Dai singoli negozi, alle catene, fino alla grande distribuzione una tendenza importante, in relazione a valori di responsabilità e sostenibilità, sembra essere quella dell’abolizione del packaging, che implica un nuovo (o vecchio, se si pensa a 50 anni fa) modello di esperienza per l’utente. La vendita di prodotti sfusi, che è il dato di servizio che qui interessa, implica nuove modalità di relazione con l’utente, azioni diverse nel punto vendita e a casa, informazioni comunicate diversamente, condivisione di un sistema di valori diverso. E’ chiaro che se la scelta di prodotti sfusi, oltre a soddisfare il desiderio di un comportamento responsabile, può dare un vantaggio dal punto di vista economico, allo stesso tempo implica anche un maggiore impegno dal punto di vista del tempo e dell’organizzazione (conservare i vuoti, portarli al negozio, ricaricarli,…). Se quindi non si è fortemente motivati, probabilmente la scelta di un acquisto tradizionale prevale. Sicuramente l’arrivo di queste soluzioni nella grande distribuzione porterà un contributo importante, ma anche l’apporto del design può essere fondamentale. Il design infatti può contribuire a creare un’esperienza interessante e di qualità, anche dal punto di vista estetico, rendendo più competitive determinate scelte di acquisto e coinvolgendo quindi, grazie alla “bellezza” dell’esperienza, anche chi non mette al primo posto comportamenti responsabili.
I casi presentati di seguito sono un esempio della diffusione della vendita di prodotti sfusi e possono essere confrontati anche dal punto di vista delle scelte (o non scelte) di design.
Green Depot
Green Depot è un marchio newyorkese che distribuisce prodotti per l’edilizia e soluzioni per la casa ecosostenibili, che come mission si propone di facilitare stili di vita “verdi” in modo semplice, economico e gratificante. Tra le proposte, si trovano prodotti ecologici per la pulizia della casa venduti “alla spina”, lampadine a basso consumo, vernici a basso contenuto di VOCs, bidoni per il compost e progetti a basso impatto ambientale di designer esterni all’azienda.
Quello che risulta particolarmente interessante dal punto di vista del service design, oltre all’elevata qualità dell’immagine e della comunicazione, è la coerenza nella declinazione del concept in tutte le scelte di allestimento e l’attenzione al tipo di esperienza che lo store offre. Sono, infatti, presenti delle aree di sperimentazione dei prodotti, come per esempio le cabine buie che permettono di valutare i tipi di luce delle lampadine, l’area delle vernici per la creazione del proprio colore o i distributori di detersivi sfusi. L’esempio di Green Depot è sicuramente significativo per comprendere come il design possa “tradurre” valori, anche impegnativi, di un marchio, rendendoli interessanti ed appetibili per un mercato ampio.
Foto store: 222 Bowery, New York, NY 10012
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Simply Sma
Inaugurato all’inizio di settembre a Milano (via Novara, 15), il Simply Sma è un supermercato interamente basato sui concetti di ecologia e responsabilità sociale, che si applicano sia ai principi costruttivi e di arredo, sia ai prodotti in vendita.
Le soluzioni tecniche adottate per il risparmio energetico riguardano l’illuminazione, l’impianto freddo alimentare, l’impianto di condizionamento/riscaldamento e la fornitura energetica (per approfondimenti: b2b24.ilsole24ore.com). Per quanto riguarda invece arredi e accessori (cestini, carrelli, cartellini,…), sono realizzati in materiale riciclato proveniente dal riuso di 32.000 bottiglie di plastica.
I prodotti proposti, coerentemente con l’idea di fondo del supermercato, sono principalmente biologici ed equosolidali, con una presenza di prodotti a basso consumo energetico o 100% in fibre naturali. La proposta della sfuso riguarda alcuni alimenti (caramelle e cereali) e i detersivi.
Fonti: b2b24.ilsole24ore.com / greenme.it
Illustrazioni: retailforum.it
Immagini: 100ambiente.it
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Effecorta
Vai al post “Un format di supermercato “alla spina”: Effecorta”
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Progetto Riducimballi
Riducimballi è un’idea di Ecologos (http://www.ecologos.it/), ente di ricerca torinese che si propone di promuovere stili di vita sostenibili, tra cui l’eliminazione dei rifiuti alla fonte, tramite una serie di progetti applicativi che vengono proposti a enti pubblici e strutture private e commerciali.
> Negozio Leggero
Il primo Negozio Leggero è stato aperto lo scorso aprile a Torino (via Napione 37) e ci si va con i propri contenitori da riempire. Tutto quello che può essere venduto sfuso, infatti, lo è: pasta e legumi sono all’interno di vaschette circolari e acquistabili a peso, il caffè viene macinato sul posto, i detersivi sono alla spina e anche i cosmetici non hanno packaging, ma sono ridotti a capsule da inserire direttamente nelle trousse.
> Fontana Leggera
Le fontane leggere vengono installate nei Comuni che aderiscono al progetto ed erogano acqua pubblica refrigerata e addizionata con anidride carbonica con cui si possono riempire le proprie bottiglie ottenendo un prodotto a “km zero” che non produce ulteriori rifiuti.
> Furgone dei detersivi leggeri
Si tratta di uno strumento comunicativo che offre informazioni sull’iniziativa e che, durante eventi di piazza, permette di acquistare direttamente detersivi sfusi. Vuole essere uno stimolo per gli esercizi commerciali ad aderire all’iniziativa e vendere i prodotti nei propri punti vendita e allo stesso tempo un modo per creare consapevolezza nei cittadini.
Fonti: riducimballi.it / greenme.it
Immagini: riducimballi.it / greenme.it
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Autore: Lidia Tralli, servicedesignblog.wordpress.com















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1 response so far ↓
1 Approfondimenti sul tema dei prodotti sfusi: retail, costi, suggerimenti // Apr 6, 2010 at 8:02 am
[...] al tema della crescente richiesta di prodotti sfusi, già trattata in post precedenti con alcuni casi studio, segnalo 2 articoli che argomentano ulteriormente il tema, proponendo [...]
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