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Alternativa peer to peer alla banca tradizionale: Prestiamoci.it

December 9th, 2010 · 2 Comments

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Prestiamoci.it è la prima community di prestiti tra persone in Italia, presente anch’essa nella mappatura di crowdsourcingnetwork.it, a cui voglio dedicare uno spazio a se stante dal momento che permette di trattare aspetti molto interessanti legati al progettazione di servizi: il peer to peer, la costruzione di fiducia e la partecipazione tramite community on line.

Si tratta di un network on line per prestiti tra persone (peer to peer) basati su tassi vantaggiosi grazie alla riduzione dei costi di intermediazione. In questo modo la banca serve solo come cassaforte e come supporto alle transazioni di denaro on line.
Prestiamoci.it è in sostanza un punto di incontro tra chi necessita di un prestito (sia a livello personale che per piccola attività imprenditoriale) e chi vuole investire in modo oculato, potendo scegliere a chi dare il proprio supporto.

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E’ chiaro quindi che la costruzione di fiducia tra i membri è il punto cruciale per il funzionamento di questo servizio. Come viene affrontato?

  • è possibile avere a disposizione informazioni di qualità sui membri che compongono la community, ottenute grazie a sistemi di informazione creditizia
  • ogni richiesta di finanziamento viene vagliata attentamente, previa stesura di un piano di fattibilità (su cui gli esperti di Prestiamoci possono intervenire con modifiche e/o aggiustamenti)
  • tutti i dettagli delle richieste sono visibili agli altri membri che possono così condividere il progetto e scambiarsi informazioni e consigli. Non basta quindi un’ottima storia creditizia, è necessario condividere in modo trasparente con gli altri membri il proprio progetto, assicurandosi che sia ben studiato ed economicamente sostenibile
  • il sito è anche un supporto per la conoscenza personale, secondo i meccanismi tipici delle community on line, contribuendo al processo di costruzione di fiducia (che non è detto che sia legata esclusivamente alle storie creditizie).

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Infine, dando per assodata la fiducia percepita, cosa spinge a partecipare al servizio “rischiando” in prima persona i propri soldi?

  • la possibilità di avere un prestito con un buon rapporto costi/benefici, senza dipendere da un’unica fonte
  • la possibilità di investire con un buon rapporto costi/benefici, potendo scegliere esattamente a chi prestare i propri soldi e suddividendo l’investimento tra vari progetti in modo da ridurre il rischio.
  • la possibilità di far parte di una comunità che permette di condividere con altre persone problemi e soluzioni per arricchire la propria conoscenza e quella altrui
  • la possibilità di diventare soggetto attivo di una comunità poggiata su regole condivise.

La sostenibilità dell’operazione è data dal fatto che, quando un progetto raggiunge o supera il 90% di copertura,  Prestiamoci copre automaticamente la parte restante partecipando e rischiando come un qualsiasi altro finanziatore.

Fonti: prestiamoci.it, crowdsourcingnetwork.it

Autore: Lidia Tralli, donnadiservizio.com

English version (by Google Translate)

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