creare nuovi canali di distribuzione dell&#8217;informazione stampata.<span id="more-3326"></span></p>
<p>Questo scenario è la risposta di <strong>HP</strong> ad un tema che è di grande interesse non solo per il futuro dell&#8217;editoria, ma evidentemente anche per i produttori di stampanti.<br />
Lo scenario che delinea Vyomesh Joshi, capo mondiale della divisione printing di Hp, è quello in cui <strong>gli editori potranno pubblicare i loro contenuti nella nuvola HP</strong> permettendo agli utenti di stampare a casa solo i contenuti che desiderano, sulla base di impostazioni personalizzate in precedenza.</p>
<p>Di fatto un funzionamento simile a quello di iTunes, che trasforma il prodotto stampante in <strong>servizio e nuovo canale di distribuzione</strong>.</p>
<p><strong>Gli utenti potranno crearsi da casa giornali, riviste e libri</strong>, scegliendo di stampare solo le parti o gli argomenti di interesse. Tramite il sistema di <em>scheduled printing</em> i contenuti saranno trasferiti in modo automatico dalla nuvola alla stampante non appena disponibili oppure solo quando l&#8217;utente lo richiederà.</p>
<p>Lato business, il vantaggio non riguarda solo gli editori ma anche gli inserzionisti che avrebbero la possibilità di fare <strong>campagne e promozioni personalizzate</strong> sulla base delle preferenze dei singoli utenti e di raggiungerli direttamente a casa.</p>
<p>Joshi supporta il proprio scenario con una serie di numeri &#8211; 10 milioni di stampanti connesse nel 2010, 20 milioni nel 2011, <strong>50 milioni previste nel 2012</strong> &#8211; che fanno capire quale potrebbe essere l&#8217;interesse e il vantaggio per editori ed inserzionisti nel far parte di questo sistema.</p>
<p>Per quanto riguarda invece gli aspetti di <strong>sostenibilità ambientale</strong> Joshi sottolinea che la carta e le cartucce si riciclano (mentre i tablet no) e che con questo sistema lo spreco si riduce dal momento che si stampa solo ciò che si vuole.</p>
<p>Fonti: <em>&#8220;Libri e foto a richiesta. La formula iTunes che cambierà la stampa&#8221;</em>, Repubblica, 12 Novembre 2011</p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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		<title>Un panorama dei nuovi servizi per la comunitá a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
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		<description><![CDATA[
Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di &#8220;social design&#8221; che lavorano sulla progettazione di servizi per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale. In questo caso si tratta del numero di novembre di Ottagono che propone un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottagono.com/"><img class="alignnone size-full wp-image-3322" title="ottagono" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/ottagono.jpg" alt="ottagono" width="500" height="273" /></a></p>
<p>Fa piacere che anche le riviste di settore specializzate in architettura e design tradizionalmente intesi, si stiano interessando a forme di <strong><em>&#8220;social design&#8221;</em></strong> che lavorano sulla progettazione di <strong>servizi</strong> <strong>per migliorare la qualità della vita a livello sociale e ambientale</strong>. In questo caso si tratta del <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">numero di novembre di </a><strong><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Ottagono</a></strong> <span id="more-3317"></span>che propone un articolo dal titolo <em><strong>&#8220;Design e Innovazione al servizio della comunità&#8221;</strong></em>, in cui traccia una panoramica di alcune realtà attive (da un pó di tempo peraltro) a Milano.</p>
<p>Vengono citati <strong><a href="http://www.esterni.org" target="_blank">Esterni</a></strong> con il <strong><a href="http://donnadiservizio.com/inizia-la-milano-design-week-e-i-servizi/1207/" target="_blank">Public Design Festival</a></strong> (che, oltre al design degli spazi pubblici per favorire la socializzazione e la condivisione, si sta sperimentando anche in <a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">formule innovative di ospitalità), </a><strong><a href="http://donnadiservizio.com/avvistati-al-fuorisalone-spazi-per-il-lavoro-e-lospitalita-con-the-hub-e-la-casa-dei-designer/1301/" target="_blank">The Hub</a></strong>, spazio di lavoro e networking che nasce per ispirare e sostenere iniziative innovative e d&#8217;impresa in un&#8217;ottica sostenibile e <strong><a href="http://www.avanzi.org" target="_blank">Barra A. Habitat per Azioni</a></strong>, uno spazio di co&amp;net working per imprese ad alto contenuto ambientale e sociale a cui viene offerta assistenza dalle rete di consulenti di Avanzi.</p>
<p><a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">Qui l&#8217;articolo completo</a></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.esterni.org" target="_blank">esterni.org</a>, <a href="http://www.esterni.org/download/ottagono.pdf" target="_blank">ottagono</a></p>
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		<title>Le nuove forme dell&#8217;abitare: spazio a figure professionali ibride e nuovi business</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Service design]]></category>
		<category><![CDATA[Vita quotidiana]]></category>
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		<description><![CDATA[
Pare che l&#8217;housing sociale stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.
Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3289" title="housing_master" src="http://donnadiservizio.com/wp-content/uploads/2011/11/housing_master.jpg" alt="housing_master" width="500" height="163" /></a></p>
<p>Pare che l&#8217;<strong>housing sociale</strong> stia diventando un fenomeno di grande interesse anche in Italia, come ci racconta il lancio di un nuovo <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">corso di master level promosso dal Consorzio Poli.Design</a> del Politecnico di Milano e sostenuto da importanti associazioni del settore e società di gestione del risparmio.<span id="more-3288"></span></p>
<p>Innanzitutto l&#8217;housing sociale, che da definizione è un modo di abitare organizzato in forma collaborativa e cooperativa in cui <strong>gli abitanti condividono spazi e servizi </strong>per la vita comune, va ad i<strong>ntercettare nuovi bisogni</strong> estremamente attuali.<br />
<a href="http://www.polidesign.net/download/08_aprile_2011_interni.pdf" target="_blank"> Come sostiene Giovanni De Ponti</a> (Ad di <a href="http://www.federlegno.it/tool/home.php" target="_blank">Ferderlegno Arredo</a>), non si tratta infatti di edilizia popolare, ma di un tipo di offerta che integra alloggi e servizi per chi è troppo ricco per accedere alle case popolari, ma allo stesso tempo si trova in difficoltà rispetto alle richieste attuali del mercato, rivolgendosi quindi a tutta quella fascia di persone che potremmo definire <strong>precarie o con esigenze temporanee</strong>.<br />
Trattandosi di un&#8217;importante opportunità per pensare a nuovi modelli costruttivi, nuovi spazi e nuovi servizi, in parte collaborativi, io aggiungerei che questo fenomeno non è interessante solo per motivi economici, ma anche perché potrebbe portare a soluzioni abitative che incontrano una crescente sensibilità alla dimensione della <strong>socializzazion</strong>e e alle problematiche di <strong>impatto ambientale</strong>.</p>
<p>Il secondo aspetto è quindi legato alle <strong>opportunità a livello di business</strong> che riguarderanno progettisti, costruttori e produttori di arredi, in quadro che sembra essere favorito anche da una serie di decisioni politiche.</p>
<p>Terzo aspetto interessante è la richiesta di <strong>figure professionali</strong> capaci di operare in modo sistemico nella programmazione, progettazione e gestione del social housing integrando nozioni di architettura, <strong>design dei servizi</strong>, scienze sociali, management e finanza.</p>
<p>Ed è proprio allo scopo di formare figure professionali di questo tipo, che partirà a <strong>marzo 2012</strong> il corso di master level <strong><a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">&#8220;Housing sociale e collaborativo&#8221;</a></strong><strong> </strong>organizzato dal Consorzio Poli.Design in collaborazione con diversi dipartimenti di architettura e Design del Politecnico di Milano, della Scuola del Design, della Scuola di Architettura Civile, in partnership con <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>, <a href="http://www.federabitazione.confcooperative.it/" target="_blank">Confcooperative Federabitazione</a>, <a href="http://www.legacoopabitanti.coop/" target="_blank">Legacoop Abitanti </a>e <a href="http://www.sorgentesgr.it/index.php" target="_blank">SGR Immobiliare</a>.<br />
Il corso avrà una durata di 12 mesi integrando teoria e pratica attraverso una sequenza di <strong>workshop specifici</strong> (aperti anche a p<strong>artecipanti esterni</strong>) ed un <strong>tirocinio</strong> conclusivo.<br />
Il corso è diretto da <a href="http://donnadiservizio.com/progettare-per-i-servizi-le-ultime-novita-con-il-libro-design-for-services-di-meroni-e-sangiorgi/3138/" target="_blank">Anna Meroni</a> e co-diretto da Giordana Ferri (Responsabile area Progettazione e Ricerca di <a href="http://www.fhs.it/" target="_blank">Fondazione Housing Sociale</a>), con un corpo docente costituito da professori provenienti dalle più importanti università italiane e da professionisti ed esperti del settore.</p>
<p><strong>Sono previste borse di studio</strong>.</p>
<p>Per maggiori informazioni ed iscrizioni: <a href="http://www.polidesign.net/housing/index.php" target="_blank">polidesign.net/housing</a> e <a href="http://www.polidesign.net/housing/gallery.php" target="_blank">gallery</a></p>
<p>Autore: Lidia Tralli, <a href="../" target="_blank">donnadiservizio.com</a></p>
<p><a href="http://translate.google.com/translate?hl=en&amp;sl=it&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fdonnadiservizio.com%2F" target="_blank">English version</a> (by Google Translate)</p>
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